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05 Set 2018
Set 05 2018
12:02

Vaticano

Nuove tariffe. Il listino adottato oltre Tevere

Tre, sostanzialmente, le categorie di revisioni che saranno introdotte domani: riguardano la corrispondenza, i pacchi e gli invii affrancati a macchina

Pronti ad arrivare -domani- i nuovi francobolli del Vaticano, aggiornati con le tariffe che sempre il 6 settembre verranno aumentate. Tre, sostanzialmente, le categorie principali di revisioni: riguardano la corrispondenza, i pacchi e le spedizioni non massive affrancate meccanicamente.

La prima, ovvio, è la più richiesta. Un plico ordinario (anche se ufficialmente viene definito prioritario) spedito all’interno del minuscolo Paese o in Italia richiederà 1,10 euro (se pesa fino a vento grammi), 2,60 (entro i cinquanta), 2,70 (cento), 3,60 (duecentocinquanta), 4,60 (trecentocinquanta), 5,40 (mille) e 6,00 (duemila). Se si vuole la raccomandazione, gli stessi scaglioni saliranno a 5,40, 6,95, 7,45, 8,05, 9,00, 11,05, 14,75.

Nei rapporti con l’estero, permangono le abituali suddivisioni geografiche: una per Europa e Mediterraneo, la seconda verso Africa, America ed Asia, l’ultima diretta in Oceania. Queste le cifre necessarie: 1,15, 2,40, 3,00 (fino ai venti grammi per le tre destinazioni), 3,00, 4,00, 5,00 (cinquanta), 4,00, 4,80, 7,00 (cento), 5,70, 8,60, 10,50 (duecentocinquanta), 6,50, 9,00 12,50 (trecentocinquanta), 8,50, 13,50, 18,50 (mille), 13,50, 23,00, 27,50 (duemila).

Come al solito, tra le diverse voci vi è quella degli aerogrammi: serviranno 1,15 euro se spediti in Europa o Mediterraneo, 2,40 verso tutte le altre mete.



04 Set 2018
Set 04 2018
01:01

Vaticano

Omaggio ai pittori veneziani, via Berlino

Il Vaticano ricorda Canaletto e Tintoretto proponendo due lavori conservati nella capitale tedesca, per la precisione alla Gemäldegalerie


I due francobolli…

Le differenze “stonano”, non soltanto per il diverso stile artistico, ma anche per le modalità di impaginazione adottate in Vaticano. Riguardano i francobolli che il 6 settembre renderanno omaggio a due protagonisti dell’arte pittorica veneziana. Uno -nominale da 1,10 euro- è in confezione da dieci, l’altro -2,60, equivalente ad un secondo porto per l’interno o l’Italia- in foglietto.

Citano Giovanni Antonio Canal, detto il Canaletto, rammentato per i due secoli e mezzo trascorsi dalla morte, e Jacopo Robusti, passato alla storia come il Tintoretto, nato mezzo millennio fa. Le tele individuate risultano, nell’ordine, “Santa Maria della Salute vista dal canal Grande” e “Madonna col Bambino adorata dagli evangelisti Marco e Luca”. Curiosamente, entrambe sono conservate a Berlino, presso la Gemäldegalerie.

La tiratura conta su un massimo di sessantamila serie.



31 Ago 2018
Ago 31 2018
18:12

Vaticano

Tra scienza e fede

Dal Vaticano omaggio postale all’astronomo Angelo Secchi e alla matematica Maria Gaetana Agnesi. Entrambi i personaggi sono stati celebrati già dall’Italia nei mesi scorsi

Poteva essere una congiunta con l’Italia, poiché il Bel Paese ha ricordato entrambi i personaggi, il 28 giugno e l’8 marzo scorsi, ma è andata diversamente. Ed il Vaticano arriverà il 6 settembre, citandoli sotto ad un medesimo titolo -che denuncia il taglio adottato- “Scienza e fede”. I francobolli riguardano Angelo Secchi (nato nel 1818 e rappresentato nell’1,10 euro) nonché Maria Gaetana Agnesi (classe 1718, 1,15). La tiratura conta su un massimo di centocinquantamila serie.

