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25 Apr 2014
Apr 25 2014
00:14

Notizie da Vaccari

I volumi, ma anche i viaggi papali

Torna “Libriamodena”, in calendario dal 3 al 4 maggio in piazza Grande. Accanto agli stand, gli incontri: Vaccari propone un viaggio tra i francobolli di Giovanni Paolo II


La filatelia racconta il papa

Torna “Libriamodena” e torna la presenza dell’azienda Vaccari presso la rassegna, ospitata, dal 3 al 4 maggio, a Modena in piazza Grande e sotto ai portici del municipio. “La mostra mercato del libro -spiega dagli uffici la responsabile editoriale, Valeria Vaccari- è un momento importante. Vede protagonista soprattutto l’editoria locale che sfoggia un catalogo in continuo sviluppo, tra titoli generici ed altri più prossimi al territorio. Nel contesto, ci inseriamo con i nostri: sia quelli che fanno riferimento alle tradizioni ed alla cucina, sia quelli di filatelia, soprattutto riguardanti l’antico Ducato. In occasione della fiera, garantiremo prezzi promozionali su tutti i volumi. In particolare, il «Formichiere blu», il catalogo di cultura modenese, propone sconti dal 30 al 70%. Tutti coloro che acquisteranno allo stand riceveranno inoltre un omaggio.”

L’iniziativa, promossa dall’Associazione editori modenesi, sarà raggiungibile, gratuitamente, tra le ore 9 e le 20. Rappresenterà, inoltre, l’occasione per puntare la lente su temi specifici. “Vista la doppia canonizzazione che si svolgerà fra due giorni, abbiamo pensato di proporre un approfondimento sui papi nella filatelia. Ne parlerà il giornalista Fabio Bonacina, autore di «Giovanni Paolo II - Viaggi di speranza», che abbiamo dedicato alle esperienze pastorali compiute da Karol Wojtyla nel suo lungo Pontificato. Ancora una volta, insomma, i francobolli possono raccontare l’attualità”. L’appuntamento, ad ingresso libero, è fissato per sabato 3 alle 17.10 presso la sala Europa, piazza Grande 17.

Nel contesto dell’area espositiva, il Circolo filatelico culturale “Alessandro Tassoni” organizzerà una mostra di cartoline e segnalibri dedicati agli scrittori e agli editori.


24 Apr 2014
Apr 24 2014
20:52

Libri e cataloghi

Passano dalle lettere quei rapporti segreti

Benito Mussolini e Adolf Hitler tra il 1922 ed il 1933: le loro relazioni riviste attraverso il materiale inedito lasciato da Renzo De Felice


Relazioni segrete e inedite

Lettere, dispacci segreti, relazioni fra i due dittatori, dalla “Marcia su Roma” alla salita al potere del Nazionalsocialismo: sono documenti scoperti dallo storico Renzo De Felice (1929-1996) mentre lavorava alla biografia del duce. Tali materiali, inediti, rappresentano la base del libro “Mussolini e Hitler. I rapporti segreti 1922-1933”, edito da Laterza.

In 304 pagine (20,00 euro), il saggio si pone alcune domande: qual è stato il legame tra l’Italia fascista e la Germania nazista? Quali differenze e quali somiglianze vi sono fra i due totalitarismi? L’Asse ed il Patto d’acciaio erano insiti nella logica di una comune natura o furono solo atti politici, rispondenti ad esigenze particolari, sostanzialmente tattiche e contingenti?

L’interpretazione generale dei contatti tra i due movimenti come di una semplice alleanza strategica e la negazione delle significative somiglianze tra Fascismo e Nazismo -scrive nella prefazione lo specialista Christian Goeschel- “ebbero un effetto fondamentalmente fuorviante”. Le relazioni -è vero- risultarono ambivalenti sia prima che dopo il 1933, “ma questo non inficia l’opinione che Mussolini e Hitler, e i loro regimi, si allearono dopo il 1936 per ragioni tanto ideologiche quanto strategiche. I due regimi andarono intrecciandosi sempre più l’uno con l’altro… Prima del 1933, la bilancia dei trasferimenti andava dall’Italia alla Germania, ma a metà degli anni Trenta la direzione… sarebbe cambiata”. Lo studio delle interazioni, insomma, “è un passo in avanti rispetto alle discussioni teoretiche”. E lo è anche rispetto alle analisi comparate che mirano semplicemente a ricercare somiglianze e differenze.


