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19 Mag 2018 - ore 10:28
Mag 19 2018
10:28

Notizie dall'Italia

Ritrovamento/2 In laboratorio

La massa cartacea di cento anni fa è stata sottoposta a liofilizzazione per asportare il ghiaccio residuo. Tale accorgimento ha potuto rendere più agevole la separazione dei materiali


La fase della liofilizzazione con la specialista Cristina Dal Ri

Il cadavere di un soldato rinvenuto dopo oltre cento anni sull’Adamello (news precedente); l’obiettivo: dargli, se possibile, un nome e un cognome.

Quindi, cosa avete fatto? “La massa cartacea ritrovata dentro la giubba -prosegue nel racconto con «Vaccari news» il direttore dell’ufficio beni archeologici che fa capo alla Soprintendenza per i beni culturali di Trento, Franco Nicolis- è stata portata in laboratorio e trattata in un liofilizzatore per asportare il ghiaccio residuo. In tale modo, i fogli diventano molto fragili ma si conservano bene. A questo punto, abbiamo cominciato ad esaminarli”.

Cosa avete trovato? “Prima è emerso un frammento di cartolina postale con un pezzo del nome, ma ancora non era chiaro. Poi è uscita la ricevuta del pacco del padre e tutti i dati, cosa che ci ha permesso di dare una svolta all’indagine. Ancora, sono emersi l’impronta di un annullo di Milano probabilmente su una cartolina, brandelli di un santino, forse una foto e forse il certificato di una visita medica. Ma sempre a pezzettini”.

Avete dato un’identità alla persona? “Sì, ed il confronto con Onorcaduti ha fatto il resto. È molto raro arrivarvi; è successo qualche anno fa per un fante grazie al piastrino, ma si vedeva a malapena. Questo soldato si chiamava Rodolfo Beretta; era nato il 13 marzo 1886 a Besana in Brianza ed è scomparso l’8 novembre 1916, alle 2.30 della notte. C’erano stati i testimoni e quindi c’è il verbale con la dichiarazione di morte, ma il cadavere non era stato recuperato: occorre ricordare che allora il ghiacciaio era venti-trenta metri più alto di adesso”.

Cosa ne farete dei reperti? “Li terremo nei nostri depositi con le stesse tecniche di conservazione degli oggetti archeologici, a meno che gli eredi -individuati- non li vogliano” (fine).



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