Padre gesuita, astronomo e geodeta, il primo (già commemorato oltre Tevere il 25 giugno 1979 con i dentelli da 180, 220 e 300) è celebrato come fondatore della spettroscopia astronomica; nella carta valore -dovuta come la restante ad Alexandra Valenti- è proposto insieme agli elementi caratterizzanti la sua attività: il cannocchiale in primo piano e gli astri nel cielo a rammentare la scoperta più straordinaria a lui attribuita, la classificazione delle stelle in quattro tipi fondamentali in base alla loro composizione spettrale, cioè ai colori che le compongono e alla luce che emettono. Sullo sfondo è rappresentato l’osservatorio astronomico del Collegio romano che diresse, realizzando tra l’altro un meteorografo capace di registrare le principali grandezze fisiche.

Matematica e benefattrice la seconda, fu anche la prima donna ad esporre in un’unica opera, con chiarezza e precisione, i principi base dell’algebra, della geometria analitica e del calcolo differenziale ed integrale. Al culmine della carriera abbandonò gli studi per dedicarsi ad opere caritatevoli ed al raccoglimento spirituale. L’immagine la raffigura in preghiera tra formule matematiche; spicca la versiera, una curva dalla forma a campana caratteristica dei suoi studi.



30 Ago 2018
Ago 30 2018
12:17

Vaticano

Protagonisti in un’epoca difficile ma ricca di fermenti

Così dal Vaticano tratteggiano Paolo VI e Giovanni Paolo I: il 6 settembre saranno ricordati con due francobolli, tagli da 1,10 e 1,15 euro

Fu l’anno dei tre papi: Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II. Quattro decenni dopo, il Vaticano ricorda i primi due pontefici dedicando loro francobolli da 1,10 e 1,15 euro (arriveranno il 6 settembre). Il successore di Giovanni XXIII, in particolare, viene commemorato per sottolinearne la canonizzazione, decisa per il prossimo 14 ottobre.

“Protagonisti entrambi in un’epoca difficile ma ricca di fermenti sociali e culturali”, è il commento che giunge da oltre il fiume Tevere. “Hanno sostenuto il popolo di Dio con la forza e il coraggio del loro spirito, coerenti e fedeli alla dottrina della Chiesa universale; la loro vita e il loro servizio quali vicari di Gesù Cristo sono stati una grande pagina di testimonianza cristiana e un messaggio umile e sublime”.

Alle cartevalori, prodotte in un massimo di duecentomila pezzi (i fogli sono da dieci), ha lavorato Daniela Fusco. Giovani Battista Montini indossa la tiara che vendette al fine di donarne il ricavato in beneficenza. Il mare in tempesta con il bastimento, presente sulla sinistra dell’immagine, vuole significare l’aver saputo “condurre con saggezza lungimirante -e talvolta in solitudine- il timone della barca di Pietro senza perdere mai la gioia e la fiducia nel Signore mentre si profilava una società secolarizzata ed ostile” (papa Francesco). L’altro taglio propone Albino Luciani con la sedia gestatoria, alla quale rinunciò in segno di umiltà. Essa richiama anche il senso di vuoto lasciato da questo successore di Pietro morto dopo appena trentatré giorni. La figura di Dio che abbraccia teneramente un bambino è memoria di una delle sue frasi più celebri: “Dio è papà; più ancora è madre”.



28 Ago 2018
Ago 28 2018
17:04

Vaticano

Minifoglio per san Pio

È quello messo a punto dal Vaticano per ricordarlo a mezzo secolo dalla morte. Sarà agli sportelli con il 6 settembre. Il precedente del 27 aprile 1999


L'annullo

Anche il Vaticano (la Polonia è intervenuta il 16 giugno, l’Italia arriverà il 20 settembre) non ha voluto perdere l’occasione per ricordare di nuovo san Pio da Pietrelcina, nel caso specifico commemorandolo per il mezzo secolo trascorso dalla morte, avvenuta il 23 settembre 1968.

