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29 Dic 2012
Dic 29 2012
22:01

Dall'estero

“La corruzione non viaggia per posta”

L’inconsueta campagna di sensibilizzazione è stata varata in Salvador. Un telefono ed una e-mail per le segnalazioni

“La corruzione non viaggia per posta”. È l’inconsueto messaggio lanciato da Correos El Salvador impiegando un’immagine molto eloquente.

L’istituzione governativa dello Stato centroamericano -vi si legge- non solo combatte il fenomeno, ma invita il pubblico a denunciarlo. Per questo l’inserzione indica un numero telefonico ed una e-mail, aggiungendo che gli elementi forniti verranno trattati confidenzialmente.

Secondo statistiche internazionali che ne misurano la percezione, il Paese è 83° su una lista che comprende 176 tra Stati e Territori, e che vede agli ultimi posti, con lo stesso basso punteggio, Afghanistan, Corea del Nord e Somalia. Il medesimo elenco posiziona l’Italia al 72°. In cima alla classifica, a pari merito, compaiono Danimarca, Finlandia e Nuova Zelanda.



29 Dic 2012
Dic 29 2012
17:56

San Marino

Servizi finanziari: addio Italia

Da Capodanno sul monte Titano si opererà in autonomia. Alcune prestazioni provvisoriamente sospese

Novità programmate e qualche disagio a San Marino. Dove con l’1 gennaio entrerà in vigore la nuova impostazione afferente i supporti finanziari assicurati dagli uffici postali, impostazione avviata durante la precedente legislatura con l’obiettivo di rendere il servizio indipendente dal Bel Paese.

Alla riapertura dopo Capodanno, gli sportelli proporranno emissione e pagamento di vaglia mediante il circuito Eurogiro, pagamento dei bollettini di conto corrente postale e delle pensioni Inps, gestione dei contrassegni postali da e verso l’Italia. Sapendo che per l’emissione di vaglia e il pagamento di bollettini postali si accetteranno soltanto contanti.

Quanto ai servizi precedentemente svolti per conto di Poste italiane, non potranno più essere effettuati. Riguardano i pagamenti di bonifici ed incassi domiciliati, i pagamenti di assegni postali ordinari e vidimati in contanti, i rimborsi fiscali, l’emissione di vaglia ordinari e circolari, l’accettazione di modelli “rav”.

I trasferimenti fondi dall’Italia verso San Marino emessi prima del 31 dicembre e non riscossi entro tale data potranno essere ritirati solo presso l’ufficio di Dogana sino al 31 gennaio; riguardano i pagamenti di: bonifici ed incassi domiciliati, assegni postali ordinari e vidimati in contanti, vaglia ordinari e circolari, pensioni Inps ed Inpdap, rimborsi fiscali. Poi, gli eventuali incassi non effettuati potranno essere eseguiti, nel rispetto del periodo di validità di ciascun prodotto, presso le sedi di Poste italiane.

Le funzioni soppresse -promette dal monte Titano il direttore generale del servizio, Rosa Zafferani- “verranno ristabilite dal nuovo Ente poste San Marino non appena sarà pienamente operativo”.

Per tutte le operazioni occorre mostrare agli sportelli un documento di identità “al fine di ottemperare agli obblighi normativi e contrattuali in materia di identificazione del soggetto pagatore e dell’eventuale soggetto esecutore, se diverso”.



29 Dic 2012
Dic 29 2012
15:02

Dall'estero

La Libia distrugge gli stock del regime

Secondo una nota ministeriale, l’operazione è avvenuta il 25 dicembre. In cenere 259.434.634 francobolli


Uno dei tanti francobolli di propaganda

Mentre per Poste italiane è ancora la “Jamahirya libica” (ma non è l’unico errore presente nell’aggiornamento tariffario sottoscritto dall’azienda su cui “Vaccari news” ha lavorato il 24 dicembre), il Paese nordafricano continua a fare i conti con il proprio passato.

I francobolli del periodo di Muammar Gheddafi ancora giacenti negli uffici postali sarebbero stati distrutti il 25 dicembre.

Ad annunciarlo è stato il ministero nazionale alle Comunicazioni e all’informatica; è quanto si legge oggi su “Saudi gazzette”, uno dei più importanti quotidiani dell’Arabia Saudita. Il giornale riferisce di milioni di esemplari bruciati, esattamente 259.434.634, così da contribuire a liberare la Libia dall’eredità lasciata durante i quarantadue anni di dittatura. Il regime, infatti, aveva emesso moltissime serie di propaganda politica, in numerose delle quali compare lo stesso colonnello, rappresentato in abiti militari o civili.



