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19 Mar 2019
Mar 19 2019
12:28

Emissioni Italia

“Assassinato per il suo impegno antimafia”

Lo ribadisce la sorella di don Giuseppe Diana, Marisa, nel bollettino illustrativo collegato al francobollo emesso oggi

Sulla falsariga grafica delle cartevalori giunte il 21 marzo 2018 per Peppino Impastato e Giuseppe Puglisi, ma niente a che vedere con l’analogo omaggio vaticano. È il francobollo, emesso oggi, dedicato a don Giuseppe Diana, nato a Casal di Principe (Caserta) il 4 luglio 1958 e lì ucciso un quarto di secolo fa, il 19 marzo 1994. Autoadesivo, il tributo è inserito nella serie “Il senso civico” e costa 1,10 euro (lo indica la “B” e serve per gli invii di primo porto ordinari nazionali). Conta su due milioni e cinquecentomila esemplari in fogli da quarantacinque. Questa volta vi ha lavorato Giustina Milite; la vignetta raffigura -sullo sfondo di un gruppo di scout- il personaggio affiancato alla frase “Per amore del mio popolo”: rappresenta il suo scritto più noto, una lettera-manifesto dell’impegno contro il sistema criminale. L’annullo per le buste commemorative è impiegato all’ufficio postale cittadino, sito in corso Umberto 183.

È il 1968 quando entra in seminario ove frequenta la scuola media e il liceo classico conseguendo la maturità nel 1976, ricorda attraverso il bollettino illustrativo la sorella Marisa. Nel 1977 raggiunge il Pontificio seminario di Posillipo, a Napoli; qui si laurea in Teologia e successivamente in Filosofia presso l’Università degli studi “Federico II”. Entra nell’Associazione guide e scouts cattolici italiani. Il 15 aprile del 1981 viene ordinato diacono e il 14 marzo seguente riceve l’ordinazione sacerdotale. Volontario per i pellegrinaggi a Lourdes, viceparroco, insegnante, poi parroco, segretario del vescovo… Nel 1991 scrive insieme ad altri religiosi il documento citato dalla carta valore. Infine, l’uccisione, “assassinato per il suo impegno antimafia perché ha aiutato la gente nei momenti resi difficili dalla camorra”.

Aggiornamento delle ore 16.20: un manuale collegato verrà messo in uso il 21 marzo presso il penitenziario di Opera (Milano), dove -nell’ambito del progetto “Filatelia nelle carceri”- sarà aperta una mostra, dedicata, nel dettaglio, ai lavori dell’artista Marco Ventura e ad un mosaico… particolare.



15 Mar 2019
Mar 15 2019
16:19

Emissioni Italia

A Torino la prima società sportiva

Venne fondata il 17 marzo 1844: oggi il francobollo che la ricorda. È in vendita a 2,60 euro in quanto serve per gli invii ordinari nazionali di secondo porto

Era il 17 marzo 1844 quando l’istruttore di ginnastica all’Accademia militare Rodolfo Obermann, insieme ad altre persone, fonda la prima società sportiva della futura Italia, “con lo scopo di promuovere la ginnastica estendendola al settore civile, inclusi donne e bambini”. Lo spiegano il presidente e la vice, Emanuele Lajolo di Cossano e Nadia Rizzo, nell’approfondire, attraverso il bollettino illustrativo, la storia della Reale società ginnastica Torino. Oggi, nel centosettantacinquesimo anniversario, beneficiata con un francobollo presentato nel capoluogo piemontese (all’ufficio postale Torino Porta Nuova, in via Sacchi 2, l’annullo speciale).

Nacque così “il primo di una lunga serie di istituti di formazione sportiva che per oltre un secolo e mezzo svolgeranno un ruolo fondamentale nello sviluppo di un Paese unito, moderno e democratico: la Scuola per allievi istruttori (1847), la Scuola magistrale femminile (1866), la Scuola di ginnastica infantile (1867), l’obbligatorietà della ginnastica nelle scuole di ogni ordine e grado grazie all’intervento della Rsgt (1878), la Scuola di ginnastica medica (1889) e il Corso speciale di diploma universitario di educazione fisica (1898)”.

Questa volta è un “B-50g” (2,60 euro), teso soprattutto ad affrancare lettere ordinarie domestiche di secondo porto, cioè pesanti tra i venti ed i cinquanta grammi. Inserito nella serie “Lo sport”, è autoadesivo, raccolto in fogli da quarantacinque e tirato in due milioni di esemplari.

La vignetta è dovuta a Silvia Isola. Propone un’atleta mentre esegue esercizi con la palla; la figura è avvolta dal nastro utilizzato nella ginnastica ritmica. Si aggiunge il logo del sodalizio.



