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30 Giu 2018
Giu 30 2018
15:09

Vaticano

Poste vaticane/4 Il viaggio di una lettera

Il turista o il fedele imbuca la cartolina. E poi? Lo smistamento avviene, a mano, all’interno della sede, quindi i dispacci sono affidati all’Italia. Risultano 37 quelli che partono quasi ogni giorno


Cartoline pronte a partire

Un turista, o un fedele, acquista in piazza San Pietro la cartolina di rito, l’affranca, la spedisce. E poi? In Vaticano -viene spiegato a “Vaccari news” in quest’ultima parte dell’approfondimento- sono installate 26 cassette, vuotate cinque volte al giorno (quelle nelle aree extraterritoriali, una). Il passo successivo non contempla automazione: lo smistamento viene eseguito manualmente, sui tavoli, dagli operatori (la timbratura può avvenire a macchina). Capita anche che vengano affidati oggetti non ammessi: per questo o per altri motivi ne sono distrutti, dopo un verbale, tra i 280 ed i 300 ogni dodici mesi. Ancora adesso, la consegna all’interno del territorio avviene tre volte al giorno.

Chiaramente, la maggior parte dei flussi è diretta oltre i confini: Poste italiane effettua tre ritiri quotidiani, cui se ne aggiunge uno realizzato dalle Poste vaticane (in dotazione vi sono due Fiat “Qubo” ed un “Doblò”, che viaggiano senza indicazioni esterne; si è in attesa di un furgone elettrico); un’ulteriore consegna avviene con i mezzi del personale.

“Attualmente abbiamo dispacci diretti con 37 Paesi che partono quasi tutti a cadenza giornaliera”; tra gli ultimi interlocutori, ad esempio, c’è Hong Kong, competente per vari altri Stati dell’area: il trasporto è svolto tramite Poste italiane, pagata per l’intervento. Con le mete non coperte direttamente, è quest’ultima ad occuparsene.

Il picco è ovviamente nel periodo natalizio, anche se negli ultimi due anni è stata registrata una curiosa crescita dei traffici a novembre.

“Come ben sappiamo, il mercato postale è ampiamente deregolamentato e soggetto alla forte competizione anche a causa delle nuove soluzioni tecnologiche”, viene ricordato. Gli ultimi dati forniti parlano chiaro: “gli operatori che hanno differenti specializzazioni territoriali o nel merchandise perseguono un pressante atto di aggressione al cliente, producendo effetti dannosi sugli operatori postali cui è affidato il servizio postale universale. Gli effetti si possono vedere anche nei flussi postali vaticani”.

“Cerchiamo di ingrandire ed espandere sempre di più i servizi offerti ai nostri clienti, tenendo presente anche che noi abbiamo una grande responsabilità, cioè di agire nel nome e per conto del santo padre”. Concludendo, “riusciamo a mantenere la nostra quota di mercato, basandoci soprattutto sull’affluenza dei turisti e dei fedeli” (fine).



30 Giu 2018
Giu 30 2018
12:25

Vaticano

Poste vaticane/3 La struttura attuale

Gli impiegati in organico risultano 56, 3 dei quali religiosi. Accanto alla sede centrale, vi sono le succursali (si trovano all’Arco delle campane, alla Guardia svizzera, ai Musei vaticani) ed il furgone


La succursale alla Guardia svizzera

I flussi attuali e la storia raccontati nelle news precedenti. Ma qual è l’organizzazione? Le Poste vaticane -ricordano dalle medesime a “Vaccari news”- sono un servizio appartenente alla direzione delle telecomunicazioni. L’organigramma include 56 impiegati (in realtà se ne contano 49), 3 dei quali religiosi orionini. Dal 2016 vi sono anche 2 donne. Tre le aree di operatività: corrispondenza, vendite ed amministrativa.

La prima comprende i reparti partenze ed arrivi, nonché il settore pacchi. Vi lavorano 23 persone, inclusi 8 postini. La seconda coinvolge la cassa centrale e 16 operatori di sportello. Quanto all’ultima, include i collaboratori che supportano il capo ufficio, don Attilio Riva, nei vari ambiti: segreteria, contabilità postale, telegrafo, archivio ed obliterazioni.

La sede centrale si trova all’interno delle mura, dove vi sono anche gli uffici amministrativi e dirigenziali, oltre ai già citati punti di smistamento. Qui hanno spazio inoltre i supporti di tesoreria che agiscono per conto dello Stato. Ad esempio, sono raccolti i pagamenti delle fatture emesse dallo stesso così da saldare le prestazioni fornite.

