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28 Mag 2014 - ore 13:27
Mag 28 2014
13:27

Notizie dall'Italia

Datini: la galleria si estende

Prato - Ai due ritratti, già visibili durante la mostra “Da Donatello a Lippi”, se n’è aggiunto un terzo. Ora sono tutti inseriti nell’allestimento permanente di palazzo Pretorio


Riaperto definitivamente l’edificio

Adesso, nel riaperto palazzo Pretorio di Prato, è esposto anche il terzo. Un ulteriore dipinto, cioè, che ricorda Francesco di Marco Datini, il mercante vissuto tra il 1335 ed il 1410 che ha lasciato un enorme patrimonio economico ed un altro documentale, lettere soprattutto, ancora conservato all’Archivio di stato cittadino. Realizzato nel 1491 dal pittore Tommaso di Piero Trombetto, il ritratto proviene dalla residenza fatta costruire dal personaggio.

Gli altri due erano stati proposti durante la mostra “Da Donatello a Lippi - Officina pratese”, che l’inverno scorso ha permesso agli interessati di entrare nell’edificio dopo lunghi anni di chiusura. Uno è posizionato all’ingresso: è l’affresco che Pietro di Miniato fece nel 1415, “Veduta della città e del palazzo con Francesco Datini”. L’altro è la tavola dovuta a Filippo Lippi, che gli esperti datano tra il 1452 ed il 1453: “Madonna del Ceppo tra i santi Stefano e Giovanni Battista con Francesco Datini che presenta i suoi buonomini”. Tutti e tre caratterizzano l’allestimento permanente.

Allestimento che naturalmente accoglie pure altri lavori, ad esempio firmati da Alessandro Allori, Cecco Bravo, Battistello Caracciolo, Bernardo Daddi, Giovanni da Milano, Filippino e Filippo Lippi, Lorenzo Monaco, Santi di Tito, valorizzati dal lavoro degli architetti Adolfo Natalini, Piero Guicciardini e Marco Magni. Accanto ai dipinti ed alle sculture patrimonio della città, uno spazio è lasciato alle rassegne temporanee (ora vi è “Ritratti incancellabili”, di Emilio Isgrò).

L’immobile ha assunto le sue forme attuali tra il Duecento ed il Trecento, conglobando tre fabbricati preesistenti. Solo nel 1912 venne destinato al Museo civico, funzione che ha adempiuto sino al 1997, quando si fecero improrogabili le esigenze di restauro, sia murarie, sia ai soffitti lignei ed agli affreschi. Ormai, però, è un capitolo alle spalle.



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