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Chiusure: è l’ora delle proteste
Sono soprattutto gli amministratori locali a lamentarsi contro le decisioni annunciate da Poste: caleranno le serrande 1.096 uffici postali su 13.945…
Dal Friuli-Venezia Giulia alla Sicilia, uniti contro quella che è stata definita la “spending review” di Poste italiane. Ossia, la razionalizzazione. “Vaccari news”, era il 27 giugno, aveva divulgato i dati di sintesi, che prevedevano, in particolare, 1.096 uffici postali da chiudere entro l’anno. E su 13.945, quanti risultavano al 31 dicembre scorso, rappresentano una bella fetta! Cui occorre aggiungere altre 57 cessazioni a carattere amministrativo e 635 sedi da ripensare nelle aperture al pubblico.
Cifre di grande impatto, ancora più toccanti adesso che circolano gli elenchi delle località precise interessate dai provvedimenti. Causando le proteste non solo dei lavoratori coinvolti, ma anche degli utenti, in particolare dei sindaci.
L’elenco spazia a trecentosessanta gradi: pescando nel mucchio, ecco: Bagnarola (Budrio, Bologna), i centri dove è stato sperimentato il trasporto postale dei medicinali Beverino e Cavanella Vara (Beverino, La Spezia), Cariglio (Fuscaldo, Cosenza), Casi (Teano, Caserta), il Patrimonio Unesco Crespi d’Adda (Capriate San Gervasio, Bergamo), Custoza (Sommacampagna, Verona), il terremotato del 2012 Fossa di Concordia (Concordia sulla Secchia, Modena), Guidaloca Scopello (Castellammare del Golfo, Trapani), Marina di Modica (Modica, Ragusa), il terremotato del 2009 Onna (L’Aquila), Pollenzo (Bra, Cuneo), Predappio Alta (Forlì-Cesena), Scai (Amatrice, Rieti), Senago 1 (Senago, Milano), Sterpito (Filiano, Potenza), Terresoli (Santadi, Cagliari), Timau (Paluzza, Udine), Vetulonia (Castiglione della Pescaia, Grosseto)…
Spesso si tratta di frazioni, in quanto l’accordo con il ministero allo Sviluppo economico prevede che un punto di riferimento resti in ogni comune, e non importa quanto questo sia esteso o caratterizzato da barriere (ad esempio, rilievi in quota) non facilmente sormontabili.
L’incontro svoltosi ieri alla sede della Provincia di Pistoia, inizialmente indetto per affrontare la situazione degli sportelli di montagna, si è subito esteso alla novità, e non è l’unico Ente ad aver preso l’iniziativa…
Tra gli uffici destinati alla chiusura, quelli di Guidaloca Scopello (Castellammare del Golfo, Trapani) ed Onna (L'Aquila), nella fotografia ritratto subito dopo il terremoto del 2009








