Libri e cataloghi
Tutte le Olimpiadi in formato dentello
Non solo i Paesi organizzatori: in cinque volumi, ecco, nella loro completezza, le edizioni estive, le invernali, le giovanili, le Paralimpiadi e diversi altri aspetti correlati

La catalogazione è organizzata in cinque volumi
A pochissimi giorni dal debutto di “London 2012”, balza agli occhi il poderoso lavoro firmato dalla spagnola Phildom, nata -con… poca fantasia- sulle ceneri della Domfil. Suo è l’“Official Ioc catalogue of olympic stamps” che, in cinque volumi di formato “A4” illustrati a colori, raccoglie tutti i francobolli riguardanti le Olimpiadi.
Il lavoro è organizzato in ordine cronologico: il primo tomo (300 pagine, 57,00 euro) considera i Giochi svolti tra il 1896 ed il 1968, il secondo (314, 56,00) quelli tra il 1972 ed il 1988, il terzo (248, 46,00) la fascia 1992-2012, il quarto (266, 49,00) le edizioni invernali dal principio, cioè dal 1924, a “Sochi 2014”. Segnalando, quando è il caso, prodotti quali non dentellati, foglietti e carnet. Il quinto (232, 43,00), invece, si concentra, con maggiori dettagli, sui Paesi ospiti, cui si aggiungono altri capitoli come Giochi olimpici della gioventù, anniversari, mostre filateliche, Pierre de Coubertin, Paralimpiadi, Paesi rimasti candidati, Comitati olimpici.
Per ciascuna edizione elenca ogni voce nota, indipendentemente da quando ha visto la luce. La tappa del 1896, ad esempio, comprende sì la classica e preziosa serie coeva di Grecia, ma il capitolo, ordinato alfabeticamente per Stato, comincia con Aitutaki (che ha citato l’appuntamento sportivo nel 1996) e finisce con la Repubblica di Yemen (l’ultimo titolo della quale risale al 1972). Segnalando anche gli atleti: sempre nel caso del 1896, ecco, per dire, il maratoneta Spiridon Louis, ripreso pure dal Canada. Naturalmente, le serie che ricordano più edizioni vengono separate, mentre le singole cartevalori che ne richiamano più di una (come il foglietto di Belize del 1981 che offre la lista completa di quelle svolte fino al 1984) si trovano ripetute laddove necessario.
Il grado di approfondimento è significativo. Ad esempio, i dentelli italiani per la manifestazione di Roma non si fermano soltanto alle due uscite del 1959 e del 1960, ma comprendono anche la “Giornata del francobollo” del 1964 (la quale riprende tre dei soggetti precedenti) e il taglio del 2010 per il mezzo secolo.
In calce ad ogni volume, gli indici permettono di avere il quadro di quanto repertoriato, suddiviso per disciplina o per autorità emittente.
I testi sono in inglese e sicuramente potrebbero affinarsi in una prossima edizione; le quotazioni, in genere riferite all’intera serie, vengono espresse in euro e dollari. La numerazione, infine, è propria del catalogo, ma l’impostazione e le immagini sufficientemente grandi facilitano la ricerca.
Il lavoro comprende non solo le emissioni dei Paesi organizzatori ma tutte quelle esistenti, suddivise per singola manifestazione sportiva








