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18 Feb 2019
Feb 18 2019
11:12

Appuntamenti

Migranti/2 Migra pure la mail art

Oltre duecento le opere formato cartolina spedite da una quindicina di Paesi e in mostra, fino al 9 marzo, a Castiglione dei Pepoli (Bologna)


Fino al 9 marzo

Se la Libia punta ai francobolli (news precedente), Castiglione dei Pepoli (Bologna) scopre l’arte postale in argomento, nel caso specifico grazie ad Officina 15 e Centotto gallery. Le quali, fino al 9 marzo, propongono la mostra “Ondate-Waves”, ospitata in via Moro 31 (l’ingresso è libero, ma occorre concordare l’appuntamento, scrivendo a info@ofcn15.com).

Il filo conduttore è appunto “Immigrazione, emigrazione, spostamento, spiazzamento, asilo, esilio e fuga: tutti questi fanno parte del tema di migrazione in generale. Suscitati da disastri naturali, risorse mancanti, ingiustizie sociali o, spesso, guerre, tali movimenti di persone e popoli verso delle visioni di vite migliori risalgono profondamente nella storia dell’umanità. Infatti risalgono assai più profondamente che non i governi e i limiti nazionali che hanno cercato, o che cercano ora, di ostacolarli”.

Sono oltre duecento le opere formato cartolina provenienti da una quindicina di Paesi. Così -annota la curatrice, Federica Fiumelli- l’oggetto stesso è stato elevato ad opera d’arte, “è divenuto corpo migrante, senza sosta da un lato del mondo all’altro alla ricerca di sguardi carichi di speranza. Senza confini” (fine).



18 Feb 2019
Feb 18 2019
01:29

Dall'estero

Migranti/1 Visti dalla Libia

Dodici francobolli dalle immagini drammatiche raccontano i viaggi della speranza, quelli intrapresi dai disperati nel deserto africano e poi in mare

Immagini drammatiche, ma non abbastanza, almeno a leggere quanto i testimoni raccontano sulle sevizie e sulle violenze patite, soprattutto nel Paese che ha firmato questa serie, ovvero la Libia.

È stata progettata in occasione della “Giornata internazionale per i diritti dei migranti”, che cade il 18 dicembre. Si tratta di dodici francobolli da 100 dinari locali cadauno, attribuiti a Jamal Da’oub; raccontano le marce forzate nel deserto, a piedi o in camion, e poi quelle in mare, con il rischio di naufragare.

L’emissione -è il commento dell’operatore, Lybia post- intende “contribuire all’adozione delle varie iniziative umanitarie che sono state individuate e riguardano la comunità internazionale, in particolare per quanto concerne l’afflusso di immigrati dal continente africano e dal bacino del Mediterraneo verso i Paesi europei” (continua).



17 Feb 2019
Feb 17 2019
01:41

Libri e cataloghi

Catalogati pure i gatti

Dalla Michel il volume dedicato ai francobolli mondiali in cui sono presenti dei felini. La prima edizione conta 264 pagine


Anche i felini hanno il loro riferimento

Dopo il volume sui cani, che “Vaccari news” ha segnalato un paio di settimane fa, non poteva mancare quello inerente ai diretti… concorrenti. Ossia, ai gatti: viene segnalato oggi, nella “Giornata” loro dedicata. Il mercuriale si presenta parallelo all’altro nei suoi aspetti più significativi.

Come il precedente, infatti, è stato realizzato dalla Michel, quindi risulta scritto in tedesco, con immagini quasi sempre a colori; è alla prima edizione e repertoria le serie complete (anche se non tutti gli esemplari di esse riguardano il felino). Ancora, le valutazioni economiche, per il francobollo nuovo e per quello usato (talvolta pure per le buste del primo giorno), sono nella moneta condivisa.

Lo sguardo spazia sul mondo intero, ordinando le emissioni in base al Paese di riferimento (la numerazione è la stessa dei cataloghi tradizionali), andando -secondo l’idioma impiegato- dall’Afghanistan al “solito” Zypern, ossia Cipro. Quando possibile, è stata aggiunta la razza del singolo animale.

Per accogliere quanto noto, coinvolgendo specialisti della materia, sono state necessarie 264 pagine. In Italia il lavoro ha un prezzo di copertina pari a 75,00 euro.