Non vanno trascurate le tre sportellerie succursali, cui si aggiunge l’ufficio mobile. Due gravitano su piazza San Pietro, per la precisione all’arco delle Campane (guardando la Basilica, si trova in fondo sulla sinistra) e alla Guardia svizzera (a destra, subito all’esterno del colonnato); anche il furgone, di norma, si trova nell’area più battuta da fedeli e turisti. L’ultima succursale è all’interno dei Musei vaticani, poco distante dal Museo filatelico e numismatico, anch’esso ospitato nel circuito culturale.

Gli uffici sono aperti al pubblico dal lunedì al sabato tra le ore 8.30 e le 18.30 (continua).



30 Giu 2018
Giu 30 2018
09:50

Vaticano

Poste vaticane/2 La storia in pillole

Il servizio viene creato nel 1929, con la doppia sezione, telegrafica (operativa dal 7 giugno di quell’anno) e postale (i francobolli debuttano l’1 agosto)


L’attuale capo ufficio, l’orionino don Attilio Riva

Un operatore come gli altri ma, per certi versi, particolare. Ed anche la storia delle Poste vaticane si fa notare. Nascono ufficialmente quando viene fondato lo Stato della Città del Vaticano, quindi nel 1929.

Sin dall’inizio, vi sono due sezioni; la prima ad essere attivata è la telegrafica, operativa con il 7 giugno 1929 (lo mostra il reperto appeso in uno degli uffici interni alla struttura, da “Vaccari news” approfondito il 24 marzo scorso). La postale, invece, apre ad agosto: i francobolli debuttano l’1 del mese. Contemporaneamente si cominciano a trattare i vaglia ordinari e dal gennaio seguente anche i telegrafici. Il corriere aereo, inoltrato tramite l’Italia, è reso disponibile nel giugno del 1938.

La distribuzione della posta -è il rilievo- già allora avveniva tre volte al giorno. Arrivavano 11 dispacci quotidiani e ne partivano 17.

Con l’1 giugno 1929 lo Stato della Città del Vaticano diviene membro dell’Unione postale universale; nel 1965 si registra l’adesione delle Poste alla Conferenza europea delle amministrazioni delle poste e delle telecomunicazioni; dal 2012 sono il cinquantesimo membro di PostEurop.

L’intero servizio dal 1940 è affidato agli orionini, ed orionino è il capo ufficio attuale, don Attilio Riva. All’inizio seguivano solo l’area telefonica; con il 1970 quest’ultima è passata ai paolini (continua).



30 Giu 2018
Giu 30 2018
01:12

Vaticano

Poste vaticane/1 Due anni di traffico

Anche in piazza San Pietro calano i flussi postali: in un lustro, sono scesi infatti del 30%. I dati del 2016 e del 2017 a confronto


Una delle cassette dove imbucare

Due anni alle Poste vaticane, il 2016 ed il 2017, spiegati a “Vaccari news”. A sorpresa, gli invii in partenza prioritari e non, sia pure di poco, sono aumentati, passando da 3,500 milioni a 3,592 (in un lustro, però, sono calati del 30%), mentre quelli in arrivo risultano piombati da 560mila a 530mila. Ovviamente, ci sono anche i plichi che restano all’interno dei confini, valutati a quota 84mila due anni fa e meno di 76mila dodici mesi dopo.

Quanto ai registrati (cioè raccomandate ed assicurate), gli oggetti in uscita erano 100mila e sono scesi a 93mila, quelli in entrata risultano 60mila, poi 53mila.

Numeri decisamente più piccoli per i pacchi spediti, diminuiti da 300 a 280, nel flusso contrario da 7.000 a 6.100.

Infine, i servizi finanziari: le transazioni dall’estero erano 2.800 e sono giunte a 2.000, il pagamento dei conti correnti postali da 9.000 a 7.700.

C’è da dire che assicurate, pacchi fino ai venti chili e sacchi “M” (contengono corrispondenza diretta ad un solo destinatario) sono riservati ai residenti ed agli uffici della Santa Sede.

