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22 Apr 2018
Apr 22 2018
01:24

Libri e cataloghi

L’incubo della memoria

Lavoro in tre tomi, firmato da Vitoronzo Pastore e dedicato alla Seconda guerra mondiale. Riguarda le testimonianze, anche epistolari, degli internati militari italiani


Tre tomi in cofanetto

Rammentare le vittime, ricordare quanto è successo affinché non succeda più. Sono due degli obiettivi insiti nella ricorrenza, ormai prossima, del 25 aprile. Gli stessi che animano Vitoronzo Pastore nella sua impegnativa attività editoriale.

Con il nuovo titolo ha superato se stesso, realizzando un lavoro suddiviso addirittura in tre tomi da 576 pagine ciascuno. È “Stammlager - L’incubo della memoria”, prodotto da Suma.

Lo scopo -dice lo studioso- “è raccontare come migliaia di ragazzi, che non ho mai conosciuto se non attraverso le corrispondenze e le testimonianze raccolte, seppero, attraverso le tragedie di una guerra e l’infamia di una ideologia perversa, salvaguardare la propria dignità di essere umani”. Dopo l’8 settembre 1943, “vennero disarmati con umiliazione generando disgusto e accrescendo una nuova consapevolezza; tutti i valori militari crollarono di fronte a quei bruti che avrebbero dovuto rappresentare la razza eletta”.

Aperta da un capitolo introduttivo, la ricognizione è svolta principalmente secondo i distretti e, al loro interno, per campi di detenzione. Tra gli altri temi, gli approfondimenti riguardanti i singoli prigionieri. Quando possibile, ha lasciato spazio alla parte epistolare, valorizzandone i contenuti o anche gli aspetti tecnici, come supporti, annulli, bolli. Le immagini sono in bianco e nero.

L’opera, in cofanetto, è indivisibile. Costa 75,00 euro, sapendo che il ricavato sarà devoluto in beneficenza.



21 Apr 2018
Apr 21 2018
10:26

Notizie dall'Italia

Magneti/2 È “un lavoro impegnativo”

Ma ogni volta che qualcuno apprezza questa semplice idea -ammette l’ideatore, Rinaldo Bellato- “mi tira su il morale”


Rinaldo Bellato con alcuni dei suoi lavori

“Mi piace visitare il nostro bel Paese, ed anche i mercatini dell’antiquariato; appena posso, vado alla ricerca di cartoline antiche che, con l’aiuto dell’elettronica, taglio, ritaglio, coloro, modifico, trasformo; talvolta aggiungo personaggi volanti”. È quanto ammette, in questa intervista con “Vaccari news”, Rinaldo Bellato, artefice -come ha raccontato nella news precedente- di magneti… postali. L’esito sono appunto le piccole calamite da frigo, “oggetti unici, surreali, fantastici che piacciono a tutti, giovani e meno giovani, ma soprattutto mi divertono”. Realizzati nel numero richiesto dall’interlocutore, hanno prezzi standard tra i 3,50 ed i 5,00 euro; una decina i formati possibili.

Però, è “un lavoro anche impegnativo, spesso faticoso, perché visito le città che desidero affrontare come Novi Ligure o Asti o Susa, cerco di studiare la loro storia su internet e rappresentarla al meglio. Nonostante non sia ancora riuscito a farla diventare la mia attività principale, è bello. Conosco meglio l’Italia, ricca di tesori artistici e culturali, scopro paesi e paesini sino ad allora sconosciuti che mi hanno sorpreso per la loro bellezza, dialogo con persone che, affascinate dalle cartoline e dai ricordi, mi raccontano storie cittadine, e ciò mi riempie di emozioni”.

Poi vi sono gli omaggi… “Ho regalato ad importanti rappresentanti delle nostre istituzioni, come il presidente della Repubblica ed il papa, il libro ed alcune calamite come auspicio per la mia nuova idea imprenditoriale. Queste le propongo ai musei, alle aziende, ai tabaccai, che forse più di altri sono vicini al territorio e alle persone, ed apprezzano molto la mia creatività. Anche se ti scontri con calamite di cattivo gusto, economiche, ovunque uguali, dove cambia solo il nome della città, Roma o Firenze o Torino, per conquistarti un posto fai una fatica immane, si guadagna poco, ma la creatività, l’ingegno, il buon gusto li abbiamo solo noi italiani”.

