Libri e cataloghi
L'ultimo Nietzsche raccontato dalle sue lettere
Adelphi conclude la pubblicazione dell'“Epistolario” dovuto al filosofo tedesco

Il volume chiude la raccolta delle sue lettere
Il quinto volume, curato da Giuliano Campini e Maria Cristina Fornari nella traduzione di Vivetta Vivarelli, raccoglie le corrispondenze risalenti al periodo 1885-1889 (1.372 pagine, 100,00 euro) ed ha raggiunto il mercato. Ma la vera notizia è un'altra: si completa l'edizione italiana dell'“Epistolario” di Friedrich Nietzsche, vissuto tra il 1844 e il 1900.
“I testi offerti al lettore -viene precisato dalla casa editrice, Adelphi- si rivelano preziosi per sfatare i pregiudizi -tanto radicati quanto infondati- e le manipolazioni più o meno dolose di cui Nietzsche è sempre stato, ed è tuttora, oggetto. Ed è impressionante notare, nelle lettere dell'ultimo periodo, come lo stesso filosofo sia consapevole del suo destino di pensatore frainteso: «…godo di una strana e quasi misteriosa considerazione da parte di tutti i partiti radicali (socialisti, nichilisti, antisemiti, cristiani ortodossi, wagneriani)»”.
L'atto finale dell'“Epistolario” si apre a Nizza, città cosmopolita che l'intellettuale elegge a suo “quartiere d'inverno”. Sono i giorni in cui è costretto a far stampare la quarta parte di “Così parlò Zarathustra” privatamente, perché la ricerca di un nuovo interlocutore si è rivelata problematica. Oscilla tra un'amarezza che può tradursi in toni di sconforto e l'esaltazione per il “nuovo compito”: quel pensiero dell'eterno ritorno che sente gravare su di lui “con il peso di cento quintali”. Intanto, la Germania gli si mostra sempre più lontana ed ostile, climaticamente e culturalmente, e diventa pressoché totale la solitudine. Finché non approda a Torino, che subito gli appare “magnifica e singolarmente benefica”. Sarà invece la tappa conclusiva della sua vita senziente: lì, poche settimane più tardi, la salute mentale cederà di schianto, e il filosofo sprofonderà in tenebre irreversibili. Ma, prima di estinguersi, durante il soggiorno piemontese divamperà nella sua fiammata più fulgida un pensiero che avrebbe lasciato un'impronta indelebile. Documenti insostituibili di questo periodo sono le lettere: fino al culmine degli abbaglianti “biglietti della follia”, si rivelano parte essenziale degli ultimi, esplosivi suoi scritti.
L'iniziativa editoriale è nata nel 1977, quando uscì il primo volume con le corrispondenze del periodo 1850-1869, seguito dai successivi riguardanti gli anni 1869-1874 (realizzato nel 1980), 1875-1879 (1995) e 1880-1884 (2004).








