Dall'estero
Pyongyang attacca
Nuova emissione propagandistica proposta oggi dalla Corea del Nord: nel mirino, Stati Uniti e Giappone
Il francobollo è ancora veicolo di propaganda politica? A certe condizioni, la risposta può essere positiva, nonostante i tempi siano cambiati rispetto a quando, soprattutto nella prima parte del Novecento, rappresentava un veicolo privilegiato di informazione e comunicazione.
Uno dei Paesi (non a caso sigillato nei rapporti con l'esterno) che si avvale ancora di questa funzione è la Corea del Nord.
L'ultimo episodio ha debuttato oggi: si tratta di due esemplari, da 76 e 95 won, intitolati “Francobolli manifesto”. Il primo è caratterizzato dallo slogan “Gli imperialisti statunitensi non devono diventare furiosi”, l'altro ha il testo “Di certo, regoleremo i conti” ed il riferimento, sottolineato da alcune immagini fotografiche presenti sullo sfondo, è al Giappone che colonizzò direttamente la penisola tra il 1910 e il 1945.
“I francobolli -dice una nota- mostrano bene l'alto spirito dei soldati e del popolo coreani, che sono veramente determinati a vendicarsi degli imperialisti statunitensi e giapponesi, i nemici giurati del popolo coreano. A centinaia, a migliaia si piegarono senza colpa nutrendo odio per loro”.










