Vaccari News

www.vaccarinews.it


Filatelia
Editoria






Tutta la filatelia in una App

Vaccari Shop

Cerca in Vaccari News

Compilare uno o più campi per effettuare la ricerca e premere su "cerca"

30 Ott 2012 - ore 07:45
Ott 30 2012
07:45

Notizie dall'Italia

Forlì - Ottant’anni fa l’inaugurazione

È il palazzo delle Poste centrali, di cui la cronaca locale, più volte negli ultimi tempi, ha ipotizzato la cessione. Eppure, venne restaurato solo cinque anni fa…


Una cartolina d'epoca (archivio Riccardo Braschi)

Mentre si rincorrono le ennesime ipotesi su un possibile, prossimo abbandono dell’edificio da parte di Poste italiane, il suo ottantesimo anniversario trascorso dall’inaugurazione, avvenuta domenica 30 ottobre 1932, passa sostanzialmente inosservato. Il riferimento è al Forlì Centro, situato in piazza Saffi 28.

Dell’edificio si cominciò a parlare alla fine degli anni Venti, così da dare al servizio cittadino una sede più ampia rispetto a quella allora esistente. L’incarico venne affidato all’ingegnere ed architetto Cesare Bazzani (1873-1939), cui si devono gli analoghi immobili postali di Ascoli Piceno, Faenza (Ravenna), Frascati (Roma), Imperia, Macerata, Pescara, Rieti, San Remo (Imperia), Taranto, Terni e Viterbo.

“Il bozzetto della nuova sede -spiega a «Vaccari news» l’esperto Riccardo Braschi- era pronto nel dicembre del 1930; il progetto formale venne approvato dal ministro alle Comunicazioni Costanzo Ciano il 17 gennaio 1931 e variato il 20 ottobre seguente. Espropriati e abbattuti gli edifici che si trovavano nell’area, i cantieri, condotti dalla impresa locale di Ettore Benini, vennero aperti in novembre e sostanzialmente chiusi entro l’ottobre del 1932. Quando, appunto il 30 del mese, lo stesso Benito Mussolini volle presenziare alla cerimonia, anche se il servizio divenne operativo più avanti, il 3 aprile. Secondo i giornali dell’epoca, la cifra complessiva ammontò a 6.680.000 lire, di cui 2 milioni per le espropriazioni e 180mila lire per gli arredi”.

I muratori tornarono tra il 1946 ed il 1950, così da riparare i danni inferti dalla guerra, in particolare dal bombardamento del 25 agosto 1944. Tra gli interventi successivi, la pulizia ed il restauro degli esterni e delle coperture, avvenuti appena cinque anni fa.

Il palazzo è in stile classico modernizzato, caratterizzato da un doppio ordine con arco a tutto sesto e due torrette d’angolo, in un contesto di rigide simmetrie. Sfrutta principalmente il laterizio, ha forma rettangolare con corte al centro e tre piani fuori terra, cui si aggiungono appunto le torrette, il sottotetto ed il seminterrato.

Il prospetto principale comprende, al piano rialzato, il porticato a nove archi da cui si accede all’area per il pubblico ed allo scalone direzionale. Le colonne sono rivestite in travertino e cotto, le pareti interne in travertino. Numerose le perdite di arredi e addobbi dovute alla caduta del regime ed al conflitto, fra cui gran parte delle lampade in vetro di Murano. Rimossi i fasci ed il busto del duce dovuto a Roberto De Cupis. Ma rimossi anche i pannelli di Giovanni Marchini, originariamente collocati sui soffitti delle sale al primo piano e raffiguranti, fra l’altro, due cavalli a significare la posta terrestre e quella aerea.

La sala per l’utenza è di forma semicircolare e vi spicca la scultura bronzea di una figura femminile firmata dallo scultore Bernardo Morescalchi. Le pareti ed i banconi sono rivestiti in marmo di Trani venato; ancora marmi per i pavimenti, mentre i soffitti vennero decorati a stucco. La sportelleria, ora blindata in alluminio e vetro antisfondamento, era in legno. Come rivestito di legno era il casellario, rifatto in metallo negli anni Cinquanta. Dove adesso c’è la sala consulenza, aveva sede il servizio pacchi, mentre al secondo piano operavano i telegrafisti. Nel 2003 si cominciò ad introdurre l’attuale layout aziendale.

A proposito di edifici postali, presto il Reggio Emilia Centro dovrebbe essere trasferito in un’altra struttura dei pressi, mentre la direzione di filiale è finita -alla stregua di quanto accaduto nella città romagnola- all’ex Poste Ferrovia. L’Ancona Città, invece, è sistemato in un container; dovrebbe ritornare nell’immobile storico, in corso di ristrutturazione, a gennaio. Interventi in vista pure al Ferrara Centro.



VaccariNews


Copyright © 2003 Vaccari srl
tutti i diritti riservati
realizzato a partire dal mese di marzo 2003

registrazione Tribunale di Modena
n.1854 del 4 dicembre 2007

direttore responsabile Fabio Bonacina
responsabile editoriale Valeria Vaccari
redazione e ufficio stampa Claudia Zanetti

Il programma per la gestione di Vaccari news è stato appositamente creato e reso funzionante da internet images & fabioferrero.it.

Tutto il contenuto di questo sito, incluse le pagine html e le immagini, è protetto da copyright.
In caso di pubblicazione e/o riferimenti si prega di citare sempre la fonte e di avvisare la redazione: info@vaccari.it

Vaccari srl non si ritiene responsabile di eventuali errori di collegamento nei link proposti, che vengono verificati solo all'atto dell'inserimento.
Sarà gradita la comunicazione di eventuali cambiamenti per poter aggiornare i dati.


Vaccari srl - Via M. Buonarroti, 46 - 41058 Vignola (MO) - Italy
Tel (+39) 059.77.12.51 - (+39) 059.76.41.06 - Fax (+39) 059.760157
Cap.Soc. euro 100.000 i.v. - Registro delle Imprese di Modena n. 01917080366 - P.IVA IT-1917080366

 



https://www.vaccarinews.it/news/Forl_____Ottant___anni_fa_l___inaugurazione/13080