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28 Dic 2009
Dic 28 2009
18:54

Notizie dall'Italia

Codice Iban, è deciso: arriverà pure sui ccp

È una delle novità che caratterizzeranno i nuovi modelli, così da utilizzare per i pagamenti anche altri canali, come quello bancario. L’Antitrust ha accettato l’impegno di Poste, da concretizzare entro il 31 marzo

I versamenti sui conti correnti postali potranno essere effettuati non solo accedendo, fisicamente o meno, alle strutture di Poste italiane. È la decisione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato che, accogliendo quanto presentato dalla società nell’agosto scorso, ha chiuso, senza accertare l’eventuale abuso di posizione dominante nel settore dei servizi di incasso e pagamento e comminare la conseguente sanzione, una delle istruttorie in sospeso.

Per effetto degli impegni -precisa l’Agcm- “i cittadini potranno pagare i bollettini postali attraverso canali alternativi”, riuscendo a risparmiare sul costo della commissione, oggi pari a 1,10 euro per il saldo allo sportello e a 1,00 euro nel caso si utilizzi la procedura on-line.

Allo scopo di concretizzare la novità occorre che Poste, entro il 31 marzo, si organizzi per aggiungere nei bollettini l’Iban e un codice a barre con cui identificare il creditore. Chi ha un conto bancario elettronico, ad esempio, potrà pagare da casa risparmiando tempo e denaro, visto che molti contratti bancari prevedono le operazioni via internet a costo zero. Attualmente l’unica opzione on-line per coloro che non hanno il conto presso Poste italiane è costituita dal pagamento con carta di credito, ma per il servizio sono chiesti 2,00 euro a bollettino o addirittura il 2% della somma per importi superiori a 100,01 euro.

Grazie all’inserimento del codice a barre sarà possibile utilizzare altre reti, come i punti automatizzati presenti nelle tabaccherie gestite da Lottomatica e Sisal.

Secondo l’Antitrust, “gli impegni presentati da Poste italiane sono in grado di rimuovere i profili anticoncorrenziali alla base dell’avvio dell’istruttoria”. L’utente potrà scegliere tra diversi sistemi in base alle condizioni economiche e tecniche offerte, mettendoli così in concorrenza.

La società guidata da Massimo Sarmi si è impegnata a trasmettere ai beneficiari del pagamento (pubbliche amministrazioni, aziende erogatrici di pubblici servizi…) un rapporto sui bonifici ricevuti, garantendo il necessario sistema di rendicontazione. Per il Garante “queste misure potrebbero innescare delle spinte competitive tra Poste italiane, il sistema bancario e gli altri operatori, aumentando l’interoperabilità a livello di sistema di pagamenti e portando all’elaborazione di nuovi sistemi di rendicontazione validi anche nei casi di pagamenti effettuati attraverso canali diversi”.

Poste, che dovrà pubblicizzare le ulteriori chance, cambierà, inoltre, la piattaforma “Il portale dell’automobilista”, utilizzata per pagare on-line le pratiche automobilistiche, in modo da consentire anche ai titolari di un conto corrente bancario, così come permesso ai titolari Bancoposta, di effettuare i pagamenti per via elettronica.



28 Dic 2009
Dic 28 2009
13:26

Dall'estero

Solo interi per il Natale insanguinato

A vent’anni di distanza dall’abbattimento del regime e dall’uccisione di Nicolae ed Elena Ceausescu, la Romania emette appena due buste postali


Il francobollo emesso l'8 gennaio 1990, pochi giorni dopo la cruenta settimana

Un approccio certo diverso da quanto registrato all’indomani dei drammatici scontri che vent’anni fa insanguinarono la Romania dopo la rivolta della settimana natalizia contro Nicolae Ceausescu e la moglie Elena, scontri che portarono alla loro uccisione e alla caduta del regime. Già l’8 gennaio successivo sarebbe giunto un 2 lei commemorativo, il primo di una nutrita serie di dentelli (per tacere della generosa produzione interofila) che avrebbe sottolineato il giro di boa.

La fine di un’epoca venne ripresa dieci anni dopo, il 21 dicembre 1999, lanciando -fra l’altro- un ulteriore esemplare, con il nominale salito per l’inflazione a 2.100 lei.

