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I risultati di Milano
Nella serata la consegna dei premi; 15 (su 93 collezioni) gli oro grande attribuiti
La parte espositiva di “Milanofil” è stata completata con le premiazioni
Verso la conclusione “Milanofil”, che sarà visitabile ancora domani dalle ore 9.30 alle 14. E che ha visto svolgersi questa sera il palmarès, registrando 15 ori grande su 93 collezioni.
Uno è andato nella esposizione di qualificazione, storia postale classica, ad Angelo Teruzzi (presente con “Relazioni postali tra il Regno di Sardegna e l'Impero Austriaco 1844-1861”, che ha totalizzato 95 punti). Tutti gli altri sono stati attribuiti nella nazionale.
Per l'area un quadro si sono distinti con la classe interofila Carlo Sopracordevole (ha proposto “Interi postali provvisori della Rsi nei loro periodi d'uso”, ottenendo 91 punti e il gran premio per la migliore minicollezione) e in storia postale classica Saverio Imperato (“Da Antichi Stati Italiani all'Algeria”, 90).
Il resto dei massimi riconoscimenti è stato distribuito nella sezione generale. Nella storia postale classica hanno primeggiato Saverio Imperato (“Da Antichi Stati Italiani e Italia all'Impero Turco e viceversa”, 91), Antonio Ferrario (“I vapori del Mediterraneo (1859-1870)”, 92), Piero Giribone (“Dalla Rivoluzione a Marengo (1793-1800)”, 92), Massimo Manzoni (“Stato Pontificio, tariffe per l'estero 1852-1867”, 93 e gran premio sezione competizione). Nella storia postale diacronica hanno fatto il pieno Gianni Deppieri (“La rispedizione nel Regno d'Italia”, 90) ed Emanuele Gabbini (“Il servizio accessorio con assegno”, 90). Per la storia postale moderna i migliori risultati appartengono a Valter Astolfi (“Dall'armistizio alla Repubblica (1943-1946)”, 91) e Gianni Deppieri (“Uso postale dei francobolli ordinari di Vittorio Emanuele III”, 91). Nella sezione campioni, infine, tutti i quattro studi hanno ottenuto il massimo livello. Sono: in classe interofila Saverio Imperato (“I cavallini”, 90), che ha replicato l'esito in storia postale classica (“Dagli Antichi Stati e Italia alle nazioni dell'Impero Austriaco e viceversa”, 91) insieme ad Antonio Ferrario (“Le vie di mare che unirono l'Italia (1859-1862)”, 95 e gran premio sezione campioni), in più, in storia postale moderna, ancora Gabbini (con “Eastern Italian Africa: postal relationship with foreign countries”, 92).
È quanto ha deciso la giuria, presieduta da Mario Mentaschi e composta da Gianni Bertolini, Mauro Dalla Casa, Giuseppe Di Bella, Franco Giannini, Giorgio Khouzam e Giovanni Martina. Bruno Crevato Selvaggi ha svolto il ruolo di commissario federale, mentre Aniello Veneri e Franco Napoli hanno operato come aspiranti giurati. La commissione ha evidenziato “l'elevato livello quantitativo e qualitativo raggiunto… Nonostante il poco tempo trascorso dall'internazionale «Italia 2009», oltre 90 partecipazioni segnano la permanente vitalità del settore delle esposizioni a concorso”.
Durante la serata, Imperato ha ottenuto un'ulteriore sottolineatura per aver vinto in tre anni consecutivi (2007, 2008 e 2009) un gran premio Fepa. “Difficile -ha commento il presidente della Federazione fra le società filateliche italiane, Piero Macrelli- fare di più”. A ruota, il presidente della stessa Federation of european philatelic associations, Jorgen Jorgensen, ha formalmente riconosciuto il lavoro di Nino Aquila e Francesco Orlando per il libro “Sicilia - I timbri del nuovo re”.
Macrelli ha ricordato, inoltre, il ruolo della stampa specializzata nel promuovere il settore, segnalando, in particolare, “Cronaca filatelica” e “Il collezionista” per la carta stampata, “Vaccari news” per il web.
Uno dei momenti della cerimonia: Antonio Ferrario e Saverio Imperato a sinistra, Emanuele Gabbini a destra si complimentano con Massimo Manzoni (secondo da destra) per il gran premio sezione competizione










