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29 Dic 2011
Dic 29 2011
11:27

Giornali, riviste e siti

Missive galeotte

Marito e moglie, insieme dal 1934, verso la separazione. La causa è un carteggio che dimostra il tradimento, risalente agli anni Quaranta, di lei


La vicenda è raccontata dalla “Repubblica”

Occhio alle lettere compromettenti lasciate in giro. Anche se è trascorso molto tempo, potrebbero creare problemi. È il caso raccontato ieri dal quotidiano “La repubblica”.

Protagonista è un gruppo di lettere risalente a sessant’anni fa, rinvenuto nel fondo di un cassetto da un uomo mentre era intento a riordinare la casa. Tali missive documentano il tradimento della moglie avvenuto all’epoca e che ha minato la placida unione tra due coniugi -classi 1912 e 1915- insieme dal 1934.

La consorte ha ammesso l’errore, ma lui non l’ha perdonata e nel 2002 ha lasciato il tetto coniugale per trascorrere alcune settimane ospite di uno dei figli. Poi, la riconciliazione, che tuttavia si è dimostrata fragile: la convivenza non si è rivelata più come prima e si è risolta, ora, con la richiesta di separazione legale.



29 Dic 2011
Dic 29 2011
00:17

Libri e cataloghi

Clelia e la sua lettera di dimissioni

Nel romanzo, Valeria Parrella narra la perdita di contatto tra ciò in cui si crede e il modo in cui si agisce


Il libro è edito da Einaudi

Dopo il “Festival delle lettere”, al cui tema ha dedicato l’edizione 2011, anche Einaudi sceglie il titolo “Lettera di dimissioni”. In questo caso per identificare il romanzo di Valeria Parrella (nata nel 1974, ha al suo attivo già diversi libri).

“Lettera di dimissioni” è la storia di Clelia, sviluppata in 194 pagine e commercializzata a 18,50 euro. Scendendo per i rami delle generazioni, la protagonista riesce a trovare il suo posto sull’asse del tempo: ha un inizio, il 1914, e persino una capostipite, cioè la nonna Franca, giunta dalla Russia a Napoli, “la città più infernale del Mediterraneo”, e qui rimasta.

Innamorata della vita, ricca di passione e di ideali, Clelia cresce con i piedi piantati nella provincia e lo sguardo rivolto alla città. I suoi genitori -comunisti come si poteva essere comunisti in Italia nel 1968- hanno scelto di vivere a Pompei, tra le falde del Vesuvio, il mare e le rovine archeologiche. Quando incontra Gianni, non ha dubbi su cosa fare: insieme trovano quarantadue metri quadri in cui sostenersi “l’un l’altra come due carte da gioco poggiate in piedi”. Fa la maschera in un teatro, e proprio in teatro farà presto carriera.

Appagata dal successo e dalla stima crescente di chi appena una manciata di anni prima lei stessa guardava con sospetto, Clelia sembra non accorgersi -di fronte ai bivi dettati dal lavoro e dagli affetti- di scegliere sistematicamente il male minore. Quando però cominceranno “quelle notti insonni che capitano a chi è in continuo commercio con l’esistenza”, sarà forse troppo tardi per rendersi conto che qualcosa si è incrinato: “dicevo sì, quando sapevo che la risposta era no”. E prende corpo l’idea della missiva di rinuncia.

La vicenda procede di pari passo con quella dell’Italia, restituendo il ritratto di un Paese che ha progressivamente accantonato il pubblico per il privato, l’etica per il guadagno, ma che con ostinazione ciascuno continua ad amare “come si amano solo le cose che vengono prima di noi e dopo di noi resteranno”.



28 Dic 2011
Dic 28 2011
22:13

Notizie dall'Italia

Fondaco dei Tedeschi, definito il futuro

Venezia - L’ex sede delle Poste centrali, ora di proprietà del gruppo Benetton, verrà in parte destinata ad uso commerciale


Un futuro per il cinquecentesco fondaco dei Tedeschi

Prima il via libera unanime della Giunta, così da permettere la riqualificazione dell’intero edificio con una serie di interventi per trasformarne una parte ad uso commerciale, destinando all’impiego pubblico alcuni spazi tra cui il caratteristico cortile e dei vani attigui che verranno impiegati per servizi rivolti alla cittadinanza. Ed oggi l’accordo tra Comune e Edizione srl, società finanziaria del gruppo Benetton, rappresentata da Gilberto Benetton, formalmente proprietaria del palazzo.

