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Collegamento in remoto: ecco le prime impronte
Introdotto formalmente all’inizio di marzo, il servizio “Affrancaposta” sta penetrando nel mercato…
Verso la fine dell’anno scorso, le prime ipotesi; nel marzo del 2012 le conferme ufficiali, ed ora cominciano a vedersi in giro le prime impronte. Sono sui plichi affrancati meccanicamente impiegando la ricarica da remoto, cioè il collegamento al database di Poste italiane. Servizio che lo stesso operatore ha battezzato “Affrancaposta” e, come tale, è offerto sul mercato dalle quattro aziende autorizzate, ossia Francopost, Italiana Audion, Neopost e Pitney Bowes.
Contrariamente alle prime ipotesi, le impronte -almeno quelle note- sono identificabili per la diversa organizzazione dei dati, ed appaiono più vicine alle macchine da sportello “tp label” che alle vecchie “rosse”. Spiccano, in particolare, le barre verticali volte a inquadrare all’istante il tipo di servizio richiesto, sia da parte della macchina sia da parte dell’occhio umano.
Due recentissime impronte di nuovo tipo (archivio Mario Pozzati)