16 Feb 2019
Feb 16 2019
14:45

Dall'estero

“Écho”/3 La situazione in Francia

Collezionisti mediamente anziani, ma diverse attività si rivolgono ai giovani. Tra prodotti discutibili e qualità elevata. La “Carta della filatelia”


I bambini al centro

Più in generale, qual è la situazione in Francia? “Come dappertutto in Europa, l’età media del collezionista francese oggi è elevata”, annota in quest’ultima parte dell’intervista con “Vaccari news” la redattrice capo dell’“Écho de la timbrologie”, Sophie Bastide-Bernardin. “La Fédération des associations philatéliques fa il massimo per interessare i giovani, in particolare con una manifestazione dedicata che si tiene ogni due anni in una città diversa. Si chiama «Timbres passion»: molto attesa dagli appassionanti con meno di ventun anni, è caratterizzata da concorsi nazionali, giochi e così via. Poi ci sono le attività di Adphile, un’associazione per lo sviluppo e la promozione della filatelia, senza dimenticare gli altri attori, cioè i commercianti e La poste, che sono molto dinamici”.

In Francia vengono emessi troppi francobolli e qualche volta si aggiungono articoli discutibili (come i “timbres collector”) o costosi (“Les trésors de la philatélie”), non destinati al servizio postale ma soltanto ai filatelisti. Qual è il suo parere? “È una critica molto diffusa, in effetti: troppe cartevalori e una spesa media in aumento… Però, va detto: sebbene la Francia abbia emesso sempre francobolli molto belli, ora il livello artistico è ancora più elevato e i programmi offrono, di certo, una maggiore varietà rispetto al passato; in particolare lasciano uno spazio, inedito, alle donne. I prodotti speciali sono anche un modo per diversificare le collezioni, mettendovi un po’ di pepe… «Les trésors de la philatélie», per esempio, intendono farci riscoprire ed apprezzare il nostro patrimonio filatelico e ciò è veramente molto importante. Essi non sono inclusi negli abbonamenti di base, ognuno è libero di procurarseli o meno. Di fatto, chi acquista novità di Francia spende meno soldi di quanti praticano uno sport in un club! Tanti altri passatempi sono più costosi e, secondo me, non mostrano altrettante virtù, come apporto di conoscenze, concentrazione, evasione culturale, convivialità; infine, ci sono meno rischi rispetto a praticare il karate!”.

Un mese fa abbiamo descritto la «Charte de la philatélie». Cosa ne pensa di questo documento? “Sono un po’ delusa, poiché nessuno ha pensato di coinvolgermi, nonostante sia la sola terminologa del settore. In realtà, lo scopo del documento è definire e inquadrare la passione filatelica; i firmatari si sono impegnati a rispettare certe regole deontologiche. In teoria mi piace, ma adesso occorre passare ai fatti” (fine).



16 Feb 2019
Feb 16 2019
11:12

Giornali, riviste e siti

“Écho”/2 C’è anche il mensile per tutti

Quindicimila copie per “Atout timbres”: si occupa solo di francobolli e parla al pubblico meno specializzato. Il supporto della Yvert & Tellier


Il numero più antico risale al 1887

Due parole in più sulle testate che dirige… “«L’écho de la timbrologie» -prosegue in questa intervista con «Vaccari news» la caporedattrice, Sophie Bastide-Bernardin- è la più antica rivista di filatelia al mondo ancora in attività: il suo primo numero risale al 1887. «Atout timbres» ha debuttato nel 1996”.

“Hanno periodicità mensile (undici numeri l’anno) ma dall’impostazione ben diversa: quasi un centinaio di pagine per la prima e una trentina per la seconda. «L’écho» (abbonamento per l’Italia: 69,00 euro) è una bella rivista su carta lucida di formato «A4»; la restante (27,00) è più grande, un «A3», all’inizio edita in bianco e nero e da una dozzina d’anni a colori. Una si rivolge agli specialisti e tocca tutti i settori, dalla storia postale alle cartoline; l’altra è pensata per il grande pubblico, concentrandosi sul solo francobollo”. Le tirature? “All’incirca cinquemila copie per «L’écho» e quindicimila per «Atout»”.

Qual è il collegamento con la Yvert & Tellier? “Benoît Gervais, direttore delle edizioni Yvert & Tellier, è il direttore di entrambe. Questo aspetto non ha un’influenza diretta sulla redazione, che conserva tutta la sua libertà d’espressione. Ma abbiamo l’opportunità dell’accesso libero e gratuito alla biblioteca digitale della casa Yvert & Tellier, che raggruppa l’insieme dei cataloghi: un supporto molto pratico!” (continua).



