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26 Gen 2019
Gen 26 2019
12:54

Emissioni Italia

Omaggio a “Tulen”

Così da ragazzino veniva chiamato il calciatore Valentino Mazzola, nato un secolo fa oggi. Ed oggi il terzo francobollo che lo ricorda


L’appuntamento a Cassano d’Adda (Milano)

Un ritratto fotografico ed il toro rampante alle spalle. È la semplice immagine, realizzata da Fabio Abbati, che per la terza volta (le precedenti risalgono al 4 maggio 1999 ed al 22 ottobre 2009) porta il nome di Valentino Mazzola. Questa senza specificare cosa abbia fatto il personaggio rappresentato. È quanto compare nel francobollo “B” che verrà presentato alle ore 14 -atteso il figlio Sandro- presso lo stadio di via Filadelfia 36 a Torino, così da coinvolgere gli appassionati della squadra granata, e alle 18 nel teatro di via Europa a Cassano d’Adda (Milano), centro dove nacque cento anni fa oggi. Entrambi i luoghi hanno in dotazione l’annullo del primo giorno.

È proprio il sindaco della località lombarda, Roberto Maviglia, ad aver firmato il bollettino illustrativo. “Era un ragazzino molto vivace e si meritò presto il soprannome di «Tulen» -che in dialetto significa «latta»-, a causa della sua abitudine di palleggiare con qualsiasi oggetto metallico che potesse rotolare”, annota il primo cittadino. La vocazione si sviluppò giocando nelle file della Carlo Tresoldi, passando poi all’équipe dell’Alfa Romeo, quindi al Venezia calcio (con la cui maglia debuttò in serie “A” il 31 marzo 1940) ed al Torino. Con lui, questo fu il primo team a fare la doppietta Campionato e Coppa Italia. Nel 1942 esordì in Nazionale; un lustro dopo indossò per la prima volta la fascia di capitano, registrando altri successi. Successi bloccati improvvisamente il 4 maggio 1949, quando l’aereo che trasportava i giocatori, i dirigenti e i giornalisti si schiantò contro il muro della Basilica di Superga (Torino), provocando la morte di tutte le trentun persone a bordo.

Inserita nella serie “Lo sport”, la carta valore è autoadesiva, stampata in due milioni e cinquecentomila esemplari raccolti in fogli da quarantacinque. Utilizzabile per cartoline e lettere ordinarie di primo porto spedibili in Italia, è in vendita a 1,10 euro.



25 Gen 2019
Gen 25 2019
20:05

Emissioni Italia

Cavallini/2 La storia in pillole

A sintetizzarne premesse, obiettivi ed impieghi è stato, allo spazio filatelia di Torino approfittando dell’emissione commemorativa, il collezionista Francesco Aragno


La mostra documentaria

Una storia -quella, ricordata oggi con un francobollo (news precedente)- che vede le premesse nel 1772, quando il servizio postale viene ristrutturato introducendo la privativa: dunque, le prestazioni sono assicurate soltanto dallo Stato. A spiegarlo ai presenti presso lo spazio filatelia di Torino è stato il collezionista Francesco Aragno, il quale ha approfondito il tema della carta postale bollata del Regno di Sardegna, come dicono gli atti ufficiali. Ma che i collezionisti hanno chiamato sempre cavallini per via dell’immagine che vi compare.

Con Napoleone si adotta il sistema francese, che prevede la bollatura delle corrispondenze, approccio poi mantenuto alla Restaurazione, scalpellando (ma non sempre) il numero del Dipartimento dai timbri. L’obiettivo è frenare l’abuso delle epistole inoltrate privatamente, quindi senza pagare la tassa. Con il regio editto del 12 agosto 1818 si riuniscono le normative riguardanti posta lettere e posta cavalli. Ribadendo l’esclusiva ma concedendo a chiunque di svolgere la prestazione in autonomia saldando un diritto. È il corso particolare, per ottenere il quale occorre andare all’ufficio postale, far registrare la missiva e appunto pagare.

