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16 Gen 2017 - ore 13:33
Gen 16 2017
13:33

Notizie dall'Italia

Il 2015 di Poste secondo la Corte dei conti

La relazione annota il ricorso alle consulenze esterne per promuovere i cambiamenti della società e, in particolare, l’ingresso in Borsa. Diminuiti gli eventi criminosi ed i reclami


In 150 pagine

L’esercizio si connota principalmente per la conclusione del processo che ha portato alla quotazione in Borsa delle azioni di Poste italiane (27 ottobre 2015) nell’ambito del programma di privatizzazioni inerente le società partecipate dal ministero dell’Economia e delle finanze. Le conseguenti scelte sono state effettuate, oltre che nella prospettiva della quotazione, anche per aderire alle disposizioni di vigilanza emanate dalla Banca d’Italia ed applicabili all’azienda in ragione delle attività condotte per il tramite del patrimonio Bancoposta.

Sono alcuni dei concetti sottoscritti dalla Corte dei conti e relativi alla gestione finanziaria del gruppo per il 2015. Tra i rilievi, “un incremento di spesa per i contratti relativi ai settori di comunicazione, formazione e consulenza”, volti ad impostare l’ingresso nel mercato. Tuttavia, il ricorso a collaborazioni esterne è rimasto significativo anche successivamente per illustrare i progetti di trasformazione introdotti.

Andando nello specifico, le 150 pagine di relazione puntano a diversi aspetti inerenti sia la capogruppo, sia il resto delle realtà collegate.

Tra i temi affrontati, quello dei reati, segnalando -rispetto al 2014- un calo del numero di rapine (-6,1%), un progressivo incremento nella percentuale di furti sventati, una riduzione del 13% di quelli consumati. L’impatto economico ha evidenziato anch’esso un andamento decrescente, registrando un valore della perdita complessiva pari a 6,055 milioni (-9,2% a paragone del 2011).

Con riferimento alla prevenzione delle frodi ed allo sviluppo di strumenti informatici relativi alla difesa, sono stati completati 750 incarichi di accertamento che hanno portato a individuare 1.048 distinte responsabilità interne. Il danno economico rilevato nel 2015, pari a 8,1 milioni, risulta dimezzato (-49%) se contrapposto al dato precedente.

Quanto ai reclami (utili per misurare la percezione da parte degli utenti), quelli ricevuti per i servizi postali sono stati 223.552 (-4,12% in confronto al 2014), di cui 202.533 trattati (-9,1%); a giudizio della stessa azienda, 21.019 sono risultati infondati.



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