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15 Nov 2018
Nov 15 2018
18:04

Notizie dall'Italia

Talvolta ritorna

Poste e artisti insieme nel territorio, il progetto per la valorizzazione degli esterni, ha raggiunto l’ufficio postale di Quarrata (Pistoia)

Talvolta ritorna: è il progetto che la società guidata da Matteo Del Fante ha definito “Paint”, abbreviazione per Poste e artisti insieme nel territorio. La nuova tappa -non caratterizzata da una specifica cerimonia inaugurale- si è sviluppata presso l’ufficio di Quarrata (Pistoia), ubicato in via Cellini 2.

All’esterno del fabbricato è stata data mano libera all’artista bolognese che lavora sotto il nome di Luogo Comune. L’opera concepita rappresenta specie differenti di volatili, i quali affollano l’ingresso della sede. L’idea creativa -è la nota aziendale- “sottolinea anche il ruolo sociale di Poste italiane e l’attenzione che riserva alle persone e alla collettività attraverso l’utilizzo di una metafora come quella della presenza degli uccelli”.

Secondo il computo ufficiale, è la prima sede toscana ad essere stata interessata dall’iniziativa, che ora ha raggiunto complessivamente ventidue immobili.



15 Nov 2018
Nov 15 2018
15:20

Appuntamenti

Conflitto/3 La mostra a Vinovo

Cimeli, uniformi, documenti e modellini, ma anche l’ufficio di posta militare ed i pannelli con i francobolli più significativi della Grande guerra

A firmare l’iniziativa sono le associazioni d’arma del territorio, in collaborazione con il Comune di Vinovo (Torino) ed il contributo del Comando militare che fa capo alla sede regionale dell’Esercito. È “La Grande guerra”, mostra di cimeli, uniformi, documenti e modellini realizzata in occasione del centenario.

Non manca la parte specifica: l’ufficio da campo messo a disposizione dalla sede subalpina di Poste italiane e la mostra a pannelli di Prodigi edizioni “La Grande guerra come non l’avete mai vista”, che approfondisce il conflitto riproducendo venti, significativi francobolli dell’epoca.

L’allestimento, ad ingresso gratuito, resterà aperto fino al 18 novembre presso il castello Della Rovere, presente nella cittadina in piazza Rey. Lungo i giorni feriali è a disposizione di gruppi e scuole su appuntamento telefonando al 338.23.13.951; sabato e domenica osserva gli orari 10-12 e 14.30-18 (fine).



15 Nov 2018
Nov 15 2018
12:45

Giornali, riviste e siti

Conflitto/2 “Ora che la guerra è finita”

S’intitola così il lungo editoriale che, il 15 novembre 1918 (cento anni fa oggi), aprì “Il bollettino filatelico” diretto da Roberto Palmieri

“La fine della guerra segnava il crollo delle superbe potenze della «Mittel Europa» mentre svaniva il folle ambizioso sogno di Guglielmo II, che di quasi tutta Europa avrebbe voluto fare il suo impero; così come tra i francobolli del 1900 il più alto valore -il 5 marchi- riproduce il quadro della segnata apoteosi del suo dominio e su tutte le serie, come superba sfida che doveva ricordare al mondo che d’imperi non doveva esservene che «uno» -quello degli Hohenzollern- spicca la scritta Reichspost!”.

È uno dei passi dell’editoriale “Ora che la guerra è finita”, pubblicato da Roberto Palmieri su “Il bollettino filatelico” all’indomani dell’armistizio che chiuse la Grande guerra, per la precisione nel numero datato 15 novembre 1918. Cento anni fa oggi.

Segue un’analisi del settore collezionistico. “Dal ciclone che tante cose ha distrutto o ha quasi annientate, la filatelia, che allo scoppio della guerra era ovunque nel suo periodo più florido e più densamente attivo, non fu travolta; anzi non ne risentì la benché minima scossa, e giova ricordare che proprio contro di essa i governi furono presi da vera fobia vietando il commercio dei francobolli con l’estero, mentre gli uffici di censura dal canto loro inferocivano contro le riviste filateliche se riproducevano qualche innocente articolo con semplici accenni alle timbrature della posta militare, né permettevano l’invio all’estero di listini di prezzi e di cataloghi di aste. E ancora: il divieto di spedizione all’estero dei giornali aventi pubblicità -divieto, fortunatamente, posto soltanto in Italia e in Francia- colpiva, forse più degli altri, i giornali filatelici, poiché l’anima del commercio dei francobolli per collezione è proprio la pubblicità fatta nella stampa filatelica”.

“La crisi della carta che ha fatto ridurre il numero delle pagine e la periodicità dei giornali, le dispersioni, anche di corrispondenza raccomandate, i frequenti disguidi e infine gli enormi ritardi postali, erano tanti altri coefficienti negativi per la filatelia, eppure questa ha vinto ogni ostacolo, essa, non solo ha resistito in questo tragico periodo, ma ha visto aumentato dovunque il numero dei suoi proseliti”.

