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18 Mar 2019 - ore 10:07
Mar 18 2019
10:07

Appuntamenti

Quando si voleva “francesizzare l’Italia”

Il richiamo nella mostra ospitata a Milano sino al 23 giugno, intitolata “Jean Auguste Dominique Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone”. Tra le opere…

Curioso notare che il suo Paese, la “generosa” Francia, gli abbia dedicato soltanto un francobollo, emesso nel lontano 9 settembre 1967: nominale da 1,00 franco, cita l’opera “La bagnante”. E per… scovare tra i dentelli il dipinto del 1806 “Napoleone sul trono imperiale” utilizzato come simbolo della mostra bisogna ricorrere ad esempio al Niger, che lo impiegò per un 150 franchi locali di posta aerea il 27 gennaio 1969, volendo ricordare il doppio secolo dalla nascita del generale corso.

Al centro dell’attenzione vi è l’allestimento “Jean Auguste Dominique Ingres e la vita artistica al tempo di Napoleone”, aperto a palazzo Reale di Milano sino al 23 giugno. Allestimento che propone altri richiami di settore, come l’olio su tela “L’Aretino e il messaggero di Carlo V” del 1848, sempre di Ingres (1780-1867). Oppure l’incisione “Napoleone riceve il messaggero austriaco a Lonato”: è un pezzo della serie bulinata, tesa a documentare il ciclo pittorico di Andrea Appiani (1754-1817) caratterizzante dal 1807 proprio palazzo Reale, prima che un bombardamento del 1943 lo distruggesse. Curioso il dipinto con Raffaello Sanzio: non è l’autentico autoritratto conservato agli Uffizi ed impiegato dall’Italia nel 50 lire del 25 maggio 1974, ma una copia ancora di Ingres, omaggio formulato nel 1820-1824 al maestro che tanto ammirava.

Nell’itinerario curato da Florence Viguier-Dutheil il visitatore trova oltre 150 opere, di cui circa 60 del protagonista. Permette di evidenziare i rapporti tra i due Paesi quando il condottiero giunto da Parigi disse -era il 12 giugno del 1805- di voler “francesizzare l’Italia”. Coniugando eredità della Rivoluzione e dispotismo autoritario -commentano i promotori- “la sua politica ha avuto un impatto immediato e duraturo anche al di qua delle Alpi. Proprio in ragione della sua ampiezza e della funzione attribuita alle arti, si è sviluppato uno straordinario incontro tra le diverse tendenze che compongono la modernità europea nella stagione del Neoclassicismo”.



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