16 Feb 2019
Feb 16 2019
06:33

Giornali, riviste e siti

“Écho”/1 Chi realizza la rivista francese

Intervista alla redattrice capo del periodico filatelico, Sophie Bastide-Bernardin. Un passato anche tra le traduzioni prima di specializzarsi nei francobolli


Sophie Bastide-Bernardin

“Nella mia famiglia: quattro generazioni, quattro professioni (e l’esigenza di avere successo da soli). Un passato post laurea (concorso all’École normale supérieure con risultati nella buona media dei concorrenti a questa scuola di eccellenza; per fortuna, tutti i nostri concorsi sono anonimi, cosa che garantisce l’uguaglianza di trattamento) specializzandomi nella traduzione dall’inglese al francese e nella terminologia. Poi il tirocinio in un’organizzazione non governativa impegnata nel salvaguardare l’ambiente puntando allo sviluppo sostenibile, allora (era il 1996) un argomento riservato agli specialisti. Ancora, ecco le traduzioni in un altro settore pionieristico, la vendita di viaggi on-line. Infine, il passaggio al giornalismo. Diventare redattrice capo è stata la ricompensa di anni di duro lavoro e ora sono particolarmente felice della mia vita professionale”.

È così che si presenta con “Vaccari news” Sophie Bastide-Bernardin, dal 2009 (ma in redazione entrò cinque anni prima) alla guida della più significativa rivista francese di filatelia, “L’écho de la timbrologie”, cui si aggiunge “Atout timbres”.

È collezionista? “No, soprattutto perché voglio evitare conflitti d’interesse e clientelismi”.

Qual è la linea editoriale? “Il mio obiettivo -spiega- è fare della filatelia un supporto culturale completo, aperto al mondo esterno, con i suoi problemi, la sua storia, la sua geografia, le sue evoluzioni grafiche e linguistiche. D’altro canto, le nostre riviste interessano non soltanto i filatelisti, ma anche persone che non lo sono. Diversifico al massimo gli approcci: articoli di approfondimento per tutte le specializzazioni, interviste, servizi sulle manifestazioni o sulle stamperie” (continua).



15 Feb 2019
Feb 15 2019
17:23

San Marino

Otto marzo versione sportiva

L’inconsueta impostazione è stata scelta per la serie che San Marino dedica alla “Giornata internazionale della donna”. È composta da tre francobolli in foglietto


L’annullo fdc

Curiosa scelta da parte dell’Ufficio filatelico e numismatico di San Marino. Per ricordare, in vista dell’8 marzo, la “Giornata internazionale della donna” (che quest’anno avrà come filo conduttore “Pensare in modo equo, costruire intelligentemente, innovare per il cambiamento”), la serie pronta ad uscire non richiama la ricorrenza evocandone ad esempio le origini politiche, economiche e sociali (senza dimenticare discriminazioni e violenze). Ma, in modo inaspettato, parla di sport.

Lo fa coinvolgendo per i disegni l’autrice Gloria Pizzilli, “attraverso -spiegano dalla sede dell’Ufn- la raffigurazione di tre atlete che si distinguono in alcune discipline”, nel caso specifico corsa, ginnastica ritmica e pattinaggio artistico su ghiaccio.

L’esito sono altrettanti francobolli, ciascuno con il nominale da 1,20 euro, raccolti in trentamila foglietti. Saranno disponibili con gli altri titoli previsti per il 26 febbraio.



15 Feb 2019
Feb 15 2019
14:32

Giornali, riviste e siti

Classificare francobolli nel dopoguerra

Terminato il conflitto, cento anni fa ci si domanda quali cartevalori considerare in un’ipotetica collezione specializzata


La guerra dopo la guerra

Anno 1919, il conflitto è alle spalle definitivamente e si cominciano a riordinare le idee. Pure a livello collezionistico.

Un esempio è la nota di Antonio Cardoli, pubblicata da “Il bollettino filatelico” nel numero datato 15-28 febbraio di cento anni fa. Già il titolo, “Ricordando i francobolli di guerra”, è indicativo.

“Vi sono due opinioni”, annota l’autore. Certi -riassumendo la particolareggiata disamina- sostengono che nella raccolta si debbano comprendere tutti i dentelli annotati in una lista di nove punti che, ad esempio, comprende le tirature di occupazione destinate ad un territorio nemico, quelle per i bisogni delle truppe impegnate in una campagna, la creazione di nuovi Stati, le raccolte fondi, le imposte belliche. Senza trascurare le emissioni in quanto tali giunte agli sportelli durante il periodo della conflagrazione, aspetto utile anche per testimoniare l’aumento delle tariffe postali e quindi l’inflazione.

Altri specialisti, la minoranza, tendono ad escludere quest’ultima categoria.



