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28 Gen 2012
Gen
28
2012
12:51
Dall'estero
Dopo la Tunisia, anche l'Egitto celebra il cambio di regime. Aspettando la Libia, che giungerà il 17 febbraio
La sottolineatura egiziana
Il commemorativo tunisino per il primo anniversario dalla fuga dell'ex presidente Zine El-Abidine Ben Ali è giunto il 14 gennaio, ma non è il solo dentello teso a ricordare che già sono passati dodici mesi da quei drammatici giorni. Stando agli attuali programmi, un ulteriore francobollo arriverà il 17 dicembre per ricordare ancora una volta l'ambulante Mohamed Bouazizi. Nel frattempo, il 25 gennaio è giunto l'Egitto, così da ricordare le analoghe rivolte, nel Paese dei faraoni avviate proprio con il 25 gennaio 2011. Rivolte che hanno portato, il successivo 11 febbraio, all'espatrio di Hosni Mubarak. Si tratta di un foglietto da 2,5 sterline fotografico con la bandiera nazionale e soprattutto con la folla a piazza Tahrir, luogo diventato il simbolo delle proteste. “Tale onorato movimento sociale -è il commento espresso al Cairo- è stato appoggiato ovunque dagli egiziani; chiedevano cambiamenti e diritti per una vita dignitosa, libertà, giustizia sociale indipendentemente dalla loro appartenenza”. Intanto, si prepara la Libia, la cui vicenda ha avuto il picco il 20 ottobre con la cattura e la morte di Muammar Gheddafi, anche se la situazione appare ancora fluida. Cinque gli esemplari che -viene annunciato- debutteranno il 17 febbraio. Sono tutti uguali tranne nei nominali (250, 500, 750, 1.000 et 5.000 dirham) e propongono la carta nazionale con i colori della bandiera, quella già impegnata durante il Regno. Scomparso il richiamo alla Jamahiriya, come nome è tornato quello tradizionale, in inglese “Libya”.
28 Gen 2012
Gen
28
2012
01:17
Notizie dall'Italia
Sono le sedi degli ultimi due annulli richiesti dall'Associazione italiana di filatelia massonica, sodalizio che coinvolge circa duecento appassionati
Massimo ed Alena Morgantini
Da Bologna a Torino, dall'Aquila a Viareggio, da Lecce a Padova: sono diciassette gli annulli che l'Associazione italiana di filatelia massonica ha richiesto lungo il 2011. E altri due sono stati commissionati fra ieri ed oggi, a Palermo e Trieste. Segno di una rilevante attività. “Il primo manuale -spiega a «Vaccari news» il segretario del sodalizio, Massimo Morgantini- riguarda il convegno-mostra «Architettura e massoneria», promosso dal Grande oriente d'Italia presso la facoltà di Architettura nella città siciliana. Quello di oggi, invece, concerne un altro incontro, però dedicato al centocinquantesimo dell'Unità. Ulteriore tappa del giro che la nostra loggia ha promosso per la ricorrenza e che come filatelisti abbiamo sottolineato dal punto di vista marcofilo. In base agli attuali programmi, concluderemo l'esperienza risorgimentale il 17 marzo a Genova, per poi riprendere con celebrazioni più convenzionali”. Nata il 20 settembre del 2000, l'Aifm ha forma associativa aperta, ed oggi conta su circa duecento iscritti, sia massoni sia non. A coordinarla vi è un comitato direttivo eletto nel 2010 e che resterà in carica ancora fino al 2013. Oltre al segretario, vi fanno parte il presidente Gustavo Raffi, il presidente aggiunto Massimo Bianchi, il tesoriere Paolo Bianchi ed i consiglieri Edoardo Cavallè, Giuseppe Di Vincenzo, Carlo Galli. La quota annua è di 20,00 euro per i membri del Goi e di 15,00 per quelli che non lo sono. In cosa consistono le vostre attività? “L'Aifm si occupa di valorizzare dal punto di vista postale iniziative e ricorrenze che possono interessare gli aderenti. Richiede quindi annulli, e poi predispone buste adeguate al tema: anniversari, convegni pubblici, ma anche personalità massoniche, come Enrico Fermi, Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, Antonio Meucci, Salvatore Quasimodo. Allo stesso tempo, siamo in contatto con club stranieri, per dire di Austria, Brasile, Francia, Germania, Stati Uniti. Questi rapporti ci consentono di arricchire le nostre collezioni”. Poi ci sono le mostre… “Per noi costituiscono un'occasione con cui rivolgerci ad un pubblico non sempre informato sulla Massoneria. A Rimini, tra il 30 marzo e l'1 aprile, presenteremo una rassegna dedicata alle Americhe. Ossia, a uomini ed avvenimenti che hanno particolari legami con il nostro mondo. Stiamo lavorando, inoltre, per presentare la collezione di Renato Boeri, una delle maggiori d'Europa ed ora acquisita dal Grande oriente”.