“È lecito quindi -ora che la guerra è finita e che, con la nuova era di pace, tutto il mondo s’incammina per la sua vita normale- inferirne che uno sviluppo ancora maggiore sia serbato alla filatelia; noi ne abbiamo il convincimento più assoluto”.

Intanto, qualche pagina più avanti lo stesso giornale propone un’inserzione del commerciante siracusano Vincenzo Gloria, dedicata ai “francobolli di guerra”. Non era la prima… (continua).



15 Nov 2018
Nov 15 2018
10:16

Libri e cataloghi

Conflitto/1 Gli inediti toscani

Gli epistolari conservati all’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano (Arezzo) impiegati da Nicola Maranesi per il suo libro “Avanti sempre”


Lettere ed oltre

Il “viaggio interiore” che il giornalista Nicola Maranesi ha voluto ricostruire riguarda il Primo conflitto mondiale ed i suoi combattenti. Per farlo, ha scandagliato gli epistolari, i diari, le memorie conservati nel fondo inedito dell’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano (Arezzo). Ha intrecciato le diverse testimonianze; l’esito è un volume che dà voce a chi visse in prima persona l’esperienza bellica: racconti vivi e impressionanti, che continuano a rivelare aspetti della loro vita quotidiana, dal momento dell’arrivo al fronte fino a quello, per chi ha potuto goderlo, del ritorno a casa.

S’intitola “Avanti sempre - Emozioni e ricordi della guerra di trincea, 1915-1918”, edito dal Mulino (296 pagine, 22,00 euro). “È un libro scritto a 202 mani”, annota l’autore. “Le mie insieme a quelle di 100 soldati” che hanno lasciato documentazioni, poi approdate alla struttura toscana. “Mi aspettavo di trovare fango, freddo, neve, pidocchi, fame, giberne, baionette, e di raccontare queste cose «concrete». Che c’erano, ovviamente, ma accompagnate inestricabilmente da altre cose, meno tangibili ma che mi sono sembrate subito più importanti per capire il significato del vivere in una trincea”. Citando “amore, odio, nostalgia, speranza, delusione, e così via. Sentimenti, stati d’animo, emozioni. In una quantità industriale” (continua).



15 Nov 2018
Nov 15 2018
00:33

Dall'estero

Puntuale, è il capolinea

Con la stazione di Berna, la Svizzera conclude la serie ordinaria dedicata alle strutture ferroviarie. Il nuovo francobollo vale 3,60 franchi


Il turno di Berna

Tutto deciso, con congruo anticipo. Naturalmente, in Svizzera. Che oggi (la prevendita è stata avviata l’8 novembre) metterà agli sportelli l’ultimo tassello della serie definitiva dedicata alle stazioni ferroviarie. Ultimo non solo nel senso di più recente, ma di conclusivo.

È il 3,60 franchi intitolato all’impianto maggiore di Berna, il secondo del Paese dopo quello di Zurigo. Evidentemente, davanti ad eventuali esigenze postali impreviste, si ricorrerà ad un altro soggetto, per adesso sconosciuto.

Il complesso venne inaugurato nel 1860 e riaperto nel 1974 dopo un ampio intervento di ristrutturazione con cemento armato e un rivestimento parziale in vetro. Complesso che ora -nonostante i cantieri successivi- “sembra di nuovo aver raggiunto il proprio limite”, con gli odierni 270mila viaggiatori che lo impiegano nei giorni lavorativi.

Come per le precedenti tappe, pure questa ha coinvolto dal punto di vista grafico Marc Weller.



14 Nov 2018
Nov 14 2018
17:14

Appuntamenti

Dalle lettere allo spettacolo

S’intitola “Fly me to the Moon” il recital che il 16 novembre verrà proposto a Biassono (Monza e Brianza). Si basa sul carteggio tra Frank Sinatra e Ava Gardner


Nella rassegna “Inchiostri d’amore”

“Vent’anni fa, il 14 maggio 1998, moriva Frank Sinatra, «The voice», il più grande cantante del XX secolo. Con 150 milioni di dischi venduti è considerato uno dei più prolifici artisti musicali”. A lui è dedicato il recital “Fly me to the Moon”, in programma il 18 novembre alle ore 16 presso la sala civica “Carlo Cattaneo” di via Verri 14 a Biassono (Monza e Brianza).

Lo spettacolo, ad ingresso libero, evoca il carteggio scambiato con Ava Gardner. È interpretato da Giuseppe Mansi, Ivan Ottaviani, Jessica Resteghini; la voce è di Massimo Di Lullo mentre al pianoforte figura Alessandro Toselli. La drammaturgia è dovuta a Ettore Radice.

L’appuntamento si inserisce nella rassegna “Inchiostri d’amore”, ideata dall’associazione Mnemosyne. Valorizza le vicende sentimentali di celebri coppie, costituite da personaggi che sono stati protagonisti nella storia e nella cultura italiana e mondiale. Attraverso le lettere, “vengono svelati i pensieri, le passioni, i sentimenti che animarono grandi musicisti, statisti, letterati, sovrani, scienziati, sportivi e le loro compagne, facendo affiorare le loro autentiche personalità, svelandone il carattere e rivelando lo spirito con cui affrontarono le vicende della loro vita”.



