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07 Lug 2009 - ore 21:22
Lug 07 2009
21:22

Emissioni Italia

Un soggetto “molto innovativo, forse anche discutibile”

È l’opinione del ministro allo Sviluppo economico, Claudio Scajola, che oggi pomeriggio ha presentato la nuova serie ordinaria “Posta italiana”


La nuova ordinaria è stata presentata questo pomeriggio a Roma

Roma - “Bisogna guardare l’oggi, non il domani. Con questa serie abbiamo confermato la presenza e l’eccellenza di Poste italiane”. Insomma, un altro esempio del “made in Italy”. È la risposta che questo pomeriggio il ministro allo Sviluppo economico, Claudio Scajola, ha dato alla domanda rivolta da “Vaccari news” sul perché dello spot in favore di Poste italiane assicurato con la nuova ordinaria.

Un’altra risposta, meno ufficiale, viene dai… corridoi della società per azioni: si è scelto il medesimo testo impiegato una volta sui francobolli nazionali. Un ragionamento che, naturalmente, non tiene conto degli anni trascorsi e del diverso significato assunto dal medesimo testo nel tempo. Una volta, certo, era un semplice sinonimo di “Italia”; ora è il preciso nome, proposto negli identici caratteri, dell’operatore che svolge il servizio postale universale per conto dello Stato. Operatore che un domani non troppo lontano dovrà sottostare a una gara d’appalto e magari essere sostituito da un’azienda concorrente.

“Oggi -ha detto «il filatelico ministro Scajola» (la definizione è del presidente di Poste italiane, Giovanni Ialongo, ndr)- va in pensione dopo dieci anni l’ordinaria precedente, sostituita da quella in arrivo. Dieci anni di onorato servizio che hanno visto la trasformazione di Poste”. Allora Poste era famosa per i costi e la scarsa produttività … Adesso “è un modello di efficienza di fronte a tutto il mondo”.

Ora -ha proseguito- Poste non è solo il francobollo e con questi autoadesivi “mi manca un po’ la leccata. Ma guai se pensassimo ad un futuro senza francobollo, anche se bisogna puntare all’innovazione”.

E il soggetto scelto? Claudio Scajola lo ritiene “molto innovativo; forse anche discutibile, ma che deve durare altri dieci anni”. E mettersi il marchio Poste italiane “è un motivo di onore, per noi e per chi vi lavora”.

Alla presentazione, oltre all’amministratore delegato della spa, Massimo Sarmi, ha partecipato il presidente dello stesso gruppo, Giovanni Ialongo. Secondo il quale, i quattro esemplari e la cartolina che compongono la serie “presto entreranno nel costume del Paese”, per “la loro diffusione, per i colori e per la grafica particolarmente accattivante. Nell’era di internet, quando tutto sembra passare velocemente, il francobollo resta uno degli oggetti più conosciuti”.



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