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09 Apr 2018 - ore 09:58
Apr 09 2018
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Appuntamenti

Quella vetrata che mai fu

Ora sede del Consiglio regionale, tra il 1901 ed il 1916 palazzo Cesaroni a Perugia accolse le Regie poste. La scoperta di un carteggio ha permesso di ricostruire cosa avvenne con il “mago del vetro” Francesco Moretti


Perugia, alla riscoperta delle Regie poste...

La Regione Umbria “scopre” l’ufficio postale. Nel senso che gli dedica la mostra “Le Regie poste a palazzo Cesaroni”, curata da Maria Luisa Martella. L’edificio, situato in piazza Italia 2 a Perugia e costruito -su progetto di Guglielmo Calderini- all’inizio del XX secolo, dal 1901 (venne inaugurato il 31 marzo) al 1916 trattò lettere, pacchi e telegrammi. Poi divenne, ad esempio, sede del Palace hotel, dell’Istituto nazionale delle assicurazioni e dal 1977 del Consiglio regionale. Di quel periodo ancestrale sono rimaste pochissime tracce che ora, grazie al lavoro di ricerca, figurano recuperate.

Lo studio -ha sottolineato la presidente dell’Ente ospite, Donatella Porzi- “ha ricomposto importanti tasselli della storia più remota” dell’immobile, al tempo in cui l’ambizioso imprenditore Ferdinando Cesaroni “aveva deciso di accogliere all’interno dell’edificio, in accordo con la neonata modernità, gli uffici delle Regie poste”.

Il punto di partenza -ha spiegato l’artefice del percorso- è stato il ritrovamento di un carteggio inedito fra il committente ed il “mago del vetro” Francesco Moretti; va dal dicembre del 1900 al febbraio del 1901, evidenziando come l’artista abbia avuto l’incarico di realizzare una grande vetrata decorata, di oltre ventisette metri quadrati, per il salone riservato al pubblico. Il lavoro, che avrebbe avuto bisogno di moltissimo tempo e sebbene fosse stato avviato, non fu mai concluso per delle modifiche agli accordi. “Abbiamo anche appreso che l’ingresso delle Poste era costituito dal grande portone che si apre su via Baglioni”.

Il cantiere aveva assunto le sembianze di un vero e proprio palcoscenico, nel quale si esibirono i più aggiornati artisti che Perugia aveva saputo esprimere. Il fabbricato divenne così un’ambita opportunità per tutti coloro che vi erano stati coinvolti, fossero giovani in cerca di consacrazione o maestri affermati che donavano alla loro città un variopinto suggello della fama raggiunta.

I visitatori troveranno alcuni cartoni preparatori a dimensione originale, le tessere in vetro recuperate e ricostruite, l’opera dipinta con il grifo rampante della città. L’allestimento rimarrà aperto fino al 9 settembre, da lunedì al venerdì tra le ore 9 e le 19.30, il sabato nella fascia 9-13. L’ingresso è libero.

Non manca la pubblicazione, dal titolo omonimo (84 pagine, 17,00 euro, edizione Futura), alla quale l’Archivio storico di Poste italiane ha dato un supporto. Contiene, oltre al catalogo, la documentazione fotografica. Rappresenta un omaggio al Moretti, “la cui maestria è attestata dalle sue opere custodite in diversi luoghi storici dell’Umbria, da Todi a Orvieto, Assisi, Santa Maria degli Angeli e Perugia”.

Aggiornamento del 3 settembre 2018: la chiusura è stata prorogata al 22 settembre.



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