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31 Dic 2018
Dic 31 2018
17:12

Notizie dall'Italia

Dopo le edicole, i benzinai

Accordo di Nexive con Assopetroli-Assoenergia: le stazioni di servizio potranno fungere da riferimento per trattare lettere e pacchi gestiti dall’operatore

Due anni, ed il progetto “In zona” di Nexive (azienda che l’anno prossimo potrebbe cambiare proprietà) si allarga. Coinvolgendo, dopo ad esempio i giornalai, le stazioni di carburante. Un po’ come hanno fatto Dhl e Poste italiane. Questo grazie al recente accordo con Assopetroli-Assoenergia, associazione di imprenditori attivi nel mercato nazionale per la distribuzione dei prodotti petroliferi ed energetici.

L’iniziativa, rivolta agli oltre dodicimila punti vendita iscritti ad Assopetroli, già ha visto l’adesione di un primo benzinaio a Napoli, che sarà operativo a breve. L’obiettivo è aiutare i consumatori a ricevere e inviare corrispondenza e pacchi in modo comodo, impiegando riferimenti diffusi sul territorio ed aperti con orari più flessibili rispetto a quelli dei tradizionali uffici postali.

“Si tratta di un’iniziativa che capitalizza il costante impegno di Nexive per guidare l’innovazione del settore postale grazie a un’integrazione sempre maggiore tra fisico e digitale”, ha dichiarato l’amministratore delegato della società, Luciano Traja. Ad oggi, oltre ai 500 presìdi diretti attivi nel Bel Paese, il marchio conta su 1.400 tra edicole, cartolerie e tabaccherie. “Con questa nuova partnership ci auguriamo di offrire un servizio sempre più capillare”.

“Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una progressiva trasformazione dei punti vendita stradali da meri luoghi di rifornimento ad aggregatori di servizi eterogenei dedicati al consumatore”, ha annotato il presidente di Assopetroli-Assoenergia, Andrea Rossetti. “Sinergie come questa possono dare un contributo concreto a migliorare la sostenibilità e la fruibilità delle nostre città”.



31 Dic 2018
Dic 31 2018
13:45

Notizie dall'Italia

Più caro spedire soldi all’estero

La misura tocca chi invia denaro oltre l’Unione Europea attraverso gli istituti di pagamento: da domani pagherà l’1,5% della somma, con un minimo di 10,00 euro


Da domani imposta dell’1,5% sugli invii di denaro destinati oltre l’Ue

Da domani mandare soldi oltre confine costerà più caro. La misura è prevista nella legge 136 del 17 dicembre, “recante disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria”.

A fissare le condizioni è l’allegato, nella parte in cui introduce l’articolo 25-novies al decreto-legge 119 del 23 ottobre; s’intitola “Istituzione dell’imposta sui trasferimenti di denaro all’estero effettuati per mezzo degli istituti di pagamento”.

La tassa colpisce gli invii di denaro, ad esclusione delle transazioni commerciali, destinati in Paesi non appartenenti all’Unione Europea. L’onere è dell’1,5% rispetto alla somma totale, a partire da un importo minimo di 10,00 euro. Facile immaginare gli interlocutori principali: sono soprattutto i migranti, nel momento in cui spediscono rimesse in patria utilizzando i money transfer.



31 Dic 2018
Dic 31 2018
10:27

Appuntamenti

Cartoline dal manicomio

Siena - I supporti postali ora impiegati come testimonianze d’epoca nell’ambito della mostra “Società di esecutori di pie disposizioni e manicomio di san Niccolò: un legame secolare”

Ci sarebbe da domandarsi chi abbia utilizzato mai la cartolina illustrante l’“Ingresso del nuovo manicomio sulla via Romana” o quella intitolata sinteticamente “Farmacia”. Certo: se sono state prodotte, qualche potenzialità la possono aver avuta. Ciò che conta è che ora fungono da testimonianza, da reperto teso a rivelare il sentore del tempo e soprattutto a presentare le stesse costruzioni raffigurate. Non a caso, insieme ad altre sono state inserite nella mostra “Società di esecutori di pie disposizioni e manicomio di san Niccolò: un legame secolare. Storia dell’ospedale psichiatrico senese attraverso i progetti dei suoi edifici”, aperta fino al 20 gennaio in Siena, presso la sede di via Roma 71. Il percorso propone inoltre disegni originali, foto d’epoca e documenti d’archivio; una sezione ricorda, anche attraverso filmati, aspetti della vita che si svolgeva nella struttura ed i rapporti con il resto della cittadinanza.

