Emissioni Italia
Dopo la cattedrale, gli Statuti marittimi?
Da Trani la richiesta per un francobollo o per un intero riguardante quello che viene considerato il primo Codice marittimo al mondo
A Trani le cartevalori postali piacciono e, dopo appena un mese dall’uscita del 60 centesimi per la cattedrale cittadina, si rilancia, ma per l’anno prossimo. Quando, in base ad alcuni storici, scoccheranno i novecentocinquanta anni dalla promulgazione degli “Ordinamenta et consuetudo maris edita per consules civitatis trani”, ossia degli Statuti marittimi, considerati il primo Codice di settore planetario.
La richiesta, inoltrata il 30 giugno al ministro allo Sviluppo economico Corrado Passera, riguarderebbe un francobollo o, al più, un intero. A sottoscriverla, è il Centro studi tranesi.
Secondo gli esperti, tali atti furono proclamati nel 1063 dai consoli in arte del mare Angelo de Bramo, Simone de Brado e Nicola de Roggiero. In essi venivano fissate per iscritto consuetudini già in uso presso i marinai della zona. Sarebbero anteriori ad ogni altro testo simile e contengono concetti giuridici e sociali che anticipano il pensiero moderno (non a caso, furono citati anche durante una controversia sul recupero del transatlantico “Titanic”). Hanno pure un valore linguistico, in quanto strumento per seguire lo sviluppo del volgare. A livello di storia locale, invece, mostrano la floridezza delle condizioni economiche registrate tra il 1042 ed il 1073, quando la comunità intratteneva rapporti con le Repubbliche marinare ed i Comuni più importanti d’Italia, ma anche con l’opposta sponda adriatica e l’Oriente. Periodo che fu di autonomia politica, in quanto molti documenti pubblici coevi mancano dell’intestazione di un qualsiasi sovrano, bizantino o normanno che fosse.
La promulgazione degli Statuti marittimi secondo Biagio Molinaro (1825-1868). L'opera caratterizzava il sipario del teatro cittadino, ora distrutto








