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15 Lug 2019 - ore 10:23
Lug 15 2019
10:23

Appuntamenti

La storia della posta in sei secoli

È la mostra “Per lettera. Forme e modi della comunicazione epistolare dal mercante medievale all’Unità d’Italia”, ospitata a Prato presso l’Archivio di stato


Fino al 31 ottobre

C’è persino qualche epistola riguardante Francesco di Marco Datini (1335-1410) nella mostra che a Prato l’Archivio di stato cittadino propone sino al 31 ottobre sotto al nome “Per lettera. Forme e modi della comunicazione epistolare dal mercante medievale all’Unità d’Italia”.

Il tema della corrispondenza -spiegano dalla sede- trova nella documentazione conservata “un ricco e variegato panorama”. L’allestimento, organizzato in una decina di bacheche, propone un percorso cronologico e tipologico, segnalando materiale prodotto tra il XIV ed il XIX secolo.

Si comincia dall’epistolografia del mondo mercantile tardomedievale, grazie appunto al prezioso bacino documentario costituito dall’archivio Datini, fonte privilegiata per ricostruire il complesso quanto efficiente sistema di gestione della comunicazione scritta, regolato da accordi precisi, attivo in Europa e nel bacino del Mediterraneo. Viene proposta inoltre una selezione di documenti e registri contabili; l’insieme delinea i protagonisti, i costi, i tempi e le distanze. Il quadro è arricchito dal carteggio della famiglia Marcovaldi, commercianti pratesi operanti in Ragusa nella prima metà del Quattrocento.

La parte dedicata agli enti si concentra sul modo di gestire e conservare la corrispondenza. Richiama i principali soggetti istituzionali attivi in città. È possibile seguire le pratiche e le innovazioni che nei diversi periodi ogni struttura ha adottato per meglio gestire i carteggi e conservarne testimonianza. Dal fondo del Comune (seconda metà del XIII secolo - 1860 circa), le “filze di cancelleria” restituiscono un preciso spaccato; si aggiungono i materiali del fondo Ospedale Misericordia e Dolce (seconda metà del XIII - 1960 circa) e del Patrimonio ecclesiastico (1274-1789).

Non mancano i riferimenti familiari, in particolare dei Salvi Cristiani (XIV-XIX), dei Buonamici (secoli XV-XIX) e dei Vai (XVI-XIX); da essi emergono, accanto a relazioni e rapporti, singolari e particolari impieghi della corrispondenza. Mettendo in luce pure le trasformazioni formali, che trovano nell’introduzione della busta uno degli elementi tuttora caratterizzanti e iconici.

Alla mostra hanno contribuito Istituto di studi storici postali “Aldo Cecchi” onlus ed Unione stampa filatelica italiana. La sede, in via Ser Lapo Mazzei 41, è aperta gratuitamente anche in agosto, nei seguenti orari: lunedì e mercoledì 8.30-17.20; martedì, giovedì e venerdì 8.30-13.55.



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