Il perché della rassegna è presto detto: il 6 dicembre 1818 fu inaugurato dalla Compagnia della Madonna sotto le volte dello spedale -oggi appunto Società di esecutori di pie disposizioni- l’“asilo per i dementi, i tignosi e le gravide occulte”, realizzato nel soppresso convento francescano di san Niccolò. “Da allora -viene spiegato- l’espansione del complesso manicomiale attorno al grandioso palazzo, che alcuni decenni dopo la fondazione dell’asilo aveva sostituito l’austero convento, fu continua e ridisegnò l’area urbana situata sia all’interno che all’esterno di porta Romana”. La stretta collaborazione tra alienisti e tecnici per connotare in senso terapeutico gli spazi, fece sì che “il manicomio ideale” fosse strutturato secondo i principi che guidavano nel XIX secolo la neonata scienza psichiatrica. Ovvero, nella forma di un microcosmo che, oltre a tutelare la società posta al di fuori delle mura perimetrali, dentro riflettesse l’ordine del mondo, simulasse la vita in famiglia e nel paese, consentisse l’attività lavorativa e lo svago.

L’ingresso al percorso è gratuito, con possibilità di visite guidate telefonando al 334.84.18.736. Questi gli orari: da martedì a giovedì 10-12.30; da venerdì a domenica anche 16-18.30 (chiuso i lunedì e a Capodanno).



31 Dic 2018
Dic 31 2018
01:13

Dall'estero

Appena otto serie. Con svarione

Sono le emissioni annunciate dal Regno Unito per il 2019. Ma non bisogna farsi ingannare: ogni titolo comporta diversi esemplari e prodotti associati. Contestata una delle immagini

Appena otto le serie che il Regno Unito ha, per ora, programmato pensando al 2019. Ma non bisogna farsi ingannare, perché è abitudine locale sviluppare le singole emissioni con diversi francobolli, senza contare le produzioni collegate e poi quelle ordinarie. Ad esempio, con undici dentelli in giugno verrà ricordato il settantacinquesimo anniversario del “D-day”, avviato il 6 giugno 1944.

Tra gli altri temi annunciati, ecco gli uccelli rapaci (sei pezzature in aprile), l’ingegneristica nazionale (maggio), il bicentenario trascorso dalla nascita della regina Vittoria e del principe Alberto (dieci esemplari, sei per lei e gli altri per il consorte, sempre in maggio), le dogane (luglio), le foreste (agosto), la Royal navy (settembre), Natale (novembre).

La comunicazione del calendario è stata accompagnata da tre immagini e questo ha permesso di individuare la svista. Una delle foto impiegate per la proposta dedicata allo sbarco in Normandia riguarda un’altra operazione bellica, avvenuta un mese prima, il 17 maggio 1944, nella Nuova Guinea Olandese, ora Indonesia. Grazie all’anticipazione, Londra ha il tempo per rimediare, come già ha confermato, scusandosi per l’errore, l’amministratore delegato di Royal mail, Stephen Agar.



30 Dic 2018
Dic 30 2018
17:29

Notizie dall'Italia

Approvata la legge di bilancio

Diventa concreta, dunque, la possibilità per Poste italiane di organizzare aste e vendere i vecchi francobolli giacenti dai nominali troppo bassi per un loro utile impiego


La seduta di oggi alla Camera dei deputati

Camera dei deputati - È terminato poco fa con l’esame del provvedimento l’iter parlamentare, così da approvare il “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”, vale a dire la legge di bilancio, nella versione su cui il Senato, era il 22 dicembre, ha dato il disco verde. Il Governo ha chiesto ancora una volta il voto di fiducia, ottenendo ieri sera (con 327 voti favorevoli e 228 contrari) l’ultimo tassello prima del passaggio dal presidente della Repubblica e la pubblicazione in “Gazzetta ufficiale”.

Nel lunghissimo disposto anche la possibilità, da parte di Poste italiane, di vendere i francobolli giacenti nei depositi, come “Vaccari news” ha segnalato lo stesso giorno 22. Si tratta di materiale non più utilizzabile per via dei valori nominali troppo bassi rispetto al tariffario attuale. Il testo (nell’ultima versione nota è il comma 617 dell’articolo 1) parla di un quantitativo “non inferiore a un miliardo di esemplari”; secondo le informazioni raccolte, le cartevalori giacenti sarebbero un miliardo e quattrocento milioni. L’operazione risulterebbe senza oneri per lo Stato: se la norma venisse concretizzata davvero, sarà l’azienda guidata da Matteo Del Fante ad assumersi gli inevitabili costi. Nessuna ipotesi per gli eventuali incassi.

Sull’argomento, da anni il mondo del collezionismo chiede semplicemente la distruzione dello stock.