Tra le altre prestazioni offerte, posta prioritaria plus (disponibile anche nella versione per le raccomandate, è rivolta agli utenti in possesso di macchine affrancatrici), massiva, postaamica e postafacile (entrambe per i grandi clienti), tassa pagata, “raccomandata1”, postaespressa, pacchetti fino ai due chili, spedizioni di libri entro i cinque, servizio affrancatura, marcofilia, trasmissione e ricezione dei telegrammi. Senza dimenticare le caselle postali (se ne contano 117), le quali sono rivolte quasi interamente alle ambasciate accreditate presso la Santa Sede ed agli uffici interni.

Nel settore finanziario ed amministrativo, ecco l’incasso dei bollettini postali, delle fatture emesse dal Governatorato e del contributo assistenziale versato dai pensionati dell’Inps; si aggiungono gli invii in contrassegno (limitati ai Paesi che hanno sottoscritto accordi bilaterali), i vaglia nei due sensi (con le stesse caratteristiche). Ancora, vengono garantiti i supporti di imbustamento e spedizione, la vendita di gadget come buste-ricordo e folder, l’istruttoria delle pratiche per l’uso delle macchine affrancatrici.

Già decisa la revisione tariffaria. Se in Italia sarà introdotta il prossimo 3 luglio, dall’altra parte del fiume Tevere dovrebbe essere aggiornata solo in settembre (continua).



20 Giu 2018
Giu 20 2018
14:13

Vaticano

Papa Francesco a Ginevra/1 In pellegrinaggio

Domani il pontefice sarà nella città svizzera per partecipare alla festa dei settant’anni raggiunti dal Consiglio ecumenico delle Chiese

Una giornata intera a Ginevra; è quella che attende papa Francesco domani, momento conclusivo della riunione voluta dal comitato centrale facente capo al Consiglio ecumenico delle Chiese, apertosi il 15 giugno e intento a celebrare i settant’anni della struttura. Struttura che accomuna 350 Chiese rappresentanti oltre 500 milioni di cristiani.

Il pellegrinaggio ecumenico sarà sottolineato da un annullo, messo a disposizione dalle Poste vaticane. Riporta un particolare del logo realizzato per l’occasione. Il manuale resterà a disposizione degli interessati, presso il servizio obliterazioni, fino al 21 luglio (continua).



07 Giu 2018
Giu 07 2018
20:49

Vaticano

La fede non si riceve per posta

L’ha detto oggi papa Francesco. Non è la prima volta che richiama il settore per esprimere un concetto. Perlomeno due i precedenti, registrati nel 2013 e nel 2017


Papa Francesco

“L’apostolo, in pratica, indica «l’esempio dei nostri capi, delle nostre radici, di coloro che ci hanno dato la fede”». Perché -aggiunge a ruota- “la fede noi non l’abbiamo ricevuta per posta”. Sono stati “uomini e donne che ci hanno trasmesso la fede”.

Il concetto, raccolto per la cronaca dall’“Osservatore romano”, è stato espresso oggi da papa Francesco durante la meditazione in Santa Marta. Si riferisce alla testimonianza attribuita a Paolo di Tarso, collocando il ragionamento in un ambito epistolare.

Ad essere precisi, non è la prima volta. Il 14 novembre 2013, ad esempio, il pontefice provocò un certo scalpore quando disse che la Madonna non fa la capufficio alla Posta, cioè non invia messaggi tutti i giorni. Mentre il 9 settembre 2017, durante la visita apostolica in Colombia, richiamò la “faccia da francobollo”.



31 Mag 2018
Mag 31 2018
12:53

Vaticano

Nuovo sistema di pagamento

Si chiama Epay e richiede l’impiego di internet: sia per utilizzare la posta elettronica, sia per accedere al sito dove saldare gli ordini, filatelici o numismatici, con carta di credito


Piattaforma di pagamento

L’Ufficio filatelico e numismatico del Vaticano ha individuato un nuovo strumento -che quindi si aggiunge a carta di credito, assegno bancario o circolare, vaglia postale- per saldare gli acquisti di francobolli e monete a distanza. Utilizza la piattaforma Epay.

È “un sistema rapido e sicuro”, garantisce nella lettera il responsabile del servizio rivolto ai collezionisti, Mauro Olivieri.

Basta comunicare -nel caso non lo si avesse fatto già- il proprio indirizzo di posta elettronica all’Ufn (order.ufn@scv.va), poi compilare il modulo che si riceverà con la prossima emissione, selezionando la relativa modalità e restituendolo per e-mail, fax o lettera.