Quando affronta una nuovo centro, cosa fa? “Ogni volta che realizzo le calamite per qualche località, scrivo ai giornali locali ed agli altri mass media. Con poche risorse economiche, la mia pubblicità è il passaparola (con l’aiuto dei giornalisti), ma ogni volta che qualcuno apprezza questa mia semplice idea di trasformare cartoline, vecchie sì, ma piene di fascino, per renderle nuovamente vive, mi tira su il morale per realizzarne altre in giro per l’Italia” (fine).



21 Apr 2018
Apr 21 2018
00:55

Notizie dall'Italia

Magneti/1 La base? Le cartoline d’antan

La storia di Rinaldo Bellato: impiegando le vecchie cartoline con monumenti e panorami, produce oggetti ricordo da attaccare, ad esempio, al frigo


Il libro autoprodotto

Una selezione di quanto fatto ha raggiunto persino il presidente della Repubblica, che ha ringraziato via lettera. Destinatario, Rinaldo Bellatto, artefice di particolari magneti (sì, proprio quelli che si possono attaccare al frigo) partendo da cartoline d’antan.

È figlio di noti arredatori che, insieme ad altri mobilieri, resero Rosta (Torino) la famosa Brianza della val di Susa, dove negli anni Ottanta gli abitanti della zona andavano a comperare i mobili. “Incominciai quasi per caso vent’anni fa ad organizzare eventi culturali nel negozio, come la mostra di matite o di fotografie di Fulvio Roiter”, ricorda ora il diretto interessato in questa intervista con “Vaccari news”. La passione, “poco alla volta, mi portò per due anni ad allestire mostre itineranti”. “Poi nuovamente continuò la collaborazione in azienda sino a quando, due anni fa, vidi per caso su Facebook un’amica che aveva postato delle belle cartoline della mia Rivoli. Colpito dal suo amore per i ricordi e la città, incominciai a collezionarle, finché, ad un certo punto, mi domandai che cosa potevo farne”.

E cosa fece? “Mi dispiaceva che rimanessero nel cassetto, che pochi potessero conoscerle e apprezzarle. Come del resto mi dispiaceva che pochi conoscessero la storia avvincente delle cartoline o si soffermassero a leggere le storie di vita presenti”.

Quindi? “Allora, decisi di autoprodurre, a Natale del 2016 dopo un anno di lavoro, il volume «Bella Rivoli - Le cartoline raccontano 1900-1980». Si tratta di 120 pagine, a 19,00 euro: un libro unico, con oltre duecento immagini di cartoline della mia collezione e di alcuni collezionisti rivolesi, venti fotografie dell’Archivio storico di Rivoli, alcuni testi dell’archivio de «La stampa» di Torino. Narra in modo semplice, per nonni e nipoti, la storia della cartolina e la storia di Rivoli”.

Com’è arrivato a trasformare le cartoline in magneti? “Un giorno visitai il Museo della Reale mutua di Torino, e la direttrice mi consigliò di fare delle calamite. Pur non sapendo alcunché, la ascoltai e incominciai nel febbraio del 2017 a produrre tre calamite da frigo con rare cartoline di Rivoli. Il successo inaspettato mi ha portato a rappresentare, poco per volta, oltre cinquanta città grandi e piccole del Piemonte” (continua).



20 Apr 2018
Apr 20 2018
18:04

Dall'estero

Consegne rapide ed ecologiche

Sono quelle garantite dalla zurighese Notime, il cui 51% ora è stato acquisito dalla Posta svizzera. Gli addetti sfrecciano in città usando le biciclette


In bicicletta nelle città

Un settore “in forte espansione”, che “va incontro all’esigenza della clientela di un recapito sempre più veloce e flessibile nell’area urbana”. È quello caratterizzato dai corrieri in bicicletta che garantiscono interventi in poche ore.

