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Gli orari di Poste finiscono alla Camera
Interrogazione parlamentare sulle aperture al pubblico introdotte lunedì scorso dalla società
L'onorevole Lucia Codurelli
Lunedì 30 gennaio, praticamente alla chetichella, l'entrata in vigore dei nuovi orari presso gli uffici postali. Novità subito seguita da lamentele in ordine sparso: semplici cittadini, giornali, sindacati…
Ora la vicenda ha anche una protesta formale, raggiungendo il Parlamento. A prendere carta e penna è Lucia Codurelli, del Pd, che ha rivolto al ministro allo Sviluppo economico, Corrado Passera, un'interrogazione a risposta in commissione.
“Siamo ormai al paradosso”, commenta l'onorevole. “Il Governo ha appena emanato un decreto sulle liberalizzazioni che amplia gli orari di apertura dei negozi e Poste italiane cosa fa? Li riduce”. “È incredibile, ridurre e limitare l'orario di apertura delle Poste creando ulteriori disagi alla popolazione oltre che tagliare posti di lavoro”. Si corre il rischio -prosegue- “di aumentare ulteriormente l'attuale situazione di disagio, dopo promesse di miglioramento”, andando ad appesantire i già lunghi tempi d'attesa che i cittadini sono costretti a subire, la non consegna della posta ed i carichi di lavoro per i dipendenti.
Essendo la società incaricata di un supporto pubblico il cui azionista di riferimento è il Tesoro, “non è assolutamente accettabile che siano mancati i luoghi di concertazione prima di ridurre gli orari”, sia con le Amministrazioni locali, sia con i rappresentanti sindacali.
“Sono previste riduzioni d'orario per il servizio ai cittadini e in concreto comporteranno il funzionamento su due, massimo tre giorni alla settimana, per diversi uffici”, si legge nel documento. Significa “incidere pesantemente sull'erogazione del servizio”. Va ricordato inoltre che Poste ha “esodato” più di cinquemila lavoratori (oggi, moltissimi di loro sono senza lavoro e senza pensione in virtù delle nuove norme in materia), non sostituiti da altri. “Pertanto molti sportelli rimangono chiusi, le file negli uffici aumentano così come i disagi”.