24 Apr 2014
Apr 24 2014
18:40

Vaticano

Due francobolli, un soggetto: l’organo

È la scelta compiuta dal Vaticano nel partecipare al giro PostEurop di quest’anno. Si trovano in San Pietro ed in San Giovanni in Laterano


L’annullo fdc…

Quale potrebbe essere l’interpretazione del Vaticano nel contesto dell’attuale giro PostEurop? La risposta è l’organo. Ad esso sono dedicati i due francobolli che usciranno, insieme ad altre voci, il 20 maggio.

Una delle disposizioni emanate durante il Concilio vaticano II -viene spiegato dall’Ufficio filatelico e numismatico- indica nell’organo a canne lo strumento più adatto all’uso sacro. Può apportare, infatti, “un notevole splendore alle cerimonie liturgiche ed elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti”, sia come accompagnamento del canto, sia se suonato da solo.

Quello raffigurato nel valore da 70 centesimi trova posto in San Pietro, per la precisione nella cappella del coro della navata di sinistra, di fronte ad un altro di fattura precedente. Fu costruito dalla ditta Tamburini nel 1974 e posizionato nello spazio lasciato dallo spostamento della cantoria; accompagna tutte le funzioni solenni, soprattutto quelle celebrate dal pontefice.

L’altro, citato nello 0,85 euro, è dovuto a Luca Biagi (1548-1608) e si trova a San Giovanni in Laterano. Venne decorato da Giovan Battista Montano che lo realizzò, in legno scolpito e dipinto, su disegno di Giacomo Della Porta. Si compone di tre campate, scandite da colonne tortili, con la centrale più grande e le laterali gemelle, ciascuna delle quali ulteriormente tripartita. Sopra, le statue: da sinistra, l’arcangelo Gabriele, Dio benedicente, la Madonna.

I fogli sono da dieci esemplari e la tiratura massima conta su centocinquantamila serie.


24 Apr 2014
Apr 24 2014
15:45

Dall'estero

Il calendario definitivo della Grecia

La nuova serie ordinaria: dodici francobolli, uno per ogni mese dell’anno, illustrati attraverso l’arte popolare

Debutta oggi la nuova serie ordinaria di Grecia, che porta il nome di Eleni Apostolou. A prima vista, si presenta senza una logica, ma essa c’è. Sono dodici francobolli, ognuno rappresentante un mese del calendario visto attraverso l’arte popolare. Così, il 2 centesimi è aprile, il 20 luglio, il 40 dicembre, il 50 gennaio, il 72 marzo, l’80 agosto, l’85 giugno, il 90 novembre, l’1,00 euro settembre, il 2,62 maggio, il 3,00 febbraio ed il 3,10 ottobre.

La cultura locale, le cui radici si estendono in profondità nel passato, ha prodotto un notevole numero di tradizioni e una ricchezza infinita di modalità espressive, dicono dagli sportelli. E persino i nomi dei mesi sono stati modificati, basandosi soprattutto sulle attività agricole, i cambiamenti della natura, le abitudini, le feste dei santi e le cerimonie religiose.

Gennaio, per dire, è noto come “protaris”; significa “primo tempo” o “nuovo arrivato”, poiché apre il nuovo anno. Febbraio è detto “kladeftis” (“potatore”), mentre marzo è “paloukokaftis” -letteralmente “paletto della recinzione che brucia”- in quanto il periodo è spesso così freddo che gli abitanti sono costretti a darli alle fiamme per riscaldarsi. Aprile, altro esempio, è ricco di colori e profumi e talvolta è definito “triandafyllas”, ossia il “mese della rosa”, perché è quando esse sono in fiore. E così via con gli altri…


24 Apr 2014
Apr 24 2014
12:11

Dall'estero

Foglietti in rilievo e su lamina d’oro. Dalle Filippine

Poco fa Manila ha rivelato il suo progetto per celebrare la doppia canonizzazione che si svolgerà il 27 aprile

Due foglietti, in rilievo, stampati su lamina d’oro, ciascuno contenente un francobollo dal nominale pari a 200 pesos.

Per la canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, le Filippine -di cui è stato poco fa reso noto il piano- hanno voluto strafare. Come si sapeva, l’emissione arriverà il 27 aprile, quindi la disponibilità teorica sarà contemporanea alla cerimonia prevista in Vaticano. Di fatto, gli sportelli locali abilitati cominceranno a commercializzarla da lunedì.

Ogni blocco, dovuto a Jose Antonio Jayme, propone nel dentello il viso del protagonista, al secolo Angelo Giuseppe Roncalli o Karol Wojtyla. Sullo sfondo dell’insieme, San Pietro ed i rispettivi stemmi. Diverse le tirature, a testimoniare il differente seguito per i due pontefici: nell’ordine, ammontano cinquemila e diecimila unità.


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