29 Dic 2012
Dic 29 2012
11:08

Notizie dall'Italia

Archeologia postale/2 L’impegno a valorizzare l’edificio

Il lavoro di restauro di cui hanno beneficiato le ex Poste centrali di Bari spiegato dal direttore dei lavori, l’ingegner Gianfranco Ferrara Mirenzi


La vecchia cassetta, ancora presente, per le spedizioni filateliche

C’è un filo conduttore, un disegno complessivo che ha ispirato il lavoro di restauro di quello che fu l’immobile delle Poste centrali di Bari? “Al centro dell’azione, in ogni fase del progetto di conservazione integrata, abbiamo posto i temi della reversibilità, del minimo intervento, della compatibilità e della distinguibilità”, risponde -proseguendo l’intervista avviata nella news precedente, il direttore dei lavori, l’ingegner Gianfranco Ferrara Mirenzi. Questo approccio “si traduce nel rispetto dei principi costruttivi propri dell’epoca, nella valorizzazione delle tecnologie utilizzate e nella cura dei particolari, oltre che delle peculiarità architettoniche. Senza rinunciare alle richieste specifiche di un articolato piano per rendere di nuovo funzionale lo stabile. Nel costante confronto con il responsabile della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio, l’architetto Emilia Pellegrino, il progetto ha trovato, in fase esecutiva, delle scelte progettuali e delle soluzioni operative e conservative, una modalità di approccio estremamente attenta ad ogni implicazione di carattere storico, funzionale, materico e tecnologico, che ha spinto a correggere il tiro in corso d’opera su molti aspetti, sia in termini di finiture sia di impianti, ritenuti a volte troppo invasivi”.

Come mai la decisione di preservare i numerosi oggetti d’epoca? “Tale decisione -risponde l’ingegnere- deriva naturalmente dalla filosofia di approccio al tema del restauro. L’unico intervento «distruttivo» ha riguardato il taglio del bancone delle sportellerie dell’ex salone alle corrispondenze, sacrificio che abbiamo ben ponderato, e infine valutato non solo necessario a migliorare la fruibilità ed a garantire la fluidità dei percorsi, ma anche volto a restituire una rinnovata dignità architettonica al progetto di rifunzionalizzazione. Gli orologi originali sono stati restaurati e rimessi in funzione da una ditta specializzata. Analogamente è stato recuperato il pavimento esistente in terrazzo alla veneziana che presentava diffuse fessurazioni, mancanze ed impropri interventi effettuati in precedenza. Anche i rivestimenti lapidei sono stati interessati da un’accurata pulitura e da integrazioni, tassellature e stuccature. Il tavolo-scrittoio, collocato al centro dell’ex salone delle corrispondenze, ed il parapetto della loggia, situato al piano primo con affaccio sull’atrio centrale, oltre che sottoposti ad interventi di restauro sono stati dotati delle fasce decorative in rame precedentemente trafugate. Infine, molto interessante è risultato il lavoro di cui ha beneficiato l’ex sala di accettazione telegrafica: nella parte destinata al pubblico, è stata portata alla luce e recuperata l’originaria pavimentazione a mosaico, parzialmente coperta da successivi interventi. Nello spazio riservato agli impiegati, un tempo separato da un bancone a ferro di cavallo, è stato rinvenuto, invece, solo parzialmente il pavimento originario in mattonelle di gres porcellanato; per questo è stato realizzato un nuovo pavimento con gli stessi materiali, disegno e cromatismo originari”.

Bellissima la cassetta postale, ancora teoricamente funzionante. Come mai è stata mantenuta? Non c’è pericolo che qualcuno vi infili qualche lettera pensando possa essere ancora in funzione? “Non si è mai pensato di rimuoverla, è stata lasciata a memoria dell’antica funzione dell’edificio, ed essendo posizionata all’interno di un luogo che ha cambiato destinazione d’uso, non abbiamo ritenuto che si potessero creare equivoci. All’esterno, invece, all’estremità del portico di ingresso su via Nicolai, le originarie buche di impostazione in pietra di Trani macchiata con inquadrature e lettere di cromoalluminio, in disuso e occultate per decenni dietro ad una lamiera di acciaio, sono state riportate alla luce e, dopo i necessari interventi di restauro, data la collocazione, ne è stata inibita la funzionalità”.

I piani superiori cosa offrono? “Purtroppo non vi sono altri oggetti o arredi postali, se si escludono i due sportelli di accesso all’antico caveau, al secondo piano, che saranno conservati, ma che comunque non sono ascrivibili all’epoca di costruzione dell’edificio”.



