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28 Dic 2011 - ore 11:03
Dic 28 2011
11:03

Notizie dall'Italia

Versione definitiva per il già “decreto salva Italia”

Nella “Gazzetta ufficiale” di ieri il testo che il Parlamento ha trasformato nella 214ª legge dell’anno

Il “decreto salva Italia”, definito dal Governo il 6 dicembre, rivisto e approvato dalla Camera il 16 e dal Senato il 22, quindi promulgato lo stesso giorno dal presidente della Repubblica e pubblicato ieri notte in “Gazzetta ufficiale”, è entrato in vigore oggi. È la legge n°214 del 22 dicembre 2011, “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n°201, recante disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”.

Per riportarlo tutto -sia come mero elenco delle modifiche introdotte nella versione originale, sia come testo coordinato così da poterne capire di più- è stato necessario predisporre un supplemento ordinario, il n°276.

Oltre ad aver cancellato definitivamente la mai nata Agenzia nazionale di regolamentazione del servizio postale (le competenze -lo prescrive l’articolo 21, intitolato “Soppressione enti e organismi”- sono passate all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che nel frattempo si è già messa a lavorare), il settore è citato soprattutto per gli strumenti di pagamento, e Poste italiane come realtà parallela agli istituti bancari.

Ad esempio, in materia di tracciabilità (articolo 12), si prevede che “lo stipendio, la pensione, i compensi comunque corrisposti dalle Pubbliche amministrazioni centrali e locali e dai loro enti, in via continuativa a prestatori d’opera e ogni altro tipo di emolumento a chiunque destinato, di importo superiore a mille euro, debbono essere erogati con strumenti di pagamento elettronici bancari o postali”. Anche “per incrementare i livelli di sicurezza fisica”. Fermo restando che quanti percepiscono trattamenti pensionistici minimi, assegni e pensioni sociali, a determinate condizioni non dovranno pagare l’imposta di bollo e l’interlocutore, bancario o postale, non potrà addebitare alcun costo. Previsti tre mesi entro i quali si dovrà mettere a punto una convenzione specifica riguardante un conto corrente o un conto di pagamento di base. Al tempo stesso viene spostato dal 31 dicembre 2011 al 31 marzo 2012 il tempo per abbassare ad un massimo di 1.000,00 euro i libretti al portatore.

L’articolo 19, inoltre, conferma l’imposta di bollo sugli estratti conto bancari e postali di ogni tipo (rendiconti riferiti ai libretti di risparmio postale compresi), così come era stata prevista: immutata a 34,20 euro annui per le persone fisiche (ma è azzerata se la giacenza media non oltrepassa quota 5.000), elevata a 100,00 per quelle giuridiche. Cui si aggiunge la proporzionale sugli altri prodotti e strumenti finanziari. “Sono comunque esenti i buoni postali fruttiferi di valore di rimborso complessivamente non superiore a euro 5.000”.



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