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editor Fabio Bonacina

27234 news from 8/3/2003

Lavoro e passione
18 Apr 2024 16:19 - NEWS FROM ITALY
Sono i due elementi che da quarantuno anni caratterizzano la Fratelli Delle Case. A Gemona del Friuli (Udine) tratta articoli sportivi. Domenica l’annullo

Il manuale del 21 aprile
Il manuale del 21 aprile

I quarantuno anni di attività non valgono un francobollo ma, senza dubbio, possono essere celebrati attraverso un servizio marcofilo gestito da Poste italiane. È quanto accadrà il 21 aprile dalle ore 12.30 alle 17.30 nello spazio allestito in via Taboga 212 a Gemona del Friuli (Udine). Al centro dell’attenzione, la Fratelli Delle Case.

Si occupa di articoli sportivi, come spiegano i diretti interessati. La storia imprenditoriale è cominciata all’inizio degli anni Settanta, quando il padre, nonostante il lavoro impegnativo di autotrasportatore, seguì l’interesse per il ciclismo e fondò un gruppo di atleti amatoriali coinvolgendo in questa avventura amici, parenti e conoscenti, nonché i quattro figli cui ha trasmesso passione e spirito agonistico. Uno dei quali, Valter, ha gareggiato fino alle Olimpiadi di Mosca del 1980. Insomma, attività lavorativa ed esperienza sul campo, la cui fusione è stata concretizzata con un primo negozio nella vicina Majano, poi quello nuovo dove domenica si svolgerà la festa con l’annullo.


Fu il secondo Paese indipendente a emettere cartevalori postali; era l’1 agosto 1843. Lo ricorda la Germania attraverso lo 0,85 euro dedicato alla “Giornata del francobollo”

Il Brasile? Fu il secondo Paese indipendente a emettere cartevalori postali. Lo ricorda la Germania attraverso un dentello da 0,85 euro emesso il 4 aprile per la “Giornata del francobollo”. L’immagine porta il nome di Hanno Schabacker.

Dopo aver proclamato l’indipendenza dal Portogallo nel 1822 e incoronato come primo imperatore Dom Pedro, l’élite dominante cercò lo sviluppo economico. A ciò si aggiunse l’emissione sorprendentemente precoce, perché il sistema postale era molto importante. È del 1842 il decreto che stabiliva tariffe postali uniformi in tutto il territorio. L’1 agosto 1843 apparvero tre tagli da 30, 60 e 90 reis: vennero soprannominati “occhi di bue” per la loro immagine insolita che ricorda i bulbi oculari del bestiame; oggi sono considerati tesori della filatelia.

Il tributo teutonico, stampato in foglio da dieci o nel foglietto che ha coinvolto anche Bettina Walter, enfatizza il particolare dell’unica lettera conosciuta che riporta tutti e tre i nominali; gode di una reputazione leggendaria e allo stesso tempo documenta il primo utilizzo di una serie completa nel continente americano. Questa venne annullata il 22 agosto 1843 a Rio de Janeiro; il plico fu spedito con un veliero nella città portuale di Santos, a circa cinquecento chilometri più a sud. Acquistato nel 1956 da uno sconosciuto collezionista locale, il reperto è arrivato nelle mani del famoso filatelista tedesco-brasiliano Rolf Harald Meyer nel 1975 e ha trovato un nuovo proprietario nel 2007.

Germania - Il foglietto dedicato alla storica lettera sudamericana, ma c’è anche il francobollo in foglio da dieci
Germania - Il foglietto dedicato alla storica lettera sudamericana, ma c’è anche il francobollo in foglio da dieci

Grazie allo stratagemma, si sono salvate le “lettere” spedite da Orlando Orlandi Posti (1926-1944), ucciso alle Fosse ardeatine

La copertina
La copertina

Orlando Orlandi Posti nacque a Roma il 14 marzo 1926. Dopo l’8 settembre 1943 aderì al Partito d’azione e fu uno degli animatori dell’Associazione rivoluzionaria studentesca italiana. Il 3 febbraio 1944 salvò i suoi compagni da una retata dei tedeschi nel quartiere Montesacro, ma cadde nelle mani delle Ss. Rinchiuso nel carcere di via Tasso, fu fucilato il 24 marzo alle Fosse ardeatine.