Un sistema non comodissimo. Da qui l’idea del segretario generale delle Regie poste, Pietro Lombard: introdurre la carta bollata, prevista dalle regie patenti del 7 novembre 1818. Tre i tagli, da 15, 25 e 50 centesimi, disponibili dall’1 gennaio 1819 e da impiegare secondo la distanza. L’immagine, unica, è dovuta allo scultore e medaglista Amedeo Lavy (1777-1864); propone insieme tutti i simboli: il cavallo, il corriere ed il corno di posta raccolti in cornici diverse, tonda, ovale, ottagonale.

Risulta impressa, con inchiostro e poi a secco, su carta, anche vergata e costolata, proveniente da forniture diverse senza o con filigrane varie. Solo in un secondo momento si impiega la carta filigranata con lo stemma e la scritta “Direzione generale delle Regie poste”. Ne viene prevista una quantità enorme, ma alla fine risulta poco usata. Per certi itinerari, andare a bollare in posta talvolta costa meno.

Il 30 maggio 1836 il sistema viene superato da un servizio statale più efficiente, rendendo inutile il ricorso ai privati. Gli specialisti sanno che esistono falsificazioni e reimpressioni, tipi di fogli diversi e addirittura una ristampa con autorizzazione, compiuta nel 1875 da Carlo Usigli. Accantonato l’oggetto, l’approccio concettuale tornerà decenni dopo con le marche riservate al recapito autorizzato ed ai pacchi in concessione (fine).



25 Gen 2019
Gen 25 2019
18:53

Emissioni Italia

Cavallini/1 A Torino il debutto

Emesso oggi il francobollo per la carta postale bollata del Regno di Sardegna, introdotta a Capodanno del 1819 ed impiegata fino al 30 maggio 1836


Il francobollo…

Festa oggi allo spazio filatelia di Torino, “unica sede del Piemonte adatta ad accogliere questi importanti eventi” che permettono la valorizzazione del passato, ha detto il responsabile della macro area territoriale, Giovanni Accusani, all’apertura della presentazione.

Presentazione che ha consentito di approfondire il francobollo “B” (dal costo di 1,10 euro, essendo utile per gli invii ordinari nazionali compresi nei venti grammi di peso) riguardante il bicentenario dei cavallini. O, meglio, della carta postale bollata del Regno di Sardegna.

A dirla tutta, l’appuntamento con la storia sarebbe stato a Capodanno, ma si è deciso di rinviare perché giorno festivo. A richiedere l’emissione, in quanto riguarda il territorio, è stata l’Associazione circoli e sezioni filateliche Torino e provincia, all’incontro rappresentata dal suo presidente, Corrado Hertel, autore anche dell’articolo inserito nel bollettino illustrativo.

Il dentello, tirato in due milioni di esemplari ordinati in fogli da quarantacinque, è autoadesivo. L’immagine è stata realizzata da Angelo Merenda; campeggia sul numero odierno del quotidiano “La stampa” in un ampio articolo, a sottolineare ancora una volta l’inutile e dannoso divieto concernente la diffusione del bozzetto prima del giorno di arrivo agli sportelli. Riproduce, su campo rosso, una delle tre impronte impiegate allora, ad essere precisi quella ovale da 25 centesimi. I due millesimi della vignetta evocano il periodo di vita di tali produzioni, appunto dall’1 gennaio 1819 al 30 maggio 1836.

Naturalmente, l’annullo fdc è stato appoggiato allo stesso negozio di Poste italiane (continua).



24 Gen 2019
Gen 24 2019
08:24

Emissioni Italia

Programma, le nuove integrazioni

Sicuramente non ancora completo, ma adesso il 2019 prende forma, tra ripetizioni e sorprese. Dopo Topolino, sarà il turno di Paperino


Tra i già visti, la Fiat, qui nel centesimo anniversario

Seconda parte del programma italiano, ventidue voci con qualche emissione “obbligatoria”, qualche ripetizione rispetto al passato, qualche sorpresa.

