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31 Dic 2017
Dic 31 2017
08:46

Libri e cataloghi

L’Unificato riorganizza l’Est europeo

I cinque volumi precedenti sono diventati due. Da una parte Cecoslovacchia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia ed Ungheria; dall’altra Bulgaria e Romania


L’Unificato ha riorganizzato tutta l’Europa dell’Est

Piccola rivoluzione in casa Unificato. Negli ultimi anni ha esteso le catalogazioni all’Europa dell’Est, proponendo gradualmente diversi nuovi titoli, uno indipendente dall’altro. Il passaggio successivo, l’attuale, è averli compattati. Così, da cinque volumi si è scesi a due, che comprendono tutti i Paesi coinvolti e, naturalmente, gli aggiornamenti, i quali arrivano alla metà del 2017.

I vecchi mercuriali 10 e 11 sono confluiti nel 6. Che, in 408 pagine, comprende come nel passato Cecoslovacchia, Repubblica Ceca e Slovacchia, ma anche Polonia (ex 10) ed Ungheria (11). Andando nei contenuti -spiegano dall’azienda- “sono da registrare prezzi ben sostenuti per i primi periodi, generalmente fino alla Seconda guerra mondiale, con numerosi aumenti. È stata completata la catalogazione delle produzioni non dentellate, con sorprese positive per i collezionisti più attenti. Risultano invece spesso deboli le emissioni in foglietti e in minifogli, mentre è ben intonato il periodo” più recente, anche grazie alle tirature “molto calibrate”.

Simile è quanto accaduto con il 9: conta 304 e riunisce Bulgaria (già 12) e Romania (13), in un quadro definito di “sostanziale equilibrio”. Una realtà “fa registrare solo alcune diminuzioni nel comparto dei foglietti e in quello degli usati”, l’altra “segnala qualche minimo assestamento nelle quotazioni delle prime emissioni e un buon andamento del comparto dei non dentellati. Anche per questi due Paesi, infine, nessuna variazione di rilievo nei decenni dal 1950 al 1990, mentre sono ben sostenute le novità più recenti”.

Entrambi i lavori trattano gli Stati citati in maniera sintetica ma completa e costano 37,00 euro l’uno (i precedenti cinque ne richiedevano tra i 29,00 ed i 33,00).



30 Dic 2017
Dic 30 2017
22:53

Notizie dall'Italia

Legge di bilancio/2 Indietro nel tempo

Il comma 463 dell’articolo 1 permette ai Comuni di stipulare “appositi protocolli aggiuntivi con il fornitore del servizio postale universale per ridurre l’attuale discriminazione relativa ai tempi di consegna”


Plichi fino ai cinque chili?

La news precedente non esaurisce gli aspetti postali presenti nell’articolo 1 della legge 205 datata 27 dicembre, conosciuta come “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020”.

Un altro elemento interessante si trova al comma 462, sempre del primo articolo. Riguarda i pacchi generati dal commercio elettronico e nei giorni scorsi si è fatto notare in cronaca. “Al fine di perseguire l’obiettivo della coesione sociale e territoriale, senza discriminazioni tra gli utenti, in conformità alla normativa europea e nazionale, e fermo restando il rispetto della normativa regolatoria di settore, il contratto di programma tra il ministero dello Sviluppo economico e il fornitore del servizio postale universale (ora Poste italiane, ndr) può comprendere, su richiesta di una delle parti, a partire dal 1° gennaio 2020, nell’offerta complessiva dei servizi postali, tenuto conto di ragioni di efficienza e razionalizzazione della fornitura dei medesimi servizi e valorizzando la presenza capillare degli uffici postali appartenenti allo stesso fornitore del servizio postale universale, le attività di raccolta, trasporto, smistamento e distribuzione di invii postali fino a 5 chilogrammi”. Di fatto, un teorico privilegio per l’operatore, che sta per perdere l’esclusiva in materia di notificazioni. Si vedranno le eventuali reazioni dell’Agcom o dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Il punto successivo evoca i secoli passati, quando le comunità locali più isolate dovevano arrangiarsi per ricevere ed inoltrare le corrispondenze. Richiama la normativa sui piccoli Comuni (è la legge 158 del 6 ottobre scorso), in particolare l’articolo 9. Essi “possono stipulare appositi protocolli aggiuntivi con il fornitore del servizio postale universale per ridurre l’attuale discriminazione relativa ai tempi di consegna effettivi rispetto ai grandi centri abitati e per il conseguimento degli obiettivi di cui al comma 462 del presente articolo”. La controparte, ossia l’azienda, “si impegna a valutare prioritariamente eventuali iniziative degli enti territoriali che possano potenziare l’offerta complessiva dei servizi in specifici ambiti territoriali, anche al fine di valorizzare la presenza capillare degli uffici postali”. Il 462 ed il 463 (lo dice il comma successivo) abbisognano di un intervento espresso svolto attraverso decreti del ministero all’Economia e alle finanze.