Chiarito il futuro per il cinquecentesco fondaco dei Tedeschi, ossia l’ex sede delle Poste centrali di Venezia sul canal Grande, ceduto dalla società guidata da Massimo Sarmi tre anni fa e liberato nell’ottobre del 2010.

L’immobile, quindi, “ritrova la sua originaria destinazione, quella di un luogo deputato allo scambio, al commercio, alle relazioni e alla produzione culturale. Un nuovo fondaco a disposizione della città”, ha commentato il sindaco Giorgio Orsoni. “È un intervento importante -ha continuato- che va nella direzione che avevamo auspicato sin dall’inizio, evitando così la trasformazione in hotel di questo prestigioso palazzo, in sintonia col sentire della città e di questa Amministrazione. Il nuovo fontego potrà creare ricchezza, rivivificando il centro storico in termini di commercio di pregio e di lavoro; oltre ai 400 nuovi impiegati si prevede infatti un enorme indotto. Il Comune di Venezia crede molto in questo progetto e lavoreremo con impegno affinché i lavori possano iniziare nel più breve tempo possibile”.

Il progetto -è la precisazione che giunge dallo stesso Ente locale- “richiede il rilascio del permesso a costruire in deroga allo strumento urbanistico vigente, l’autorizzazione della Soprintendenza e le necessarie autorizzazioni commerciali”. Il titolo abilitativo verrà concesso in un secondo momento con ulteriori atti. Gli interventi di valorizzazione saranno accompagnati dal riconoscimento di un beneficio pubblico in capo al Comune che le parti hanno riconosciuto in sei milioni di euro, non considerando in questa cifra gli oneri dovuti dalla legge.



28 Dic 2011
Dic 28 2011
16:32

Notizie dall'Italia

Riaperto il Vicenza 2

È stata la sede a subire i maggiori danni dall’alluvione registrata nel novembre 2010. Questa mattina la ripresa delle attività

Nel novembre 2010 l’alluvione e i disastri, con la necessità di chiudere l’ufficio Vicenza 2, quello situato in via IV Novembre 13, così da ripristinarlo. Ed ora, oltre un anno dopo e con una spesa di circa 200mila euro, la riapertura al pubblico, enfatizzata questa mattina da una cerimonia.

A mostrare i nuovi spazi, anche il consigliere di Poste Antonio Mondardo, partecipe insieme al responsabile provinciale Livio Rado e alla direttrice dello stesso ufficio Elena Vano. Curioso l’omaggio recato dal vicario episcopale Giuseppe Bonato: un’icona riguardante san Michele, protettore delle comunità che vivono vicino all’acqua.

A dirla tutta, quella di oggi è stata una seconda inaugurazione, perché la prima venne registrata nel 2000.

Gli ambienti si caratterizzano per l’assenza di barriere architettoniche e vetri antiproiettile, per gli arredi e le misure di sicurezza (fra cui un potenziato sistema di videosorveglianza). Cinque gli sportelli disponibili, quattro per i servizi di bancoposta ed uno per le spedizioni di corrispondenze e pacchi. Si aggiungono due salette -una in più rispetto al passato- alle quali rivolgersi per consulenze ed informazioni. L’atrio al pubblico è stato ampliato grazie ad una differente collocazione dei banconi. Sono presenti, inoltre, un casellario ed il sistema automatico di gestione delle attese. Presto sarà disponibile il postamat esterno per prelevare denaro contante, effettuare i pagamenti delle bollette, ricaricare i telefoni.

Fino al 5 gennaio l’ufficio sarà aperto dal lunedì al venerdì tra le 8.30 e le 14 ed il sabato dalle 8.30 alle 13; con lunedì 9 riprenderà il consueto orario continuato 8.30-18.30 (il sabato sempre fino alle 13).