“Obbligatori” -anche se già visti nel tempo- sono ad esempio gli omaggi cinquecentenari a Leonardo da Vinci (il giro di boa riguarda la morte) ed a Tintoretto (la nascita).

Altrettanto visti, i tributi per la Fiat (nel centoventesimo), l’Associazione bancaria italiana e l’Organizzazione internazionale del lavoro (due centenari), lo sbarco alleato ad Anzio, provincia di Roma (settantacinquesimo), il Comando carabinieri tutela patrimonio culturale (cinquantesimo).

Si aggiungono l’incontro di san Francesco con il sultano (ottavo centenario), l’immagine della beata Vergine della Ghiara (quarto centenario della traslazione e dell’inaugurazione della Basilica), la Galleria degli Uffizi (duecentocinquantesimo dell’apertura al pubblico), la Pinacoteca di Brera (duecentodecimo, sic!, della fondazione), il Circolo San Pietro (centocinquantesimo, anche il Vaticano lo ricorderà), la Società oftalmica italiana (ancora un centocinquantenario), la ditta di penne Aurora, l’Associazione nazionale alpini, la cantante ed attrice Nilla Pizzi (tre centenari), l’Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma (cinquantesimo), l’Associazione italiana celiachia (quarantesimo), il regista Sergio Leone (trentesimo della morte), le sorgenti di Cassano Irpino (Avellino).

A Topolino (citato nel 2017) si aggiungerà Paperino. Ritornata -dopo l’assenza dell’anno scorso- la “Giornata della filatelia”, che ha senso solo se uscisse in un momento caratterizzato da “forti” iniziative per il settore; scontato il richiamo alla squadra di calcio vincitrice della serie “A”.

Nulla si sa, per ora, circa nominali e date di emissione, che dovrebbero concentrarsi nel secondo trimestre.



16 Gen 2019
Gen 16 2019
19:06

Emissioni Italia

Non c’è il due senza il tre

Già richiamato nel 1999 e nel 2009, il 26 gennaio tornerà agli sportelli, questa volta con un francobollo “B”. È il calciatore Valentino Mazzola

Sicuramente famoso, famosissimo, anche per la triste sorte che gli è capitata insieme ad altre trenta persone tra passeggeri ed equipaggio dell’aereo precipitato, ma quello atteso per il 26 gennaio è il terzo francobollo che lo cita espressamente. Come se non ci fossero altri calciatori degni di un pari tributo postale. È Valentino Mazzola, richiamato nel 900 lire (ma ci sarebbe pure l’“anonimo” 800) del 4 maggio 1999 emesso per il cinquantenario della sciagura di Superga (Torino) nonché nel 65 eurocentesimi datante 22 ottobre 2009 ed inquadrato nelle serie promozionali dedicate ad “Italia 2009”, in particolare per la “Giornata dello sport”.

Ora viene ricordato nel secolo dalla nascita, avvenuta il 26 gennaio 1919, attraverso un “B” (quindi dal costo di 1,10 euro, utile per gli invii ordinari di primo porto destinati all’interno). Appartenente alla serie “Lo sport”, il dentello è autoadesivo, tirato in addirittura due milioni e mezzo di esemplari; i fogli sono da quarantacinque.

La vignetta è dovuta a Fabio Abbati; propone un ritratto dell’attaccante e centrocampista; si aggiunge la sagoma del toro in posizione rampante presente nello stemma del Grande Torino, la squadra di cui fu capitano e simbolo.



