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26 Mag 2018
Mag 26 2018
21:32

Appuntamenti

Guido Poloniato, è bis

Le sue collezioni hanno primeggiato sia in tematica, sia in maximafilia, vincendo in entrambi i casi il Premio “Fedele Fenaroli” dedicato ai lavori musicali


Parte della mostra, visibile ancora domattina

Quattro gli ori che hanno caratterizzato la manifestazione di filatelia musicale, il cui esisto è stato annunciato oggi pomeriggio nel contesto di “Veronafil”, il salone organizzato dalla Scaligera. Tre sono andati nella tematica, l’ultimo nella maximafilia, ma due di questi sono finiti allo stesso collezionista cui, guarda caso, poi la giuria gli ha attribuito, per due volte, il riconoscimento “Fedele Fenaroli”

Andando per gradi, Maurizio Amato e Paolo Guglielminetti hanno ottenuto 85 punti proponendo, nell’ordine “Cantando con Dio e per Dio - Nascita della musica medioevale in Europa” e “Da Berlioz al rock: la musica celebra le ferrovie”. Superati da Guido Poloniato, che ne ha ottenuti 88 attraverso “Finestra sui canti” in tematica ed 87 con “Messe... in musica” per la maximafilia.

La graduatoria è stata stilata da Giancarlo Morolli come presidente, Valeriano Genovese e Gianfranco Poggi; il commissario per la Federazione fra le società filateliche italiane era Alviero Batistini. La Fsfi e la Amici della musica “Fedele Fenaroli” di Lanciano (Chieti) hanno patrocinato l’iniziativa.



26 Mag 2018
Mag 26 2018
09:23

Giornali, riviste e siti

Archivio storico/2 L’articolo di “Sport club”

Il periodico dedica all’organismo di Poste italiane incaricato di preservare il passato un articolo di tre pagine; è firmato da Marco Oddino


È nel numero di aprile

Il 5 maggio del 1862 il Parlamento del Regno d’Italia approvava la legge postale nazionale. In quegli anni, le Poste “hanno contribuito al formarsi della Nazione, dello Stato, allo sviluppo sociale, economico e culturale del Paese. Hanno aiutato gli italiani a comunicare tra loro, a conoscersi, a scrivere e ad acquisire una lingua comune. Con il vaglia, hanno favorito le transazioni commerciali e i pagamenti, anticipando i moderni sistemi di trasferimento di denaro. Con i libretti di risparmio postale e con i buoni postali fruttiferi hanno educato al risparmio milioni di italiani, contribuendo al finanziamento di opere pubbliche. Con i propri palazzi e con le opere d’arte che vi sono accolte, hanno impreziosito il patrimonio artistico e architettonico” delle città. Si snoda da qui, tra “foto, filmati, opere d’arte, beni architettonici, documenti, pubblicazioni e strumenti di lavoro, il racconto di un’azienda che ha più di 155 anni di storia”.

Esordisce in questo modo l’articolo di tre pagine che, sul numero di aprile della rivista “Sport club”, Marco Oddino dedica all’Archivio storico dell’azienda, struttura ora, su appuntamento, aperta al pubblico presso lo stesso immobile che accoglie il Roma Nomentano, in piazza Bologna 39 della capitale (news precedente).

Sapendo che la società “ha un patrimonio di bellezza che non può restare chiuso in un magazzino, in un archivio, in un cassetto, nella cartella di un computer”; per questo “sta puntando molto sulla valorizzazione e sulla condivisione di un patrimonio così speciale, così importante, con iniziative editoriali, visite guidate negli edifici storici, esposizioni fotografiche, produzione di documentari” (fine).



26 Mag 2018
Mag 26 2018
01:00

Notizie dall'Italia

Archivio storico/1 Ora in Museimpresa

La vera notizia è un’altra: la struttura di Poste italiane tesa a conservare il passato si apre al pubblico su appuntamento. In collezione vi sono fotografie, pellicole, pubblicazioni, reperti


Venne creata nel 2001

Anche l’Archivio storico di Poste italiane aderisce a Museimpresa. Ovvero all’Associazione italiana archivi e musei d’impresa, nata a Milano nel 2001 per iniziativa di Assolombarda e Confindustria con l’obiettivo -viene spiegato dalla sede- “di individuare, promuovere e mettere in rete le imprese che hanno scelto di privilegiare il proprio patrimonio culturale all’interno delle proprie strategie di comunicazione”. Le realtà aderenti “offrono una ricca panoramica della storia produttiva, culturale e progettuale” del Paese e delle sue eccellenze nei principali settori del made in Italy: cibo, design, economia, moda, motori, ricerca. Il racconto è affidato ai documenti tecnici, amministrativi, commerciali, ai materiali iconografici, ai prodotti e ai macchinari conservati e valorizzati. Segni “che possono considerarsi a tutti gli effetti beni culturali, espressione delle valenze etiche ed estetiche dell’impresa e della capacità di innovazione, che dal passato si trasmette al presente”.