Di lui rimangono le testimonianze spedite dal carcere, raccolte nel libro “Roma ‘44” (Donzelli, 390 pagine, 15,00 euro). Nel buio della prigione, torturato, morso dalla fame, tra momenti di sconforto e abbattimento e altri di improvvisa speranza e fiducia, in cui si slancia in piani di studio e di lavoro per il futuro, cerca il contatto con l’esterno, con la madre, con la fidanzata Marcella. E allora scrive, racconta di sé, di quello che sta vivendo, di quello che prova, e lo fa sfruttando pezzetti di carta che nasconde nella biancheria da lavare. I piccoli fogli, delle corrispondenze, che compongono questo diario sono la testimonianza di una apparente, drammatica, “quotidianità”.

La vicenda è stata portata alla luce dalla Fondazione archivio diaristico nazionale onlus di Pieve Santo Stefano (Arezzo) e pubblicata una prima volta nel 2004 con la curatela di Loretta Veri. La nuova edizione è arricchita dagli interventi della stessa specialista e degli storici Camillo Brezzi e Umberto Gentiloni Silveri; inoltre, offre un’introduzione firmata da Alessandro Portelli, che a quei tragici eventi del 1944 ha dedicato il volume “L’ordine è già stato eseguito”.

Le testimonianze racchiuse in lettere nascoste tra la biancheria da lavare
Le testimonianze racchiuse in lettere nascoste tra la biancheria da lavare

Il francobollo da 1,20 franchi, in prevendita dal 25 aprile, ricorda i due secoli raggiunti alla Federazione sportiva di tiro

Il francobollo pronto ad arrivare
Il francobollo pronto ad arrivare

La Federazione sportiva svizzera di tiro ha raggiunto i due secoli; con i suoi 130mila membri, rappresenta, nel comparto, il quinto sodalizio del Paese. Paese che gli ha dedicato un francobollo da 1,20 franchi. Dovuto a Erich Brechbühl, propone il classico bersaglio; mostra sei fori, quattro dei quali che lo centrano. Il dentello sarà in prevendita dal 25 aprile, arrivando ai restanti sportelli il 2 maggio.

Diverse le curiosità rivelate. Nel 1937, ad esempio, gli atleti tornarono a casa dalla Finlandia con un premio vivente per il primo posto conquistato nel tiro con carabina militare ai Campionati mondiali. Si trattava di un cucciolo d’orso, cui fu dato il nome Ameko, composto dalle iniziali dei nomi dei vincitori; visse fino al 1942 nello zoo di Zurigo.

Ai Giochi di Tokyo del 2021 Nina Christen ha conquistato una medaglia d’oro e una di bronzo per la carabina ad aria compressa e le tre posizioni. È stato un esito storico, poiché l’allora ventisettenne è risultata la prima connazionale a raggiungere la vetta olimpica. L’ultima affermazione in tale contesto risaliva al 1948 con Emil Grünig.

La Nazionale ora conta sedici donne e nove uomini; nelle manifestazioni giovanili di allenamento presso gli impianti regionali attualmente risultano, nell’ordine, ventidue e dieci.


La compagnia del gruppo Poste italiane si è affidata, per i suoi “B-737-400”, ad Atitech. Il contratto si svilupperà per trenta mesi

Per trenta mesi sarà Atitech ad occuparsi della manutenzione sull’intera flotta di “B-737-400”, velivoli in uso presso la compagnia aerea del gruppo Poste italiane, Poste air cargo.

“È il consolidamento di una partnership”, ha commentato il presidente e amministratore delegato della stessa Atitech, Gianni Lettieri. La collaborazione, infatti, è iniziata oltre un decennio fa. Negli ultimi due anni ha completato oltre trenta interventi manutentivi pesanti ed è in grado di realizzare qualsiasi tipo di operazione, fra cui la conversione da velivolo passeggeri a merci negli hangar di Napoli Capodichino.

Nell’impianto partenopeo e in quello di Roma Fiumicino la ditta fornisce servizi per la manutenzione di base, la progettazione tecnica, le soluzioni di design aeronautico e le attività di officina. I suoi nove hangar accolgono un parco clienti di oltre cento interlocutori tra compagnie aeree, enti istituzionali e governativi.