14 Mar 2019
Mar 14 2019
17:36

Emissioni Italia

Il 1969 aperto da un bis

Il 14 marzo di mezzo secolo fa venne emesso il 500 lire “San Giorgio”, ma nella versione fluorescente. Appena nove i francobolli giunti lungo l’anno


Il 500 lire fluorescente

L’Amministrazione postale italiana ha posto in vendita il 500 lire “della serie ordinaria in corso riproducente il «San Giorgio» di Donatello stampato su carta fluorescente (così da essere letto dalle nuove apparecchiature di smistamento, ndr). L’unica variazione rispetto alla precedente emissione è costituita dalla carta poiché nel colore, nella vignetta e nel formato il nuovo francobollo è tutto uguale a quello stampato su carta normale”. Lo annotava il periodico “Filatelia” datato 15 marzo 1969, per la penna di Nicolò Musumeci.

Il dentello citato debuttò mezzo secolo fa oggi; fu la prima emissione dell’anno, anno fra i meno impegnativi in assoluto dal punto di vista delle cartevalori nazionali. Un periodo “singolarmente povero”, conferma Francesco Giuliani in “La parola «pesante»”. Alla fine sarebbero giunti appena nove francobolli, appartenenti a sette emissioni. Le altre sono: Ragioneria generale dello stato, Europa Cept (due tagli), Niccolò Machiavelli, Organizzazione internazionale del lavoro (due), Federazione fra le società filateliche italiane, “Giornata del francobollo”. Con una particolarità, “rappresentata -prosegue lo specialista- dalla sostituzione della tradizionale leggenda «Poste italiane» con la più essenziale «Italia»”. Si cominciò con il tributo per la Fsfi, dovuto a Franco Filanci.



13 Mar 2019
Mar 13 2019
18:47

Emissioni Italia

Ritorno al dopoguerra

La serie “Democratica” richiamata nel foglietto da sei francobolli “B” per la “Giornata della filatelia”. L’emissione attesa per il 22 marzo, quindi per “Milanofil”


Dea Roma

L’unico dato positivo è che -almeno questa volta- è stata superata la bizzarra logica di dedicare il tributo “Giornata della filatelia” agli insetti (è capitato il 21 ottobre 2016) e alla musica (7 ottobre 2017), cioè a settori che nulla hanno a che spartire con quello festeggiato. Forse, però, bastava un dentello, uno solo, magari per il centenario della Federazione fra le società filateliche italiane. Non i sei che usciranno il 22 marzo a “Milanofil”.

Cosa rappresentano? Cinque -dicono dal ministero allo Sviluppo economico- “sono disposti su due file e inseriti in un foglio fustellato”. In alto a destra è disposto il sesto, anch’esso fustellato; focalizza il particolare tratto da una carta valore della serie “Democratica” raffigurante la statua della dea Roma, realizzata da Angelo Zanelli per il Vittoriano, la cui immagine è integralmente riprodotta nel resto del blocco assemblato ad altri due esemplari di posta aerea della stessa serie, di cui si intravedono una rondine e un aereo. Domanda: erano proprio necessari?

Tutti dei “B”, quindi dal costo attuale di 1,10 euro, sono autoadesivi e tirati in quattrocentomila pezzi ciascuno; vi ha lavorato Angelo Merenda.



13 Mar 2019
Mar 13 2019
16:41

Emissioni Italia

Leonardo quadruplica?

In base all’annuncio dato oggi dal sottosegretario per i Beni e le attività culturali, Lucia Borgonzoni, la serie si sarebbe ampliata


Tra i francobolli precedenti

Luigi Di Maio e Matteo Salvini divisi anche per i francobolli da dedicare a Leonardo? È la curiosa novità di oggi. Il 2 maggio scoccherà il mezzo millennio dalla morte del personaggio e il dicastero allo Sviluppo economico, diretto dal rappresentante del Movimento cinque stelle, il 25 febbraio aveva confermato l’emissione di una carta valore. Scelta minimale, vista l’importanza della commemorazione (giusto per fare un esempio esagerato al contrario, dal Regno Unito il 13 febbraio sono arrivati ben dodici dentelli).

Ora, il colpo di scena: a palazzo Chigi, partecipe l’altro vicepresidente, quello leghista, il sottosegretario per i Beni e le attività culturali nonché suo collega di partito, Lucia Borgonzoni, ha esposto le iniziative nazionali per il giro di boa. Oltre a citare gli annulli di Poste italiane, ha detto: “il 2 di maggio usciranno quattro francobolli… che saranno «La scapiliata», l’«Adorazione dei magi», «Lo studio dell’occhio» e il «Ritratto di musico»”.



