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20 Lug 2017
Lug 20 2017
18:07

Giornali, riviste e siti

Le cartoline secondo Vivian Lamarque

La scrittrice ricorda -sul “Corriere della sera”- l’ormai desueta pratica imposta ai bambini di un tempo: inviare i saluti postali dai luoghi delle vacanze

Tempo di vacanze, e riaffiorano i ricordi. Come quelli, postali, che la scrittrice Vivian Lamarque ha affidato al “Corriere della sera”.

“Quando i bambini partono soli, nei loro zaini infiliamo di tutto”, annota. “Meno una cosa che invece un tempo non mancava mai: l’elenco, con indirizzi, delle persone cui guai non inviare una cartolina. Sull’elenco in primis la signora maestra (che allora era una, non tante), poi le madrine di battesimo e cresima, la vicina di casa, la portinaia che le appendeva in guardiola, la parrucchiera che le appendeva sugli specchi, la nonna che le infilava nell’anta della credenza, zii e cugini un esercito, l’amica del cuore che le conservava tutte”.

“Erano in tanti allora a collezionarle”, prosegue, divise in mare, monti, laghi, città, monumenti, fauna, flora (utili anche per la croce delle ricerche scolastiche).

E cosa si scriveva? “Io sto bene come spero di te, tanti saluti e baci. E alla maestra: sempre la ricorda la sua alunna Boschi Maria”.


20 Lug 2017
Lug 20 2017
15:12

Emissioni Italia

Omaggio allo scienziato, ma fu delusione

Ottant’anni fa oggi morì Guglielmo Marconi; il 21 ottobre il via libera all’emissione che, però, fece registrare annotazioni significative per la scelta iconografica e per la distribuzione

“Il Consiglio dei ministri, nella sua seduta del 21 ottobre, ha approvato uno schema di decreto per l’emissione di tre francobolli a ricordo del grande scienziato italiano Giuseppe (sic!) Marconi, presidente dell’Accademia d’Italia, la cui recente scomparsa riempie ancora di cordoglio l’animo degli italiani e degli scienziati di tutto il mondo”.

Così -refuso nel nome compreso- annunciava “Il corriere filatelico” nel numero datato 31 ottobre 1937. Guglielmo Marconi, infatti, era morto il 20 luglio precedente, ottant’anni fa oggi.

Il tributo -per la cultura e la tecnica dell’epoca praticamente istantaneo- giunse il 24 gennaio seguente nei tagli da 20 e 50 centesimi nonché da 1,25 lire. Ma non furono rose e fiori, rivelando problemi esistenti ancora adesso: qualità e distribuzione.

Il numero successivo del mensile -oltre a indicare i nominali- dà atto che vi si stava lavorando. I dettagli e soprattutto il commento arrivano a gennaio. Gli esemplari, uguali fra loro, propongono “l’effigie, tolta da una fotografia piuttosto recente”, racchiusa in un ovale. “Ci sembra davvero un peccato -si legge- che non si sia approfittato di questa speciale occasione per permettere all’arte italiana di rivelarsi ancora una volta in una composizione allegorica allusiva alla grande scoperta”.

Un altro passo della nota rivela il secondo problema. Visto il personaggio, “vi è da prevedere che la serie… sarà largamente richiesta in tutto il mondo. La Direzione generale delle Poste, dati i frequenti reclami che riceve perché varii uffici non sono provvisti di francobolli commemorativi per tutta la durata della loro validità, ha raccomandato alle direzioni provinciali di regolarsi in modo che le direzioni stesse, gli uffici principali e le ricevitorie dei capoluoghi di provincia siano costantemente provviste dei valori”.


