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17 Gen 2019
Gen 17 2019
10:17

Libri e cataloghi

Il conflitto delle donne

Nel libro l’autrice Paola Scola cambia la prospettiva, esaminando la Seconda guerra mondiale attraverso chi rimase a casa a gestire la famiglia


Disperso

I combattimenti del Secondo confitto mondiale, certo. Ma c’è anche chi non indossò la divisa: è la guerra delle donne, “che soffrono per la partenza di mariti, padri e figli, devono gestire la casa con un minimo di risorse, debbono occuparsi dei genitori anziani di entrambi, talvolta hanno un’attività di famiglia da portare avanti”, annotano dalla casa editrice, Araba fenice, riferendosi al libro della giornalista Paola Scola (144 pagine, 14,00 euro).

Mentre i loro uomini vivono i drammi fra le sabbie di El Alamein o nei ghiacci del Don, ricacciano le lacrime in uno scompartimento nascosto del cuore. Perché la priorità sono i bambini, che spesso il loro papà neppure l’hanno visto, e il dolore è un fatto strettamente privato.

È la storia, per esempio, di Milly, che per settant’anni aspetta, invano, il ritorno del suo Ennio, con la chiave nella porta. Oppure quella di Romana, per tutta la vita addolorata e tormentata dall’assenza del padre. O della mamma di René, che non arriva in tempo a salvare il figlio. Racconti di congiunti stretti, presente e memorie che si fondono. E, sullo sfondo, una parola terribile, forse peggiore persino di “morto”; è “disperso”.

Tra i capitoli, uno che significativamente s’intitola “Scrivimi”. Da una lettera è tratto pure il titolo del volume, “Lo aspetto ancora con disperata speranza”.



17 Gen 2019
Gen 17 2019
00:35

Dall'estero

Riscoprire il passato

È l’invito di Jersey che, con sei francobolli ed un foglietto, documenta gli anni Settanta del secolo scorso. Rappresenta la terza tappa di un racconto che si completerà in cinque fasi

Terza tappa delle cinque previste, questa dedicata agli anni Settanta. È la nuova serie -attesa per domani- che Jersey intitola alla parte finale del Novecento coinvolgendo più artisti, coordinati da Hat trick ed incaricati di raccontare, in sei francobolli ed un foglietto, l’essenza del tempo.

I soggetti richiamano il linguaggio (nel 50 pence, dovuto ad Alex Trochut), la musica ed in particolare il repertorio punk (65, Andy Martin), la moda (76, Caroline Smith), la tecnica grazie alle videocassette (82, Bobby Evans), il cibo con la fonduta (94, Andrew Archer), il tempo libero tramite i pattini (1,12 sterline, Hilary Hayton). Dal canto suo, il blocco propone una strada locale affollata di consumatori (2,00, ancora Caroline Smith).

Da notare che l’obiettivo documentale è stato raggiunto non solo attraverso le immagini, ma anche impiegando i colori, lo stile e la grafica capaci di evocare il periodo.



16 Gen 2019
Gen 16 2019
19:06

Emissioni Italia

Non c’è il due senza il tre

Già richiamato nel 1999 e nel 2009, il 26 gennaio tornerà agli sportelli, questa volta con un francobollo “B”. È il calciatore Valentino Mazzola

Sicuramente famoso, famosissimo, anche per la triste sorte che gli è capitata insieme ad altre trenta persone tra passeggeri ed equipaggio dell’aereo precipitato, ma quello atteso per il 26 gennaio è il terzo francobollo che lo cita espressamente. Come se non ci fossero altri calciatori degni di un pari tributo postale. È Valentino Mazzola, richiamato nel 900 lire (ma ci sarebbe pure l’“anonimo” 800) del 4 maggio 1999 emesso per il cinquantenario della sciagura di Superga (Torino) nonché nel 65 eurocentesimi datante 22 ottobre 2009 ed inquadrato nelle serie promozionali dedicate ad “Italia 2009”, in particolare per la “Giornata dello sport”.

Ora viene ricordato nel secolo dalla nascita, avvenuta il 26 gennaio 1919, attraverso un “B” (quindi dal costo di 1,10 euro, utile per gli invii ordinari di primo porto destinati all’interno). Appartenente alla serie “Lo sport”, il dentello è autoadesivo, tirato in addirittura due milioni e mezzo di esemplari; i fogli sono da quarantacinque.

La vignetta è dovuta a Fabio Abbati; propone un ritratto dell’attaccante e centrocampista; si aggiunge la sagoma del toro in posizione rampante presente nello stemma del Grande Torino, la squadra di cui fu capitano e simbolo.