12 Mar 2019
Mar 12 2019
14:17

Emissioni Italia

“Il futuro è una storia di bambini”

La frase è fra gli elementi che caratterizzano il francobollo dedicato al secolo e mezzo dell’ospedale pediatrico “Bambino Gesù”. Il debutto fissato al 19 marzo


Gli elementi

Il testo “Il futuro è una storia di bambini”, il logo del secolo e mezzo, una cornice che evoca l’arcobaleno. È in questo modo che l’Italia (ma molto probabilmente pure il Vaticano, visto che si tratta di un’emissione congiunta) il 19 marzo ricorderà l’ospedale pediatrico “Bambino Gesù”, fondato nella capitale lungo il 1869.

Il bozzetto porta il nome di Antonio Romano, una persona diversa dal solito gruppo di addetti che circola all’interno dell’Istituto poligrafico e zecca dello stato.

Inserito nel percorso “Le eccellenze del sapere”, il dentello sarà un “B”, dal costo attuale pari a 1,10 euro e destinato ad affrancare lettere ordinarie di primo porto o cartoline dirette nel Bel Paese, senza naturalmente trascurare San Marino e la stessa piazza San Pietro.

A sorpresa, risulterà gommato, stampato in seicentomila unità organizzate in fogli da cinquanta.



11 Mar 2019
Mar 11 2019
19:29

Emissioni Italia

Con gli scout. È don Giuseppe Diana

La vittima della camorra verrà ricordata attraverso un francobollo italiano il 19 marzo, nel venticinquesimo anniversario dall’uccisione

La vignetta, ispirata a scatti del fotografo Augusto Di Meo, raffigura sullo sfondo di un gruppo di scout il ritratto di don Giuseppe Diana, affiancato dal testo “Per amore del mio popolo”. Rappresenta -annotano dal ministero allo Sviluppo economico- “il suo scritto più noto, una lettera manifesto dell’impegno contro il sistema criminale”.

È il francobollo, dovuto dal punto di vista grafico a Giustina Milite, che il 19 marzo ricorderà il presbitero ucciso dalla camorra a Casal di Principe (Caserta) esattamente venticinque anni prima; era nato nel medesimo centro campano il 4 luglio 1958.

Quanto ai dati tecnici, sarà un “B” (utile con gli invii di primo porto ordinari per l’interno, ora 1,10 euro) autoadesivo, stampato in due milioni e cinquecentomila esemplari; i fogli risultano da quarantacinque. È inserito nella serie “Il senso civico”.

Anche il Vaticano postale citerà il personaggio: forse lo stesso 19 marzo?



04 Mar 2019
Mar 04 2019
20:57

Emissioni Italia

Una riottenuta dignità

È quanto annota il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, presentando il francobollo per la sua città, proclamata capitale europea della cultura

È “un gigantesco labirinto, dove i secoli e la storia si rincorrono senza posa”. “È come risalire il corso dei secoli alla ricerca dell’uomo che in essi si agita: dall’uomo della moderna civiltà all’uomo paleolitico, dall’abitato di una urbanistica d’avanguardia all’abitato preistorico, dalla politica economica della lotta per l’esistenza alla politica economica per migliorare tale esistenza”.

Sono le parole del sindaco, Raffaello De Ruggieri, contenute nel bollettino illustrativo per il francobollo -emesso oggi- dedicato a Matera capitale europea della cultura. Detto titolo rappresenta “il formale riconoscimento per la riottenuta dignità” cittadina, “uscita dalle nebbie e dalla subalternità e assurta ai vertici dell’attenzione mondiale”. Sapendo che, per un Comune impegnato nello sviluppo e nella crescita del territorio, “la cultura non può essere un muto cimelio del passato, un’ostentazione, un evento. La cultura è risorsa, è conoscenza, è missione, è propellente sociale. Rappresenta un fattore essenziale nella crescita”.

Nessuna sorpresa con i dati tecnici. La carta valore è etichettata “Bzona1”, nata per essere impiegata con gli invii ordinari entro i venti grammi diretti nel Vecchio continente e nel bacino mediterraneo, prestazione che adesso richiede 1,15 euro. È autoadesiva, stampata in due milioni e cinquecentomila esemplari ed organizzata in fogli da quarantacinque. Propone un panorama cittadino. L’annullo per le buste del primo giorno è conservato alle Poste centrali, il Matera Città, ubicato in via Passarelli 13/b (questo pomeriggio disponibile pure a casa Cava, in via San Pietro Barisano 47).