Il Vicenza 2 è stato l’unico esistente nell’area colpita dall’acqua a subire danni così ingenti, poiché gli altri punti della rete (ed anche il centro di distribuzione della corrispondenza presente in strada dei Molini) sono stati ripristinati in tempi molto più brevi. Nei mesi di stop le competenze erano state ospitate al Vicenza Centro, situato in contra’ Garibaldi 1.



28 Dic 2011
Dic 28 2011
11:03

Notizie dall'Italia

Versione definitiva per il già “decreto salva Italia”

Nella “Gazzetta ufficiale” di ieri il testo che il Parlamento ha trasformato nella 214ª legge dell’anno

Il “decreto salva Italia”, definito dal Governo il 6 dicembre, rivisto e approvato dalla Camera il 16 e dal Senato il 22, quindi promulgato lo stesso giorno dal presidente della Repubblica e pubblicato ieri notte in “Gazzetta ufficiale”, è entrato in vigore oggi. È la legge n°214 del 22 dicembre 2011, “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n°201, recante disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”.

Per riportarlo tutto -sia come mero elenco delle modifiche introdotte nella versione originale, sia come testo coordinato così da poterne capire di più- è stato necessario predisporre un supplemento ordinario, il n°276.

Oltre ad aver cancellato definitivamente la mai nata Agenzia nazionale di regolamentazione del servizio postale (le competenze -lo prescrive l’articolo 21, intitolato “Soppressione enti e organismi”- sono passate all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che nel frattempo si è già messa a lavorare), il settore è citato soprattutto per gli strumenti di pagamento, e Poste italiane come realtà parallela agli istituti bancari.

Ad esempio, in materia di tracciabilità (articolo 12), si prevede che “lo stipendio, la pensione, i compensi comunque corrisposti dalle Pubbliche amministrazioni centrali e locali e dai loro enti, in via continuativa a prestatori d’opera e ogni altro tipo di emolumento a chiunque destinato, di importo superiore a mille euro, debbono essere erogati con strumenti di pagamento elettronici bancari o postali”. Anche “per incrementare i livelli di sicurezza fisica”. Fermo restando che quanti percepiscono trattamenti pensionistici minimi, assegni e pensioni sociali, a determinate condizioni non dovranno pagare l’imposta di bollo e l’interlocutore, bancario o postale, non potrà addebitare alcun costo. Previsti tre mesi entro i quali si dovrà mettere a punto una convenzione specifica riguardante un conto corrente o un conto di pagamento di base. Al tempo stesso viene spostato dal 31 dicembre 2011 al 31 marzo 2012 il tempo per abbassare ad un massimo di 1.000,00 euro i libretti al portatore.

L’articolo 19, inoltre, conferma l’imposta di bollo sugli estratti conto bancari e postali di ogni tipo (rendiconti riferiti ai libretti di risparmio postale compresi), così come era stata prevista: immutata a 34,20 euro annui per le persone fisiche (ma è azzerata se la giacenza media non oltrepassa quota 5.000), elevata a 100,00 per quelle giuridiche. Cui si aggiunge la proporzionale sugli altri prodotti e strumenti finanziari. “Sono comunque esenti i buoni postali fruttiferi di valore di rimborso complessivamente non superiore a euro 5.000”.



28 Dic 2011
Dic 28 2011
01:04

San Marino

Il servizio postale si riallinea

Rivisti gli orari degli sportelli e del recapito, che -come in Italia- non verrà più svolto il sabato. Sviluppata la consegna pomeridiana

Il nuovo anno porterà ulteriori novità a San Marino. A cominciare dagli orari al pubblico, che -con il 2 gennaio- dal lunedì al venerdì verranno uniformati, introducendo il doppio turno, dalle ore 8 alle 17.30 (finora aprivano alle 8 e chiudevano alle 18 il lunedì e il giovedì, alle 14 il martedì, il mercoledì e il venerdì). Mentre il sabato resterà come adesso (8-12.30).

