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19 Mag 2014 - ore 09:59
Mag 19 2014
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Appuntamenti

Liberty/1 A Forlì l’approfondimento

Non solo la pittura: la mostra, raggiungibile sino al 15 giugno, dedica spazio a ferri battuti, ceramiche, mobili, vestiti… Mancano, però, i francobolli


La mostra sarà raggiungibile sino al 15 giugno

Una vera festa dell’Art nouveau. A proporla, fino al 15 giugno, sono i Musei san Domenico di Forlì, grazie alla rassegna “Liberty - Uno stile per l’Italia moderna”.

Nel Paese da poco unificato -viene spiegato- “questo movimento, volto a superare le ancora troppo presenti identità regionali, si fa interprete dell’aspirazione al raggiungimento di un linguaggio artistico nazionale comune e adeguato a rappresentare il progresso e la modernità”. La sua caratteristica è la linea sinuosa, fluttuante, che rispecchia nel segno, nel suo stesso divenire, il fenomeno in atto. Protagonista indiscussa è la donna, figura ad un tempo fragile, superba e carnale, immagine del piacere e della libertà.

Il rilievo dato alle arti maggiori, che non esclude i paragoni con modelli ed interlocutori stranieri, “ha voluto favorire un dialogo nuovo con le altre tecniche ed espressioni artistiche in una identificazione di quei valori decorativi che vengono confrontati con quelli pittorici e plastici nelle sezioni dedicate alla grafica, all’illustrazione, ai manifesti pubblicitari e alle infinite manifestazioni dell’architettura e delle arti applicate”.

Tra ferri battuti, ceramiche, mobili, vestiti, merletti, arazzi, réclame, lavori editoriali, mancano -ed è un peccato- i francobolli. Eppure, alcuni autori, noti e citati nel percorso, si impegnarono anche nel settore postale, inteso in senso ampio. Come Duilio Cambellotti, Guido Marussig, Marcello Dudovich e Leopoldo Metlicovitz.

Per converso, è presente un’opera che finì dentellata. È l’olio su tela “L’angelo della vita”, di Giovanni Segantini. Realizzato nel 1894 ed ora in carico alla Galleria d’arte moderna di Milano, venne ripreso per essere trasformato nel 600 lire augurale del 18 ottobre 1991. Curioso quanto scrisse allora, nel bollettino illustrativo, il presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Camillo Ruini. “Di anno in anno, la filatelia natalizia si arricchisce di nuovi soggetti ispirati all’avvenimento di Betlemme. In questo, le Poste italiane si segnalano per accuratezza di scelta e di esecuzione. A fornire la rappresentazione di quella scena, che per la sua tenerezza è la più cara a tutti i cristiani, è l’arte nelle sue manifestazioni antiche e moderne”. Viste le parole molto generiche, e la mancanza in tutto il suo intervento di riferimenti specifici, probabilmente non sapeva quale fosse davvero il soggetto scelto per la carta valore…



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