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20 Apr 2014
Apr 20 2014
00:12

Vaticano

È Pasqua, anche tra gli annulli

Questa mattina saranno operativi gli addetti di Poste italiane che seguono Sulmona (L’Aquila). Intanto, all’ombra del “Cupolone”…

Pasqua: nonostante la festività, Poste italiane sarà attiva questa mattina a Sulmona (L’Aquila) con un annullo di circostanza. Senza dimenticare che quelli in dotazione ai sette spazi filatelia resteranno in uso ancora da martedì al giorno 27.

Più simbolica -operativamente parlando- è l’obliterazione voluta dai colleghi del Vaticano, in quanto porta la data di oggi ma sarà disponibile agli sportelli alla riapertura, dopo le feste e fino al 24 maggio. Il bozzetto raffigura un particolare riguardante “Il Cristo della Parusia”, mosaico realizzato da padre Marko Ivan Rupnik nella cappella “Redemptoris mater” del palazzo Apostolico. In pratica, riprende il particolare del volto già presente nel francobollo augurale emesso ad 85 centesimi il 21 marzo.

Per l’occasione è stata allestita una busta con il medesimo dentello e, sul lato di sinistra, la tavola “Redentore benedicente” di Simone Martini, risalente al 1315-1320; adesso è conservata nella pinacoteca dei Musei vaticani. Il plico è disponibile anche raccolto in un folder (prezzi: 3,50 o 7,00 più spese di spedizione, pari ad 1,50 o 2,50).


19 Apr 2014
Apr 19 2014
20:34

Notizie dall'Italia

“Kit del turista”, si comincia. Da Matera

Il progetto, annunciato nel dicembre scorso, trova una concretizzazione nella città lucana. Città che per il 2019 si è candidata a capitale europea della cultura


Il francobollo del 1981

“Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”. Tenendo presente l’antico detto, Poste italiane punta ad un nuovo settore. Proprio alla vigilia di festività e ponti, concretizza il “kit del turista”, annunciato -perlomeno come idea- nel dicembre scorso.

Si parte da Matera, sull’argomento protagonista di un francobollo da 80 lire emesso il 4 luglio 1981.

L’iniziativa -ricorda una nota- “punta a creare nuove sinergie per valorizzare il «sistema Italia»”. La città lucana, dall’Unesco proclamata Patrimonio dell’umanità e per il 2019 candidatasi a capitale europea della cultura, è stata scelta grazie al supporto di Regione Basilicata, Azienda di promozione turistica, Comune e Camera di commercio locali.

Il progetto si basa su un approccio integrato fra servizi di ricettività, beni culturali, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, imprenditorialità. Utilizzando -ma è ovvio- le strutture del gruppo ancora per qualche giorno diretto da Massimo Sarmi.

Il pacchetto, ora acquistabile in sette punti di Matera e Policoro, costa 21,50 euro. Contiene una serie di servizi per visitare il territorio, offrendo buoni che permettono l’ingresso nei musei e nei siti nonché una carta utile ad acquistare prodotti locali a prezzo scontato. Contemplata pure la possibilità di inviare cartoline personalizzate direttamente dal telefonino. L’esperienza proseguirà al rientro a casa, poiché l’interessato potrà rimanere fidelizzato e legato con la memoria alle località visitate, acquistando on-line, su un sito dedicato, oggetti e prodotti tipici apprezzati ed assaggiati durante il viaggio.

Secondo l’operatore, il passo successivo coinvolgerà l’Associazione beni italiani Patrimonio mondiale Unesco. San Marino l’ha già fatto!


19 Apr 2014
Apr 19 2014
15:36

Notizie dall'Italia

Tariffa elettorale/3 Così si preparò l’Ente poste

Tre i punti chiave su cui, vent’anni fa, si focalizzò l’attenzione interna: modalità di ritiro, affrancatura, tempistiche

“L’impostazione può essere effettuata soltanto negli uffici Pt principali e/o locali (compresi gli uffici succursali) dislocati nell’ambito del collegio uninominale o della circoscrizione, a seconda che trattasi di plichi di un candidato o di una lista di candidati che ivi si presentano”.

È uno dei concetti che la direzione centrale servizi postali, dell’allora Ente poste italiane, diffuse nel 1994, cioè nel momento in cui era necessario concretizzare la disposizione introdotta il 10 dicembre precedente. Ed abolita dal Consiglio dei ministri ieri (news precedenti).

I plichi non potevano essere immessi nelle cassette in strada, ma consegnati agli sportelli con una dichiarazione in duplice copia: occorreva, infatti, tenere i conti dei numeri, sia per controllare che non si superassero i limiti stabiliti, sia soprattutto per chiedere il rimborso allo Stato. Inoltre, dall’esame di ciascun involucro o di ciascun invio, doveva risultare il nominativo del mittente, candidato o lista che fosse.

Già allora, ed anche se si suggeriva di approvvigionarsi per tempo di cartevalori da 70 lire o da 50+20, venivano consigliati “sistemi di francatura alternativi”. Ad esempio, la macchina affrancatrice, il vaglia di servizio o il versamento su ccp, il conto di credito ordinario. Qualsiasi strumento venisse adottato, era necessario, tuttavia, richiamare la normativa, ossia la legge 515/1993, e se necessario aggiungere “apposite diciture da riportare nello spazio riservato al francobollo”.

