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07 Lug 2012 - ore 01:19
Lug 07 2012
01:19

Giornali, riviste e siti

Messaggi in bottiglia, tra gioco e verità

La storia di Roberto Regnoli, che con Piero Di Ioia percorre le spiagge attorno a Termoli per raccogliere i biglietti lasciati da misteriosi mittenti


Roberto Regnoli ed una delle bottiglie rinvenute

Tempo di vacanze e di mare, ma occhio alle spiagge! Dov’è possibile rinvenire ancora i classici messaggi in bottiglia. Fantasie da romanzo o da barzelletta? A sentire l’esperienza di Roberto Regnoli, si direbbe proprio di no. Tanto che sull’argomento ha dedicato addirittura un sito internet.

“Sono nato a Rimini il 28 agosto 1948, ed ho sempre vissuto a Bologna”, si presenta ai lettori di “Vaccari news”. “Poi, nel 1973, mi sono trasferito a Termoli dove attualmente vivo e svolgo l’attività di primario ortopedico presso l’ospedale cittadino. Sono stato sposato, divorziato, senza figli ma vivo con Dago e Kyra, due pastori del Caucaso”. Dettaglio, quest’ultimo, importante…

“Tali cani -spiega- sono molto aggressivi e, per renderli più docili, oltre all’addestramento bisogna farli correre liberi. Visto che dalle nostre parti ci sono chilometri e chilometri di spiagge in cui non ci va nessuno, io ed il mio amico Piero Di Ioia nel 2005 abbiamo cominciato a fare lunghe passeggiate su di esse. Combinazione, nella zona che frequentiamo c’è un giro di correnti che scarica tutto quello che la stupidità dell’uomo getta in mare nel golfo che va da punta Penne (Vasto) alla punta del Gargano”. E tra cartelli divelti, sacchetti in plastica, oggetti persi dai bagnanti, sono emersi anche gli scritti…

“La raccolta è cominciata così, per caso. Prima un messaggio, poi due, tre; quindi abbiamo cominciato proprio a cercarli. Era solo un gioco, com’è anche adesso… Quando siamo arrivati ad averne un’ottantina, un altro amico, Antonio Campese, mi ha chiesto se avessi voluto aprire un sito con ciò che avevamo trovato. D’altro canto, lui ha il pallino dell’informatica!”.

Quanti ne trovate in dodici mesi? “Dipende dalle mareggiate e dal tempo che vi dedichiamo, diciamo che ne recuperiamo tra i cinquanta e gli ottanta. Antonio li conserva tutti in un album; i migliori finiscono incorniciati, perché tutti gli anni organizziamo una mostra a Termoli. Questa volta, verrà realizzata tra il 10 e il 12 agosto, aperta dalle ore 19 alle 24 presso il castello Svevo”.

Cosa dicono i messaggi? “Il contenuto -risponde- è vario. Molti sono di bambini, che vogliono sapere dov’è arrivato e quanti chilometri ha percorso in mare; molti costituiscono scherzi. I più belli sono quelli d’amore. Tanta gente affida al mare i propri pensieri più intimi, sperando che qualcuno (forse il dio Nettuno) li possa leggere”.

Secondo lei, i contenuti sono giochi o sono veritieri? “Tutti i messaggi sono veri; anche un gioco o uno scherzo è vero”.

Perché una persona li scrive, li lancia in acqua e spera che un’altra li raccolga? “È la natura umana. La curiosità, quella che ci induce a cercare di sapere cosa c’è dopo la collina. Quella che ha spinto l’uomo ad andare sulla Luna, a scandagliare gli abissi degli oceani, a scendere sotto terra dentro le grotte (nella mia vita, ho fatto anche lo speleologo). Per cui, sapere dove andrà a finire il mio messaggio che ho buttato in mare a Riccione rappresenta il fine principale. Oppure, è l’affidare alle acque la disperazione di un amore finito, che non hai il coraggio di confidare a nessuno. Ancora, fare solo una burla a qualcuno che mai conoscerai. Le motivazioni sono mille, ma io ed i miei amici siamo solo raccoglitori, non psicologi”.

Rispondete ai mittenti? “Rispondiamo sempre a tutti i messaggi dove c’è un indirizzo, postale o e-mail. Scriviamo chi siamo e cosa facciamo sia nella vita, sia i nostri hobby, oltre a inviare la foto della bottiglia e del ritrovamento. Inoltre chiediamo, se è possibile, una replica”.

Quali sono le bottiglie più originali per il contenitore? “In genere, il contenitore è una bottiglia in plastica o in vetro; solo in pochi casi abbiano trovato dei barattolini di vetro da marmellata o conserva. Ci sono anche dei messaggi spediti con i palloncini”.

Il sito ha un riscontro? “Viene aggiornato regolarmente da Antonio Campese; dal dicembre 2008 ci sono state quasi ventimila visite, e non manca giorno che almeno dieci o venti persone sparse per il mondo lo visitino, neanche fosse un sito porno! Tutto è nato per gioco ed è diventato qualcosa di mediatico. Siamo stati invitati diverse volte in televisione, e siamo comparsi su tanti giornali italiani ed esteri, persino sul «Times»!”.

Il pensiero per concludere? “Un suggerimento: camminare sulla spiaggia, che fa bene alla salute”.



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