29 Dic 2012
Dic 29 2012
01:35

Notizie dall'Italia

Archeologia postale/1 Il Bari Vr dovrà traslocare

L’ultima serie di sportelli presente in un’ala dell’immobile di piazza Battisti resterà fino al termine del 2015. Poi, scadrà il contratto


L'attuale Bari Vr, che nel 2015 dovrà spostarsi

Chissà se gli studenti che frequentano a Bari la sede di piazza Battisti 1 dell’Università intitolata ad Aldo Moro si rendono conto di trovarsi in un vecchio ufficio postale restaurato con tanta cura. In effetti, gli oggetti che richiamano il passato sono numerosi, dagli arredi d’epoca alla lapide dei postelegrafonici caduti, dall’orologio agli scrivimpiedi. E senza contare la cassetta, ancora utilizzabile anche se di certo non viene svuotata, con tanto di targa per l’“impostazione richieste bollature filateliche”.

“Il complesso, composto di due fabbricati, il palazzo delle Poste e dei telegrafi ed il palazzo delle Preture unificate, è stato acquistato dall’Università nel dicembre del 2003 per 19.110.000 euro”, spiega dallo stesso ateneo l’ingegner Gianfranco Ferrara Mirenzi in questa intervista a “Vaccari news”. È lui ad aver seguito gli interventi di restauro in qualità di direttore ai lavori, con i colleghi Alessandro Alboreto, Giuditta Bonsegna, Giuseppe Del Vecchio e Gaetano Ranieri.

Poste italiane occupa ancora, in locazione, una parte del piano rialzato, con accesso da piazza Battisti, ma solo fino al termine del 2015. E l’Università -viene precisato- “non ha in programma il rinnovo del contratto”.

“Entrambi gli edifici -prosegue Gianfranco Ferrara Mirenzi- sono stati progettati dall’architetto e ingegnere romano Roberto Narducci, dipendente del ministero alle Comunicazioni. La sede delle Poste fu realizzata, fra il 1931 e il 1934, dall’impresa romana di Alfredo Pagano. Di evidente valore storico e architettonico, e per questo vincolata con il decreto n°667 del 2005, si inserisce nella rigida scacchiera murattiana di impianto ottocentesco con un’efficace e monumentale soluzione d’angolo. Dotato di una fisionomia riconoscibile, l’insieme mostra l’adesione dell’architetto Narducci alla linea del Razionalismo con evidenti ammiccamenti al Futurismo e rivela in modo chiaro il significato urbano della scelta compositiva: l’accesso ai servizi per il pubblico, sottolineato da un pronao, è orientato verso il centro della città, all’angolo tra piazza Battisti e via Nicolai, mentre l’ingresso carraio alle prestazioni secondarie e interne è situato in via Garruba, in direzione della stazione ferroviaria”.

Quando sono cominciati i lavori, e quando si prevede possano terminare? “L’ingente impegno finanziario necessario al recupero ha convinto l’amministrazione universitaria ad intervenire per stralci funzionali, nell’ambito di un più ampio ed organico progetto di recupero, che tocca anche la vicina costruzione ex Enel. I lavori sono iniziati nel settembre del 2009, interessando prioritariamente il restauro della porzione del piano rialzato, in passato destinata ai servizi al pubblico, situata ad angolo tra piazza Battisti e via Nicolai. Successivamente, l’intervento è stato esteso ad alcuni ambienti ubicati al primo piano. I lavori di restauro dell’intero edificio, iniziati nel luglio scorso, si prevede termineranno nel dicembre 2014. In una fase intermedia, nell’aprile del 2013, si stima di completare il recupero dell’ala che si affaccia su via Nicolai”.

Ora quali attività universitarie ospita e quali, a regime, dovrà ospitare? “Le porzioni al piano rialzato ed al primo, per le quali gli interventi di restauro già sono completati, sono destinate a centro multifunzionale per studenti. L’elegante atrio centrale, ex salone pubblico per le corrispondenze, conserva la sua fisionomia di spazio di libero accesso ed è dotato di info-totem per la consultazione rapida, senza cioè l’ausilio degli operatori. Questi ultimi, invece, sono a disposizione dell’utenza presso gli sportelli, gestiti dall’ufficio relazioni col pubblico, adiacenti al corridoio semicircolare che si estende lungo il perimetro di connessione tra le due ali. Si tratta di un lavoro perfettamente riuscito; ne è prova la velocità e l’entusiasmo con cui la città si è riappropriata di questo luogo, trasformandolo in appena un anno in un importante e vitale punto di riferimento culturale. L’edificio, infatti, non offre solo servizi agli studenti, tra i quali una sala lettura da quarantotto posti ed una sala computer munita di diciotto postazioni, ma mette a disposizione della città l’atrio centrale per esposizioni temporanee. In quella che era la sala di accettazione telegrammi vi è un locale riunioni e proiezioni da centoventi posti a sedere e nell’ex sala di scrittura e casellario «americano», posta anch’essa in prossimità dell’atrio centrale e riportata alle sue dimensioni originarie, si trova un’aula seminari e conferenze da cinquanta posti. Nei restanti spazi al piano rialzato ed al primo sono allocati uffici che svolgono attività strettamente correlate al centro multifunzionale per studenti. A regime, il resto dei locali sarà predisposto per accogliere attività e uffici amministrativi che, a parte qualche eccezione, offriranno supporti agli utenti”.



