Dall'estero
Il Cile pensa ad esenzioni o sconti
Anche dal punto di vista postale, i problemi riscontrati nel Paese sudamericano appaiono più gestibili rispetto ad Haiti
Se l'Haiti postale è monitorata dalla comunità internazionale, il Cile -dopo la sequenza di scosse registrate dal 27 febbraio in avanti- sta cercando di rimettersi in piedi puntando soprattutto sulle proprie forze. Anche perché la situazione socio-economica è diversa e le distruzioni limitate ad alcune aree del suo vasto territorio.
Tanto è vero che Correos Chile ora parla di una operatività nella distribuzione pari al 100% nelle regioni metropolitana, quinta e nona, dato che scende al 98% per la sesta, la settima e l'ottava. Nessun problema per i rapporti con l'estero.
In tale contesto si starebbe valutando di introdurre “qualche tipo di beneficio o di sconto per i clienti che fanno invii alle zone colpite dal terremoto o dal maremoto”.
I sacchi di corrispondenze e i pacchi (con alcuni limiti a Concepción) sono ritirati regolarmente ed anche la rete dei trasferimenti finanziari, nazionali e non, fino ad 1,5 milioni di pesos è ok.
Le missive trovate nelle cassette o negli uffici ora chiusi sono state (o verranno) reintrodotte nei circuiti, tranne quelle impostate nella succursale di Isla Juan Fernández, distrutta dal maremoto.
Intanto, anche nell'ultima notte la terra ha continuato a tremare…
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