30 Dic 2018
Dic 30 2018
01:28

Libri e cataloghi

Quattro anni di guerra

Il periodo che va dall’1 settembre 1914 al 21 novembre 1918 descritto dall’inviata speciale Ermione. In un’unica raccolta gli articoli a suo tempo pubblicati dall’“Arte del francobollo”


Cento anni fa

In una sola pubblicazione, da 64 pagine di formato “A4”, l’Unificato ha raccolto gli articoli di Rosalba Pigini dedicati al conflitto di un secolo fa e pubblicati lungo quattro anni sul mensile “L’arte del francobollo”.

È “La Grande guerra narrata al femminile” (16,00 euro), quattordici capitoli ambientati tra l’1 settembre 1914 ed il 21 novembre 1918. Protagonista, l’inviata speciale Ermione.

Alla tragedia -viene ricordato- “hanno partecipato anche le donne: alcune come volontarie laddove venivano accettate, molte come crocerossine anche nelle immediate retrovie, quasi tutte come sostitute, nei campi, nelle fabbriche, negli uffici, dei tantissimi uomini richiamati al fronte. E moltissime come vittime. Serviva una partecipante attiva che desse uno spaccato dell’Italia del tempo, che seguisse cronologicamente gli avvenimenti storici mescolandoli agli usi e ai costumi, agli umori, al sentire della piazza, alla letteratura, all’arte, ai luoghi geografici. Uno sguardo globale raccontato, per quanto possibile, con la lingua di allora”.

Al narrato impostato epistolarmente si aggiungono, riprodotti a colori, numerosi richiami postali dell’epoca.



29 Dic 2018
Dic 29 2018
15:20

Notizie dall'Italia

A Fleri deciso l’ufficio mobile

Ad annunciarlo per la frazione, è il Comune di Zafferana Etnea (Catania), il cui territorio è stato colpito dal sisma del 26 dicembre

Ieri sera la decisione durante l’incontro del centro operativo comunale attivato a Zafferana Etnea (Catania), dopo le scosse di terremoto che il 26 dicembre hanno colpito una decina di località dell’area. Arriverà un ufficio postale mobile volto a sostituire la sportelleria di via Diaz 2, nella frazione di Fleri.

“Significative -spiegano dal municipio- le emergenze già risolte” come il ripristino, quasi totale, della viabilità su tutto il territorio, grazie all’opera di vigili del fuoco, forestali e dipendenti municipali, opera “servita a mettere in sicurezza le strutture pericolanti e, ove necessario, a sgomberare la sede stradale. Prosegue a pieno regime la verifica delle strutture inagibili con circa centocinquanta di queste già effettuate”. “È stata messa in sicurezza e ripristinata anche la rete del gas”, aggiunge il primo cittadino, Alfio Vincenzo Russo. Rafforzata la presenza farmaceutica con l’installazione di un camper specializzato in piazza Barbagallo, a Fleri.

Massima assistenza, infine, “continua ad essere assicurata agli sfollati che, oltre ad alloggiare nelle strutture alberghiere convenzionate attraverso l’accordo con Federalberghi, possono usufruire di pasti caldi (colazione, pranzo e cena) nell’apposito presidio ubicato all’interno della scuola elementare”, sempre nella stessa frazione.



29 Dic 2018
Dic 29 2018
11:42

Dall'estero

Immobili/2 Si cede anche all’estero

Il caso austriaco, visto in particolare ad Innsbruck: all’esterno delle vecchie Poste centrali rimane soltanto l’indicazione; ora gli ambienti ospitano altre attività. E la nuova sede…

Il problema degli immobili ormai sproporzionati e inutili alle esigenze non è in capo solo a Poste italiane. Altri operatori condividono lo stesso problema. Così, abbandonano riferimenti storici, obbligando gli utenti a mutare abitudini. Talvolta si tratta di edifici monumentali, nei quali i richiami alle precedenti attività restano solo nelle insegne e negli altri reperti volutamente salvaguardati.

Succede ad esempio a Innsbruck, in Austria. Basta avere una mappa cittadina non troppo aggiornata e si arriva a quelle che erano le Poste centrali, in Maximilian strasse 2. L’esterno trae in inganno, poiché permane l’indicazione “Hauptpost”, pur associata ad altri pannelli che segnalano la moltitudine di realtà davvero presenti all’interno. Saliti i gradini ed entrati nel salone principale, ci si accorge che di lettere, vaglia e telegrammi non rimane nulla.

La parte più antica del palazzo -spiegano a “Vaccari news” da Österreichische post- fu costruita nel 1908, come dimostrano lo stile e il mosaico con l’imperatore Francesco Giuseppe I conservato internamente. Altre componenti furono aggiunte nel 1969, 1975 e 1983; il parcheggio sotterraneo data 1987.