20 Lug 2017
Lug 20 2017
12:44

Notizie dall'Italia

Il centro culturale diverrà albergo

Venezia - Decisa la trasformazione di palazzo Querini Dubois. Il compito affidato da Europa gestioni immobiliari (gruppo Poste) a Coldwell banker commercial


Il francobollo del 1994

Doveva diventare “centro culturale e convegnistico dell’Ente poste italiane, per un rinnovato investimento nelle strategie formative e per la valorizzazione delle risorse professionali”. Così l’allora presidente, Enzo Cardi, presentò il restauro conservativo di palazzo Querini Dubois a Venezia. Un “pregevole esempio di architettura rinascimentale”, acquisito al patrimonio della realtà in corso di trasformazione da complesso statale a futura società per azioni. Era il 18 novembre 1994, quando all’edificio venne dedicato persino un francobollo, valore 600 lire.

Le cose, però, andarono diversamente e, tranne qualche iniziativa come quella per il secolo e mezzo di Poste italiane, il fabbricato rimase sottoimpiegato. Ora l’azienda intende metterlo a reddito e, per farlo, Europa gestioni immobiliari, cioè la struttura che per il gruppo segue tali compiti, si è rivolta alla divisione italiana della statunitense Coldwell banker commercial, specializzata nel settore.

L’obiettivo è selezionare un interlocutore interessato a convertire la sede in albergo ed a condurla in locazione. Questa dovrà occuparsi della progettazione e dell’esecuzione dei lavori, mentre saranno a carico della proprietà gli oneri amministrativi per il cambio di destinazione d’uso da direzionale a ricettivo.

L’edificio è in sestiere San Polo, tra i ponti di Rialto e dell’Accademia nel pieno centro cittadino; è dotato di un attracco privato sul canal Grande. Conta cinque piani fuori terra oltre a tre ammezzati, disponendo di una superficie complessiva pari a circa 3.900 metri quadrati, oltre ad una corte esterna di 220.


20 Lug 2017
Lug 20 2017
10:00

Dall'estero

La posta dei bambini c’è ancora. In Svizzera

Il gioco, un tempo piuttosto popolare, è tuttora commercializzato; si trova ad esempio presso gli sportelli del “gigante giallo”

Con una punta di rammarico per i tempi andati, tre anni fa Riccardo Bodo e Carlo Sopracordevole ricordavano la posta dei bambini tra i passatempi scomparsi. Così non è, almeno in Svizzera, dove, agli sportelli del “gigante giallo” vendono un prodotto analogo, ovviamente attualizzato.

Nella scatola, contro 33,90 franchi, si trova “tutto il necessario per i piccoli postini, dai francobolli alle buste, ai soldi finti e molto altro”.

Questo l’elenco dettagliato: francobolli, cartoline postali, etichette “A” per gli invii prioritari e quelle per gli espressi, libretto con indirizzi, matita, gomma, carta da lettere, buste, biglietti di auguri, bollettini di versamento, assegni postali, carta “Postcard”, timbro e relativo cuscinetto (senza inchiostro), sportello con buca, banconote e monete.


20 Lug 2017
Lug 20 2017
00:20

Libri e cataloghi

Il Medio Oriente in due titoli

I cataloghi provengono dalla Michel e considerano l’intera area, organizzata secondo l’ordine alfabetico tedesco

Difficile sintetizzare l’area con un titolo da libro, quindi breve ed orecchiabile; manca sempre qualcosa. Sia come sia, la Michel ha edito due cataloghi dedicati a quello che, più o meno, potrebbe essere definito Medio Oriente.

Un volume è presentato come Arabia Settentrionale ed Iran; le sue 768 pagine considerano, secondo l’alfabeto tedesco, Giordania, Irak, Iran, Israele, Libano, Palestina e Siria, senza contare i capitoli minori quali quelli inerenti ad occupazioni.

Il secondo riguarda l’Arabia Meridionale e Centrale. Contando 832 pagine, accoglie Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti (Stati preunitari compresi), Kuwait, Oman, Qatar e Yemen (in tutte le diverse declinazioni).

Le immagini sono spesso a colori, i testi nella lingua teutonica, per le valutazioni viene impiegata la moneta comune. In Italia sono commercializzati a 94,00 euro ciascuno.


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