16 Gen 2019
Gen 16 2019
14:17

Notizie dall'Italia

La vicenda asta torna in Senato

L’iniziativa da parte del senatore Gaetano Quagliarello, che ha sottoscritto un’interrogazione parlamentare diretta al ministro allo Sviluppo economico, Luigi Di Maio


Gaetano Quagliarello (foto: Senato)

La vicenda delle aste filateliche autorizzate dalla legge di bilancio 2019 (è la 145 del 30 dicembre 2018, per la precisione il comma 617 dell’articolo 1) è tornata tra i banchi della politica. Gaetano Quagliarello (Idea - Popolo e libertà), coadiuvato per gli aspetti tecnici da Carlo Giovanardi, ha presentato oggi in Senato un’interrogazione parlamentare, indirizzata al ministro allo Sviluppo economico, Luigi Di Maio, per capirne di più sull’operazione.

Insomma, si vuole sapere se il rappresentante del Mise è a conoscenza della situazione declinata nel testo introduttivo ai quesiti, del danno che verrebbe provocato a Poste italiane in caso di vendita del materiale sotto al valore nominale e del fallimentare precedente, quello dello stock ministeriale, caso di fatto sviluppatosi tra l’11 dicembre 1952 (quando venne approvata la legge 2.521, che prevedeva di costruire alloggi per i postelegrafonici cedendo i vecchi francobolli) ed il 24 febbraio 1967 (quando si concluse l’opera distruttiva).

Andando nel dettaglio, viene chiesto al rappresentante governativo “se conosce l’effettivo numero di francobolli giacenti e se sono ipotizzate delle stime di incasso al netto delle spese d’asta; se è a conoscenza delle tempistiche, ovvero, se e quando cominceranno le vendite, come esse saranno organizzate; del ribasso percentuale rispetto al valore nominale; se esiste già un elenco del materiale da cedere; se le vendite saranno riservate ad una determinata tipologia di interlocutori (ad esempio i commercianti) o a tutti; se sono previsti più lotti e più giornate di vendita”.

Nelle premesse, il sottoscrittore ricorda che “gli operatori del settore chiedono da anni la distruzione di quanto ancora giacente” e che “da una ricerca informale tra loro risulta che l’unico interesse per tale scorta sia la possibilità di impiegarla per affrancare, risparmiando sulle spese. Inoltre, all’estero non vi è un significativo interesse per le cartevalori nazionali, anche per gli argomenti trattati e la qualità grafica. Ergo, forse i grandi utenti potrebbero essere interessati all’acquisto, ma solo con la garanzia che i francobolli rimangano in corso legale come lo sono ora”.



16 Gen 2019
Gen 16 2019
12:17

Giornali, riviste e siti

Spazio alla Grande guerra

All’argomento è dedicato l’ultimo numero di “Cursores”, il ventiduesimo. Ma il semestrale tocca anche altri temi, sempre con approccio storico-postale


Grande guerra ed oltre

La Grande guerra? È il filo conduttore maggiore dell’ultimo numero, il ventiduesimo, di “Cursores”, la pubblicazione divenuta semestrale dell’Associazione italiana di storia postale. In 98 pagine “A4” con immagini a colori (25,00 euro) dà spazio a Massimo Mattioli (suo è l’intervento “Dal Piave a Vittorio Veneto - Testimonianze dirette di storia e posta”), Oliviero Emoroso (“Fiume: affrancature filateliche e non dell’emissione «provvisoria»”), Valter Astolfi (“Prima guerra mondiale - La missione d’armistizio e le presenze militari italiane in Germania nel primo dopoguerra”).

Filo conduttore principale ma non unico, come testimoniano gli interventi di Luca Lavagnino (“Gli «altri»: prigionieri spagnoli in Francia durante le Guerre napoleoniche”), Emanuele Mario Gabbini (“Uso dei segnatasse nel servizio pacchi postali - 1 ottobre 1881 - 30 giugno 1914”), Flavio Riccitelli (“I voli di anticipazione degli anni Trenta da/per i transatlantici in viaggio sulla rotta nord-atlantica”), Hans Häfeli (“I 175 anni dei francobolli cantonali di Zurigo da 4 e 6 rappen”), Massimo Ciampa (“Guerra italo-abissina: la posta dall’assedio di Adigrat (1 marzo - 4 maggio 1896)”), Giampaolo Guzzi (“Cartoline di tipo Iris da 90 cent. per la corrispondenza familiare interzone non ammesse dalla censura francese”), Lorenzo Carra (“Giorgio Magnani ci ha lasciati”).