01 Mar 2019
Mar 01 2019
14:24

Emissioni Italia

Una visita di… fuoco

L’incontro tra san Francesco ed il sultano si svolse in Egitto il 24 giugno 1219. Oggi il francobollo che riproduce il lavoro di Giotto


Il francobollo

“Non sappiamo cosa si siano detti, ma possiamo intuirne il tono, il tenore del linguaggio a giudicare da quelli che sono i risultati riportati... Tornò con una terza via per la missione, dopo la prima rappresentata dalle crociate e la seconda dall’isolamento, che percorreva l’incontro e il dialogo: andare verso l’altro. Ma allora, di che parlarono? Di Dio, appunto. Del Dio onnipotente, ch’è Allah clemente e misericordioso. Del Dio comune di ebrei, di cristiani e di musulmani”. È quanto ipotizza padre Enzo Fortunato per l’editoriale della rivista “San Francesco”, testo leggibile nel bollettino illustrativo riguardante il francobollo emesso oggi, quello dedicato al faccia a faccia tra il “Poverello” e Malek al-Kamel. Secondo le fonti, la visita si sarebbe svolta il 24 giugno 1219 a Damietta, in Egitto.

La carta valore, presentata al dicastero allo Sviluppo economico partecipi fra l’altro il ministro, Luigi Di Maio, e la presidente di Poste italiane, Maria Bianca Farina, riprende l’affresco esistente nella Basilica di Assisi (Perugia) intitolato “La prova del fuoco davanti al sultano”. “Giotto illustra magistralmente questo incontro nell’undicesima scena del ciclo pittorico -eseguito intorno al 1296- che racconta la vita del santo. Francesco al centro che indica sia il fuoco che se stesso, mentre a sinistra i sacerdoti musulmani si dileguano e, a destra, il sultano, rifiutando l’offerta di Francesco di entrare nel fuoco solo, a sua volta gli offre «molti doni preziosi… per distribuirli ai cristiani poveri e alle chiese, a salvezza dell’anima sua»”. L’interlocutore, “poiché voleva restare libero dal peso del denaro”, non accettò.

Dalle scritte pesantissime, il dentello è stato prodotto in due milioni e cinquecentomila esemplari, mentre i fogli sono da quarantacinque. È autoadesivo, in vendita a 1,10 euro (si tratta di un “B”, impiegabile per gli invii di primo porto diretti in Italia). L’annullo fdc, in due esemplari, è appoggiato allo spazio filatelia di Roma (si trova in piazza San Silvestro 20) e all’ufficio postale della cittadina umbra (largo Properzio 4).



26 Feb 2019
Feb 26 2019
14:41

Emissioni Italia

L’ultimo dei grandi comandanti veneziani

Così, nel bollettino illustrativo, viene descritto Francesco Morosini, il doge celebrato oggi attraverso un francobollo nel quarto centenario dalla nascita

“Forse l’ultimo dei grandi comandanti veneziani, nonché personaggio tra i più importanti e significativi della storia della Repubblica e delle sue tradizioni marinaresche”. Le parole sono del generale di corpo d’armata della Guardia di finanza Bruno Buratti, rappresentante del Comitato organizzatore delle celebrazioni per il quarto centenario della nascita di Francesco Morosini, nascita avvenuta il 26 febbraio 1619 (morì il 6 gennaio 1694). Per il giro di boa, oggi è stato emesso il francobollo dedicato al doge, “un protagonista assoluto delle vicende belliche che videro la Serenissima contrapporsi all’Impero Ottomano nel XVII secolo e dell’ultima fase espansionistica di Venezia”.

Lavorato da Gaetano Ieluzzo, il dentello mostra a sinistra il ritratto del commemorato. Tratti caratteristici della sua tenuta -prosegue il relatore nel bollettino illustrativo- sono il copricapo denominato “corno ducale” e portato sopra una cuffia candida, nonché il bastone, insegna del comando supremo. Per esaltare la vocazione di condottiero, sullo sfondo della mappa del Regno di Morea, da lui acquisito, è stata aggiunta in primo piano la galea, imbarcazione emblema della potenza marittima. Nel tempo, la Marina militare gli ha intitolato due sommergibili, un incrociatore e la scuola navale sull’isola di Sant’Elena, quest’ultima citata nel dentello da 41 centesimi del 4 maggio 2002.

Quanto agli aspetti tecnici, il nuovo tributo postale è un “B”, utile per gli invii ordinari entro i venti grammi diretti in Italia; è in vendita a 1,10 euro. Autoadesivo, conta su due milioni e cinquecentomila esemplari in fogli da quarantacinque. L’annullo del primo giorno è appoggiato allo spazio filatelia della città lagunare.



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