Per questo ha commissionato un francobollo da 1,10 euro a Patrizio Daniele, che ne ha associato il viso ad angelo, colomba e famiglia. È prodotto in minifogli da quattro esemplari, così da invitare il pubblico ad acquistare qualcosa di più del semplice dentello. La tiratura autorizzata può raggiungere quota duecentomila unità. Sarà disponibile il mese prossimo, dal giorno 6.

Il precedente risale al 27 aprile 1999, quando da oltre il fiume Tevere arrivarono ben quattro tagli, un singolo da 800 lire ed i restanti, nominali da 300, 600 e 900, in foglietto.

Pensando alle prossime celebrazioni, papa Francesco è stato in visita pastorale a Pietrelcina (Benevento) e San Giovanni Rotondo (Foggia) nello scorso mese di marzo; si è soffermato su quanto Francesco Forgione ha lasciato: i gruppi di preghiera, la casa sollievo, il confessionale. Per il pontefice, tali eredità ricordano la devozione, la piccolezza e la sapienza di vita.



24 Ago 2018
Ago 24 2018
17:39

Vaticano

Cinque i titoli fissati al 6 settembre

Riguardano san Pio, Paolo VI e Giovanni Paolo I, Canaletto e Tintoretto, Angelo Secchi e Maria Gaetana Agnesi. Senza dimenticare il Sinodo dei vescovi


Il Sinodo dei vescovi

L’Ufficio filatelico e numismatico vaticano si prepara al prossimo gruppo di emissioni, fissato al 6 settembre con cinque serie dai valori nominali aggiornati al tariffario che entrerà in vigore il medesimo giorno.

Senza sorprese rispetto al programma, arriveranno gli omaggi a san Pio da Pietrelcina (è un taglio da 1,10 euro in fogli da quattro esemplari), Paolo VI e Giovanni Paolo I (1,10 e 1,15), Canaletto e Tintoretto (1,10 e il secondo in foglietto da 2,60). Si aggiungono, ora uniti in uno stesso titolo, “Scienza e fede”, i tributi per Angelo Secchi e Maria Gaetana Agnesi (1,10 e 1,15). Infine, ecco il richiamo alla XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi (1,15).

Quest’ultimo appuntamento si svolgerà dal 3 al 28 ottobre seguendo il tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Prendersi cura di loro -viene ricordato- “non è un compito facoltativo per la Chiesa, ma parte sostanziale della sua vocazione e della sua missione nella storia”. Il soggetto della carta valore, dovuto a Cristian Ceccaroni, propone Gesù, sotto al quale vi sono i religiosi, tra cui il pontefice, ed i ragazzi. Realizzato in confezioni da dieci esemplari, verrà prodotto in un massimo di ottantamila unità.



20 Ago 2018
Ago 20 2018
14:03

Vaticano

L’attenzione sull’Eire

Due gli annulli che verranno impiegati questa settimana. Citano il “IX Incontro mondiale delle famiglie” e la conseguente visita di papa Francesco

I collezionisti che attendevano l’annullo vaticano per l’Assunzione, datato 15 agosto, quest’anno sono rimasti a bocca asciutta: non si voleva essere ripetitivi. Nel frattempo, però, l’ufficio obliterazioni delle Poste locali sta… scaldando i muscoli per altri due manuali.

