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Compagnia aerea vendesi
Confermata l’intenzione che Massimo Sarmi aveva espresso mesi fa: ora la capogruppo cerca interlocutori interessati a Mistral air
Si cerca un interlocutore per Mistral air
Già in febbraio l’amministratore delegato, Massimo Sarmi, l’aveva buttata lì: la compagnia aerea Mistral air, fondata nel 1984 dall’attore Bud Spencer e nel 2005 passata interamente a Poste italiane, poteva essere ceduta. Così, l’operatore specializzato “nel trasporto aereo di merci e posta, nel trasporto passeggeri con voli charter e nella erogazione di servizi di formazione di piloti professionisti attraverso una scuola di volo” giunge sul mercato.
Per ora è stata avviata la procedura volta ad individuare un possibile interlocutore; la proprietà, infatti, “intende verificare se esistono le condizioni di prezzo ed adeguate garanzie per ottenere livelli di servizio compatibili con le esigenze del trasporto postale”. Si parte da una base d’asta pari a 12,8 milioni di euro e le candidature verranno accolte sino al 9 agosto.
Oggi il vettore trasporta effetti postali tramite il Consorzio logistica pacchi scpa, nonché merci e passeggeri per conto di altri clienti. Non a caso, aveva fatto modificare i propri velivoli, così da cambiare rapidamente gli interni in funzione dello specifico carico.
Stando al bilancio, i conti non sono meravigliosi, e la scelta di puntare anche ai pellegrinaggi non ha permesso di riequilibrarli. La gestione dell’esercizio -si legge nell’ultima relazione disponibile, interente il 2011- “è stata influenzata, oltre che dalle modifiche organizzative dell’area recapito della capogruppo che hanno condotto la società ad adeguare la propria rete postale notturna portandola da cinque a quattro notti la settimana, dal difficile contesto macroeconomico in cui Mistral opera. In particolare, l’evoluzione della situazione geopolitica in Medio Oriente e Nord Africa (soprattutto in Tunisia e in Egitto) ha privato di fatto Mistral air del tradizionale mercato per il trasporto charter passeggeri, obbligandola a ricercare uno sbocco nei Paesi europei, dominati dalla concorrenza delle compagnie low-cost. Gli eventi descritti unitamente all’aumento del costo del carburante e alla necessità di effettuare interventi di manutenzione straordinaria della flotta, hanno influito sui risultati”. Per questo l’anno scorso la medesima capogruppo era intervenuta con 3,0 milioni di euro e, in ogni caso, è stato registrato un risultato netto negativo per 2,2 milioni (-1,5 milioni nel 2010).








