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08 Giu 2011 - ore 22:31
Giu 08 2011
22:31

Notizie dall'Italia

Blocco alle apparecchiature: interviene Paolo Romani

Il ministro allo Sviluppo economico ha parlato oggi alla Camera. Migliorata la situazione generale. Intanto, la Procura di Roma apre un fascicolo. Passo in avanti per l’Agenzia


Oggi alla Camera si è parlato anche del blocco agli uffici postali

“Il guasto sulla rete postale ha avuto ripercussioni sicuramente molto pesanti per gli utenti. A seguito di tali richieste, Poste italiane ha comunque garantito alla clientela una dichiarazione di mancata fruizione del servizio nei casi in cui il cliente sia stato impossibilitato ad attendere per l’espletamento del servizio stesso. Quanto agli strumenti di intervento di cui dispone, il ministero, nell’ambito della sua attività di vigilanza, oltre all’applicazione delle sanzioni pecuniarie fino a un milione e mezzo di euro previste dal contratto di programma in caso di violazione degli obblighi, ha immediatamente predisposto un’attività straordinaria di verifica ispettiva tramite gli organi territoriali”. “In ogni caso, a partire dallo strumento del tavolo di conciliazione già previsto per domani, il Governo si farà parte attiva per assicurare agli utenti adeguate misure di compensazione per i disagi subiti”.

Sono alcuni dei concetti espressi oggi pomeriggio alla Camera dal ministro allo Sviluppo economico Paolo Romani, rispondendo all’interrogazione a risposta immediata presentata da una sessantina di deputati. Ha rivelato, inoltre, che, in base alle attese, entro sera le operazioni postali e finanziarie effettuate agli sportelli avrebbero raggiunto quota 8 milioni (poi precisate dallo stesso operatore in 8,9 milioni, di cui 290mila pensioni pagate e 2,25 milioni di versamenti su conto corrente). “Quindi, a quanto dice Poste italiane, da questa mattina siamo tornati in una situazione di regolarità”.

In effetti sembra che gli uffici abbiano denunciato essenzialmente dei rallentamenti, spiegati col grande arretrato da smaltire che si era formato nei giorni scorsi. “Regolarmente funzionanti” -aggiunge la società- tutti i 6mila sportelli automatici per i prelievi di contante, i servizi on-line per le operazioni via internet su www.poste.it e i “posteself”, le apparecchiature automatiche dedicate al pagamento dei bollettini di ccp.

Nel frattempo la Procura di Roma ha aperto un fascicolo, senza ipotesi di reato e indagati, per verificare se ci siano stati danneggiamenti dolosi o intrusioni al software o interruzione di pubblico servizio.

Domani si riuniranno sia il cda di Poste, sia i rappresentanti dell’azienda con quelli delle associazioni degli utenti. “Non basta -ha dichiarato l’assessore alla tutela consumatori della Regione Lazio, Teodoro Buontempo- che le Poste italiane si rendano disponibili a tavoli di conciliazione accettati più per propaganda e per salvaguardare l’immagine piuttosto che per risolvere i danni compiuti dall’azienda. Questa vicenda ci deve comunque far riflettere sul fatto che il «tutto privato» non sempre è la medicina giusta e che quando si ha a che fare con un interesse collettivo è indispensabile mantenere un equilibrio tra la funzione pubblica e l’interesse privato”.

Dal canto suo, Poste starebbe valutando una rivalsa nei confronti dell’Ibm (coinvolta insieme ad Hp e Gepin), il cui software, destinato ad una rete di 60mila terminali in 14mila sedi, avrebbe provocato il disastro.

L’intensa giornata ha registrato un passo in avanti della nascente Agenzia nazionale di regolamentazione del settore postale. I nomi del collegio (Carlo Deodato, Francesco Soro e Giovanni Bruno) erano stati indicati dal Consiglio dei ministri un mese fa ed occorreva attendere il parere delle competenti commissioni parlamentari, l’ultimo dei quali giunto oggi. È ora possibile -ha aggiunto il ministro- “concludere in tempi rapidi la procedura di nomina e di costituzione dell’Agenzia e pervenire sollecitamente a porre l’Agenzia stessa nelle condizioni di essere operativa. Resta fermo che, fino al momento in cui l’Agenzia non è operativa, le funzioni di regolamentazione e vigilanza del settore postale continuano ad essere svolte dal ministero”.



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