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Partecipazione agli utili? Ne discutono anche i lavoratori
L'iniziativa “concomitante con l'inizio della trattativa sul nuovo contratto di lavoro: non siamo disponibili a scambi tra aumenti salariali certi e «possibile» partecipazione agli utili!”. Disponibile la nuova versione della “lettera di vettura”
Qualche giorno fa la proposta del ministro dell'Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, di sperimentare la condivisione degli utili da parte dei lavoratori, cominciando da Poste italiane. Ed ora le prime reazioni… interne. A prendere l'iniziativa è dal Veneto “Il postale”.
“Dopo l'annuncio di Tremonti che le Poste saranno la prima società pubblica a sperimentare la partecipazione agli utili da parte dei lavoratori, un autorevole quotidiano riporta la notizia che Sarmi è stato convocato da Tremonti per stendere un piano applicativo della sperimentazione”.
“Si copia, dopo 36 anni, il modello tedesco applicandolo solo a metà: esclusivamente sulla remunerazione calcolata sugli utili delle imprese. Partecipazione agli utili, ma non partecipazione alla gestione aziendale. Dal 1974, in Germania, è legge dello Stato che tutte le aziende con più di 2000 dipendenti abbiano i loro rappresentanti in consiglio di amministrazione. Si sono così potute fare scelte condivise aumentando la produttività dei dipendenti e riducendo numerosi sprechi come consulenze milionarie, rimborsi spese e stipendi faraonici a troppi dirigenti, diminuendo al contempo stress e conflittualità”.
“Siamo diffidenti -prosegue il testo- sul fatto che la proposta sia concomitante con l'inizio della trattativa sul nuovo contratto di lavoro: non siamo disponibili a scambi tra aumenti salariali certi e «possibile» partecipazione agli utili!”. Da qui “un invito ai responsabili del Governo”: sarebbe opportuno che le loro disponibilità a possibili aperture “fossero magari corroborate anche da un impegno su una questione che giace irrisolta da oltre 10 anni: il «sequestro» della buonuscita dei postali maturata fino al 1998! Probabilmente sarebbe un buon segnale”.
Intanto, agli sportelli è stata introdotta la nuova versione della “lettera di vettura” (ossia, il modulo da compilare e consegnare insieme all'invio), rivista dopo l'introduzione dell'iva sul corriere espresso. Rispetto alla precedente, si presenta più pratica, in quanto sintetizza in un solo modulo gli invii ordinari ed assicurati di “postacelere 1 plus”, “pacco celere 1 plus” e “paccocelere 3”. Inoltre, le copie a ricalco sono tre e non più sei.
La nuova “lettera di vettura” introdotta dopo l'ultima revisione al servizio