Le bollature riguardano il “IX Incontro mondiale delle famiglie”, in svolgimento dal 21 al 26 agosto a Dublino (previsti busta e folder), e la visita che papa Francesco effettuerà tra il 25 ed il 26 al fine di chiudere il medesimo appuntamento. Le immagini riprendono, da una parte, il dettaglio stilizzato del logo ufficiale, dall’altra la croce di san Patrizio e la torre Circolare ubicata all’interno dell’insediamento monastico altomedievale di Glendaloug, luogo che non risulta sarà visitato dal pontefice (andrà invece a Knock). L’arrivo dell’ospite già è stato annunciato sull’isola con due francobolli, in distribuzione dal 26 luglio.

Intanto, nell’agenda postale stilata oltre il fiume Tevere campeggiano altre incombenze: interessano il nuovo tariffario, che sarà introdotto il 6 settembre così da allinearsi al listino italiano, ed il terzo gruppo di emissioni 2018. Probabilmente, quest’ultimo si presenterà piuttosto corposo: sono ancora quattordici i titoli attesi per l’anno!



30 Giu 2018
Giu 30 2018
15:09

Vaticano

Poste vaticane/4 Il viaggio di una lettera

Il turista o il fedele imbuca la cartolina. E poi? Lo smistamento avviene, a mano, all’interno della sede, quindi i dispacci sono affidati all’Italia. Risultano 37 quelli che partono quasi ogni giorno


Cartoline pronte a partire

Un turista, o un fedele, acquista in piazza San Pietro la cartolina di rito, l’affranca, la spedisce. E poi? In Vaticano -viene spiegato a “Vaccari news” in quest’ultima parte dell’approfondimento- sono installate 26 cassette, vuotate cinque volte al giorno (quelle nelle aree extraterritoriali, una). Il passo successivo non contempla automazione: lo smistamento viene eseguito manualmente, sui tavoli, dagli operatori (la timbratura può avvenire a macchina). Capita anche che vengano affidati oggetti non ammessi: per questo o per altri motivi ne sono distrutti, dopo un verbale, tra i 280 ed i 300 ogni dodici mesi. Ancora adesso, la consegna all’interno del territorio avviene tre volte al giorno.

Chiaramente, la maggior parte dei flussi è diretta oltre i confini: Poste italiane effettua tre ritiri quotidiani, cui se ne aggiunge uno realizzato dalle Poste vaticane (in dotazione vi sono due Fiat “Qubo” ed un “Doblò”, che viaggiano senza indicazioni esterne; si è in attesa di un furgone elettrico); un’ulteriore consegna avviene con i mezzi del personale.

“Attualmente abbiamo dispacci diretti con 37 Paesi che partono quasi tutti a cadenza giornaliera”; tra gli ultimi interlocutori, ad esempio, c’è Hong Kong, competente per vari altri Stati dell’area: il trasporto è svolto tramite Poste italiane, pagata per l’intervento. Con le mete non coperte direttamente, è quest’ultima ad occuparsene.

Il picco è ovviamente nel periodo natalizio, anche se negli ultimi due anni è stata registrata una curiosa crescita dei traffici a novembre.

“Come ben sappiamo, il mercato postale è ampiamente deregolamentato e soggetto alla forte competizione anche a causa delle nuove soluzioni tecnologiche”, viene ricordato. Gli ultimi dati forniti parlano chiaro: “gli operatori che hanno differenti specializzazioni territoriali o nel merchandise perseguono un pressante atto di aggressione al cliente, producendo effetti dannosi sugli operatori postali cui è affidato il servizio postale universale. Gli effetti si possono vedere anche nei flussi postali vaticani”.

“Cerchiamo di ingrandire ed espandere sempre di più i servizi offerti ai nostri clienti, tenendo presente anche che noi abbiamo una grande responsabilità, cioè di agire nel nome e per conto del santo padre”. Concludendo, “riusciamo a mantenere la nostra quota di mercato, basandoci soprattutto sull’affluenza dei turisti e dei fedeli” (fine).



