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02 Apr 2019 - ore 00:55
Apr 02 2019
00:55

Notizie da Vaccari

Ottocento da brividi

Alla scoperta dei lotti più significativi tra quelli di Antichi Stati e Risorgimento. Saranno messi all’asta il 6 aprile, ma le offerte dovranno giungere entro il 5


Una coppia (lotto 105) del Ducato di Modena…

Sono gli ultimi giorni. Pronti per l’asta? “Certo”, risponde da Vignola (Modena) il presidente della società, Paolo Vaccari. “Ora siamo concentrati sulla visione agli interessati dei 1.286 articoli, possibile su appuntamento presso la nostra sede dal 3 al 5 aprile (le offerte e le prenotazioni per la «live»-lo ricordo- dovranno giungere entro le ore 17 di venerdì 5). Si potranno anche esaminare il 6 dalle 8.15, sapendo che alle 10 il battitore comincerà a mettere sul mercato il materiale e che non verranno aggiunte commissioni per l’aggiudicazione”.

“Praticamente subito cominceremo con gli Antichi Stati, il nostro «cavallo di battaglia». Vorrei segnalare, solo a titolo di esempio, il 25 centesimi di Modena in coppia, dalla gomma integra e bordo di foglio con errore di colore nella carta, non emesso, e con una particolarità unica in questo francobollo, cioè l’errore di composizione tipografica: ha il punto in alto dopo «cent» nel secondo esemplare (è il lotto 105, che proponiamo a 4.500 euro contro una stima del Sassone di oltre 20mila). Di Lombardo-Veneto ecco la ricevuta di ritorno da Ponte di Brenta a Milano dell’11 luglio 1856 con il 45 centesimi del III tipo azzurro vivo (37, 1.800); il plico da Chioggia a Venezia del 10 settembre 1863 caratterizzato dalla mista 15 soldi azzurro del II tipo e 5 rosa del 1863 (60, 900); quello da Teolo ad Este del 16 luglio 1866 ancora con il 5 soldi rosa ma usato subito dopo il passaggio dell’area all’Italia (ha fatto parte della collezione di Albino Bazzi, 75, 1.500); il raro annullo austriaco di Motta su intero postale (96, 350)”.

E Napoli? “Anche tale comparto offre numerosi pezzi importanti. Basta citare il grande frammento di lettera dall’Aquila a Roma del 29 giugno 1859 con il 50, il 10, il 20 ed il 5 grana (172, 7.500); il ritaglio di giornale munito del ½ tornese azzurro «Trinacria» (173, 6.500); la lettera da Cotrone a Messina dell’8 febbraio 1861 munita di una striscia verticale di quattro del ½ grano carminio vivo appartenente alla II tavola (181, 12mila); il frontespizio da Napoli ad Annonay dell’1 maggio 1861 con il 5 ed il 20 grana associati al 10 di Province napoletane (188, 16mila). Va segnalato pure l’invio da Bari a Castellana del 29 giugno 1863: si caratterizza per il 15 centesimi di Vittorio Emanuele II ancora con il bollo «Annullato» a svolazzo di Casal San Michele (200, 7.500). Potrei continuare, ma consiglio di sfogliare tutto il catalogo”.

Naturalmente, non manca il capitolo risorgimentale… “Da non perdere -conclude l’esperto- la lettera da Milano a Lione del 27 aprile 1859 (data in cui iniziò ufficialmente la Seconda guerra d’indipendenza) con l’affrancatura tricolore formata dal 5, dal 10 e dal 15 soldi (417, 7mila); oppure il 5 del II tipo impiegato per un corriere tra Gargnano e Toscolano il 22 giugno successivo, dopo la temporanea occupazione italiana (422, 8mila). Infine, aggiungo tre buste da Livorno alla Francia di fine 1870; sono indirizzate al dottor Adamo Ferraris presso lo Stato maggiore di Giuseppe Garibaldi: rappresentano un raro insieme (427, 250)”.



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