Dall'estero
Dal Cile il primo rapporto postale
Nelle due regioni più colpite sono attivi sicuramente almeno otto uffici. Più tranquilla è la situazione nel resto del territorio. Garantito il traffico con l'estero
Resta difficile la situazione, anche dal punto di vista postale
“Le nostre succursali restano operative e funzionanti in tutto il Paese, salvo nelle regioni settima ed ottava (Maule e Bio Bio, ndr), che sono le più colpite e presentano problemi di sicurezza”. Così Correos Chile sintetizza, nel primo comunicato diffuso, la situazione postale del Paese dopo il terremoto, e il conseguente tsunami, di sabato 27 febbraio.
La situazione resta difficile, e il numero delle vittime accertate, ormai, ha raggiunto quota ottocento. Alle attività, tuttora in corso, per rintracciare i dispersi e garantire un minimo di supporto si aggiunge il problema degli sciacalli, soprattutto nella seconda città più importante, Concepción, tanto da aver costretto l'introduzione del coprifuoco. Intanto, la macchina internazionale degli aiuti -già impegnata con Haiti- si sta organizzando per fronteggiare l'ulteriore emergenza.
Nelle aree direttamente colpite l'operatore postale denuncia un'attività ancora parziale, ma -fa sapere- sta lavorando per la normalizzazione. Esaminando la lista degli uffici distribuiti sul territorio, diversi sono quelli che risultano chiusi e di alcuni, addirittura, la struttura centrale non ha notizie. Tanto che per le due regioni più colpite è stato diffuso un elenco degli sportelli sicuramente aperti, otto, in grado di assicurare con orario normale le abituali prestazioni postali (pacchi compresi) e finanziarie.
Regolare è il funzionamento dell'aeroporto di Santiago, da dove transitano i dispacci in ingresso e in uscita dal Cile.