La pagina dedicata spiega in sintesi cos’è la struttura diretta da Federica Cosenza, proponendo in particolare una scheda sulle attività e sulla collezione che gestisce, fra cui 52mila fotografie, 1.100 pellicole, pubblicazioni (come le relazioni statistico-finanziarie ed i “Bollettini postali” dal 1863), reperti.

Dettaglio importante: il relativo patrimonio è consultabile su appuntamento presso la rinnovata sede di Roma (si trova nel palazzo del Nomentano, in piazza Bologna 39, telefono 06.59.581) dove, inoltre, è possibile organizzare visite guidate, laboratori e incontri culturali (continua).



25 Mag 2018
Mag 25 2018
19:45

Giornali, riviste e siti

Quando si chiedevano francobolli “degni” del Paese

Nella cronaca di cento anni fa, la proposta di realizzare una carta valore per la Croce rossa “che risponda al senso artistico italiano”. Ma il discorso si fece ampio…

I negozianti avrebbero dovuto organizzare un concorso fra artisti per realizzare un francobollo dedicato alla Croce rossa “che risponda al senso artistico italiano”. Era l’ipotesi discussa dalla rivista “Ideale filatelico” un secolo fa, poi ripresa ed ampliata da “Il bollettino filatelico”, il quale, “da anni”, richiedeva “una serie di francobolli degni dell’Italia”.

A riproporre il tema sul secondo periodico fu un capitano che scriveva dalla zona di guerra; venne pubblicata sul numero del 15 maggio 1918. “Come soggetti -annotava- mi permetto indicarli, proporrei si ricordassero i nostri grandi uomini, gli illustri della scienza, dell’arte, della politica e i martiri: aggiungerei la riproduzione dei tre episodi tipici della cacciata del barbaro (sempre lo stesso barbaro) dal sacro suolo nostro. Balilla, le giornate di Milano, la battaglia di Legnano. Credo riuscirebbe una serie interessante, istruttiva, e anche di propaganda patriottica”.



25 Mag 2018
Mag 25 2018
18:05

Dall'estero

Champions league: dentello per la finale

È stato emesso il 20 maggio dal Paese ospite, l’Ucraina, così da annunciare la partita prevista per domani. Il valore nominale è pari a 9,00 grivnia

Pronti per la sessantatreesima finale del torneo che ora si chiama Champions league, firmato dalla Union of european football associations? L’appuntamento è per domani, ed anche in questo confronto, al pari di “Russia 2018”, l’Italia non ci sarà: ormai, sia la Juventus che la Roma sono uscite di scena.

La partita decisiva si terrà a Kiev e vedrà in campo gli spagnoli del Real Madrid battersi contro gli inglesi del Liverpool. Un po’ come avvenne per la Coppa dei campioni conclusa a Parigi il 27 maggio 1981. Allora i sudditi della regina Elisabetta prevalsero per 1 a 0; presto si conoscerà l’esito della “rivincita”.

Intanto, il Paese ospite, l’Ucraina, ha emesso un francobollo che annuncia la sfida: è giunto con un minimo di anticipo, il 20 maggio. Costa 9,00 grivnia ed è raccolto in fogli da otto. Nella vignetta figurano stadio e coppa della Uefa. Previsto, sempre per il giorno 26, l’annullo speciale.



25 Mag 2018
Mag 25 2018
16:43

Notizie dall'Italia

Sanzionata Asendia Italy

Nel sito aziendale mancavano numerosi elementi obbligatori in favore dell’utenza; da qui la multa comminata dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: centomila euro

“Scure” da centomila euro quella abbattutasi su Asendia Italy, ditta posseduta totalmente dall’elvetica Asendia holding. È una fra le società attraverso le quali opera il gruppo internazionale omonimo, tra i maggiori a livello mondiale per la spedizione di corrispondenza e pacchi postali, nato da un accordo tra Swiss post e la francese La poste. A sottoscrivere la sanzione è stata l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

I problemi segnalati interessano il sito, nel quale, al momento del controllo, non risultavano pubblicate informazioni alla clientela riguardanti: le condizioni di offerta dei supporti; le modalità che gli utenti devono seguire per presentare reclami, segnalazioni e istanze di conciliazione; rimborsi e indennizzi; locali aperti al pubblico; modulistica per reclamo, domanda di conciliazione e risoluzione delle controversie dinnanzi all’Agcom. Inoltre, mancava un numero di assistenza telefonica dedicato ai clienti.

