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22 Mag 2012
Mag 22 2012
00:55

Dall'estero

La bandiera sui “Post & go”

Regno Unito - Rinnovate le immagini che caratterizzano le etichette dei terminali “fai da te”


La nuova versione dell'etichetta

Dopo il profilo di Elisabetta II introdotto nel 2008, gli uccelli affrontati tra il 2010 ed il 2011, gli animali del 24 febbraio scorso, il Regno Unito propone la bandiera. Da ieri le macchinette “Post & go” si sono tinte di patriottismo offrendo come immagine l'“Union Jack”.

Una scelta perfetta -è la considerazione giunta da Londra- per festeggiare il giubileo di diamante che vede protagonista la regina. Il nuovo supporto per le macchinette è disponibile presso i chioschi “fai da te” di 146 sedi. Giusto in tempo per le celebrazioni, che si svolgeranno dal 2 al 5 giugno prossimi (la cerimonia dell'incoronazione si tenne il 2 giugno 1953).

Le apparecchiature permettono all'utente, in autonomia, di pesare i propri invii, pagare l'affrancatura e stampare con i relativi dati le etichette autoadesive da applicare sull'involucro. Dal 2008, anno della loro introduzione, sono oltre 220 i terminali di nuova generazione messi a disposizione del pubblico.


21 Mag 2012
Mag 21 2012
17:31

Notizie da Vaccari

“Grazie della solidarietà; ci vediamo a Verona”

Numerose le testimonianze di interesse ricevute dopo il terremoto di ieri. Ma tutto è in ordine


Paolo Vaccari

“Grazie a tutti coloro che ci hanno chiesto o ci chiedono informazioni, stiamo bene”, dice dagli uffici di Vignola (Modena) il presidente della società, Paolo Vaccari.

“Fortunatamente, nella nostra zona i danni causati dal terremoto di ieri sono stati limitati, anche se la paura è stata tanta. Continuiamo come sempre il nostro lavoro, perché gli uffici sono operativi regolarmente. Stiamo preparandoci, infatti, per «Veronafil», in calendario dal 25 al 27 maggio. Dove -lo ricordo- saremo presenti solo il venerdì ed il sabato”.

“Questa volta, alla manifestazione avremo uno stand più piccolo rispetto al passato; porteremo un campionario rinnovato di filatelia e storia postale, i pochi lotti invenduti dell'asta che abbiamo organizzato il 14 aprile (esclusi i voluminosi), alcune proposte di annullamenti ed una ridotta selezione di libri, migliaia dei quali, fino al 25 giugno, sono in sconto. Suggerisco, pertanto, di prenotare quanto si desidera al più presto, contattando i nostri uffici (telefono 059.77.12.51, mail info@vaccari.it). In tale modo, sarete sicuri di trovare quanto domandato”.


21 Mag 2012
Mag 21 2012
16:44

Giornali, riviste e siti

Niente “pubblicità” sugli annulli

Cronaca di mezzo secolo fa: il documento che il 21 maggio 1962 spiega agli addetti il divieto


La circolare di mezzo secolo fa

Allo scopo di eliminare le incertezze manifestate da alcune direzioni provinciali, “si reputa opportuno fare presente che il divieto di allestimento ed uso dei bolli stessi deve intendersi esteso, prescindendo dall'importanza, a qualsiasi tipo di manifestazione (fiere, mostre, riunioni, congressi, ecc.). Con l'occasione si precisa che i bolli da porsi in uso presso eventuali recapiti, istituiti per periodi limitati, non dovranno recare legende che possano comunque avere relazione con le denominazioni delle manifestazioni che avessero determinato l'apertura dei recapiti stessi, e ciò ad evitare che si traducano, sia pure indirettamente, in una pubblicità alle manifestazioni medesime”.

Così precisa -pubblicato da “Rassegna postelegrafonica” nel numero del giugno 1962- il foglio disposizioni di servizio n°21, datato 21 maggio 1962. Esattamente mezzo secolo fa. Norma che i collezionisti indicano come “veto Spallino”, dal nome del ministro Lorenzo Spallino, in carica all'epoca e sostenitore della scelta, introdotta allora e perdurata alcuni anni.