30 Giu 2018
Giu 30 2018
12:25

Vaticano

Poste vaticane/3 La struttura attuale

Gli impiegati in organico risultano 56, 3 dei quali religiosi. Accanto alla sede centrale, vi sono le succursali (si trovano all’Arco delle campane, alla Guardia svizzera, ai Musei vaticani) ed il furgone


La succursale alla Guardia svizzera

I flussi attuali e la storia raccontati nelle news precedenti. Ma qual è l’organizzazione? Le Poste vaticane -ricordano dalle medesime a “Vaccari news”- sono un servizio appartenente alla direzione delle telecomunicazioni. L’organigramma include 56 impiegati (in realtà se ne contano 49), 3 dei quali religiosi orionini. Dal 2016 vi sono anche 2 donne. Tre le aree di operatività: corrispondenza, vendite ed amministrativa.

La prima comprende i reparti partenze ed arrivi, nonché il settore pacchi. Vi lavorano 23 persone, inclusi 8 postini. La seconda coinvolge la cassa centrale e 16 operatori di sportello. Quanto all’ultima, include i collaboratori che supportano il capo ufficio, don Attilio Riva, nei vari ambiti: segreteria, contabilità postale, telegrafo, archivio ed obliterazioni.

La sede centrale si trova all’interno delle mura, dove vi sono anche gli uffici amministrativi e dirigenziali, oltre ai già citati punti di smistamento. Qui hanno spazio inoltre i supporti di tesoreria che agiscono per conto dello Stato. Ad esempio, sono raccolti i pagamenti delle fatture emesse dallo stesso così da saldare le prestazioni fornite.

Non vanno trascurate le tre sportellerie succursali, cui si aggiunge l’ufficio mobile. Due gravitano su piazza San Pietro, per la precisione all’arco delle Campane (guardando la Basilica, si trova in fondo sulla sinistra) e alla Guardia svizzera (a destra, subito all’esterno del colonnato); anche il furgone, di norma, si trova nell’area più battuta da fedeli e turisti. L’ultima succursale è all’interno dei Musei vaticani, poco distante dal Museo filatelico e numismatico, anch’esso ospitato nel circuito culturale.

Gli uffici sono aperti al pubblico dal lunedì al sabato tra le ore 8.30 e le 18.30 (continua).



30 Giu 2018
Giu 30 2018
09:50

Vaticano

Poste vaticane/2 La storia in pillole

Il servizio viene creato nel 1929, con la doppia sezione, telegrafica (operativa dal 7 giugno di quell’anno) e postale (i francobolli debuttano l’1 agosto)


L’attuale capo ufficio, l’orionino don Attilio Riva

Un operatore come gli altri ma, per certi versi, particolare. Ed anche la storia delle Poste vaticane si fa notare. Nascono ufficialmente quando viene fondato lo Stato della Città del Vaticano, quindi nel 1929.

Sin dall’inizio, vi sono due sezioni; la prima ad essere attivata è la telegrafica, operativa con il 7 giugno 1929 (lo mostra il reperto appeso in uno degli uffici interni alla struttura, da “Vaccari news” approfondito il 24 marzo scorso). La postale, invece, apre ad agosto: i francobolli debuttano l’1 del mese. Contemporaneamente si cominciano a trattare i vaglia ordinari e dal gennaio seguente anche i telegrafici. Il corriere aereo, inoltrato tramite l’Italia, è reso disponibile nel giugno del 1938.

La distribuzione della posta -è il rilievo- già allora avveniva tre volte al giorno. Arrivavano 11 dispacci quotidiani e ne partivano 17.

Con l’1 giugno 1929 lo Stato della Città del Vaticano diviene membro dell’Unione postale universale; nel 1965 si registra l’adesione delle Poste alla Conferenza europea delle amministrazioni delle poste e delle telecomunicazioni; dal 2012 sono il cinquantesimo membro di PostEurop.

L’intero servizio dal 1940 è affidato agli orionini, ed orionino è il capo ufficio attuale, don Attilio Riva. All’inizio seguivano solo l’area telefonica; con il 1970 quest’ultima è passata ai paolini (continua).



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