Secondo l’operatore, il collegamento alla carta dei servizi (quindi uno degli elementi assenti) si era “perso” nel passaggio dalla vecchia alla nuova presenza sul web.



25 Mag 2018
Mag 25 2018
14:59

Notizie dall'Italia

Dal Mise il bilancio di due anni

Nel corposo dossier si parla anche del servizio postale, in particolare del prossimo contratto di programma e dell’apertura alla concorrenza per la notificazione atti

Mentre, attorno al Quirinale, prende corpo, forse, la nuova compagine governativa, per la precedente è tempo di rendiconti. Il ministero allo Sviluppo economico, ad esempio, ha sottoscritto un bilancio di mandato da 82 pagine che spiega quanto fatto tra il maggio del 2016 e quello del 2018. Dove si parla anche dei servizi postali. Due i temi principali.

Da una parte, ecco il contratto di programma con Poste italiane. Concluse tutte le fasi attuative del documento riguardante il 2016-2019 (in realtà, 2015-2019), si dovrà pensare al successivo, già “a partire dal secondo semestre del 2018”. In base alle prospettive, il lavoro si presenterà “assai complesso in relazione alla crisi irreversibile che investe il settore della corrispondenza tradizionale e alla necessità di innovare i servizi di base offerti a cittadini e imprese”.

Nelle prossime settimane inoltre, diverrà operativa la norma contenuta nella legge 124 del 2017 (cioè la legge annuale per il mercato e la concorrenza), finalizzata ad aprire agli operatori privati il recapito di atti giudiziari e contravvenzioni. Giudicata “imminente” l’adozione del decreto che stabilirà le procedure per il rilascio delle licenze individuali speciali secondo i requisiti fissati dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.



25 Mag 2018
Mag 25 2018
12:34

Emissioni Italia

L’Anas perse la strada

Nell’immagine del francobollo da 95 centesimi, la targa di una casa cantoniera ed i loghi. È l’omaggio al novantesimo anniversario di quella che ora è una società per azioni

Un francobollo per l’ex Azienda nazionale autonoma delle strade, senza una strada, nemmeno simbolica, ma la targa di una casa cantoniera con gli immancabili loghi, quello standard dell’Anas e quello adottato per il novantesimo anniversario, l’occasione cioè alla base del tributo. L’esito, comunque, lascia perplessi. Forse è per questo che nessuno, al centro filatelico dell’Istituto poligrafico e zecca dello stato, ha voluto apporre la propria firma in “ditta”. E forse è per questo che l’ufficio stampa di Poste italiane ha inviato il materiale ai giornalisti solo alle ore 12.04.

Un’altra opportunità mancata per promuovere “Le eccellenze del sistema produttivo ed economico”, di cui al titolo dell’emissione. Emissione giunta oggi, con annullo speciale allo spazio filatelia di piazza San Silvestro 20 a Roma (nella sede di “Veronafil” viene impiegato quello con l’Arena in dotazione all’analogo negozio cittadino). Conta su quattrocentomila esemplari autoadesivi in fogli da quarantacinque. Il nominale è pari a 95 centesimi.

La struttura, allora Azienda autonoma statale della strada, nasce nel 1928 con il compito di gestire 20.622 chilometri di percorsi, ricordano nel bollettino illustrativo il presidente Ennio Cascetta e l’amministratore delegato Gianni Vittorio Armani. Solo dopo la guerra viene istituita l’Azienda nazionale autonoma delle strade statali, nei primi tempi impegnata per riparare strade e ponti distrutti. Dal 1955 -tesa anche all’incremento della rete autostradale- si arriva ad oggi, nel frattempo registrando ulteriori modifiche a nome e compiti. Oramai società per azioni, nel gennaio 2018 entra nel gruppo Ferrovie dello stato italiane.