Il nuovo appuntamento con la storia, scoccato in questi giorni, ha visto proporre agli sportelli soltanto due buste postali da 1,00 leu, uscite rispettivamente il 3 dicembre ed il 24 novembre. Una cita Bucarest e la piazza della Rivoluzione -teatro delle ultime proteste contro il dittatore e del suo tentativo di fuga in elicottero- con il monumento ai Caduti. L’altra ricorda, attraverso una foto d’epoca, la mostra filatelica sull’argomento organizzata nella città simbolo delle prime manifestazioni, Timisoara.



28 Dic 2009
Dic 28 2009
01:19

Dall'estero

L’Isaf cambia i bolli in Afghanistan

Dopo la ridistribuzione della presenza italiana, l’annullo finora impiegato a Kabul è stato messo fuori servizio. Resta il supporto postale ad Herat, ma con guller cambiato


Il nuovo bollo “Isaf Afghanistan Herat” con data 27 novembre (collezione Ernesto Vassallo)

Avvicendamento anche postale in Afghanistan. Con il sostanziale abbandono di Kabul, è stato messo fuori servizio l’annullo “Isaf Afghanistan” che dal 2002 serviva le esigenze del personale italiano di stanza nella capitale dell’infelice Paese.

Novità anche ad Herat, l’altra città che ospita militari del Bel Paese. In questo caso, la missione ha cambiato nome ed stato quindi necessario modificare il bollo in dotazione, sul quale ora si legge “Isaf Afghanistan Herat”. La dizione del precedente, introdotto quattro anni fa, era “Afghanistan - Praesidium”.

In base alle informazioni raccolte dagli specialisti, il... cambio della guardia marcofilo dovrebbe essere avvenuto il 10 novembre; la prima data d’uso conosciuta del nuovo guller risale a due giorni dopo.

L’incarico su Kabul è stata ufficialmente archiviato il 30 ottobre scorso, mentre Herat rappresenta il punto di riferimento per la zona ancora sottoposta alla responsabilità tricolore, un’area -precisano dal ministero alla Difesa, pari al Nord Italia. L’ossatura principale adesso è costituita dalla Brigata meccanizzata Sassari, “anche se è presente un significativo contributo di uomini e mezzi della Marina militare, dell’Aeronautica, dei Carabinieri e della Guardia di finanza”. Sono 3.227, complessivamente, i soldati autorizzati a partecipare.



27 Dic 2009
Dic 27 2009
01:49

Libri e cataloghi

Sicilia ottocentesca, si chiude la trilogia

La lente di Nino Aquila e Francesco Orlando sul servizio postale nell’isola durante il periodo sardo-italiano e sui timbri a doppio cerchio


Non solo la rassegna storico postale; il lavoro vuole offrire, al tempo stesso, un inventario dei documenti noti

Prima è uscito “I francobolli degli ultimi re”, realizzato nel 1990 da Nino Aquila e relativo alle sette cartevalori emesse dalla Sicilia ottocentesca. Quattordici anni dopo, con Francesco Orlando, è giunto “La posta fra due re”, dedicato alla transizione verso il Regno d’Italia e alle produzioni di Vittorio Emanuele II annullate con i vecchi bolli borbonici, in quel momento non ancora sostituiti. Quest’anno infine, ad un secolo e mezzo dalla serie di Ferdinando II, è arrivato il lavoro, firmato dagli stessi autori, “Sicilia - I timbri del nuovo re”. Lavoro inerente al servizio postale durante il periodo sardo-italiano e alle bollature impiegate nell’isola fino, per alcune situazioni, al 1866.

Si completa così la trilogia firmata dalla Giulio Bolaffi editore, che raccoglie -sottolineano i due esperti- “tutto quanto sia stato peculiare delle Poste siciliane, prima che esse venissero definitivamente ed irreversibilmente omologate alle metodologie ed alle emissioni che hanno caratterizzato il servizio postale nazionale”.

Costituito da 488 pagine di grande formato a colori, ha un prezzo di copertina di 275,00 euro. Notevole è l’impianto iconografico, anche perché l’intenzione è offrire al lettore un inventario dei documenti viaggiati, dando una valutazione di riferimento a punti.