Cambierà pure il recapito: proprio il sabato il portalettere non passerà più, anche perché tutta la corrispondenza in arrivo dall’estero giunge nella Repubblica attraverso lo scambio con Poste italiane che, in questo giorno, sostanzialmente ha sospeso le attività. Il tempo verrà ridistribuito durante la settimana, sviluppando la consegna nel pomeriggio. In particolare, si aggiungerà il recapito a domicilio di pacchi e corriere espresso, provenienti da San Marino e dall’Italia, che non siano gravati di costi accessori o di contrassegno. “Tale servizio -ricorda il segretario di stato a Lavoro, cooperazione e poste Francesco Mussoni- non è mai stato eseguito fino ad ora. I pacchi, mediante avviso di giacenza, potevano essere ritirati direttamente dall’interessato presso l’ufficio postale”.

E non basta, perché a breve si sperimenteranno alcune attività a pagamento, pure queste sulla falsariga di quanto introdotto nel Bel Paese: conferimenti personalizzati e prelievi a richiesta nel caso vi siano grossi quantitativi di corrispondenza.



27 Dic 2011
Dic 27 2011
20:44

Emissioni Italia

Ma Giulio Onesti non c’è

Il francobollo, primo del 2012 ad uscire, ricorda il dirigente sportivo attraverso il palazzo del Coni e le sagome di alcuni atleti

“Lo sport è un fatto di libera scelta, connaturato soprattutto con la prima età. Ma la società attuale, prigioniera del suo ritmo frenetico, e dominata da rigidi schemi utilitaristici, avvilisce le più genuine esigenze della nostra gioventù”.

Lo scriveva quarant’anni Giulio Onesti nel testo abbinato alla serie dedicata ai “Giochi della gioventù”. Due francobolli da 20 e 50 lire arrivati agli sportelli il 26 giugno 1971 (sullo stesso tema, una cartolina da 700 lire si è aggiunta il 18 settembre 1993), così da promuovere la terza tappa della manifestazione di cui fu l’ideatore.

Ed ora tocca a Giulio Onesti, al vertice del Comitato olimpico nazionale italiano dal 1946 al 1978 e del Comitato internazionale olimpico dal 1964 al 1981, ad essere citato in un dentello. Solo citato, perché nell’immagine compaiono nome, cognome, anno di nascita e di morte. Il resto della vignetta -predisposta per ricordarne il centenario- offre “una prospettiva della facciata principale del palazzo del Coni in Roma ed alcune sagome di atleti, a rappresentare le diverse discipline”.

Autoadesiva, la carta valore arriverà il 4 gennaio, aprendo il programma 2012 d’Italia. Sarà in vendita a 60 centesimi con annullo fdc allo spazio filatelia della capitale e bollettino illustrativo firmato dal presidente della Fondazione Giulio Onesti, cioè Franco Carraro.

L’esemplare, dovuto ad Angelo Merenda, è inserito nella serie “Lo sport italiano”. Conta su tremilioni e centocinquantamila duplicati, raccolti in fogli da quarantacinque.



27 Dic 2011
Dic 27 2011
16:59

Notizie dall'Italia

Sotto la lente il mondo del commercio

L’Afip intende avere il quadro aggiornato del settore, la Bfn vuole individuare i propri soci cui destinare il premio alla carriera


Si lavora al nuovo anno commerciale

Associazione filatelisti italiani professionisti al lavoro. Nell’ottica di una migliore percezione del comparto, il sodalizio che riunisce i commercianti ha commissionato un censimento sul territorio nazionale. A questo scopo -avverte il presidente, Andrea Mulinacci- “è stato dato incarico ad una società specializzata nella ricerca di mercato”. Tramite intervista telefonica rivolta ad una selezione di operatori, si dovranno ottenere quelle informazioni “di carattere generale utili per conoscere la attuale situazione”. L’inchiesta si svolgerà tra gennaio e febbraio.

