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03 Apr 2017 - ore 10:18
Apr 03 2017
10:18

Appuntamenti

Quella posta da ospedale psichiatrico

Fino al 19 novembre, Salò (Brescia) ospita la mostra di Vittorio Sgarbi “Museo della follia - Da Goya a Bacon”. E nel percorso…


Corrispondenza in arrivo…

Una cartolina postale con risposta pagata, il 30 centesimi del 1933 raffigurante la locale strada del Ponale. È tra i reperti che compaiono nella mostra “Museo della follia - Da Goya a Bacon” fino al 19 novembre accolta al Museo di Salò (Brescia). La sua giustificazione è presto detta: è indirizzata ad una persona presso l’Ospedale psichiatrico di Trapani, a dimostrare il collegamento, talvolta labile, tra un mittente “fuori” ed un destinatario “dentro”. La modalità espositiva impedisce di leggere il messaggio collocato al retro, ma la testimonianza rimane, una fra le tante presenti nel percorso. Come diversi altri reperti, non ha didascalia ma un numero, nel caso specifico il 25. Un numero che non porta a nulla, che non si riferisce a nulla, messo lì semplicemente per sottolineare lo stato confusionale tipico del contesto narrato.

Più valorizzata è un’altra deposizione: in un’angusta e scardinata stanzina, praticamente un confessionale con tanto di cassetta per il corriere, la voce narrante, in stretto siciliano, racconta la sua esperienza dentro a quei muri. È una lettera destinata all’esterno, la si può leggere sulla parete nella versione in italiano. “Cicì… lo sai che ti devo raccontare? Un infermiere mi ha regalato un vestito molto bello. Ma per ora non lo metto, aspetto la festa e aspetto te che mi vieni a prendere per uscire…”. La missiva, viene spiegato, fu scritta il 15 ottobre 1972 dall’Ospedale psichiatrico di Palermo, ma non è “mai arrivata a destinazione”.

Curato da Vittorio Sgarbi, l’allestimento ha come obiettivo “affrontare un tema così complesso dai punti di vista dell’arte, della storia, dell’attualità”. Tra i nomi rappresentati, Francis Bacon, Jean-Michel Basquiat, Michele Cammarano, Vincenzo Gemito, Pietro Ghizzardi, Francisco Goya, Silvestro Lega, Antonio Ligabue, Antonio Mancini, il Piccio, Fausto Pirandello, Telemaco Signorini, Franz von Stuck, Adolfo Wildt. D’altro canto, l’invito è “Entrate, ma non cercate un percorso. L’unica via è lo smarrimento”…



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