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31 Dic 2011 - ore 16:13
Dic 31 2011
16:13

Notizie dall'Italia

Il servizio ai cittadini letto con l’Istat

Tra gli aspetti considerati dall’“Annuario statistico italiano”, accessibilità e tempi di attesa agli uffici postali

Cittadini in fila, e pure con difficoltà. Attendere, per troppo tempo, il proprio turno davanti ad uno sportello resta una costante. A dirlo è l’Istituto italiano di statistica che, prima di lavorare i dati del “XV Censimento nazionale delle famiglie e delle abitazioni”, ha firmato l’edizione 2011 dell’“Annuario statistico italiano”. Elaborando in ventisei capitoli la situazione e aggiungendovi un raffronto con i quattro anni precedenti.

Nel 2011 la quota di famiglie che denuncia difficoltà di accesso a servizi di pubblica utilità, quali farmacie, pronto soccorso, uffici postali e comunali, forze dell’ordine e servizi commerciali costituisce ancora una porzione rilevante, specialmente in alcuni contesti territoriali. Le situazioni più serie -si legge nella parte dedicata a “Famiglie e aspetti sociali vari”- “continuano a manifestarsi relativamente al pronto soccorso (54,8 per cento) e alle forze dell’ordine (38,3 per cento), seguono gli uffici comunali (34,2 per cento), i supermercati (29,2 per cento) e gli uffici postali (26,7 per cento)”. Sapendo che i residenti nel Mezzogiorno risultano particolarmente sfavoriti nel raggiungere tutti i supporti indicati.

Il numero dei maggiorenni che ha utilizzato almeno una volta nell’anno i servizi di sportello varia dal 71,0 per cento degli uffici postali al 43,5 per cento di quelli anagrafici. In una situazione intermedia (49,5 per cento) si collocano le sedi amministrative delle Asl. Per quel che concerne Poste italiane, le attese più lunghe riguardano coloro che devono ritirare le pensioni (56,6 per cento) o effettuare un versamento in conto corrente (47,6 per cento). In generale, è necessario aspettare di più al Centro o nel Mezzogiorno. Nel Sud il 70,8 per cento della popolazione dichiara di attendere in fila per più di venti minuti nel caso della pensione, laddove nel Nord tale fetta scende al 36,1 per cento. Rispetto al 2010, la quota di utenti che ammette tempi di attesa superiori ai venti minuti per le varie operazioni svolte presso gli uffici postali non è variata in maniera statisticamente significativa.



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