Non a caso, La posta svizzera ha rilevato il 51% di Notime, azienda tecnologica di Zurigo, fondata nel dicembre del 2014 e specializzata appunto nel comparto. Essa ha sviluppato una piattaforma cui i commercianti on-line possono collegarsi con semplicità; consente loro, ad esempio, di automatizzare l’intero processo, dal conferimento dell’ordine alla pianificazione dei giri, fino al recapito.

Con tale mossa, il “gigante giallo” occupa al momento un segmento di nicchia, ma che “ha tutte le prerogative per svilupparsi nel prossimo futuro in una fetta rilevante di mercato”. Sempre più spesso i clienti desiderano ricevere nella stessa giornata la merce ordinata.

È proprio nelle città e negli agglomerati “che una consegna rapida e in più ecologica rappresenta un vantaggio competitivo determinante”, annota il responsabile di Postlogistics Dieter Bambauer.



20 Apr 2018
Apr 20 2018
15:48

Notizie dall'Italia

A Saronno per la Terra

Attendendo la ricorrenza del 22 aprile, per domani sono stati predisposti annullo speciale e sei cartoline fotografiche

Poste italiane celebrerà domani (la ricorrenza sarebbe però il 22 aprile) la “Giornata mondiale della Terra”. Lo farà con un annullo, richiesto direttamente dalla società guidata da Matteo Del Fante. Curiosamente, non sarà disponibile, ad esempio, a Roma. Ma nel Varesotto, e questo grazie all’impegno della locale referente di settore, Loredana Lenza, che già ha all’attivo la recente manifestazione di Legnano (Milano) dedicata alle donne. Allora come ora è riuscita a coinvolgere le associazioni locali, così da dare più slancio all’iniziativa.

L’attuale riferimento è l’ufficio postale di Saronno, collocato in via Varese 130. Qui, dalle ore 9.30 alle 12, sarà disponibile un annullo speciale; raffigura il parco milanese di City life con le torri Hadid ed Isozaki; vuole esprimere “una visione futuristica: le città possono essere più sostenibili se si rispetta la giusta proporzione tra spazi naturali e urbani”.

Si aggiungono sei cartoline in cofanetto (costo: 6,50 euro se nuove) con altrettanti scatti dell’architetto paesaggista Elena Galimberti, tesi ad evocare la correlazione tra ambiente e presenza umana. S’intitolano “L’onda”, “La finestra dell’anima”, “Nuvole dentro”, “Riflessioni”, “Strade naturali”, “Torri vegetali”. Saranno in vendita anche lungo lo Stivale, presso sportelli filatelici e spazi filatelia.

Prevista, alle 10.30, una cerimonia cui parteciperanno la fotografa nonché i direttori delle filiali aziendali di Busto Arsizio, Marco Valsecchi, e Milano 4 Ovest, Massimiliano Perazzetti.



20 Apr 2018
Apr 20 2018
13:19

Appuntamenti

Vecchi saluti, testimoni attuali

Roma - Ottanta cartoline raccontano com’era villa Doria Pamphilj ai primi del Novecento. E scatti attuali permettono il confronto


Cartoline da villa Doria Pamphilj…

Le cartoline riguardanti un solo complesso architettonico possono costituire l’oggetto di una mostra? Sì, naturalmente se la struttura in questione ha un particolare significato, e non importa se storico, edilizio o paesaggistico.

È il caso della romana villa Doria Pamphilj, che raccoglie un po’ tutte queste caratteristiche e lo dimostrerà ancora una volta dal 21 al 29 aprile. Quando la biblioteca del villino Corsini proporrà la mostra “Saluti da villa Pamphilj”. Resterà aperta tutti i giorni tranne il 23 ed il 25 dalle ore 10 alle 17, ingresso gratuito da largo III Giugno 1849 o da piazza San Pancrazio.

Nelle teche, ottanta cartoline risalenti ai primi del Novecento. Sarà “uno sguardo al passato, in un’epoca dove la bellezza si ricercava in luoghi segreti, in giardini mirabili arricchiti da statue, fontane monumentali e giochi d’acqua” anticipano gli organizzatori, che fanno capo al sodalizio intitolato al medesimo edificio.