15 Gen 2019
Gen 15 2019
17:12

Emissioni Italia

Orazio Raimondo e Federico Fellini, le proposte

I relativi centenari della morte e della nascita cadranno nel 2020. I suggerimenti per ricordare l’anno prossimo il sindaco di Sanremo (Imperia) ed il regista


Uno dei francobolli che citano Federico Fellini

Il programma delle emissioni d’Italia per il 2019 è ancora “monco”, nel senso che riguarda soltanto il primo trimestre, ma c’è già chi, giustamente, guarda avanti. È Andrea Gandolfo, che nel passato aveva suggerito omaggi dentellati per Alessandro Natta (ipotesi rimasta inascoltata) ed Oscar Luigi Scalfaro (concretizzata il 22 giugno 2018). Ora, scrivendo al ministro per lo Sviluppo economico Luigi Di Maio, ha segnalato due celebrazioni inerenti all’anno prossimo.

Una riguarda il deputato, avvocato, massone e sindaco di Sanremo (Imperia) Orazio Raimondo, vissuto tra il 6 giugno 1875 e l’11 gennaio 1920; il tributo dovrebbe essere previsto nel centenario della morte. Egli -annota il relatore- “è stato uno dei politici più insigni e rappresentativi dell’Italia giolittiana, eletto due volte deputato, tra i fondatori del Fascio parlamentare di difesa nazionale e membro della commissione d’inchiesta parlamentare sulla sconfitta di Caporetto. Celebre anche la sua attività forense, in particolare come difensore della nobildonna veneziana Maria Tiepolo nel processo che si tenne presso la Corte d’assise di Oneglia nel 1914”. A lui è dedicato inoltre uno dei corsi principali della stessa Sanremo, dove si trova la statua che lo raffigura. Alla memoria è stata intitolata la locale stazione sperimentale di floricoltura.

Più noto è il secondo personaggio, il regista Federico Fellini, nato a Rimini il 20 gennaio 1920 (è morto il 31 ottobre 1993), “autore -ricorda il proponente- di alcuni tra i film più celebri della storia del cinema mondiale”. “Sconta”, però, il fatto di avere già cartevalori nazionali. Figura citato, infatti, in tre francobolli: il 750 lire del 25 agosto 1995 “Centenario del cinema” con “Le notti di Cabiria”, l’800 o il 41 centesimi del 20 settembre 2000 per l’“Anno felliniano”, lo 0,60 euro fogliettato del 28 ottobre 2010 “Cinema italiano”.



14 Gen 2019
Gen 14 2019
15:59

Emissioni Italia

Carta bollata per Angelo Merenda

Suo è il bozzetto trasformato in francobollo per ricordare il bicentenario dei cavallini. Il tributo, un “B”, arriverà il 25 gennaio

Per l’omaggio ai cavallini è stato coinvolto un dipendente di Poste italiane, già noto per avere firmato diversi francobolli dedicati soprattutto al Natale. È Angelo Merenda, che talvolta si incontra anche alle manifestazioni filateliche.

La sua vignetta riproduce, su campo rosso, una (non è specificato quale) delle tre impronte riportate sulle carte postali bollate messe in circolazione nel Regno di Sardegna l’1 gennaio 1819 e in uso fino al 30 maggio 1836, differenti nel formato e nel valore in funzione della distanza e del servizio.

Il dentello, autoadesivo e tirato in due milioni di pezzi (i fogli sono da quarantacinque), arriverà il 25 gennaio. Sarà utile per inviare, all’interno del Paese, missive ordinarie, o anche cartoline, entro i venti grammi di peso; per questo riporta la lettera “B” e sarà venduto a 1,10 euro.



08 Gen 2019
Gen 08 2019
22:10

Emissioni Italia

Pitti immagine/2 Il francobollo nei dettagli

Le caratteristiche della carta valore, disponibile da oggi nel trentesimo anniversario del marchio. Oltre alla presentazione, anche l’annullo fdc è stato impiegato a Firenze


Il francobollo

Dopo la cronaca della cerimonia (news precedente), i dati sul francobollo per Pitti immagine, emesso oggi nel trentesimo anniversario di attività.