30 Dic 2017
Dic 30 2017
20:24

Notizie dall'Italia

Legge di bilancio/1 Bollette, notifiche e non solo

Le principali conseguenze postali comprese nel provvedimento riguardante l’anno finanziario 2018 e, più in generale, il triennio 2018-2020

Rappresenterà la fine dei contenziosi tra l’utente che dice di non aver ricevuto la bolletta e l’azienda erogatrice che afferma il contrario? È in questa direzione che va una delle note inserite nella legge 205 del 27 dicembre, meglio conosciuta come “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020”, pubblicata ieri in tarda serata nella “Gazzetta ufficiale” quale supplemento ordinario 62 (entrerà in vigore a Capodanno). Dice infatti: l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni “stabilisce le modalità tecniche e operative che il servizio postale deve osservare per assicurare la certezza della data di spedizione delle fatture agli utenti da parte dei soggetti gestori di servizi di pubblica utilità”. Non fa riferimento, però, all’altro aspetto: quanto impiega davvero il servizio postale a consegnare l’invio al destinatario. La disposizione si trova nell’articolo 1, per la precisione al comma 9, avendo coscienza che il testo ne conta 1.181!

Il 461 comprende adempimenti volti ad estendere alla concorrenza la notificazione degli atti giudiziari e delle violazioni al Codice della strada, un percorso avviato in settembre ma ancora da completare.

Più indiretto è quanto prevedono i commi dal 910 al 914. Dal prossimo 1 luglio gli stipendi (anticipi compresi) non potranno più essere pagati in contanti; due le alternative: banche o uffici postali. Ecco perché, entro tre mesi dall’entrata in vigore della legge (cioè entro fine marzo), il Governo stipulerà “con le associazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative a livello nazionale, con l’Associazione bancaria italiana e con la società Poste italiane spa una convenzione con la quale sono individuati gli strumenti di comunicazione idonei a promuovere la conoscenza e la corretta attuazione delle disposizioni”.



30 Dic 2017
Dic 30 2017
17:38

Dall'estero

Dentellato pure il missile “Hwasong 15”

Secondo le informazioni diffuse dall’agenzia Korean central news agency, la serie celebrativa del test registrato il 29 novembre comprende un francobollo e quattro foglietti

Nuova serie celebrativa per lo sviluppo del suo piano militare da parte della Corea del Nord. È stata rivelata ieri dall’agenzia ufficiale Korean central news agency.

Sarebbe composta da ben cinque voci: un singolo (nominale da 30 won) e quattro foglietti (da 50, 60, 70, 80 unità). Riguardano l’esito positivo raggiunto dal missile balistico intercontinentale “Hwasong 15”, partito -come si legge nel taglio singolo- da Pyongyang alle ore 2.48 del 29 novembre scorso.

Il razzo compare inoltre al centro della carta valore inserita nel primo dei blocchi, mentre sul relativo margine è rappresentato il semovente che l’ha trasportato e lanciato. Il vettore -è la nota presente nella scena- ha raggiunto l’altezza di 4.475 chilometri, percorrendone 950; poi, dopo 53 minuti e secondo le previsioni, si è inabissato in mare aperto. Il successivo insieme riprende gli stessi soggetti ma invertiti: il mezzo è nel dentello e l’arma sulla cimosa; quattro vignette illustrano le fasi dell’esperimento. Gli ultimi due foglietti vedono al centro Kim Jong Un, prima con i militari e quindi mentre sottoscrive l’ordine di procedere; in entrambi è presente lo slogan “Realizzazione della causa storica per il perfezionamento delle forze nucleari nazionali”.