Infine, arriverà un link che visualizza la pagina web dove inserire indirizzo mail e pin. Con dette credenziali “potrà visualizzare il totale da pagare e inserire i dati della sua carta di credito per completare la transazione”.



01 Mag 2018
Mag 01 2018
18:23

Vaticano

Attiva da un quarto di secolo

Per questo è meritevole di un francobollo firmato dal Vaticano. È la fondazione “Centesimus annus pro pontifice”

A costituirla fu papa Giovanni Paolo II, era il 5 giugno 1993. Un quarto di secolo dopo arriverà, il 3 maggio, un francobollo. Riguarda la fondazione “Centesimus annus pro pontifice”.

La struttura ha quali scopi collaborare allo studio e alla diffusione della dottrina sociale cristiana e promuovere l’informazione circa l’attività della Santa Sede, sostenere la raccolta fondi per finanziarne l’attività, favorire iniziative con cui sviluppare la presenza e l’opera della Chiesa nei vari ambiti.

Il dentello, da 95 centesimi, è opera di Daniela Longo. Organizzato in fogli da dieci, ha una tiratura massima di centomila unità. Riproduce un particolare del dipinto di Domenico Ghirlandaio l’“Adorazione dei magi”, databile intorno al 1485-1488; si trova a Firenze nella galleria che fa capo allo spedale degli Innocenti. Per combinazione, il lavoro completo figura nel foglietto natalizio dello Smom datato 23 novembre 2009.



27 Apr 2018
Apr 27 2018
10:22

Vaticano

Firenze/1 Simbolo da sei secoli

È la cupola che caratterizza la cattedrale cittadina, intitolata a santa Maria del Fiore. Il 3 maggio il tributo del Vaticano

Costituita da due calotte di forma ogivale tra loro collegate, la cupola ottagonale fu realizzata tra il 1418 ed il 1436. Escludendo la lanterna, aggiunta nel 1446, e la palla in rame dorato con la croce, del 1466. Il progetto venne presentato dall’architetto Filippo Brunelleschi ad un concorso nel 1418.

Sei secoli dopo, il 3 maggio, arriverà il francobollo del Vaticano; si tratta di un taglio da 1,00 euro, tirato in un limite di duecentocinquantamila esemplari in minifogli da quattro.

Riguarda la cattedrale di Firenze, che porta il nome di santa Maria del Fiore, già ricordata, ad esempio, da due 750 lire italiani, del 7 agosto 1995 e del 7 settembre 1996. Il complesso venne consacrato il 25 marzo del 1436 da papa Eugenio IV.

La novità tecnica fu di non impiegare armature, grazie all’uso di una doppia volta con intercapedine, di cui l’interna (spessa oltre due metri) aveva una funzione strutturale essendo autoportante e quella esterna solo di copertura. Permise di riscoprire modelli costruttivi propri dell’età classica e, al tempo stesso, di riorganizzare il cantiere, separando i ruoli del progettista e del costruttore nonché impiegando macchine innovative (continua).



24 Apr 2018
Apr 24 2018
17:22

Vaticano

Lo slavo antico come lingua liturgica

Venne riconosciuto, accanto ad ebraico, greco e latino, 1150 anni fa. Da qui l’idea di un’emissione del Vaticano, in congiunta con la Slovacchia


L’annullo per le fdc

Sono trascorsi 1150 anni da quando lo slavo antico venne riconosciuto come quarta lingua liturgica accanto all’ebraico, al greco ed al latino. L’occasione per una sottolineatura postale, coordinata tra Vaticano e Slovacchia.

Il primo partner ha messo in calendario, per il 3 maggio, un foglietto, realizzato con la tecnica dell’intaglio dall’incisore František Horniak su disegno di Dušan Kállay; raffigura il momento in cui i santi Cirillo e Metodio giunsero a Roma, accolti da papa Adriano II, con le reliquie di san Clemente ed i testi dei quattro Vangeli tradotti.

L’immagine è ispirata ai mosaici conservati nell’abside della Basilica intitolata a santa Maria Maggiore a Roma ed al Codice zografense (dal monastero Zogràphos, sul monte Athos dove fu trovato), un gioiello della letteratura slava del X secolo. Il testo riportato sul francobollo, nominale da 5,95 euro (utile per una raccomandata di primo porto verso Europa e Mediterraneo), è una trasposizione dei quattro versi iniziali del primo capitolo riguardante il Vangelo di Marco. La tiratura conta su un massimo di ottantamila blocchi.



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