28 Dic 2012
Dic 28 2012
22:42

Dall'estero

Berna vara più controlli

Svizzera - L’Amministrazione federale ha aggiornato le direttive riguardanti i fornitori di servizi postali e di telecomunicazione. Saranno in vigore da Capodanno

Giro di vite annunciato in Svizzera. L’obiettivo -anticipano dall’Amministrazione federale- è poter far luce su reati gravi. Per questo, le autorità inquirenti hanno fissato misure di sorveglianza nel traffico postale e delle telecomunicazioni; saranno poi i giudici cantonali titolari della specifica indagine a decidere in merito all’autorizzazione.

Per ciò che riguarda il comparto postale, sinora -viene spiegato- “non esistevano direttive destinate ai fornitori”. Tuttavia, la progressiva liberalizzazione del mercato registrata negli ultimi anni ha fatto crescere il numero degli interlocutori. E tale situazione “richiede un disciplinamento chiaro”.

Le disposizioni organizzative ed amministrative regoleranno i loro compiti per rendere possibili regimi di sorveglianza inerenti la corrispondenza.

In proposito sono stati consultati sia i fornitori di servizi, sia le associazioni delle autorità inquirenti. Le nuove regole entreranno in vigore l’1 gennaio.



28 Dic 2012
Dic 28 2012
20:45

Notizie dall'Italia

Qualità: ecco i dati del 2011

Resi noti oggi dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Nessun elemento è inferiore al minimo previsto

Il passaggio delle competenze dal ministero allo Sviluppo economico all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha causato probabilmente qualche ritardo. Tanto è vero che solo oggi la seconda ha notificato gli esiti dei controlli di qualità svolti lungo il 2011, quando peraltro l’onere era ancora attribuito al dicastero.

Ad ogni modo, tutti i parametri previsti sono stati rispettati, e spesso con esiti ben superiori al minimo. Al solito, le tempistiche inerenti la posta ordinaria (pardon, prioritaria) sono state monitorate dall’azienda esterna Izi; per le altre spedizioni (ora definite di tipo seriale, ossia raccomandata, assicurata e pacco ordinario), essendo registrate, si sono utilizzati i valori forniti direttamente da Poste italiane.

Il primo settore prevede che il “J+1” (ossia la consegna entro il giorno successivo a quello di spedizione) sia raggiunto nell’89% dei casi ed il “J+3” nel 98%. I rilievi hanno dato, rispettivamente, il 94,7% ed il 99,7%. Stemperando il valore per tipologie di tratta, si hanno: 97,2% e 100% per le urbane, 93,3% e 99,5% per le provinciali, 95,9% e 99,7% per le regionali, 92,4% e 99,5% per le extraregionali. A livello regionale, e riferendosi alle corrispondenze normali nel solo “J+1”, il dato più basso -ma sempre positivo, poiché la base è l’85%- è stato registrato dalla Campania con l’89,80%; quello maggiore nella Provincia autonoma di Trento, giunta al 98,37%. Un soffio più avanti della Calabria, che ha totalizzato 98,32%.

Per le raccomandate, sono stati annotati il 93,8% nel “J+3” ed il 98,3% nel “J+5”; i riferimenti minimi previsti sono, nell’ordine, 92,5% e 98,0%.

Quanto alle assicurate, risultano 98,9% nel “J+3” e 99,8% nel “J+5”; la norma prevede almeno il 94,0% ed il 98,0%.

Infine, il pacco ordinario, dove vige solo un paletto: il 94,0% nel “J+3”. Lungo il 2011, è stato registrato il 97,6%.



