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13 Mar 2009 - ore 20:58
Mar 13 2009
20:58

Notizie dall'Italia

Corte dei conti: aggiornarsi per bancoposta e liberalizzazione

È necessario -dice l’organo, che ha concluso l’esame del bilancio 2007 di Poste italiane- l’intervento del legislatore o del Governo

Assetto del bancoposta e liberalizzazione del mercato. Sono queste le due problematiche principali evidenziate dalla Corte dei conti, che ha finito di esaminare il bilancio 2007 di Poste italiane.

La prima questione è “legata alla necessità di trovare una soluzione tecnico-operativa per il corretto e completo espletamento delle attività di tipo bancario”. Pur essendo stata ampiamente dibattuta nel corso del 2007 dal cda di Poste italiane spa, “non ha ancora trovato una soluzione compatibile con l’attuale sistema” interno. Sul punto -proseguono i magistrati- “è altamente auspicabile un intervento del legislatore o del Governo, tenuto conto che il contesto normativo nel quale opera il bancoposta appare superato”. Guardando le cifre, nel 2007 il settore ha registrato un incremento del 2,5%, contro il 9,5% registrato dodici mesi prima.

Anche l’altro tema richiede il supporto del Parlamento o dell’Esecutivo. In questo caso, lo scopo è garantire “una maggiore tempestività nell’espletamento delle procedure di adeguamento alla normativa europea. Significativa in proposito è la vicenda del «Contratto di programma 2006-2008» concernente tra l’altro i nuovi obiettivi di qualità dei servizi”, che ha trovato definitiva conclusione soltanto a fine triennio, con la pubblicazione del testo nella “Gazzetta ufficiale”.

I dati economici, va ricordato, sono positivi: la società ha portato a casa un risultato operativo di 1.583 milioni, da cui deriva, al netto delle imposte, un utile di esercizio pari a 704,3 milioni, in aumento del 45,7% sul 2006.

I servizi postali risentono di un calo in termini di pezzi lavorati del 17,2%; ciononostante, “evidenziano un aumento complessivo delle entrate del 3,5% attribuibile, essenzialmente, agli effetti della rimodulazione tariffaria attuata nel 2006 ed entrata a pieno regime nel 2007”.

Per quanto riguarda, più in specifico, la filatelia, il comparto -sottolinea la relazione- ha rinnovato il trend positivo degli anni precedenti, mostrando un forte sviluppo sia nei volumi (+22,6%), sia nei ricavi. Questi ultimi “si attestano a 166 milioni di euro, con una crescita del 27,8% rispetto al 2006... I risultati confermano il successo del francobollo e l’efficacia della strategia aziendale nello sviluppare un’offerta di prodotti correlati diretti sia ai collezionisti che ai clienti occasionali”.

Pure sul gruppo Poste nel suo complesso, che chiude positivamente per il sesto anno consecutivo il proprio bilancio (risultato operativo pari a 1.771,2 milioni; utile di 843,6 milioni), occorre guardare oltre le cifre. “Si rende sempre più urgente un intervento teso alla sua razionalizzazione, come anche proposto dall’azionista nell’assemblea del maggio 2007. La situazione, come oggi si presenta, è complessa in quanto la stratificazione di società, nate a più riprese e sotto spinte contingenti, ha determinato il consolidarsi di un sistema interconnesso”. Tale sistema “sembra non permeabile a radicali modificazioni che imporrebbero, invece, soppressioni o quantomeno fusioni per incorporazione, per rendere più efficienti singoli settori ed anche ridurre spese dedicate a gestioni non più produttive”. In particolare, “la logistica e l’evoluzione informatica richiederebbero una attenzione precipua”.

Nel settore assicurativo si rilevano problematiche a carico di Poste vita spa, “che ha risentito delle sofferenze e criticità presenti nei mercati finanziari ed azionari, con ricadute incidenti sul rendimento di alcuni prodotti assicurativi collocati sul mercato nel periodo 2001-2002. La società -conclude la Corte- si sta attivando presso la clientela per proporre soluzioni tendenti alla riduzione dei rischi”.



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