Se il primo capitolo propone una introduzione storica e storico-postale, il secondo entra nel vivo della materia. Affronta, infatti, il periodo e le attinenti tariffe ed è illustrato con numerosi reperti. Comprende un quadro sinottico delle bollature sardo-italiane organizzato per località, da Acireale a Vizzini, mentre una seconda lista riguarda gli “ufizi” e le “distribuzioni”, da Aidone a Vittoria, istituiti sotto il Regno d’Italia.

Pure il terzo, riservato ai timbri italiani a doppio cerchio e datario con rosetta, è ricco di riproduzioni, questa volta concernente le località, da Alì a Ventimiglia, che ne furono dotate tra il febbraio 1862 e il 30 aprile 1866.

La posta in mare e la corrispondenza diretta all’estero sono le protagoniste dei successivi due capitoli, a corredo dei quali viene offerto un ulteriore apparato iconografico e di orientamento.

Il volume si chiude con l’ultima parte, la sesta, che rappresenta quasi un omaggio a chi ha condiviso la passione in precedenza: elenca, infatti, i collezionisti e gli studiosi che hanno esaminato e valorizzato il settore, da Emilio Diena a Giulio Bolaffi e Marco De Marchi. Non manca, per chi si occupa di singole aree, l’indice analitico che lista, fra l’altro, i luoghi citati.



26 Dic 2009
Dic 26 2009
01:36

Dall'estero

Il fiume Giallo? Misura quasi quattro metri

La scena pittorica suddivisa in ventiquattro cartoline postali emesse dalla Cina Popolare; per apprezzarla nel suo complesso occorre affiancare gli interi

Già di per sé rappresenta un buon record, ma non è quello massimo. Il carnet di diciassette interi emesso dalla Cina Popolare e segnalato da Enrico Bertazzoli un mese e mezzo fa è lungo, quando viene steso completamente, quasi tre metri. Poco rispetto ad un altro ritrovamento, dovuto allo stesso collezionista ligure.

Il nuovo caso proviene ancora una volta da Pechino e coinvolge ben ventiquattro cartoline postali da 60 fen emesse nel 2001. Nella confezione l’insieme è suddiviso in cinque tronconi, quattro comprendenti ognuno cinque interi, piegati a fisarmonica; l’ultimo ne ha quattro. Messe in fila, costituiscono una scena unica, tratta da un’antica pittura realizzata su rotolo serico, con il fiume Giallo in mezzo a montagne, valli nebbiose, rocce e cascate. Ammesso -commenta Bertazzoli- di avere lo spazio per dispiegare le cinque strisce facendo combaciare la parte terminale dell’una con l’inizio della seguente, si potrà avere una veduta del dipinto magistralmente riprodotto senza soluzione di continuità, raggiungendo la lunghezza totale di 395,4 centimetri, vale a dire quasi quattro metri!



25 Dic 2009
Dic 25 2009
13:26

Libri e cataloghi

Buone feste con i santini

L’Unificato integra, con un secondo volume dedicato alle immaginette del Novecento, il lavoro uscito un anno fa


Protagoniste, le immaginette del Novecento

La nascita, la vita e la famiglia di Gesù occupano, e non poteva essere altrimenti, uno dei capitoli più significativi del lavoro, fra l’altro quello che apre il libro. È il “Catalogo internazionale dei santini del ‘900”, prosecuzione dell’opera nata un anno fa esaminando l’arco temporale precedente.

“Certo, parlar di «santini» nell’epoca di internet e di Facebook può sembrare cosa da nostalgici”, annota il vaticanista Andrea Tornielli nella presentazione. Eppure, non si può fare a meno di scorgere, nella molteplice varietà, “piccoli ma efficaci frammenti di bellezza alla portata di tutti”.

“Questo secondo volume -aggiungono dall’Unificato- si è reso indispensabile al fine di poter esaminare un secolo... così ricco di produzione, con una miriade di case editrici e stampatori in Italia e in ogni parte del mondo, i quali hanno dato vita ad una quantità incredibile di tipologie di santini ed immaginette, prodotte sperimentando ed utilizzando anche nuove tecniche di stampa”.

