Dall'estero
Germania, la continuità del ventesimo
Stessa impaginazione per il francobollo che ricorda la caduta del “Muro”, uscito l'anno scorso, e per quello nuovo riguardante l'unione fra le due Germanie
La folla, le bandiere, il Reichstadt in una foto d'epoca volutamente sfumata. Così oggi la Germania ricorda con un 55 centesimi i vent'anni dalla riconquistata unità.
Momento clou di una “tre giorni” intensa, l'unione delle allora Germania Federale e Germania Democratica, divise dopo la sconfitta della Seconda guerra mondiale, si concretizzò il 3 ottobre 1990. “79 Milioni di abitanti, 375mila chilometri quadrati di superficie, quasi 18 milioni di lire di prodotto nazionale pro capite: questa in cifre è la Germania unita”, ricordava allora Tiziana Di Simone sul quotidiano “L'umanità”. “Nella Comunità europea è ora il primo Paese per numero di abitanti ed il terzo (dopo Francia e Spagna) per superficie. Il nuovo Stato avrà secondo le stime attuali 1.375.000 miliardi (in lire) di prodotto nazionale lordo. Sono tutte queste cifre, in particolare i numeri della nuova economia, a spaventare politici ed osservatori internazionali, soprattutto europei. Gli efficientissimi tedeschi sono riusciti a realizzare la tanto attesa unità in meno di un anno”; undici mesi dopo la caduta del “Muro” di Berlino.
Ed è proprio con le vicende che avrebbero portato all'abbattimento di quest'ultimo che il nuovo francobollo si interfaccia. Richiama quello dall'analogo costo uscita l'8 ottobre scorso per la “rivoluzione pacifica” del 1989. Entrambi sono stati messi in pagina da Barbara Dimanski.
Il francobollo dell'anno scorso e quello nuovo a confronto. Entrambi portano la firma di Barbara Dimanski








