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23 Feb 2012
Feb 23 2012
01:12

Libri e cataloghi

L'ultimo Nietzsche raccontato dalle sue lettere

Adelphi conclude la pubblicazione dell'“Epistolario” dovuto al filosofo tedesco


Il volume chiude la raccolta delle sue lettere

Il quinto volume, che raccoglie le corrispondenze risalenti al periodo 1885-1889 (1.372 pagine, 100,00 euro), ha raggiunto il mercato, ma la vera notizia è un'altra: si completa l'edizione italiana dell'“Epistolario” di Friedrich Nietzsche (1844-1900), curato da Giuliano Campini e Maria Cristina Fornari nella traduzione di Vivetta Vivarelli.

“I testi offerti al lettore -viene precisato dalla casa editrice, Adelphi- si rivelano preziosi per sfatare i pregiudizi -tanto radicati quanto infondati- e le manipolazioni più o meno dolose di cui Nietzsche è sempre stato, ed è tuttora, oggetto. Ed è impressionante notare, nelle lettere dell'ultimo periodo, come lo stesso filosofo sia consapevole del suo destino di pensatore frainteso: «…godo di una strana e quasi misteriosa considerazione da parte di tutti i partiti radicali (socialisti, nichilisti, antisemiti, cristiani ortodossi, wagneriani)»”.

L'atto finale dell'“Epistolario” si apre a Nizza, città cosmopolita che l'intellettuale elegge a suo “quartiere d'inverno”. Sono i giorni in cui è costretto a far stampare la quarta parte di “Così parlò Zarathustra” privatamente, perché la ricerca di un nuovo interlocutore si è rivelata problematica. Oscilla tra un'amarezza che può tradursi in toni di sconforto e l'esaltazione per il “nuovo compito”: quel pensiero dell'eterno ritorno che sente gravare su di lui “con il peso di cento quintali”. Intanto, la Germania gli si mostra sempre più lontana ed ostile, climaticamente e culturalmente, e diventa pressoché totale la solitudine. Finché non approda a Torino, che subito gli appare “magnifica e singolarmente benefica”. Sarà invece la tappa conclusiva della sua vita senziente: lì, poche settimane più tardi, la salute mentale cederà di schianto, e il filosofo sprofonderà in tenebre irreversibili. Ma, prima di estinguersi, durante il soggiorno piemontese divamperà nella sua fiammata più fulgida un pensiero che avrebbe lasciato un'impronta indelebile. Documento insostituibile di questo periodo sono le lettere, che, fino al culmine degli abbaglianti “biglietti della follia”, si rivelano parte essenziale degli ultimi, esplosivi suoi scritti.

L'iniziativa editoriale è nata nel 1977, quando uscì il primo volume con le corrispondenze del periodo 1850-1869, seguito dai successivi riguardanti gli anni 1869-1874 (realizzato nel 1980), 1875-1879 (1995) e 1880-1884 (2004).


22 Feb 2012
Feb 22 2012
20:19

Appuntamenti

A Reggio Calabria è tutto un cinema

Da oggi la mostra alle Poste centrali cittadine. Sabato a Milano la conferenza sugli errori pontifici. E nella notte successiva toccherà a Messina


Ha aperto oggi la mostra di Reggio Calabria

Se da un lato propone “Postepay fun”, portale dedicato all'intrattenimento, dall'altro Poste italiane firma la rassegna “Cinemautografi”, dedicata al mondo del grande schermo. Succede al Reggio Calabria Centro, in via Miraglia 14. Fino al 3 marzo (orario 8.25-19.10, sabato chiusura alle 12.35, ingresso gratuito), si potranno vedere le foto autografate delle più grandi star provenienti dal set statunitense e italiano, i premiati, i registi, i divi degli anni Trenta e Quaranta, gli attori delle serie televisive più seguite del momento. Complessivamente si tratta di duecentocinquanta istantanee che fanno parte di una più vasta raccolta della reggina Giusy Nocito. “È iniziata circa dieci anni fa -ha detto la diretta interessata- quando ho pensato di richiedere la foto autografata ad uno dei miei attori preferiti, Denzel Washington. Dopo averla ricevuta ho proseguito la mia ricerca, fino ad avere oggi oltre duemila foto con firma. Da appassionata di cinema, le foto rappresentano anche un modo particolare per fissare nel tempo film, trame, scene, e ricordare i loro interpreti con un segno unico come può essere un autografo”. “È anche l'occasione -viene spiegato- per scoprire una insolita forma di collezionismo, la raccolta di firme famose, che oggi coinvolge migliaia di appassionati che, con la loro ricerca, contribuiscono a preservare dalla distruzione un patrimonio cartaceo di grande valore”. Al tempo stesso, l'iniziativa costituisce un omaggio alla 84ª cerimonia degli Oscar, in programma a Los Angeles il 26 febbraio.

Di tutt'altro genere è l'appuntamento voluto da Associazione italiana di storia postale ed Unione filatelica lombarda a Milano: sabato 25, alle ore 15 presso la sede di via Leopardi 3. si svolgerà una nuova conferenza. Massimo Manzoni e Michele Passoni interverranno sul tema “Errori pontifici”. La partecipazione è libera.

Nella notte tra il 25 ed il 26, infine, entrerà in scena il Circolo filatelico peloritano. Che, in viale Boccetta, nell'ambito della quarta “Notte della cultura”, proporrà una esposizione di cartoline e francobolli, raggiungibile fra le 18.30 e le 2.00. Anche in questo caso, non è previsto un biglietto.