Le altre sette parti considerano (e, come la prima, quotano) il materiale riguardante la morte di Cristo; la vita e il culto della Madonna; gli altri santi; i “sacri cuori”; gli angeli, la Comunione e la Cresima, l’Eucarestia; le produzioni tra le due Guerre mondiali; le “perle”, ossia gli articoli preziosi e ricercati. E questo a prescindere dal luogo di produzione (ce ne sono addirittura di giapponesi).

Rispetto alla precedente ricerca, appare più strutturato l’apparato di supporto, che in appositi indici non trascura gli editori coinvolti nonché i santi e i papi citati.

Articolato in 456 pagine con oltre 1.200 illustrazioni a colori, è curato da Graziano Toni con il supporto di Biagio Gamba ed offre testi bilingui in italiano ed inglese. Il prezzo di copertina ammonta a 36,00 euro.



25 Dic 2009
Dic 25 2009
00:01

Giornali, riviste e siti

Natale in posta. Era il 1909

Tutti a scrivere i propri auguri. Compresi emigranti, distratti e bambini

“Pare che il Natale metta in tutti la fregola di scrivere”. Così esordiva “La corrispondenza del Natale - Gli emigranti e i bambini”, articolo pubblicato dal “Corriere della sera” il 25 dicembre 1909. “Tutti spediscono via lettere, cartoline, biglietti d’augurio, assicurate, raccomandate con o senza indirizzo, scritti in modo leggibile e illeggibile, con o senza francobolli, oppure con affrancature superiori al bisogno”.

“Dall’estero -prosegue la cronaca- giungono in abbondanza lettere di emigranti che salutano i parenti in patria”. Tra queste “se ne trovano a sacchi scritte con una medesima calligrafia. La cosa si spiega così. Moltissimi degli emigranti non sanno scrivere e si affidano al più istruito di loro, che mette giù colle stesse parole più o meno gli stessi magri pensieri”. Se dovesse mancare il compagno disponibile, “c’è però uno scrivano pubblico il quale fa peggio dell’altro e dà prova della sua cultura scrivendo, per esempio, indirizzi come questi: «Fiorenzuolatraparentesipiacenza», oppure «Ponte 10°», «3 viso»”.

Tornando in Italia, “troviamo, oltre che degli scrittori astrusi e poco forbiti, dei distratti i quali sono capaci d’impostare lettere, cartoline intatte, magari colla risposta pagata, oppure cartoline con tanto di «urgente», con baci, abbracci, saluti, auguri, promesse, felicitazioni e senza indirizzo”.

Dalla sezione dei distratti a quella degli “illusi”, cioè i bambini. I quali, ogni anno, “scrivono al bimbo Gesù” chiedendo cucine economiche, casse del traforo, macchine del cinematografo, cesti d’arance e -come da un copione senza tempo- promettendo di essere buoni e studiare. Sulla busta, il francobollo da 25 centesimi e l’indirizzo: “Al Bambino Gesù in Cielo - Estero”.



24 Dic 2009
Dic 24 2009
09:04

Vaticano

Ha la data di domani la busta commemorativa

Tradizionale sottolineatura marcofila da parte delle Poste del pontefice

“Christvs natvs est allelvia”: è quanto si legge nell’annullo preparato dalle Poste vaticane con la data di domani: raffigura la Natività e sarà disponibile presso l’ufficio obliterazioni fino al 26 gennaio.

Associata al manuale, non poteva mancare la tradizionale busta ricordo. Affrancata con il 60 centesimi appartenente alla serie augurale uscita il 4 novembre, è corredata da un’ulteriore scena con Gesù, Giuseppe e Maria, tratta da un dipinto di scuola napoletana risalente alla prima metà del XVIII secolo. Il prezzo del plico è di 3,00 euro (più eventuali spese postali), che diventano 4,50 se lo si preferisce racchiuso nel contenitore.