30 Dic 2017
Dic 30 2017
15:23

Notizie dall'Italia

Corte dei conti/4 Diminuiti i reclami

Oltre 210mila quelli, postali, registrati lungo il 2016. Cresciute le proteste riguardanti servizio universale e in riserva. La situazione nei supporti bancari, finanziari e di risparmio

I reclami ricevuti per i servizi postali? Lungo il 2016 -lo segnala la Corte dei conti nella sua relazione riguardante appunto Poste italiane- risultano 210.535, di cui 201.418 trattati (9.117 sono risultati infondati). Rispetto a dodici mesi prima appaiono diminuiti. Andando nello specifico, le proteste per il servizio universale e per quelli in riserva risultano 72.624 (70.582 nel 2015), in aumento del 2,9%. I principali motivi concernono il ritardato o il mancato recapito della corrispondenza, il mancato o l’errato rimborso di un contrassegno, il danneggiamento o la manomissione degli invii. Per quanto interessa le modalità di gestione, i tempi medi di risposta all’utente figurano inferiori ai quarantacinque giorni solari, soglia massima prevista dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Nel settore dei supporti bancari, finanziari e di risparmio postale le lagnanze sono cresciute del 29%. L’oggetto principale delle 60.940 pratiche ha riguardato le operazioni on-line (41%, ed il 37% è risultato fondato, generando una perdita economica di 6,9 milioni). Tra le cause ricorrenti permane il disconoscimento di pagamenti ed in particolare l’utilizzo fraudolento delle carte “Postepay” e “Postamat click”. Malgrado gli interventi realizzati per rafforzare i controlli in coerenza con il piano di impegni comunicato alla Banca d’Italia, restano -viene spiegato dai magistrati contabili- “ambiti di miglioramento per rafforzare i processi di monitoraggio delle transazioni, introdurre presìdi per contrastare i casi di furto d’identità e prevedere l’adozione di misure volte a contrastare fenomeni di «phishing»”. La clientela ha presentato 1.044 ricorsi all’Arbitro bancario e finanziario (-17%); ne sono stati definiti 998 (per il 54%, costato 1,4 milioni, con esito favorevole al cliente).



30 Dic 2017
Dic 30 2017
12:12

Notizie dall'Italia

Corte dei conti/3 Risultati perfetti, ma…

I consumatori -si legge nella relazione- “evidenziano come la crescente complessità delle offerte non sia stata accompagnata da un effettivo miglioramento della qualità”


Il recapito elemento cardine

La qualità del servizio garantito da Poste italiane? Tutti i risultati rilevati sono in linea con gli obiettivi regolatori previsti, annota nella relazione inerente al 2016 la Corte dei conti. Ricordando però che “il sistema di monitoraggio è stato oggetto, per un arco temporale compreso tra gennaio 2013 e luglio 2015, di attività che hanno inficiato la correttezza delle rilevazioni e la veridicità dei risultati. Sono emersi fenomeni di intrusione nel sistema di controllo di qualità che hanno dato luogo ad accertamenti a seguito dei quali Poste ha avviato numerosi procedimenti disciplinari a carico dei soggetti coinvolti. Sulla vicenda è stata avviata l’attività di audit, su richiesta del presidente e dell’amministratore delegato di Poste italiane, che si è conclusa a marzo 2016 con l’adozione di ulteriori misure sanzionatorie. Non è stato comunque possibile determinare se tali comportamenti, non conformi alle policy aziendali, possano aver avuto riflessi sulla determinazione degli indici di qualità del servizio rilevati”.

Più volte nel tempo (in particolare a proposito del 2005), la Magistratura contabile ha sottolineato la differenza tra i dati ufficiali e la realtà percepita quotidianamente. È capitato ancora adesso, riferendosi all’anno scorso. È stata ampliata l’offerta dei servizi (tornando a separare posta ordinaria e prioritaria), “tuttavia, le indicazioni provenienti dalle segnalazioni dei consumatori evidenziano come la crescente complessità delle offerte non sia stata accompagnata da un effettivo miglioramento della qualità”.

Un tema rilevante concerne la cadenza settimanale del recapito, che avrebbe creato disagi e situazioni critiche in vari centri di smistamento e distribuzione. In alcune zone, proteste sindacali ed eventi climatici, nonché la resistenza delle istituzioni locali al processo riorganizzativo, hanno avuto impatti sui disservizi e a livello di comunicazione.