Il presidente e amministratore delegato di Atitech, Gianni Lettieri
Il presidente e amministratore delegato di Atitech, Gianni Lettieri

Riapertura in dicembre
17 Apr 2024 15:46 - FROM ABROAD
Riguarda la cattedrale di Notre-Dame a Parigi, cui la Francia ha dedicato ora l’ultimo foglietto relativo alla sua ricostruzione

Notre-Dame. Ultimo foglietto dedicato alla ricostruzione della cattedrale
Notre-Dame. Ultimo foglietto dedicato alla ricostruzione della cattedrale

Nuovo appuntamento della Francia con la ricostruzione della parigina Notre-Dame dopo l’incendio del 15 aprile 2019. Dal 2020, il Paese ha dedicato ogni anno un’emissione ai suoi tesori. La tappa attuale data 15 aprile (il 12 la prevendita) ed è l’ultima: la riapertura della sede è prevista per dicembre. Il blocco costa 1,96 euro e porta il nome di Sarah Bougault, la quale ha lavorato su foto di Pascal Lemaître.

L’attenzione è stata fissata sulla struttura portante: sostiene la copertura in piombo che protegge le volte dalle intemperie. Invisibile a fedeli e visitatori, è lunga cento metri e alta dieci; fu costruita nei secoli XII e XIII. Subì diverse riparazioni durante il Medioevo, la principale delle quali risale al 1378. Nel XIX, gli architetti Jean-Baptiste-Antoine Lassus ed Eugène Viollet-le-Duc la restaurarono e costruirono una nuova guglia.

Dopo il disastro di cinque anni fa, la decisione di rifarla in modo quasi identico. Lo studio approfondito e la datazione dei resti carbonizzati sono stati condotti da una sessantina di ricercatori specializzati nel legno, dagli archeologi ai climatologi. Allo stesso tempo, esperti hanno esaminato i documenti e le note di calcolo che consentono ai carpentieri di stabilire la disposizione dei diversi pezzi. Per l’obiettivo, circa millequattrocento querce provenienti dai boschi nazionali sono state potate utilizzando una tecnica mista che unisce segatura meccanica e squadratura manuale. Prima di essere trasportate sul posto, le parti del telaio sono state assemblate a terra per verificarne la precisione.

Con il completamento di tale impalcatura, la cattedrale ritrova la sagoma leggendaria, stagliata contro il cielo di Parigi.



Sono il filo conduttore del film “Cattiverie a domicilio”, diretto da Thea Sharrock e sul grande schermo da domani

Da domani al cinema
Da domani al cinema

Lettere anonime estremamente personali. È l’estrema sintesi del film “Cattiverie a domicilio”, segnalato dal lettore di “Vaccari news” Matteo Bottari e da domani sul grande schermo. Vede in regia Thea Sharrock.

La storia -inconsueta, ma vera- è ambienta lungo il 1922 in una cittadina affacciata sulla costa meridionale del Regno Unito, teatro di un farsesco e a tratti sinistro scandalo. Segue le vicende di due vicine di casa: Edith Swan (interpretata da Olivia Colman), originaria del posto e profondamente conservatrice, e Rose Gooding (Jessie Buckley) turbolenta immigrata irlandese.

Dopo che la prima e altre abitanti iniziano a ricevere missive oscene piene di scabrosità involontariamente esilaranti, le attenzioni ricadono sulla sboccata Rose, che viene accusata del reato e si arriva al processo. Quando però le signore -guidate dalla poliziotta Gladys Moss (Anjana Vasan)- decidono di indagare sul fatto, iniziano a intuire che manchi qualche tassello e che, in fin dei conti, la sospettata potrebbe non essere la colpevole.

Al centro vi sono missive oscene e anonime
Al centro vi sono missive oscene e anonime

Per quattro settimane il quotidiano ha dato spazio all’operatore per approfondire -con testi, francobolli, foto e oggetti- otto argomenti, dal coronavirus al progetto “Polis”

“La repubblica” il 29 marzo ha citato Enrico Mattei
“La repubblica” il 29 marzo ha citato Enrico Mattei

Mentre “La repubblica”, con Filippo Ceccarelli per la rubrica “Indizi neurovisivi”, citava il dentello dedicato a Enrico Mattei (era il 29 marzo, si ringrazia Sergio De Benedictis), il “Corriere della sera” firmava insieme a Poste italiane un’inconsueta iniziativa, per alcune immagini citando il Museo storico della comunicazione.