15 Feb 2019
Feb 15 2019
10:58

Appuntamenti

E-commerce e sviluppo in montagna

Secondo il presidente Uncem Marco Bussone, gli elementi sono collegati. Ne parla oggi all’incontro di Roma “Quali prospettive per il mercato della consegna dei pacchi in Italia”


Anche la montagna può trarne vantaggio…

Il commercio elettronico ha… rivoluzionato il recapito dei colli, il fatto è ben noto. Ma c’è di più. Secondi i dati presentati da Ebay, nel 2018 il 65% delle aziende che si sono aperte alla vendita on-line proviene da città medio-piccole. Si approfitta di un canale che offre ampie possibilità di espansione e di ritorno economico. Insomma, può essere un antidoto all’abbandono del commercio e delle imprese nei piccoli comuni nonché nelle aree interne e montane del Paese.

Ne parla oggi a Roma il presidente dell’Unione nazionale comuni comunità enti montani, Marco Bussone, al già segnalato seminario “Quali prospettive per il mercato della consegna dei pacchi in Italia”, promosso da Assopostale e patrocinato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

La consegna dei pacchi è aumentata esponenzialmente: “Dobbiamo dunque ragionare su flussi in entrata e in uscita dai nostri comuni e dalle aree montane”, annota. “Già Amazon, due anni fa, ci mostrava questo trend. Il rettore del Politecnico di Torino ci ha recentemente spronati a costruire processi di innovazione che vanno ancora oltre la consegna «tradizionale». Dobbiamo infatti traguardare il futuro cercando di capire come i nostri territori cambieranno grazie a droni, smart working, oltre a blockchain e big data. È comunque complesso immaginare come il digitale trasformerà sistemi tradizionali di lavoro radicati nelle Alpi e negli Appennini. E come questi potranno innovare in modo diverso rispetto alle aree urbane”.

“Gli operatori postali, in primis Poste italiane, stanno credendo e investendo su questo nuovo fronte. Poste ha stretto il 26 novembre 2018 un nuovo patto con gli Enti locali attraverso Uncem, ai sensi di quanto sancito dalla legge 158 del 2017. Vogliamo capire come sostenere le piccole aziende agricole e artigiane, i piccoli negozi, per poter portare i loro prodotti on-line, per alimentare nuovi flussi in uscita dai territori. È un impegno che prendiamo come Uncem, grazie anche a economisti, sociologi e a chi come noi coglie nei dati di Ebay e di Amazon elementi di crescita e futuro delle terre alte”.



15 Feb 2019
Feb 15 2019
01:01

Appuntamenti

A Prato i costi della posta

Fissato al 23 febbraio il diciassettesimo “Colloquio di storia postale”; undici i relatori che si alterneranno. I programmi Issp del 2019

Sono undici i relatori che, il 23 febbraio a Prato, presso l’Archivio di stato (si trova in via Ser Lapo Mazzei 41) si confronteranno sul tema 2019 scelto dall’Istituto di studi storici postali “Aldo Cecchi” onlus: “I costi della posta. Tariffe, luoghi, servizi, impianti”. Dal XVIII secolo in Levante all’Africa francese, dai servizi particolari italiani all’attualità, ogni esperto avrà quindici minuti per proporre spunti ai presenti (la partecipazione è libera; si comincerà alle ore 9.10 arrivando alle 13.30). A coordinare la mattinata ci sarà il direttore dello stesso Issp, Bruno Crevato-Selvaggi.

Il “Colloquio di storia postale”, giunto alla sua diciassettesima edizione, non è che uno degli incontri in programma. “Il 2019 -spiega- sarà un anno impegnativo, in quanto stiamo lavorando ad altre tre iniziative principali”. “Innanzi tutto, dal 13 al 15 giugno proporremo il convegno internazionale «Storia postale. Sguardi multidisciplinari, sguardi diacronici», un appuntamento scientifico che porterà appositamente a Prato numerosi specialisti da vari Paesi europei ma anche dall’America ed oltre”.

“Dal 13 al 15 settembre, poi, daremo un supporto all’Unione stampa filatelica italiana che ha deciso -anche considerando gli ottimi rapporti di collaborazione in essere da anni- di tenere in città il proprio congresso annuale”.

“Infine -sempre con l’Usfi- si aggiunge un tavolo di lavoro con tutte le realtà che fanno della posta un vettore culturale o di spettacolo, come i musei postali, i concorsi cui si partecipa scrivendo lettere e così via. Gli obiettivi sono conoscersi, avviare un confronto e, se ci saranno le condizioni, fare rete”. La data è ancora da fissare.



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