21 Mag 2012
Mag 21 2012
09:52

Appuntamenti

Waterloo, la Russia, le carrozze di Napoleone

Una mostra aperta a Parigi permette di scoprire un fatto inconsueto: l'arrivo dell'imperatore a Parigi dopo la disfatta

Passando da Parigi, meglio non farsi scappare l'occasione. Perché la mostra “La berline de Napoléon - Le mystère du butin de Waterloo”, allestita sino all'8 luglio presso il Musée de la Légion d'honneur et des ordres de chevalerie, permette di scoprire una storia particolare.

Protagonista è appunto uno dei mezzi usati da Napoleone Bonaparte a Waterloo nel 1815. Il suo convoglio era composto da quattordici vetture, ma solo nove, dopo la disfatta, riuscirono a tornare indietro. Le altre vennero catturate dai prussiani, saccheggiate ed il bottino sparso. Ancora oggi, non si contano i pezzi in mani pubbliche o private.

Il grosso, però, fu recuperato integro. In base a quanto ricostruito, finì a Berlino, dove rimase perlomeno fino al 1919. Scomparso una prima volta dopo la resa della Grande guerra, riapparve nel 1932, per tornare ad essere nascosto durante il Secondo conflitto mondiale. Nel 1946 raggiunse l'Unione Sovietica, e praticamente non si seppe più nulla fino al 2000. Ora cappello, vestiti, argenteria e decorazioni sono custoditi al Museo storico di stato di Mosca, prestati per l'allestimento della città francese.

Un caso parallelo ed emblematico, risalente all'altra grande sconfitta, quella del 1812 dopo la Campagna di Russia, è citato da Clemente Fedele in “La voce della posta”. “In storia delle carrozze -scrive- l'aspetto estetico nonché l'effetto moda avevano grande valenza, con precisi ritorni in termini economici. Significativo quindi il nesso (potremmo quasi dire politico) fra il mezzo di trasporto usato e l'immagine di Napoleone in crisi, osservato al rientro della disfatta russa dentro un legno di posta di modello superatissimo, addirittura ridicolo. A Meaux, ormai in prossimità di Parigi, la carrozza imperiale aveva ceduto all'enorme sforzo, e pur di arrivare celermente alle Tuileries il sovrano si era adattato ad un modestissimo mezzo di proprietà del mastro di posta, una di quelle sgarziate vetture a due ruote con lunghe stanghe, antiquate, da sempre chiamate «chaises de poste». Con equipaggio così squallido avvenne l'ingresso nella capitale, compensato però dal passaggio (nessun altro poteva farlo) sotto l'arco di trionfo”.


21 Mag 2012
Mag 21 2012
01:34

Dall'estero

Burundi e Ruanda indipendenti

Doppia commemorazione da parte del Belgio nel cinquantenario trascorso dalla nuova fase


L'esemplare per “London 2012”

Nel 2010 l'omaggio dentellato per il mezzo secolo, del senno di poi rivelatasi tragico, passato dall'indipendenza riconosciuta al Congo. Ora l'analogo tributo riguardante due ulteriori territori africani, il Burundi ed il Ruanda, passaggio formalmente scoccato l'1 luglio 1962.

Così il Belgio ripensa alla propria storia nazionale ed in particolare alla fase della decolonizzazione avviata all'indomani della Seconda guerra mondiale. Per il doppio anniversario ha predisposto due francobolli di categoria “1” con cui spedire lettere di primo porto verso l'area extraeuropea. Realizzati da Gert Dooreman, utilizzano i colori delle rispettive bandiere ed offrono un tamburo o un paniere; sono confezionati in minifogli, in vendita a 5,95 euro, da cinque pezzi identici. Sullo sfondo, suonatori o terrazzamenti tipici. “Attraverso questa emissione -è la chiosa dell'operatore- Bpost intende onorare i due Paesi, fieri della loro individualità e della loro identità, volti verso l'avvenire con fiducia ed ottimismo”. La distribuzione filatelica si è svolta sabato a Lier; oggi sono attesi in tutti gli sportelli.

Contestualmente giunge, fra l'altro, un esemplare di taglio analogo, commissionato ad Els Vandevyvere per promuovere le Olimpiadi. In una scena che richiama alcune delle discipline per le quali Bruxelles nutre maggiori speranze, raffigura due atleti impegnati nella staffetta. Presenti un microtesto (si trova sotto gli anelli) e, nel foglio da cinque, una vernice applicata sul bus, sul quadrante del Big Ben e sulle indicazioni “London 2012” che caratterizzano la bandella laterale.


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