Altra tematica sensibile riguarda la chiusura degli uffici periferici antieconomici o l’adeguamento agli orari di apertura. I piani di rimodulazione presentati da Poste negli ultimi tempi “hanno originato molteplici atti di sindacato parlamentare e ricorsi a Tribunali regionali nei quali vengono evidenziate le difficoltà che si sarebbero venute a creare nei piccoli centri urbani a seguito della diminuita fruibilità del servizio postale universale”. In molte occasioni i ricorsi sono stati accolti.



30 Dic 2017
Dic 30 2017
09:45

Notizie dall'Italia

Corte dei conti/2 Cresciuti gli attacchi

Secondo i dati presentati da Poste, lungo il 2016 sono aumentati le rapine e gli attacchi agli atm. Scesi, invece, i furti. Le frodi interne. Sottolineati gli interventi dopo i terremoti

Anche nel 2016 il gruppo Poste italiane ha registrato eventi negativi. Si scoprono nel dettaglio grazie alla relazione della Corte dei conti (news precedente). Vengono seguiti dalla funzione tutela aziendale, impegnata -si legge nel rapporto- “a svolgere la propria azione nella prevenzione, mitigazione e contrasto alle minacce per la sicurezza”.

I dati rilevati evidenziano, rispetto al 2015, un aumento delle rapine (318 contro 293), una diminuzione dei furti (17 in luogo di 33) ed una crescita, giudicata significativa, degli attacchi ai postamat, effettuati con l’utilizzo di mezzi da scasso o esplosivi (98 invece di 38). Il danno economico si aggira sugli 8 milioni di euro (erano 6,1 dodici mesi prima) ed è condizionato soprattutto dall’attenzione verso i dispositivi automatici.

Decisamente aumentati gli oneri per frode, passati da 8,2 a 14,2 milioni (+73%). Parte del fenomeno ha responsabilità interne, tanto è vero che sono stati forniti i presupposti per il recupero di 11,4 milioni (+72%).

Infine -annotano i magistrati contabili- va dato atto all’operatore delle attività avviate dopo i terremoti del 24 agosto 2016. In tale ambito, a fronte dei tre distinti eventi sismici che hanno colpito le strutture aziendali presenti nelle regioni Lazio, Marche ed Umbria (100 uffici di cui 33 inagibili), il rapporto con la Protezione civile ha consentito di collocare sedi mobili e riprendere le attività entro le quarantotto ore successive alla prima scossa.



30 Dic 2017
Dic 30 2017
00:40

Notizie dall'Italia

Corte dei conti/1 Così il 2016 di Poste

La Magistratura contabile ha consegnato il proprio rapporto riguardante l’anno vissuto dall’azienda, allora diretta da Francesco Caio


L’analisi in 120 pagine

Per il 2016 i risultati del bilancio d’esercizio “permangono complessivamente positivi”: l’utile raggiunge i 625 milioni di euro, superiore di 174 rispetto al 2015. Hanno contribuito all’esito l’utile di 568 realizzato dal patrimonio separato del Bancoposta, l’iscrizione a bilancio di dividendi per 423 giunti dalle società controllate ed incassi non ricorrenti da 121 dovuti alla cessione della quota posseduta in Visa Europe. I ricavi totali si sono attestati a 9.295 milioni, in crescita del 2,8%. A fine periodo, tuttavia, il patrimonio netto si è ridotto a 6.160 milioni (-1.486).

Il quadro di sintesi, riferito al bilancio 2016 di Poste italiane (quindi durante la gestione dell’amministratore delegato Francesco Caio), è stato stilato dalla Corte dei conti in una relazione di 120 pagine.

Annota, tra l’altro, come il relativo titolo quotato in Borsa abbia riportato una perdita media, rispetto al valore di emissione e in un contesto di mercato particolarmente critico, di circa il 10%. La Magistratura contabile ricorda poi l’ipotesi, finora rimasta tale, di cedere al mercato un’ulteriore quota azionaria ed il passaggio -questo concretizzato- del 35% del capitale sociale a Cassa depositi e prestiti.

Tra le novità, l’acquisizione di una presenza in Sia, azienda operante nel settore dei pagamenti, e la cessione ad Invitalia del capitale riguardante la Banca del Mezzogiorno.

Durante l’anno i servizi postali hanno realizzato ricavi in flessione del 4,0%, cifra che si riduce allo 0,4% per l’entrata di 109 milioni quali compensi arretrati inerenti al servizio universale. Il Bancoposta ha conseguito ricavi in crescita (0,5%); le spese ammontano a 8.495 milioni e sono lievitate dello 0,9% in rapporto all’aumento del costo del lavoro. Quest’ultimo rappresenta la voce maggiore degli oneri pertinenti alla produzione (72,3%) ed ammonta a 6.138 milioni.