L’area impiegata per il servizio postale fu venduta nel 2009 e l’anno seguente la sportelleria venne spostata; ora si trova -fusa con una seconda- in Innrain 15; appare, sia fuori che dentro, come se fosse un supermercato.

Tornando all’antico fabbricato, l’attuale proprietà ha confermato la scelta di mantenere parcellizzati gli ambienti, affittandoli ad aziende, studi legali e medici. La principale interlocutrice è l’Università di scienze applicate.

Anche altri uffici postali d’epoca imperialregia sono stati venduti o affittati; è accaduto a Graz, Klagenfurt, Linz e Vienna, sostituiti da ambienti adeguati alle attuali esigenze (fine).



29 Dic 2018
Dic 29 2018
01:02

Notizie dall'Italia

Immobili/1 Nuove dismissioni in arrivo?

È l’ipotesi segnalata da Paola Dezza su “Il sole - 24 ore”. Riguarderebbe sia Poste italiane che la controllata Egi. Intanto, al Governo…

I prossimi tempi saranno decisivi per gli edifici di Poste italiane non più utili al servizio. È quanto sostiene Paola Dezza da “Il sole 24 ore”. Secondo le sue anticipazioni, il gruppo vorrebbe riprendere in mano il faldone, aperto all’epoca di Massimo Sarmi quale amministratore delegato e poi portato avanti non senza difficoltà. Tanto che per alcuni palazzi sono stati fatti diversi tentativi prima di raggiungere, ma non sempre, la cessione finale. Ora sarebbero interessati fabbricati posseduti dalla capogruppo ma anche altri affidati alla controllata Europa gestioni immobiliari.

Secondo le indiscrezioni che circolano sul mercato -si legge nell’articolo- “allo studio ci sarebbe la costituzione di un fondo immobiliare al quale verrebbero conferiti gli asset in questione, un fondo che sarà gestito da Cassa depositi e prestiti investimenti sgr… Il valore complessivo del portafoglio potrebbe aggirarsi intorno ai 500 milioni di euro”. Alcuni degli stabili ora inutilizzati ed individuati per il passaggio si troverebbero a Firenze, Genova, Milano, Napoli, Trento e Venezia.

A proposito di dismissioni, secondo alcune ipotesi un’altra novità riguarderebbe il capitale azionario della stessa Poste italiane. L’azienda (insieme ad esempio ad Enel ed Eni) sarebbe nel mirino del Governo: per fare cassa, questo cederebbe nuove quote a Cdp. Così, l’Esecutivo ne manterrebbe sempre la guida, sia pure mediata, ma metterebbe a bilancio i quattrini ottenuti da Cassa depositi e prestiti (continua).



28 Dic 2018
Dic 28 2018
15:25

Libri e cataloghi

Collezionare francobolli nel kibbuz

È una delle scene descritte nel romanzo “Altrove, forse” da Amos Oz, scomparso oggi. Vede padre e figlio impegnati nell’attaccare cartevalori postali all’album


In Israele

“Che bel quadretto compongono padre e figlio seduti insieme alla scrivania… I due uomini incollano i francobolli nell’album. È ordinato per argomento: francobolli di sport, di fiori, dello spazio, di animali e purtroppo anche di guerra. Con questo passatempo Ruben cerca di insegnare al figlio l’ordine e la disciplina”. Più avanti: “La lettera è destinata a Ruben anche se non è indirizzata a lui. L’uomo ripiega il foglio con aria pensierosa… Poi la rimette nella busta. E toglie con prudenza il francobollo, per suo figlio. Si infila il francobollo nel taschino della camicia”.

Passaggi per collezionisti nel libro “Altrove, forse” (edizione Feltrinelli, 352 pagine, 17,00 euro). Lo scrisse Amos Oz, morto oggi; era nato il 4 maggio 1939.

La storia è ambientata in Israele, per la precisione nel kibbuz isolato Mezudat Ram. Attorno vi sono solo nemici e montagne; qui si svolge la vita di una comunità dedita all’agricoltura e all’allevamento, allo sport, alla musica, al dibattito, ma soprattutto a purificarsi. A trent’anni dalla fondazione, sono essenzialmente gli ideali di miglioramento personale e collettivo che sostengono i coloni, e il miglioramento si attua anche grazie alle chiacchiere. Perché la vita locale sembra uguale a quella di tanti paesini di provincia: un terzo noia e due terzi pettegolezzi. Certo, ci sono gli avversari senza nome che sparano di notte, ma in verità sembrano molto più corrosivi gli impulsi interni alla collettività, come l’adulterio, le maldicenze e il vandalismo di una gioventù tediata.



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