I reperti sono in bianco e nero o dipinti a colori, alcuni non viaggiati ed altri compilati con calligrafie d’antan in diverse lingue. Tutti raffigurano luoghi simbolici: dalla palazzina dell’Algardi all’arco dei Quattro venti, dalla fontana del Giglio all’omonimo laghetto, dalla fontana della Lumaca a quella di Cupido. Insomma, la rassegna “offre la possibilità di ammirare un’inedita, unica, sublime bellezza”, una meraviglia che spingeva viaggiatori ed estimatori di tutto il mondo a visitare un luogo all’epoca collocato fuori città. Qui la contemplazione della natura e dell’arte diveniva una forza inarrestabile così intensa da spingere ad evocarla e condividerla. La potenza di un’immagine, attraverso un semplice supporto postale, aiutava a consegnare tale magnifica esperienza ai propri cari, agli amici.

Interessante è il confronto con gli stessi scorci immortalati ora, così da mostrare come le cose siano cambiate, nel bene e nel male. Le attuali -commenta il presidente dell’associazione, Paolo Arca- “sono fotografie che mostrano come il parco storico più grande di Roma sia implacabilmente peggiorato nel corso di un secolo. Sfruttamento ed abbandono hanno preso il sopravvento sulla cura e sulla bellezza: i visitatori che un tempo percorrevano i viali di villa Doria Pamphilj erano attratti dall’estetica del luogo, e ne restavano ammaliati ed ammirati mentre quelli di oggi la visitano con uno sguardo fuggevole, a tratti superficiale, distratto da una quotidianità incline solo al consumo e che non restituisce nulla alla bellezza”.

L’inaugurazione è prevista per domani alle ore 11.



20 Apr 2018
Apr 20 2018
10:51

Dall'estero

Sacher - La storia di un doppio successo

Tra i simboli di Vienna, figura in un francobollo da 1,70 euro emesso oggi in Austria. Sullo sfondo, l’albergo omonimo


Dolce ospitalità

La torta Sacher? In Italia ha avuto persino conseguenze cinematografiche (il riferimento è all’azienda Sacher film, cofondata da Nanni Moretti, appassionato del dolce). Ed oggi -la prevendita però, data 6 aprile- è arrivato il francobollo: nominale da 1,70 euro, è stato inserito nella serie “Gastronomia con tradizione”. Naturalmente è firmato dall’Austria, dove la prelibatezza è nata.

Tre gli elementi su cui si basa la vignetta fotografica, curata da Regina Simon: la fetta con il ripieno di marmellata di albicocche, la cioccolata con panna da accompagnarvi e l’albergo omonimo.

Artefice fu Franz Sacher che, ideando il piatto, pensò alla corte del principe Klemens Wenzel von Metternich. Era il 1832 e risultò un successo, tanto da divenire uno dei simboli di Vienna. Ancora adesso, è preparata a mano ogni giorno; nel 2017 ne sono state vendute e spedite in tutto il mondo 360mila.

E l’hotel? Venne aperto dal figlio Eduard lungo il 1876. Fu la moglie Anna -dopo la sua morte- a portarlo avanti facendolo diventare un luogo di incontro esclusivo per la politica, gli affari, le notizie e la cultura. Poi passò ai Gürtler, che ancora adesso lo dirigono insieme ai Winkler (è l’unico cinque stelle a conduzione familiare rimasto nella capitale). Si aggiungono, sempre sotto al nome Sacher, un albergo a Salisburgo ed i caffè di Graz ed Innsbruck.



20 Apr 2018
Apr 20 2018
01:03

Notizie da Vaccari

Gli auguri dell’Uspi

L’Unione stampa periodica italiana ha dedicato un articolo al trentesimo anniversario del semestrale “Vaccari magazine”


L’iniziativa è dell’Uspi

“I complimenti e gli auguri dell’Uspi per questo importante traguardo!”. È uno dei concetti espressi dal notiziario dell’Unione stampa periodica italiana nel contesto dell’articolo dedicato al trentesimo anniversario di “Vaccari magazine”, il semestrale che l’azienda vignolese intitola alla filatelia ed alla storia postale.