27 Gen 2012
Gen
27
2012
19:01
Notizie dall'Italia
Saranno operativi da lunedì, ma l'azienda non ha ritenuto opportuno comunicarli ai media, se non all'ultimo momento
Possibili sorprese sulle aperture
Dal prossimo lunedì (ma in Veneto e in Friuli-Venezia Giulia sono stati introdotti già il 23 gennaio), Poste italiane cambierà gli orari al pubblico degli sportelli. Niente di eclatante, però sarebbe un dato di interesse generale, che la società -bizzarramente- non ha ritenuto opportuno far sapere ai media, se non poco fa. Secondo tale chiave di lettura, ogni utente scoprirà le eventuali modifiche leggendo, nel caso venisse affisso, l'avviso all'ingresso della specifica sede. Perché rispetto al passato, e salvo ulteriori cambiamenti, l'orario è sostanzialmente unico in tutta Italia, mentre prima ogni area aveva dei margini discrezionali, così da adattarsi alle esigenze locali. In base alla nuova tabella, dal lunedì al venerdì gli uffici grandi (cioè a doppio turno) resteranno aperti tra le 8.25 e le 19.10, mentre quelli medi (ad un turno) tra le 8.25 e le 13.35. I presìdi più piccoli, con appena uno o due addetti, saranno operativi nella fascia 8.15-13.45. Quanto al sabato, nei primi due frangenti si potranno spedire raccomandate, pacchi e vaglia dalle 8.25 alle 12.35, nell'ultima categoria dalle 8.15 alle 12.45.
27 Gen 2012
Gen
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2012
14:57
Dall'estero
“Giorno della Memoria”: la vicenda del battello “Pentcho”, di cui oggi rimangono alcune testimonianze postali. Ed un obiettivo…
Il capitano Carlo Orlandi
Avrà un seguito l'inconsueta avventura del “Pentcho”, e a riprenderla sarà Mario Rende dell'Università di Perugia. Non a caso, al suo attivo ha anche il saggio “Ferramonti di Tarsia. Voci da un campo di concentramento fascista”, edito tre anni fa da Mursia. “Ho incontrato alcuni sopravvissuti”, conferma il professore a “Vaccari news”. “Il 15 febbraio sarò in Israele perché quel giorno loro e i discendenti si troveranno a Netanya attorno al monumento che ricorda la nave. L'obiettivo non è solo commemorare: si vogliono individuare gli eredi dell'equipaggio del «Camogli» che li salvò. Vorrebbero fare una cerimonia insieme, così da sottolineare l'eroismo dei padri”. La vicenda risale al giugno del 1940 ed è citata anche da Gianfranco Moscati, per esempio nel libro “Documenti e immagini dalla persecuzione alla Shoah”. Al riguardo, il collezionista propone diversi materiali: alcuni sono invii postali diretti all'imbarcazione o comunque riferiti all'episodio. Il “Pentcho” era una vecchia barca fluviale che, partendo da Bratislava, doveva portare fino in Palestina 520 giovani ebrei per salvarli dallo sterminio. Con molta fortuna, riuscì a percorrere l'intero Danubio, ma poi, essendo una vera “carretta del mare”, in ottobre naufragò nell'Egeo. I suoi profughi ripararono su un'isola deserta e priva di vegetazione, senza alcuna possibilità di sopravvivere a lungo. “Furono avvistati da una nave del Regno Unito, ma chi era a bordo preferì non intervenire, perché la zona era minata. Un aereo italiano li notò ed avvisò il comando. In loro soccorso giunse appunto la motonave militare «Camogli», comandata dal capitano Carlo Orlandi. Una figura ben diversa da quella, qualche giorno fa giunta alla ribalta, di Francesco Schettino, della «Concordia»!”. “Orlandi e i suoi uomini superarono l'area pericolosa, recuperarono i superstiti portandoli a Rodi. Salvarono tutte le persone a rischio della loro stessa vita. Da Rodi, furono condotti a Ferramonti dove ebbero salva la pelle. Il comandante Orlandi, invece, non ebbe una buona sorte: a causa del suo gesto fu arrestato dai tedeschi e portato in un campo di concentramento in Germania, dove rimase fino alla fine della guerra. Per quello che ha fatto, avrebbe sicuramente il diritto di essere conosciuto e riconosciuto come «giusto fra le nazioni»”.
27 Gen 2012
Gen
27
2012
11:19
Notizie dall'Italia
Saranno impiegati nel fine settimana a Mantova e Palazzolo sull'Oglio (Brescia)
A Mantova e Palazzolo sull'Oglio il compito di sottolineare postalmente il “Giorno della memoria”. Nel primo caso, a prendere l'iniziativa è stata la Comunità ebraica cittadina, che per sabato 28 ha chiesto un annullo in cui primeggiano la “Stella di David” e del filo spinato a rammentare la Shoah. Il manuale verrà impiegato in piazza Mantegna 6, presso la libreria Di Pellegrini, dalle ore 15.30 alle 19.30. Sottolineando che “chi salva una vita salva il mondo intero”. Un sistema per valorizzare la contestuale (comincerà alle 16) passeggiata alla scoperta dell'antico ghetto. Il centro del Bresciano, invece, si è prenotato per domenica 29, grazie all'impegno dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia. Chi raggiungerà la biblioteca posizionata sul lungo Oglio Cesare Battisti troverà, dalle 10 alle 17, lo sportello avanzato di Poste italiane dotato di impronta e, in questo caso, di cartolina, venduta a 60 centesimi più l'eventuale affrancatura. Il richiamo visivo è alla strada ferrata, attraverso la quale avvennero le deportazioni. Deportazioni non solo di ebrei, ma più in generale dei “militari e politici italiani” condotti nei campi nazisti, come si legge nell'obliterazione, dove compare pure il triste simbolo triangolare con la sigla “IT”. Più esplicativa è la cartolina, che propone anche le foto di otto militari locali, morti nei lager: Remo Del Ton, Battista Fumagalli, Carlo Marella, Mario Guarienti, Francesco Giovanessi, Celestino Bolis, Mario Ruggeri ed Angelo Belotti.
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