San Marino
Il primo “Verso Shanghai 2010” sarà distrutto
Il segretario di stato per le Finanze e il bilancio, Gabriele Gatti, conferma il motivo della doppia versione. E ammette il provvisorio stoccaggio
Nero su bianco per la vicenda del francobollo
I centomila francobolli sammarinesi prodotti e poi accantonati (ora risultano nel Magazzino valori dello stato “in attesa di distruzione”) sono costati 1.872,00 euro. Ma la versione effettivamente messa in vendita, fatturata 2.768,00 euro, ripagherà la spesa, poiché la quantità, per il nuovo soggetto che “avrebbe potuto suscitare un ancor maggiore interesse per i potenziali acquirenti in Cina”, è stata portata a centottantamila esemplari. “L'onere per la prima stampa sarà, in ragione dell'aumento della tiratura, abbondantemente ricoperto dai maggiori incassi”, pari a 176mila euro.
Ad affermarlo è il segretario di stato per le Finanze e il bilancio, Gabriele Gatti, che si occupa anche dei rapporti con l'Azienda autonoma filatelica e numismatica. È lui ad aver firmato la risposta all'interpellanza presentata in Consiglio grande e generale da Pier Marino Mularoni e Giovanni Lonfernini.
Per il resto, la vicenda della doppia tiratura del francobollo “Verso Shanghai 2010” è ormai nota. La versione iniziale del bozzetto, realizzata l'anno scorso da Franco Filanci, prevede il panorama di Pudong e, in un riquadro in alto a destra, il Ren people's building. Il soggetto piace e nel febbraio 2009 ottiene i necessari via libera dal Comitato per l'expo e dal consiglio di amministrazione dell'Aasfn. Il progetto, inoltre, è inviato in Cina al commissario generale dell'evento, che però non risponde, “forse per la grande distanza e mancanza di un interlocutore diretto”. Ma il tempo stringe: così, si decide di procedere e le macchine della Cartor cominciano a lavorare.
Poi, la doccia fredda: il 31 marzo il commissario generale risponde ed avvisa che l'edificio multifunzionale citato nella carta valore “non verrà più costruito e pertanto non riteneva appropriata la riproduzione”. Da qui la scelta di accantonare quanto stampato e rifare la vignetta (decisione che ha imposto il rinvio del debutto dal 14 aprile all'8 maggio 2009), approfittandone per rivedere le diciture presenti e, soprattutto, elevarne la quantità.