Nata nel 1989, da allora -si legge fra l’altro- la rivista “continua la pubblicazione presentando articoli e rubriche sulla filatelia tradizionale, ma anche più di «attualità», grazie alla collaborazione di appassionati, studiosi e giornalisti, esperti del settore”. Distinguendosi “per la validità degli approfondimenti proposti e per la preziosa veste editoriale”.

“È stata una sorpresa, non ce l’aspettavamo”, ammette il direttore responsabile, Paolo Vaccari. “Fa piacere vedere che il nostro impegno divulgativo e culturale sia apprezzato anche in un ambiente per così dire più tecnico, dove le esperienze sono molte e differenti, sia per gli argomenti, sia per continuità nel tempo, sia per le tirature. Quello che noi trattiamo resta un comparto di nicchia, ma che può farsi apprezzare anche dai non filatelisti per le leve a tutto tondo che riesce a muovere, dalla storia all’economia, dalla politica alla sociologia. E in tanti ne sono consapevoli”.



19 Apr 2018
Apr 19 2018
18:19

Giornali, riviste e siti

Paese da cartolina

Circa 5mila quelle, appartenenti alla collezione del Touring club italiano, montate sulla piattaforma Arts&culture di Google ed in libera consultazione

In questo momento le immagini riguardanti genericamente Roma sono 942, poi Firenze con 248, Bologna con 179 e Città del Vaticano con 114. Ma vi sono pure Grosseto (con 25), Termoli (20), Busseto (16), Abetone (8)… senza contare i singoli monumenti.

Sono tutte cartoline d’epoca, circa 5mila, appartenenti al Touring club italiano, messe on-line tramite la piattaforma Arts&culture di Google ed ora a disposizione di tutti (peccato che manchino i retro, dove in genere figurano, tra l’altro, i richiami a fotografo e editore).

Alla base del lavoro, la raccolta avviata ai primi del Novecento, quando la “Rivista mensile” del sodalizio invitò gli associati a spedire saluti postali dai viaggi; arriva agli anni Settanta. Si aggiunge il fondo donato dalla collezionista Mirella Santarelli.

Alla comoda consultazione tramite pc si somma una funzione da impiegare in mobilità, ora nella versione pilota. Bisogna caricare sul telefonino l’applicazione “Google arts & culture”, esistente per Android e Ios. Poi, nella sezione “Qui vicino” cliccando sul comando “Sfoglia”, sarà possibile avere accesso alle cartoline che raffigurano i monumenti e i siti dei paraggi, così da osservare come si presentavano un tempo.



19 Apr 2018
Apr 19 2018
15:32

Dall'estero

Se la piazza è filatelica

Per due giri di boa (il mezzo secolo della “Feria nacional del sello” ed il quarto centenario dell’area), la Spagna dedica a plaza Mayor un foglietto


Il francobollo del 1977…

Madrid - Secondo gli urbanisti è plaza Mayor; secondo gli appassionati è plaza Mayor del sello, a identificare quello che ogni domenica diventa il maggior punto di riferimento fisico per filatelisti, numismatici ed altri generi collezionistici (senza citare i negozi specializzati, posti sotto le arcate e nei paraggi).

Figura nel foglietto che la Spagna le ha dedicato oggi; a sottolineare la sua particolare “missione” avviata attorno al 1927 (lo ricorda ad esempio il 3 peseta del 7 maggio 1977), mostra sulle finestre dei palazzi che la circondano altrettanti francobolli nazionali.

L’emissione intende riprendere due anniversari. Uno è il mezzo secolo della “Feria nacional del sello”, la cui prossima tappa è prevista appunto dal 19 al 22 aprile; la citazione figura nel dentello da 5,00 euro che raffigura la statua posta al centro, quella per Felipe III. Ma è anche -lo si legge sul bordo della confezione- il quarto centenario raggiunto dalla stessa area, costruita cominciando il 2 dicembre 1617 per stoccare i rifornimenti in occasione della visita del medesimo re.

Rappresenta, inoltre, una meta per i turisti e per quanti vogliono assistere a spettacoli ed eventi.



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