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31 Ott 2011 - ore 00:45
Ott 31 2011
00:45

Giornali, riviste e siti

L’ufficio nelle grotte? Fu un affare

Il grande successo del servizio, messo a disposizione dei turisti nelle grotte di Postumia, un secolo fa raggiunse le riviste francesi


La carta valore emessa da Belgrado nel 1959

“Una posta sotterranea”: così si intitolava la nota pubblicata da “L’éco de la timbrologie” nel numero del 31 ottobre 1911. La rivista francese era stata incuriosita da un’iniziativa del ministero del Commercio austroungarico, allora definita unica: un ufficio postale posizionato sotto terra, nelle grotte di Adelsberg.

Queste, “le più profonde e più vaste d’Europa”, già allora erano visitate da una folla innumerevole di turisti; da qui l’idea di dotarle di un punto di riferimento dove acquistare francobolli e spedire cartoline (che, naturalmente, costituivano l’oggetto più richiesto) utilizzando un annullo specifico.

Secondo i dati forniti dalla testata un secolo fa, “la vendita media di tali cartoline è tra le sei e le diecimila al giorno. Ma, qualche volta, raggiungono quota cinquantamila e, nei periodi di festa quando le compagnie di trasporto organizzano viaggi a prezzo ridotto, passano le settantacinquemila. In quelle fasi, annullarle tutte richiede oltre otto ore, e l’incasso lordo raggiunge le 3.750 corone”.

Passato all’Italia dopo la Prima guerra mondiale, il sito cambiò i riferimenti politici (per esempio, venne promosso come grotte di Postumia) ma il supporto fu confermato. Anzi, alla meraviglia geologica il Bel Paese, era il 1928, pensò ad una serie di quattro francobolli che tuttavia non superò lo stadio progettuale. In vendita arrivarono, invece, le sei cartoline postali da 30 centesimi; era il 29 marzo 1937.

Anche nella fase jugoslava le Postojnska jama sono state sostenute dal servizio, sia attraverso una presenza fisica, sia attraverso citazioni specifiche, come la cartolina da 10 dinari ma in vendita a 12 del gruppo di turistiche del 1953 e il dentello da 15 dinari del 16 febbraio 1959.

Oggi della presenza si è persa la traccia, e la conferma viene dall’operatore nazionale sloveno, Pošta slovenije. Il complesso -ricordato il 18 ottobre 2002 da un’altra cartolina postale valevole per il traffico interno- ospita soltanto un piccolo negozio dove si possono comprare parecchie cose, “ed anche francobolli”.



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