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30 Dic 2010 - ore 09:55
Dic 30 2010
09:55

Notizie dall'Italia

Il ministero vincola l’archivio della posta militare

Contiene 400mila documenti che testimoniano il servizio tra il 1908 e il 1950. Dal 1982 è conservato a Prato presso l’Issp


L'archivio è conservato in sessanta metri lineari di faldoni

Un elemento positivo in un contesto che, dal punto di vista economico, appare davvero preoccupante per l’Istituto di studi storici postali. Il ministero per i Beni e le attività culturali -attraverso la Soprintendenza archivistica per la Toscana- ha avviato il procedimento amministrativo per dichiarare di “interesse particolarmente importante” l’archivio riguardante la posta militare italiana tra il 1908 e il 1950. Un insieme -si legge nella comunicazione ufficiale- in grado di testimoniare “il funzionamento dei servizi postali militari italiani in tempo di guerra”.

“È un’ottima notizia -commenta il direttore dell’Issp, Andrea Giuntini- in quanto valorizza un patrimonio di carattere storico significativo, una fonte preziosissima sulle comunicazioni tra i vari settori amministrativi. E lo lascia in affido a Prato, nello specifico alla nostra onlus. La stessa città che negli ultimi tempi non ha potuto acquistare, per problemi economici, un altro insieme memorabile, l’archivio del concittadino, che fu scrittore e giornalista, Curzio Malaparte, ora portato a Milano”.

In questo caso non occorrono fondi per acquistarlo, in quanto è già nelle disponibilità dell’Istituto. Il provvedimento impone alcuni vincoli, come il divieto di smembramento, l’approvazione di opere e lavori, la denuncia degli eventuali atti di trasferimento della proprietà. “Vincoli -ricorda Andrea Giuntini- che saranno più complessi da rispettare nel momento in cui lo stesso Istituto -come potrebbe accadere l’anno prossimo, nonostante le iniziative che stiamo definendo- dovesse chiudere per mancanza di fondi, con il possibile ritorno dell’archivio a Roma”. “Ci auguriamo un intervento degli enti toscani affinché... rimanga aperto e l’archivio resti a Prato”.

L’insieme conta su 400mila documenti, organizzati in faldoni che si sviluppano per sessanta metri lineari. Dopo l’ultimo conflitto venne passato all’allora ministero delle Poste e delle telecomunicazioni e da questo, nel 1982, affidato all’Issp, con il compito di conservarlo e metterlo a disposizione degli studiosi.

In base alle normative in vigore, la procedura dovrà completarsi entro sei mesi.



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