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L’esperienza di Giovanni Pontano
“Lettera sul «fuoco filosofico»” richiama le indagini effettuate dall’umanista e politico vissuto nel Quattrocento
Una missiva del XV secolo…
“Ho percorso molti paesi per conoscere qualche cosa di sicuro intorno alla pietra filosofale, ma girando quasi tutto il mondo ho trovato soltanto degl’imbroglioni e non dei filosofi. Tuttavia studiando sempre e moltiplicando le prove ho trovato la verità; ma dopo essere riuscito a conoscere la materia, sbagliai infinite volte prima di trovare la vera operazione e la pratica”.
L’io narrante è l’umanista e politico Giovanni Pontano (Cerreto di Spoleto, 1429 - Napoli, 1503). Noto anche come Gioviano Pontano, fu il massimo rappresentante dell’Umanesimo partenopeo e di quella che poi sarebbe diventata l’Accademia pontaniana.
La sua esperienza è richiamata nel libro “Lettera sul «fuoco filosofico»”, ora riproposto da La vita felice (80 pagine, 8,50 euro). D’altro canto, la versione firmata da Mario Mazzoni nel 1930 è ormai introvabile, come introvabili sono le successive ristampe.
Nell’introduzione, a sua volta diventata un classico, il curatore offre tutti gli elementi che consentono al lettore di orientarsi intorno al manoscritto, si sofferma sulle segnalazioni presenti in altre opere ed affronta il tema dell’autenticità.