24 Dic 2009
Dic 24 2009
00:56

Notizie dall'Italia

È Natale, anche per i truffatori

Tra i più recenti casi di phishing, uno collegato alle ormai imminenti festività

La solita e-mail che riesce a superare i filtri antispam e, a (falso) nome di Poste italiane, offre promozioni, premi, soldi ed altro ancora, alla sola condizione di inserire i propri dati nel sito indicato, che si presenta molto simile a quella della società coinvolta.

Un altro, l’ennesimo, caso di phishing, che però colpisce per il contenuto, di perfetta attualità. Già l’oggetto annuncia “un piccolo regalo di Natale”, mentre nel messaggio è proposta la “lettera da Babbo Natale”. Secondo la quale, per ricompensare il destinatario della fedeltà mostrata all’azienda, quest’ultima in vista delle festività gli avrebbe regalato un bonus da 500,00 euro. Cui segue il solito link che conduce nella trappola.

Ad abbellire il messaggio e a renderlo un filo più credibile figura la copertina del libro “Io ci credo che esisti”, in questi giorni oggetto di una buona promozione da parte di Poste. Realizzato per aiutare l’associazione Amici dei bambini, contiene una selezione di missive inviate, da giovanissimi e non, a Santa Claus. Queste, sicuramente, più autentiche e divertenti.



23 Dic 2009
Dic 23 2009
15:32

Notizie dall'Italia

Il mistero di “Posta time”

Un servizio di Poste italiane che richiama quello già svolto da Tnt, attivo in 86 capoluoghi di provincia ma ancora sconosciuto. E sul quale i sindacati hanno espresso, da tempo, le proprie riserve...

Un “servizio a valore aggiunto per la consegna di invii di corrispondenza con data”, oggi attivo in tutte le nove aree metropolitane e in 86 capoluoghi di provincia (sui 94 previsti a regime).

Così viene definito “Posta time”, il recente supporto introdotto da Poste italiane e per certi versi simile a quella che Tnt fornisce ormai dal 2006 sotto il nome di “Formula certa”. Tanto che il secondo operatore, due mesi fa, ha sottoposto anche questa faccenda all’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, poiché l’offerta della società concorrente sarebbe “caratterizzata -precisò allora l’Antitrust- da prezzi estremamente bassi, sostenibili, secondo la denuncia, solo grazie alla rete integrata di Poste”.

Come per gli invii massivi, quelli catalogati “Posta time” devono essere accettati presso i centri logistici abilitati (centri meccanizzati, provinciali o di distribuzione), prelavorati secondo la destinazione e il formato. Il costo parte da 22 centesimi. Il recapito, atteso nei 4-5 giorni successivi a quello di partenza, comprende il riscontro dell’avvenuta consegna grazie al terminale del portalettere che -nel momento in cui lascia la missiva nella buca- con il palmare legge il codice applicato sull’invio.

Un servizio ancora poco promosso, e che a suo tempo ha preso alla sprovvista persino i sindacati di categoria. “Venuti a conoscenza -hanno ammesso, ad esempio, dalla Slp-Cisl di Milano- solo tramite i lavoratori coinvolti dell’avvio del nuovo servizio fatto gestire con l’ausilio dei palmari, la nostra organizzazione sindacale, tramite il segretario regionale Giuseppe Marinaccio, ha inoltrato immediatamente ai vertici di Poste italiane la richiesta di un incontro per far chiarezza su qualcosa che da subito si è mostrata oscura nel suo innestarsi «a sorpresa» su un tessuto di lavorazioni già di per sé critico per via delle recenti sperimentazioni non del tutto felicemente risolte... L’utilizzo del palmare per i nostri colleghi postini, dopo effervescente periodo iniziale di entusiasmi, si sta rivelando nel giro di boa di pochi mesi alquanto distante dall’essere consolidato in termini qualitativi. Ecco perché siamo rimasti esterrefatti dalla superficialità e dall’approssimazione dell’innesto maldestro di questa «Posta time» e/o «Data certa». La domanda principale che sorge spontanea è: come farà un portalettere di zona a garantire l’«azzeramento» di tutta la corrispondenza in arrivo compresi tutti i cosiddetti «oggetti a firma»?”. L’augurio -concludono dal sindacato- è che “il fulmine di una «data certa» non porti a un accumulo di «giacenze certe»”.



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