Contiene anche un bilancio del 2018: da gennaio a novembre -annota in apertura il presidente Luca Lavagnino- “abbiamo aumentato di un significativo 20% il numero di soci, passando a 150; i nuovi iscritti hanno in media fra i 40 e i 50 anni, segno della vitalità del movimento storico-postale italiano e del desiderio di aggregazione sotto la bandiera della più vecchia e prestigiosa associazione di storia postale in Italia”.



16 Gen 2019
Gen 16 2019
01:55

Dall'estero

Gioielli dal 1858

Omaggio postale, in Francia, dedicato ad un marchio che ha raggiunto i centosessant’anni: Boucheron. Due i francobolli a cuore pronti per il debutto

Un appuntamento di inizio anno ormai fisso e giunto alla ventesima tappa. È l’omaggio a forma di cuore che la Francia dedicata ai grandi marchi nazionali impegnati nel campo della moda. Il 18 gennaio come prevendita, il 21 per la distribuzione generale toccherà a Boucheron, impresa nata nel 1858 grazie a Frédéric Boucheron. Fu la prima gioielleria -era il 1893- ad aprire al 26 di place Vendôme, distinguendosi per l’equilibrio tra tecnica e talento artistico.

Dopo quattro generazioni è arrivato l’incarico per realizzare i “propri” francobolli, nominali da 0,88 e 1,76 euro, raccolti in fogli da trenta e disponibili nelle versioni tradizionale o autoadesiva. Il taglio più economico è proposto anche in confezioni da cinque (sempre gommati). Quanto ai soggetti, uno offre elementi iconici della ditta a taglio vegetale; l’altro la colonna Vendôme, monumento emblematico della piazza in cui ancora ha sede.

L’emissione si fa notare per un ulteriore dettaglio. È cambiato il simbolo che caratterizza le produzioni commemorative e segnala le conseguenze per i collezionisti, come l’impegno della Poste ad un lancio nel primo giorno ed a comunicare il momento del ritiro dagli sportelli della specifica serie. È sempre la “φ” dell’alfabeto greco introdotta nel 2010, ma ora è diventata maiuscola, “Φ”.



15 Gen 2019
Gen 15 2019
17:12

Emissioni Italia

Orazio Raimondo e Federico Fellini, le proposte

I relativi centenari della morte e della nascita cadranno nel 2020. I suggerimenti per ricordare l’anno prossimo il sindaco di Sanremo (Imperia) ed il regista


Uno dei francobolli che citano Federico Fellini

Il programma delle emissioni d’Italia per il 2019 è ancora “monco”, nel senso che riguarda soltanto il primo trimestre, ma c’è già chi, giustamente, guarda avanti. È Andrea Gandolfo, che nel passato aveva suggerito omaggi dentellati per Alessandro Natta (ipotesi rimasta inascoltata) ed Oscar Luigi Scalfaro (concretizzata il 22 giugno 2018). Ora, scrivendo al ministro per lo Sviluppo economico Luigi Di Maio, ha segnalato due celebrazioni inerenti all’anno prossimo.

Una riguarda il deputato, avvocato, massone e sindaco di Sanremo (Imperia) Orazio Raimondo, vissuto tra il 6 giugno 1875 e l’11 gennaio 1920; il tributo dovrebbe essere previsto nel centenario della morte. Egli -annota il relatore- “è stato uno dei politici più insigni e rappresentativi dell’Italia giolittiana, eletto due volte deputato, tra i fondatori del Fascio parlamentare di difesa nazionale e membro della commissione d’inchiesta parlamentare sulla sconfitta di Caporetto. Celebre anche la sua attività forense, in particolare come difensore della nobildonna veneziana Maria Tiepolo nel processo che si tenne presso la Corte d’assise di Oneglia nel 1914”. A lui è dedicato inoltre uno dei corsi principali della stessa Sanremo, dove si trova la statua che lo raffigura. Alla memoria è stata intitolata la locale stazione sperimentale di floricoltura.

Più noto è il secondo personaggio, il regista Federico Fellini, nato a Rimini il 20 gennaio 1920 (è morto il 31 ottobre 1993), “autore -ricorda il proponente- di alcuni tra i film più celebri della storia del cinema mondiale”. “Sconta”, però, il fatto di avere già cartevalori nazionali. Figura citato, infatti, in tre francobolli: il 750 lire del 25 agosto 1995 “Centenario del cinema” con “Le notti di Cabiria”, l’800 o il 41 centesimi del 20 settembre 2000 per l’“Anno felliniano”, lo 0,60 euro fogliettato del 28 ottobre 2010 “Cinema italiano”.