Si tratta di un dentello inserito nella serie “Le eccellenze del sistema produttivo ed economico”, dal costo attuale di 1,10 euro (riporta la lettera “B”) e destinato ad affrancare lettere ordinarie di primo porto dirette nel Bel Paese.

Il soggetto è dovuto all’art director Italo Lupi, che stamattina ha ricevuto il Premio “Pitti immagine alla carriera 2019”. Raffigura -spiegano dal ministero allo Sviluppo economico- il nome dell’azienda (vi è anche il logo) con un carattere tridimensionale nero su fondo grigio; i fili colorati evocano la cucitura sartoriale e indicano il ruolo giocato dalla società nell’industria della moda, ma anche i campi in cui è impegnata, quali arte, design, architettura e cultura.

Quanto al bollettino illustrativo, è firmato dallo stesso Italo Lupi e dal presidente del marchio, Claudio Marenzi. “La maggior parte delle manifestazioni e degli eventi organizzati da Pitti immagine -annota quest’ultimo nell’articolo- si svolge a Firenze, città dove nel 1951 si svolsero le prime sfilate di moda italiana e dal 1952 nella sala Bianca di palazzo Pitti da cui iniziò il successo internazionale del made in Italy. È da queste sfilate che Pitti immagine ha preso il proprio nome. Ed è a Firenze, alla ricchezza della sua storia artistica e culturale e della sua vitalissima realtà nel mondo della moda di oggi, che Pitti immagine e le sue attività internazionali sono particolarmente legate”.

Le cartevalori appaiono in fogli da quarantacinque; la tiratura -molto alta per gli standard attuali- conta su due milioni di esemplari autoadesivi. L’annullo fdc figura appoggiato nel negozio cittadino che Poste italiane dedica ai collezionisti. Per l’occasione, l’operatore è stato rappresentato dal responsabile per la filatelia, Fabio Gregori (continua).



08 Gen 2019
Gen 08 2019
20:53

Emissioni Italia

Pitti immagine/1 Questa volta, lavoro di squadra

Il mondo della moda e quello postale hanno operato insieme per raggiungere l’obiettivo: emettere il francobollo e far parlare di esso


Il momento in cui il bozzetto viene scoperto

Lavorando di squadra, il francobollo può tornare in primo piano. È accaduto oggi con il tributo per Pitti immagine, protagonista di intere pagine pubblicitarie sulla stampa (ovviamente a pagamento) ma citato anche all’apertura del “Tg2” trasmesso alle ore 13. Due esempi diversi, non gli unici, di come si possa operare con profitto. Al centro dell’attenzione, il lavoro dell’art director Italo Lupi, lavoro che da qualche giorno circolava come bozzetto e che oggi è stato presentato quale carta valore. Un’immagine diversa, anche se non di immediata comprensione, specie per chi è straniero. Curioso notare, per converso, come più o meno tutti i relatori, stamattina a Firenze per la presentazione in palazzo Vecchio, abbiano sottolineato la necessità di guardare all’estero.

“Questo è davvero l’anno del made in Italy, visto che è anche quello di Leonardo da Vinci”, ha esordito il sindaco, Dario Nardella. “«Pitti uomo» è una visione e questa un’edizione di bilancio”. L’azienda Pitti immagine “ha trasformato la città ma anche la moda internazionale… Ha saputo mettere insieme valori diversi, passato e presente, utile e futile. Ma servono lavoro e infrastrutture”.

“I trent’anni -sono le parole del presidente di Pitti immagine, Claudio Marenzi- rappresentano l’evoluzione, da una fiera in un happening. «Pitti uomo» è diventato il principale evento mondiale maschile”. Per questo si parla di “Settimana della moda maschile italiana”, condivisa tra Firenze e Milano, “che si è elevata su tutti. Il francobollo veicolerà il marchio in Italia e nel mondo”.

Il presidente di Sistema moda Italia, Marino Vago, ha sottolineato “l’importanza dei nostri prodotti, apprezzati all’estero”, anche per quelli intermedi come i filati. Lanciando poi un appello, “perché il mercato ora richiede qualità e sostenibilità”.