22 Feb 2012
Feb 22 2012
16:05

Dall'estero

La bandiera si fa in quattro

Dagli Usa nuova versione della “Stars and stripes”; un'attenta impostazione grafica permette di giocare sulla parola che sostituisce il nominale

Quella che negli Stati Uniti, per la sua onnipresenza, appare una vera e propria ossessione, torna sotto forma di carta valore postale per l'ennesima volta. Addirittura, facendosi in quattro.

Tanti sono i tagli “Forever” (esemplari permanenti ora vendute a 45 centesimi) con la “Stars and stripes” che sventola su un fondo bianco. L'immagine è identica, a distinguersi sono le parole aggiunte sotto il drappo: lette prima del “per sempre” che sostituisce il costo assumono un significato particolare. Sono: “libertà”, “diritti”, “uguaglianza” e “giustizia”.

Alla vignetta ha lavorato Arnold Holeywell; è basata su una foto scattata dall'art director Howard Paine, mentre il carattere scelto per le scritte richiama l'epoca coloniale.

La serie debutta oggi, per ora in versione autoadesiva, raccolta in libretti da venti o bobine da cento unità.


22 Feb 2012
Feb 22 2012
14:21

Notizie dall'Italia

In posta per scoprire la carta regionale dei servizi

Il progetto, sostenuto dalla Regione Lombardia, coinvolge alcune associazioni dei consumatori


La carta protagonista

Ora, e fino al 25 febbraio, l'iniziativa coinvolge l'ufficio postale più importante di Gallarate (Varese), quello situato in via Vespucci 9.

Davanti agli sportelli, un rappresentante delle associazioni dei consumatori è disponibile per informare i cittadini sui molteplici utilizzi della carta regionale dei servizi.

Il progetto coinvolge Acu, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del consumatore e Codici ed è realizzato con il contributo di Regione Lombardia. Intende diffondere la conoscenza e agevolare la fruizione di tutte le funzionalità collegate all'utilizzo dello strumento, “le cui potenzialità -spiega una nota di Poste- ancora non sono sufficientemente sfruttate, soprattutto con riferimento alle fasce di popolazione più anziane”.

È una tessera elettronica -aggiungono dal Pirellone- contenente una chiave privata che garantisce il riconoscimento dell'identità dell'intestatario; consente di accedere sia in modo tradizionale sia on-line ai servizi della Pubblica amministrazione. Vale infatti come tessera sanitaria nazionale ed europea di assicurazione malattia (sostituisce cioè il modello “E-111”), tesserino del codice fiscale, carta nazionale dei servizi.

La presenza troverà repliche in altre sedi tra marzo e giugno. Per adesso sono state individuate Como Centro (via Gallio 6), Milano Centro (piazza Cordusio 1), Milano 65 (via Gozzoli 51), Milano 67 (via Pindaro 29) e Monza Centro (corso Milano 56).


22 Feb 2012
Feb 22 2012
10:24

Appuntamenti

In… marcia dall'Italia al Tibet

Torino esposizioni - Due mostre in cui l'arte è protagonista: celebrando il centocinquantenario e denunciando il dramma asiatico


La partecipazione di Ezio Minetti

Da una parte la 54ª edizione della Biennale di Venezia che, in concomitanza del centocinquantesimo dell'Unità d'Italia, ha fatto in parte tappa a Torino; dall'altra il padiglione dedicato al Tibet. Due iniziative curate da Vittorio Sgarbi, ad ingresso gratuito, che si basano sull'espressione artistica contemporanea e condividono il luogo, ossia la sala Nervi di Torino esposizioni (corso Massimo d'Azeglio 15/b, da martedì a domenica 14-20), e il giorno di chiusura, il 26 febbraio.

Pur diverse fra loro, hanno in comune un altro elemento: la presenza di opere che si rifanno al settore postale.

Nella prima area, decisamente più grande, figura ad esempio “Letters to Juliet”, una delle cassette postali dell'iperrealista Marica Fasoli. È completamente ricoperta da graffiti amorosi e piena di finte missive che traboccano dalle fessure (anche le “cartevalori” ne richiamano di effettivamente esistenti, per giunta in argomento). Suoi sono anche due “pacchi”, “Giù le mani” e “Identità”. Di Massimo Delleani è invece il dipinto “Le imperfezioni del tempo”: accanto ad orologi, un bambino, chiavi e farfalla figura un plico che richiama il periodo ottocentesco con la massima “Oggi è già ieri. Cerca la chiave forse si può fermare”. Ezio Minetti ha avuto un'altra idea: ha preso una cartolina viaggiata davvero il 6 dicembre 1908, gli ha disegnato sopra un coloratissimo paio di occhiali ed ha intitolato il tutto “Torino 6.12.908”.

Alla seconda area ha contribuito Marcello Diotallevi, che per una volta ha lasciato le sue… produzioni di “cartoline” e “francobolli” per una lunga e tipica sciarpa tibetana con scritte color arancio (omaggio ai bonzi) dal titolo “Orange poem”. Spicca il progetto di mail art “Inviso”, dovuto all'ideatore della sezione dedicata al dramma che si sta consumando in Asia, Ruggero Maggi. Operando con buste, cartoline, vignette e timbri ha voluto offrire “un forte segno di protesta per ricordare tutti i martiri tibetani, lo spirito dei quali è incarnato dalla figura centrale del Dalai Lama, il cui viso è l'emblema del Tibet, senza dubbio il volto più inviso ai politicanti cinesi”.


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