28 Dic 2012
Dic 28 2012
17:56

Notizie dall'Italia

Razionalizzazione - Altri decreti

Come i precedenti, sono stati sottoscritti alla sezione di Salerno del Tar ed intendono “congelare” la situazione fino a gennaio


Nuovo capitolo in Campania…

Tredici decreti cautelari per diciotto uffici postali. Sono stati emessi ieri dalla sezione staccata di Salerno del Tribunale amministrativo regionale, allo scopo di bloccare, almeno provvisoriamente, le decisioni introdotte dal piano di riorganizzazione firmato Poste italiane.

Riguardano le chiusure per le sedi nell’Avellinese di Castello del Lago (comune di Venticano) e Starze di Summonte (Summonte); nel Salernitano, invece, toccano quelle di Arena Bianca (Montesano sulla Marcellana), Caprioli (Pisciotta), Cardile (Gioi), Foria (Centola), Ispani, Lentiscosa (Camerota), Mandia di Ascea (Ascea), Marina di Pisciotta (Pisciotta), Moio (Moio della Civitella), Perrazze (Palomonte), San Nicola di Centola (Centola), Santa Marina, Sicilì (Morigerati), Terradura (Ascea). Lo stesso atto sospensivo concerne la revisione agli orari di Prato Comune e Tardiano (entrambi Montesano sulla Marcellana).

I provvedimenti verranno approfonditi, secondo i casi, il 10 od il 24 gennaio. Prima di Natale, una serie di documenti analoghi aveva interessato altri cinque sportelli delle stesse aree.



28 Dic 2012
Dic 28 2012
16:12

Dall'estero

Sacchi/2 In Francia diventano espressione di stile

I vecchi contenitori trasformati in borse ed altri oggetti. Contribuendo a preservare un simbolo e, al tempo stesso, aiutando chi deve reintrodursi

La Francia sta abbandonando gradualmente i vecchi sacchi postali e si inventa la… linea stilistica. Da qui l’accordo affinché le tele vengano recuperate per caratterizzare borse, borsette, portapenne, portablocchi ed altri accessori dal taglio originale.

Partner del progetto è Extramuros, realtà dal 2007 impegnata nel progettare, fabbricare e distribuire oggetti e mobili originali realizzati partendo da materiali di recupero. Viene offerta, così, una seconda vita ad un simbolo del patrimonio postale, che nel corso della sua metamorfosi si carica di un nuovo senso, di un nuovo significato. Al tempo stesso, viene assicurato un mestiere a persone che devono reintrodursi nel mercato: l’azienda conta su tre posti fissi e su altri sei in cui ruotano coloro che hanno bisogno di ritrovare un proprio spazio professionale.

Finora, i prodotti (cinquantamila quelli creati) sono stati assorbiti dalla stessa La poste e dalla sua rete, ma adesso -viene spiegato- si è deciso di aprirsi maggiormente. Attivo un sito che vende on-line, utilizzando le strutture di pagamento e spedizione dello stesso operatore.



28 Dic 2012
Dic 28 2012
14:21

Giornali, riviste e siti

Sacchi/1 Verso il modello unico?

La proposta fu avanzata nel 1957, ma ancora nel 1962 le Amministrazioni postali si dividevano in due correnti, favorevoli e no


Il francobollo del Canada per il Congresso di Ottawa

Oggi, Poste italiane impiega le casse gialle, esito di un’evoluzione introdotta negli ultimi tempi (chi si ricorda, per esempio, quelle rosse, una decina di anni fa date per… eterne?). Una volta, però, lo strumento per trasportare le corrispondenze ed i colli era il sacco.

Di questo se ne parlò anche al Congresso postale universale tenutosi nel 1957 ad Ottawa, con l’obiettivo di valutare la possibilità di giungere ad un modello unico, universale, per tutti gli Stati membri dell’Upu. Cinque anni dopo, il dibattito era ancora in corso, come testimonia “Rassegna postelegrafonica” del dicembre 1962.

La questione -si legge nella nota- è stata esaminata da tredici Amministrazioni postali, “i giudizi delle quali sono però risultati contrastanti, essendo alcune favorevoli all’introduzione dell’innovazione, se da essa ne risultasse economia di spese, altre contrarie in previsione di un aumento di spese e dell’impossibilità di eliminare l’inutile lavoro attuale dato dal movimento dei sacchi vuoti”.

Tutte, in ogni caso, “sono state d’accordo nel segnalare la necessità di creare un nuovo organo amministrativo internazionale per tradurre in atto il nuovo sistema, stabilirne le norme, effettuare gli acquisti, provvedere alla ripartizione”. Insomma, una cosa complessa, senza pensare ad elementi quali le dimensioni, il tipo di tessuto, il colore ed il prezzo. E, in ogni caso, sarebbe rimasta la contabilità, riguardante forniture, richieste suppletive, restituzioni delle eccedenze…



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