Più in generale, il gruppo ha chiuso con un utile di 622 milioni (+12,7%). I ricavi, pari a 33.112 milioni, hanno ottenuto l’incremento del 7,7%, riconducibile alla buona sorte dei supporti assicurativi. Solo tre aziende (Mistral air, Postel e Sda) riportano bilanci in passivo; per due di esse si è reso necessario il sostegno finanziario della capogruppo e la condivisione di programmi finalizzati al risanamento strutturale ed operativo.



29 Dic 2017
Dic 29 2017
18:06

Notizie dall'Italia

No ai nomi degli sportellisti sui monitor

L’ha deciso il Garante per la protezione dei dati personali: allo scopo di identificare il personale basta il cartellino sul vestito. Anche perché il sistema permetteva dei controlli vietati


No al nome sul monitor. L’ha deciso il Garante

“La visualizzazione sul display posto sopra lo sportello dell’ufficio postale rappresenta, allo stato, una misura diversa ed ulteriore rispetto a quella, peraltro già in uso per il personale della società operante a contatto con il pubblico, consistente nell’apposizione del cartellino identificativo, come da contratto collettivo. Gli elementi in esso compresi costituiscono già informazioni sufficienti “a vantaggio dell’utenza e in concreto idonei a garantire la funzione identificativa degli operatori (ad esempio, al fine della predisposizione di un reclamo per il servizio reso)”.

Sono alcuni dei passaggi con i quali il Garante per la protezione dei dati personali ha ordinato a Poste italiane di disattivare il sistema.

Dunque, il nome di battesimo sul display non serve. Ma c’è di più, perché la console di monitoraggio con cui la società gestiva il sistema “consentiva -annota ancora Gpdp- a oltre 12.000 soggetti incaricati -con visibilità differenziata a livello nazionale e periferico- di accedere in tempo reale e in via continuativa, ai dati relativi a tutte le postazioni e a tutti gli operatori in servizio, in qualunque momento, presso un determinato ufficio”. Oltre al nome di battesimo, comparivano ad esempio il numero di clienti serviti, i tempi medi per tipologia di pratica e la durata della singola operazione. Tali valori “potevano essere raccolti e memorizzati, anche sulla base di non ben specificate «anomalie», e potevano essere estratti in report individuali”. Quindi, “il sistema non poteva configurarsi quale mero «strumento di lavoro» indispensabile per rendere la prestazione, potendo consentire, anche indirettamente, il controllo a distanza del lavoratore. Per tale motivo Poste avrebbe dovuto adottare le specifiche garanzie previste dalla legge, tra cui l’apposito accordo da stipulare con i sindacati”.



29 Dic 2017
Dic 29 2017
15:00

Dall'estero

Il cordoglio simbolico è targato Taaf

Claude Andréotto, con all’attivo numerosi francobolli di area francese, è scomparso il 29 ottobre. Ma il suo nome figura nel foglietto pronto ad uscire il 2 gennaio


Claude Andréotto (foto di Ludovic Boulnois)

Debutterà il 2 gennaio e, per quel che se ne sa in questo momento, potrebbe essere l’ultima emissione sottoscritta da Claude Andréotto, perché è scomparso il 29 ottobre scorso.

Era nato il 9 febbraio 1949, evidenziandosi come disegnatore, illustratore, impaginatore ed incisore, prima per la stampa, poi privilegiando l’espressione artistica.

È entrato nel mondo del francobollo con il 1974: suo, ad esempio, è l’1,20 franchi per l’astronomo Niccolò Copernico, emesso da Parigi il 12 ottobre. Gradualmente la collaborazione si è estesa all’area francofona. Negli anni Ottanta è stato tra i primi specialisti nazionali ad introdurre le potenzialità dell’informatica nel proprio lavoro.

Il nuovo titolo, riguardante i Territori Australi e Antartici, concerne la locale fauna protetta; si tratta di un foglietto comprendente quattro francobolli, due da 0,85 euro ed altrettanti da 1,70. Nell’ordine citano l’albatro di Amsterdam, il pinguino imperatore di Terra Adelia, l’elefante marino di Crozet, l’otaria di Kerguelen.



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