Quanto alla presidente del Centro di Firenze per la moda italiana, Antonella Mansi, ha espresso il piacere sentito da chi esercita un’impresa quando vi è un pubblico che “fa il tifo”. Quindi, si è soffermata sulla formazione e sulle iniziative di sistema.

Dal canto suo, il presidente dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Carlo Maria Ferro, ha sottolineato la rilevanza del settore tessile e abbigliamento. “I numeri dimostrano l’importanza dell’esportazione; il gigante Cina deve diventare un’opportunità, non una minaccia”.

“Recuperare quello spirito di comunità, l’idea di una società inclusiva ed aperta che pone al centro il lavoro”. Sono alcuni dei concetti su cui il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, si è soffermato. Citando ancora una volta l’importanza della formazione e delle infrastrutture.

È stato il sottosegretario per lo Sviluppo economico Michele Geraci a chiudere gli interventi. Ricordando che il prodotto interno lordo “dipende fondamentalmente dall’esportazione” e che l’Italia vanta un surplus commerciale di circa 50 miliardi, “quasi come il deficit dell’intero Paese”. Andando nel dettaglio, ha aggiunto che “la nostra opportunità è competere non sulla scala ma sulla qualità”. Insomma, “il Mise e l’Ice sono dietro la moda” (continua).



01 Gen 2019
Gen 01 2019
00:35

Emissioni Italia

Due secoli fa i cavallini

Furono disponibili da Capodanno e rappresentavano una carta valore bollata. Il prossimo 25 gennaio arriverà un ulteriore francobollo che li cita


Il francobollo del 1961

Debuttò a Capodanno del 1819 e verrà ricordata con un francobollo “B” atteso per il 25 gennaio. È la carta bollata del Regno di Sardegna, che i filatelisti conoscono meglio come “cavallino”, dall’immagine che reca. Realizzata da Amedeo Lavy, propone un postiglione a cavallo che suona la tromba; tre i tagli, da 15 centesimi (l’immagine è tonda), 25 (ovale) e 50 (ottagonale), impiegabili in base alla distanza che la missiva avrebbe percorso.

“È il primo esempio di carta valore bollata al mondo, anche se non in funzione di un servizio ma per riscuotere un diritto di tipo fiscale relativo alla posta”, si legge ad esempio in “Interitalia”, il manuale specializzato negli interi postali curato da Franco Filanci, Carlo Sopracordevole e Domenico Tagliente. “L’editto del 12 agosto 1818, fissando il monopolio di Stato sulla posta nei «territori di terraferma» (Piemonte, Savoia, Liguria e Nizzardo), proibiva ai privati di trasportare lettere, a meno che non fossero prima presentate a un ufficio di posta per la bollatura, la registrazione e il pagamento del diritto postale. Poiché tuttavia il sistema aveva molti inconvenienti, soprattutto a causa dello scarso numero di uffici postali esistenti, nel 1819 furono emessi fogli da lettera già bollati, usabili esclusivamente per tali corrispondenze «in corsi particolare» senza ulteriori formalità”.

Non è la prima volta che il soggetto arriva tra i dentelli. Richiami più o meno diretti si trovano nel 1.000 lire destinato ai pacchi postali, cioè il “Cavallino” per antonomasia (fu emesso il 14 giugno 1954 con filigrana ruota alata e nel febbraio 1957 con quella a stelle), nell’analogo taglio da 2.000 (14 dicembre 1957), nel 15 “Giornata del francobollo” (3 dicembre 1961), nel biglietto da 550 per il centenario di questo tipo di interi e nel centosettantesimo degli stessi cavallini (30 settembre 1989), nel 60 eurocent dedicato all’Unione stampa filatelica italiana (1 settembre 2006).

Come non citare, infine, le buste del primo giorno omonime, ora vendute da Poste italiane?



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