14 Nov 2018
Nov 14 2018
13:48

Notizie dall'Italia

Altri provvedimenti Agcom

Inadempienze riguardanti le carte dei servizi e le effettive aperture degli uffici al pubblico: sono i maggiori rilievi che hanno coinvolto tre operatori postali

Ancora provvedimenti sanzionatori spediti dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Il Consorzio logistica pacchi ha pagato ventimila euro (la multa è stata ridotta poiché ha saldato subito) per mancanze riguardanti la propria carta dei servizi.

Più complessa la pratica relativa ad Italposte radio recapiti, costata all’azienda duecentomila euro. I controlli hanno verificato da un lato inadempienze inerenti allo stesso documento, non presente nella sede e in quella di una ditta collegata (sul sito, invece, mancava parte della modulistica relativa), poi l’esistenza di numeri telefonici a pagamento (dovrebbero essere gratuiti). Dall’altro, l’omessa dichiarazione al ministero per lo Sviluppo economico di sedici sedi mandatarie.

Sotto l’esame dell’Agcom pure Poste italiane, in particolare per aperture ritardate e chiusure anticipate non previste di propri uffici, soprattutto quelli con un solo operatore. I fatti si riferiscono all’arco temporale compreso tra il 15 giugno ed il 15 settembre 2017, quindi nel periodo estivo; sono stati registrati in diciassette regioni ed hanno comportato un assegno da centosettantamila euro.



14 Nov 2018
Nov 14 2018
10:23

Dall'estero

Spese terminali: entro aprile il confronto

È l’auspicio dell’Unione postale universale, davanti alla decisione statunitense di lasciare l’agenzia nel caso non si rivedesse il sistema


Il problema è stato sottoposto dagli Usa (foto: Usps)

Spese terminali, qualcosa all’Unione postale universale si muove. Non fosse altro per la minaccia degli Stati Uniti di abbandonare l’agenzia. Il problema riguarderebbe le merci che arrivano soprattutto dalla Cina Popolare a tariffe di spedizione molto basse: il sistema introdotto nel 1969 non riesce più a coprire gli oneri, nel caso specifico accollati a Washington, che poi deve recapitare gli invii.

Secondo quanto ha annunciato il direttore generale dell’Upu, Bishar Hussein, che in argomento ha adottato una linea volta a scongiurare la rottura, l’organizzazione “sta facendo tutto il possibile per risolvere la faccenda”. I membri, infatti, hanno concordato una linea per adeguare i tempi della discussione, con l’obiettivo di arrivare ad affrontarla in seno al consiglio di amministrazione entro la sessione del prossimo aprile.

Il rappresentante della struttura ha ribadito, inoltre, la sua intenzione di incontrare i delegati Usa per discutere ulteriormente del problema, sperando di chiuderlo in via bonaria ed esortando tutti alla flessibilità.



14 Nov 2018
Nov 14 2018
01:13

Note classiche

Invio “scontato”

Due francobolli sullo stesso plico, uno dei quali (il più costoso) è un falso d’epoca. Compaiono sull’invio del 15 aprile 1861 da Napoli ad Alessandria d’Egitto

È il 15 aprile 1861; da circa un mese l’Italia è fatta. Nelle Province Napoletane si usano gli speciali francobolli con il profilo in rilievo del nuovo monarca, Vittorio Emanuele II, ma espressi ancora nella vecchia moneta locale. Una produzione flagellata dalle contraffazioni, com’è il caso della missiva in esame, spedita dalla città partenopea verso Alessandria d’Egitto.

È affrancata con 21 grana, cifra articolata in due francobolli: il più basso, quello da 1 grano nero grigiastro, è autentico. Falso è invece il valore da 20 giallo arancio. Gli specialisti distinguono tali produzioni in tre diversi tipi, in base alla forma che assume il profilo del re. In questo caso è la prima, definita “A”.



13 Nov 2018
Nov 13 2018
17:58

Emissioni Italia

È foglietto per Montecitorio

Seconda sorpresa dell’emissione, entrata improvvisamente nel programma solo il 13 settembre. I primi dettagli

Un particolare dell’emiciclo dell’aula di Montecitorio, realizzata dall’architetto Ernesto Basile e inaugurata il 20 novembre 1918. È il soggetto, tratto da una foto di Umberto Battaglia e lavorato da Fabio Abbati, inerente al francobollo autoadesivo che nel preciso giorno del centenario rammenterà la cerimonia. Si tratta di un “B”, quindi utile per gli invii ordinari nazionali entro i venti grammi di peso.

Verrà stampato in quattrocentomila pezzi. Quanto alla confezione, è grande 10x7 centimetri: a sorpresa si tratta di un foglietto, dunque. Il blocco è chiuso da una cornice in cui è ripetuto, a tappeto, il logo della Camera dei deputati mentre con toni sfumati prosegue la riproduzione dell’ambiente protagonista. Si aggiungono, a sinistra, di nuovo l’emblema istituzionale, a destra in verticale campeggia una fascia tricolore abbinata allo stemma della Repubblica.

Il titolo è entrato nel programma solo il 13 settembre.



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