Anche la Borsa filatelica nazionale, che raccoglie circa duecento membri, sta effettuando una verifica interna. L’obiettivo, però, è diverso, e ad annunciarlo è il suo rappresentante, Sebastiano Cilio. Si intende individuare gli specialisti cui destinare il premio “insigni”, ossia coloro che vantano almeno quaranta anni di impegno. Il riconoscimento verrà consegnato durante la cena sociale prevista per il 24 marzo, quindi nell’ambito di “Milanofil”.



27 Dic 2011
Dic 27 2011
11:21

Dall'estero

La Tunisia cambia e non ricorda più la Rivoluzione

Inserito nel programma all’inizio dell’anno, il francobollo sarebbe dovuto uscire in questi giorni. Ma è stato annullato


Il francobollo per l'indipendenza della Magistratura

Cambiare il programma delle emissioni annunciato, aggiungere nuove voci e -perché no?- toglierne, è normale routine. Certe modifiche, però, si fanno notare nel momento in cui riguardano argomenti delicati ed incidono su una situazione sociale e politica difficile.

È quanto è stato registrato in Tunisia, proprio adesso sotto l’attenzione dei media per il primo anniversario trascorso dal martirio dell’ambulante Mohamed Bouazizi. Il quale, dandosi fuoco il 17 dicembre 2010, aprì la strada alle rivolte nel proprio Paese e, a catena, nel resto del mondo arabo.

Lungo i primi mesi del 2011, accanto ad un’emissione commemorativa regolarmente uscita il 25 marzo, era stato previsto un ulteriore ricordo, consistente in un francobollo, che avrebbe dovuto debuttare proprio in questi giorni. Ma le cose sono andate diversamente. La conferma, qualora ce ne fosse bisogno, giunge dall’operatore: emissione annullata.

Rimasta, invece, la citazione, peraltro una costante del passato, riguardante la “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”. Come previsto, il 10 dicembre è uscito un 390 millesimi che, attraverso il simbolismo tipico delle cartevalori locali, ha inteso sottolineare l’indipendenza della Magistratura.



27 Dic 2011
Dic 27 2011
00:32

Appuntamenti

Tra vacanze e mostre

Le festività non bloccano le iniziative. Oggi, per esempio, apre la rassegna di Bardonecchia


A Modena mostra sociale fino al 15 gennaio

Periodo semi vacanziero, ma le manifestazioni specializzate, sempre ad ingresso libero, non mancano. Qualche esempio?

Francobolli, annulli, interi ed il resto del repertorio potranno essere visionati a Torino, che fino al 13 gennaio ospita “Presepi del mondo”. Punto di riferimento è la biblioteca della Regione, situata in via Confienza 14 ed aperta dal lunedì al venerdì negli orari 9-13 e 14-16. In questo caso, la rassegna filatelica, dovuta a Silvano Di Vita, è associata a quella dei modellini che richiamano la Natività.

C’è tempo fino al 15 gennaio, invece, per visionare “È bello stare insieme”, progetto voluto dal Circolo filatelico culturale “Alessandro Tassoni” ed ubicato a Modena in viale Monte Kosica 91. Il percorso è aperto giovedì (14.30-17.30), sabato e domenica (8.30-12.30) offrendo oltre novanta collezioni.

Da oggi all’8 gennaio è di turno pure Bardonecchia (Torino). Che festeggia la “Giornata della filatelia” attraverso un allestimento tematico d’attualità per il centoquarantesimo anniversario del tunnel ferroviario del Fréjus. Ideato dalla sezione filatelica dell’Arca Piemonte e dall’Associazione circoli e sezioni filateliche Torino e provincia, è raccolto presso Turismo Torino, in piazza De Gasperi 1/a (9.30-12.30 e 15-19). L’inaugurazione è alle 11, sottolineata da due annulli.

Dal 30 dicembre al 6 gennaio toccherà a Castenedolo (Brescia). Presso l’ex Casa del giovane, in via Matteotti 61, l’Associazione culturale “Carmagnola” in collaborazione con l’oratorio “Pio X” proporrà la prima mostra hobbistica, raggiungibile nei giorni feriali e l’1 gennaio dalle 15 alle 19, il sabato e durante i festivi nelle fasce 10-12 e 15-20. Cerimonia di apertura il 30 dicembre alle 18.



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