Chiuse le votazioni, e indipendentemente dai loro esiti, intervenivano i contabili delle direzioni provinciali. Ognuna doveva calcolare il numero degli invii spediti e -attraverso la struttura compartimentale- trasmetterlo a Roma, “al fine di richiedere ai competenti dicasteri interessati le integrazioni finanziarie per il maggior onere sopportato dall’Ente”. Nel caso risultasse che il singolo mittente avesse superato i limiti consentiti, avrebbe dovuto pagare di tasca propria la differenza.

Accanto al trattamento economico di favore, quello del trasporto. Perché, ovviamente, era necessario non ritardare. Anzi, il testo precisa che tali oggetti “devono essere immediatamente lavorati ed inoltrati per il recapito”. Non a caso, la Dcsp individuava procedure specifiche, suggerendo, “per quanto possibile, dispacci diretti” tra l’ufficio accettante e quelli di destinazione presenti nel collegio. Le sedi succursali, invece, dovevano formare un dispaccio ordinario diretto al centro di movimento presente nel capoluogo, indicando sull’etichetta la natura del contenuto, ossia “plichi elettorali”. Compito delle direzioni compartimentali e provinciali era di impartire disposizioni “atte a garantire la massima tempestività nella lavorazione e nel recapito”, dovendo “responsabilmente attuare tutti gli accorgimenti utili per fronteggiare il maggior traffico”, “in modo da assicurare la scrupolosa osservanza dei tempi previsti dalla legge”.


19 Apr 2014
Apr 19 2014
14:08

Notizie dall'Italia

Tariffa elettorale/2 Un super sconto nato vent’anni fa

La speciale tariffa venne introdotta nel 1993 come 70 lire. Poi, con l’avvento dell’euro, fu arrotondata, e mai più modificata, a 4 centesimi. L’ha abolita ieri il Governo


Invece dell’affrancatura materiale: il documento riguarda le elezioni politiche 2013

Una tariffa curiosamente rimasta inalterata per vent’anni. Appena un arrotondamento, nel momento in cui si cambiò moneta. Tariffa che -secondo quando ha deciso il Consiglio dei ministri (news precedente)- deve essere abolita.

È prevista dalla legge 515 del 10 dicembre 1993 “Disciplina delle campagne elettorali per l’elezione alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica”. L’articolo 17 prevede che ciascun candidato in un collegio uninominale e ciascuna lista di candidati in una circoscrizione “hanno diritto ad usufruire di una tariffa postale agevolata di lire 70, per plico di peso non superiore a grammi settanta, per l’invio di materiale elettorale per un numero massimo di copie pari al totale degli elettori iscritti nel collegio per i singoli candidati, e pari al totale degli elettori iscritti nella circoscrizione per le liste di candidati”.

Tale possibilità -viene precisato- “può essere utilizzata unicamente nei trenta giorni precedenti la data di svolgimento delle elezioni e dà diritto ad ottenere dall’Amministrazione postale l’inoltro dei plichi ai destinatari con procedure e tempi uguali a quelli in vigore per la distribuzione dei periodici settimanali”.

Nel tempo è stata estesa anche agli altri ricorsi alle urne, ma trovare un plico effettivamente affrancato è sempre stato difficile. Visti i quantitativi, di preferenza venivano impiegate le macchine affrancatrici od altri sistemi, dai timbri e fino alle più recenti formule commerciali, come la posta “target” e la “pro”.

Poste italiane accettava i “santini” contabilizzando tale importo e poi si faceva rimborsare dallo Stato. Una procedura che trova puntuale riscontro nel bilancio aziendale, anche se subordinata al numero di consultazioni effettuate nell’anno. Nell’ultimo documento disponibile, riguardante il 2012, si legge che “le integrazioni tariffarie ammontano a 10 milioni di euro (23 milioni di euro nel 2011)”. Proprio i 10 milioni di cui ha parlato il presidente del Consiglio dei ministri nella conferenza stampa.


19 Apr 2014
Apr 19 2014
12:10

Notizie dall'Italia

Tariffa elettorale/1 Il Cdm abolisce l’agevolazione

Matteo Renzi: i tempi sono cambiati; oggi esistono altri strumenti di propaganda ed intasare la cassetta con questi volantini è controproducente. Previsto un risparmio di 10 milioni


Il premier, Matteo Renzi, alla conferenza stampa

“Una misura che non fa contenti i partiti. Aboliamo le tariffe postali agevolate per la campagna elettorale per i candidati”. L’ha affermato ieri, alla conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri, il premier Matteo Renzi.

“Amici candidati, non vi conviene”, ha aggiunto il capo dell’Esecutivo. “Andate ad intasare le cassette della posta e fate arrabbiare la gente. Ma chi ve lo fa fare di buttare via soldi in volantinaggi?... Avete altri strumenti, oggi. Non è più come prima”. Aprire la cassetta “e trovare dozzine di volantini elettorali che hanno una tariffazione postale agevolata è controproducente”.

Precisando che, ad eccezione del titolare al dicastero per Economia e finanze Pier Carlo Padoan, “in Consiglio dei ministri non tutti erano d’accordo con me”.

Secondo quanto ha stimato il Governo, tale risparmio, inserito nella misura “Sobrietà”, vale 10 milioni di euro. Il provvedimento complessivo, chiamato “Italia coraggiosa e semplice”, comprende diverse altre voci.


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