25 Mag 2018
Mag 25 2018
10:36

Dall'estero

Rispettati dal 1868

Dopo un secolo e mezzo, Jersey dedica una serie (otto francobolli ed un foglietto) al sodalizio locale che si occupa di prevenire la crudeltà verso gli animali

La Jersey society for the prevention of cruelty to animals, cioè l’Associazione per la prevenzione della crudeltà verso gli animali di Jersey, compie un secolo e mezzo, il frangente giusto per una serie (abbondante) di francobolli. Si parla di otto esemplari raccolti in fogli da dieci uguali, due dei quali -il quarto ed il quinto- ripetuti anche in un foglietto.

Hanno debuttato oggi con la firma di uno specialista in materia, Andrew Hutchinson. Citano l’ambulanza attiva ventiquattro ore su ventiquattro (figura nel 50 pence), il benessere (65), l’educazione (76), le cure (82), il ritrovamento (94), l’impegno a dare una nuova casa (1,12 sterline), i volontari (1,38), la fauna nativa (2,64).

Quanto al sodalizio, venne fondato appunto nel 1868 con l’obiettivo di cambiare l’attitudine del pubblico nei confronti degli animali. Nel 1913 Frances Elizabeth Wilson creò una struttura specializzata nel curare quelli abbandonati, vaganti, ammalati o feriti. Oggi la Jspca fornisce vari servizi, anche nei confronti di ragazzi e gruppi, al fine di offrire loro stimoli educativi ed esperienze di lavoro in argomento. Nel contesto si fa notare l’onere dei volontari: aiutano nella gestione quotidiana del rifugio attraverso le attività di raccolta fondi, poi dedicano tempo per dare attenzione, gestire e far socializzare gli animali prima di ricollocarli.



25 Mag 2018
Mag 25 2018
00:41

Notizie da Vaccari

Antichi Stati e Risorgimento in asta

Numerosi i lotti che il 23 giugno saranno proposti sul mercato. La lente su alcuni di essi. Oggi e domani la possibilità di esaminarli a “Veronafil”


Il lotto 361…

“Oggi si apre «Veronafil» ed avremo il materiale scelto per l’asta del 23 giugno con noi, ad esclusione di alcuni degli articoli più ingombranti”, ricordano dalla società Vaccari, che resterà in Fiera anche domani. “Tutto, comunque, potrà essere esaminato presso la nostra sede di Vignola (Modena), dal 20 giugno su appuntamento. Nel frattempo, i lotti sono consultabili anche dal sito, dove le descrizioni, di cui parte integrante sono le immagini, sono state eseguite da Paolo Vaccari, ad eccezione della sezione dedicata alla posta aerea, curata da Silvia Vaccari. Quanto alle offerte, saranno accettate fino alle ore 17 del 22, ricordando che per chi acquista non vi sono commissioni (normalmente dal 20% al 22%) sul prezzo di realizzo”.

Complessivamente, le voci risultano 1.213 ed una buona parte di queste è dedicata al “cavallo di battaglia” dell’azienda, vale a dire Antichi Stati e Risorgimento.

“È difficile sintetizzare in poche parole quanto sarà in vendita; non mancano i pezzi importanti, ma anche quelli in grado di accontentare un po’ tutte le tasche”.

Tra i primi, ecco il 15 centesimi del III tipo rosso su carta vergata di Lombardo-Veneto usato (lotto 48, 5.000 euro), il 40 azzurro scuro di Modena nuovo con punto dopo la cifra e, unico esemplare noto, l’errore di composizione “Cen. t40” (83, 5.000), il 5 verde della II emissione di Sardegna nuovo (258, 3.800), l’1 grano bruno ruggine di Sicilia senza gomma della I tavola, I stato, con ritocco che il Sassone indica come R7 (313, 6.000), il 60 crazie scarlatto scuro su carta grigia azzurrata di Toscana usato (361, 6.500).

Quanto al capitolo risorgimentale, ecco, sempre quali esempi, alcuni reperti che riguardano il Veneto e il Mantovano nel 1866, tra cui l’invio da Rovigo a Cagliari del 15 luglio: era il giorno della liberazione dagli austriaci e naturalmente porta ancora i francobolli di Lombardo-Veneto, un 3 soldi verde ed un 5 rosso (sarebbero stati validi fino al 19 del mese); insieme, formano il Tricolore. Proviene dalla ex collezione di Albino Bazzi (407, 4.500). Oppure la raccomandata da Dolo a Mestre del 2 settembre seguente: scritta e partita dalla Venezia asburgica, fu portata clandestinamente a Dolo (già italiana) ed arrivò a Mestre il giorno dopo, risparmiando la via di Svizzera; è affrancata con sette tagli da 20 centesimi su 15 (due al verso) secondo l’appena conclusa convenzione (430, 7.500).



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