Sono inserti contenenti da una parte delle edizioni storiche, dall’altra approfondimenti più o meno pubblicitari in favore dell’azienda guidata da Matteo Del Fante. Dando parecchio spazio: ogni volta compaiono un testo introduttivo di Peppe Aquaro e altre due pagine illustrate, mostrando francobolli, foto e oggetti.

Il percorso -su cui è intervenuto anche l’Archivio storico dell’azienda- si è sviluppato per quattro settimane con otto puntate. Questi gli argomenti affrontati: la pandemia da coronavirus (20 marzo), la Grande guerra (21), la posta e i francobolli (27), il passaggio dalla lira all’euro (28), lo sport (3 aprile), le donne e la Repubblica (4), le emergenze (10), il progetto “Polis - Case dei servizi di cittadinanza digitali” (11).

Due delle pagine pubblicate dal “Corriere della sera”; rientrano negli approfondimenti sulla Grande guerra e sullo sport
Due delle pagine pubblicate dal “Corriere della sera”; rientrano negli approfondimenti sulla Grande guerra e sullo sport

Api… isolazioniste
17 Apr 2024 01:02 - FROM ABROAD
Sono quelle presenti a Man, ora celebrate con sei francobolli. Una legge locale che proibisce l’importazione di insetti analoghi e attrezzature le salvaguarda da malattie e parassiti

Un argomento sempre di drammatica attualità: è la vita delle api, e “La vita delle api” è il titolo della serie che Man ha sottoscritto il 12 aprile. L’occasione è stata offerta dal secolo e mezzo raggiunto dalla British beekeepers association.

Sei i francobolli, progettati dallo specialista nel settore Benedict Glazier di Glazier design in collaborazione con l’ispettore Harry Owens e con Ejc design; raccontano gli abitanti di un alveare e quanto vi gira intorno: l’ape operaia (figura nell’85 pence), il fuco (1,28 sterline) e la regina (1,60), nonché il loro lavoro (lo stesso nominale), i prodotti (2,31) e i custodi umani (3,21). Ai fogli da venti uguali si aggiunge una confezione dedicata al citato sodalizio con le cartevalori autoadesive (20,00).

L’azione tempestiva del Governo locale -è la nota- per vietare l’importazione di api, attrezzature o prodotti stranieri mediante il Bee disease act del 1987 (e successivi aggiornamenti), pone l’isola in una posizione unica, fornendo un ambiente che non è influenzato da malattie e parassiti presenti nel Regno Unito e in tutta l’Europa continentale.

“La vita delle api” - Sei i francobolli provenienti da Man
“La vita delle api” - Sei i francobolli provenienti da Man


Sei francobolli raccolti a foglietto citano altrettanti armamenti prodotti all’interno del Paese; ciascuno è gravato di un obolo pari a 5,00 grivnia

Disponibile dal 13 aprile (“Giornata dei lavoratori nell’industria della difesa”), è la serie “Armi della vittoria. Made in Ucraina”. Si aggiunge all’emissione del 29 settembre scorso in cui venivano enfatizzate quelle giunte dagli alleati. Il nuovo titolo -precisano da Kiev- è dedicato alla produzione nazionale più recente; con essa le forze di sicurezza e di difesa si oppongono al nemico e proteggono la vita degli abitanti.

Sono sei francobolli che citano il velivolo senza pilota “Shark”, creato per l’osservazione e la regolazione del fuoco; l’aereo tattico-operativo d’urto, anch’esso autonomo, “Lyutyi”, che colpisce bersagli fissi ma in profondità; uno dei più grandi droni con vista in prima persona “Eskadron”; il semovente d’artiglieria “Bogdana”, progettato per il calibro standard di 155 millimetri impiegato dai Paesi Nato; il veicolo corazzato “Kozak” per il trasporto di personale, armi e equipaggiamento; il drone marittimo “Magura V5”, un dispositivo robotizzato senza pilota utile per sorveglianza, ricognizione, pattugliamento, operazioni di ricerca e salvataggio, sminamento, protezione navale e missioni di combattimento.

Il primo e l’ultimo dentello sono degli “F”, ora da 30,00 grivnia; i restanti degli “U”, che ne costano 15,00. Tutti sono gravati di un balzello per la causa da 5,00. Vi hanno lavorato Oleksandr e Serhii Kharuk.

Il foglietto con sei francobolli inerenti alle armi fabbricate in Ucraina
Il foglietto con sei francobolli inerenti alle armi fabbricate in Ucraina


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