15 Gen 2019
Gen 15 2019
11:40

Appuntamenti

“Filatelia nelle carceri” - Allestimento a Trieste

Rappresenta l’esito delle attività svolte tra giugno e dicembre. La mostra allo spazio filatelia cittadino dal 19 gennaio al 2 febbraio


In carcere

Momento di bilancio a Trieste per il progetto “Filatelia nelle carceri”, nel caso specifico condotto direttamente da Poste italiane e Circolo filatelico 26 (è quello presente all’interno della casa circondariale sita in via del Coroneo 26, di cui il sodalizio ha preso il nome dal numero civico), coinvolgendo Daniela Catone per l’azienda e Claudio Bacco per il cittadino Circolo filatelico sloveno “Laurenc Košir”.

Il lavoro, svolto tra giugno e dicembre e teso a coinvolgere reclusi nel realizzare collezioni di francobolli, troverà un momento pubblico attraverso la mostra che lo spazio filatelia di via Galatti 7/b ospiterà dal 19 gennaio (l’inaugurazione è fissata alle ore 11) al 2 febbraio.

Dario presenta un lavoro dedicato a Trieste e alla Venezia Giulia; Gianluca ha raccolto cartevalori sul Regno e Cristian inerenti alla storia nazionale nel periodo compreso tra il 1804 e il 1948; Fabio ha scelto la flora e dalla fauna; Maurizio ha approfondito la “Giornata del francobollo” e la “Giornata della filatelia”; Luca si è concentrato sulla sua passione, i motori e Daniel sull’arte; non ultimo, Jonathan ha affrontato l’America nostalgica e, in particolare, le emissioni che riguardano Argentina, Colombia e Venezuela.

L’ingresso nel negozio è libero, possibile dal lunedì al venerdì tra le 8.20 e le 13.35, il sabato tra le 8.30 e le 12.35.



15 Gen 2019
Gen 15 2019
01:01

Dall'estero

In cinque, ma difficile da impiegare

Per il centenario dalla nascita di Nelson Mandela, Centrafrica, Gibuti, Niger, Sierra Leone e Togo hanno firmato un foglietto unico


Uno dei tributi nazionali

Il giro panafricano per il centenario della nascita di Nelson Mandela ha fruttato non poche citazioni, come peraltro era immaginabile. In base alle informazioni attuali, hanno agito con un francobollo singolo il Burkina Faso (è un 1.000 franchi della Comunità finanziaria africana); tramite un foglietto Algeria (100 dinari nazionali), Gambia (200 dalasi), Liberia (550 dollari), Libia (1.000 dinari), Sudafrica (“standard postage”, pari a 4,45 rand), Tunisia (0,5 dinari); con entrambi Kenya (50 e 100 scellini), Niger (600 e 2.500 franchi Cfa), Togo (200 e 2.000 franchi Cfa). Potrebbero esserci altri interlocutori, fra cui Guinea Equatoriale e Zimbabwe.

Di recente è giunta sul mercato un’ulteriore emissione dal chiaro intendimento: solleticare l’attenzione dei soli collezionisti, visto che il suo impiego postale sarebbe complesso. Riprende la foto messa a disposizione dalla Fondazione intitolata al personaggio e annotata, ad esempio, nel tributo di Pretoria risalente 12 ottobre. In questo caso è stata adoperata per cinque esemplari, raccolti in uno stesso foglietto (gli specialisti lo definiscono “siamese”) e firmati da Centrafrica (660 franchi Cfa), Gibuti (210 franchi locali), Niger (600 franchi Cfa), Sierra Leone (9.600 leone) e Togo (200 franchi Cfa).



14 Gen 2019
Gen 14 2019
15:59

Emissioni Italia

Carta bollata per Angelo Merenda

Suo è il bozzetto trasformato in francobollo per ricordare il bicentenario dei cavallini. Il tributo, un “B”, arriverà il 25 gennaio

Per l’omaggio ai cavallini è stato coinvolto un dipendente di Poste italiane, già noto per avere firmato diversi francobolli dedicati soprattutto al Natale. È Angelo Merenda, che talvolta si incontra anche alle manifestazioni filateliche.

La sua vignetta riproduce, su campo rosso, una (non è specificato quale) delle tre impronte riportate sulle carte postali bollate messe in circolazione nel Regno di Sardegna l’1 gennaio 1819 e in uso fino al 30 maggio 1836, differenti nel formato e nel valore in funzione della distanza e del servizio.

Il dentello, autoadesivo e tirato in due milioni di pezzi (i fogli sono da quarantacinque), arriverà il 25 gennaio. Sarà utile per inviare, all’interno del Paese, missive ordinarie, o anche cartoline, entro i venti grammi di peso; per questo riporta la lettera “B” e sarà venduto a 1,10 euro.



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